Alla scoperta di Kranjska Gora

Alla scoperta di Kranjska Gora
Spread the love

Kranjska Gora, località conosciuta da tutti gli appassionati della montagna in realtà è nota ai più solo sulla carta. Praticamente tutti hanno sentito parlare di questa cittadina famosa in particolare per ospitare una delle gare più longeve della Coppa del mondo di sci alpino. Come tradizione vuole pure quest’anno ci sono state due gare, quelle di slalom gigante e di slalom speciale, tutto al femminile. Già in calendario le gare per la prossima stagione: a gennaio sono pianificate le due prove femminili e a marzo quelle maschili, meteo permettendo.
Ma notorietà a parte, in pochi saprebbero indicare Kranjska Gora sulla mappa geografica. Il numero delle persone che l’hanno visitata l’hanno visitata e che sanno come arrivarci è ancor più esiguo. Se si parte da Fiume il viaggio di circa 200 chilometri dure più o meno tre ore. Il tragitto più semplice scorre lungo la strada che porta verso Postumia, la città resa famosa dalle splendide grotte. Qui s’imbocca l’autostrada che conduce a Lubiana. Superata la capitale slovena si devia a nord-ovest verso l’Austria e il tunnel della Caravanche. Passata Jesenice, si esce all’ultima uscita prima del tunnel. Fino a Kranjska Gora mancano ancora 20 chilometri che si snodano su strade secondarie immerse nella natura. Si transita lungo un canyon circondati dalle montagne, le più alte del Paese, lungo una strada che conduce fino a Tarvisio in Italia lambendo il confine con l’Austria.

Una vetta alta alta
Facciamo però un passo indietro. Prima di scoprire Kranjska Gora ci fermiamo cinque chilometri prima, a Gozd Maturljek. Una località quasi del tutto sconosciuta. Conta poco più di 500 abitanti, ma grazie al turismo i residenti sono molti di più. Questo paesino si trova incastrato tra le montagne e in primis sotto al Špik la cui vetta svetta a un’altitudine di 2.472 metri sul livello del mare, uno dei simboli di questa cittadina che vive essenzialmente di turismo. Gozd Maturljak è un ottimo punto di partenza per vivere al meglio l’area. Ci troviamo immersi dal verde, con la musica dei ruscelli e dei fiumiciattoli che ci fanno da colonna sonora. C’è l’imbarazzo della scelta su dove andare e cosa vedere. Dalla zona del campeggio, affiancata da un grande parcheggio ci dirigiamo verso il centro cittadino. Ci divide solo il ponte. Una volta dall’altra parte deviamo alla sinistra ed entriamo nella zona ciclo-pedonale. Nei pressi di Gozd Maturljak passa una delle strade ciclabili più importanti della regione. Collega Tarvisio con Jesenice per un totale di circa 40 chilometri e un dislivello di circa 360 metri. È un percorso molto praticato dagli appassionati delle due ruote, ma anche dagli alpinisti che vi ci passano per dirigersi le montagne.

Le cascate di Martuljek
Prima di procedere in direzione di Kranjska Gora conviene fare una deviazione. C’è da fare una salita, non troppo impegnativa però molto suggestiva. Infatti, tra Gozd Maturljek e lo Špik si trova un’attrazione spettacolare: le cascate di Martuljek. Sulla carta sono due, quella superiore e quella inferiore: quella inferiore ha un’altezza di 50 metri, mentre quella superiore di ben 110 metri. Sono sempre ricche d’acqua e alimentati dai vari corsi d’acqua che scendono dalle montagne circostanti. Per salire fino a quello superiore agli escursionisti meno abituati alle arrampicate possono impiegarci anche un paio d’ore e gli ultimi metri del tracciato sono impegnativi, però per il resto il percorso è più facile.

Scendiamo di nuovo a valle e torniamo sulla nostra strada pedonale-ciclabile e ci dirigiamo verso Kranjska Gora. La strada è leggera e dritta. Ogni tanto si oltrepassano dei ponti e si gode il panorama verso nord, le sue montagne, ma pure i prati che ci dividono dalla strada principale. Passato il paesino di Log accediamo alla nostra meta. Passiamo accanto al piccolo cimitero locale. Sulle lapidi il cognome più frequento è Košir e alla mente ci viene Jure Košir, originario di Mojstrana (località a due passi da Kranjska Gora) uno dei più forti sciatori sloveni di tutti i tempi. Vincitore di una medaglia di bronzo alle Olimpiadi (nel 1994, nello slalom speciale) e con tre vittorie nella Coppa del Mondo, di cui una conquistata a Kranjska Gora (1999).

Lo Statuto del 1848
Kranjska Gora, che vanta uno Statuto municipale sin dal 1848, è del tutto orientata al turismo, in primis quello invernale. I visitatori sono ormai quasi un milione all’anno. Prima di dirigerci verso il centro passiamo attraverso il vecchio ponte sul fiume Pišnica (uno degli affluenti della Sava) che divide la cittadina di circa 2.000 abitanti in due parti. In origine si trattava di un ponte ferroviario eretto durante la costruzione della linea ferroviaria che collegava Jesenice con questa parte della Slovenia. La linea rimase attiva fino al 1966 e negli ultimi decenni collegava la vicina Planica con Jesenice. Il suo tracciato coincide in buona parte a quello dell’odierna pista ciclabile.

Man mano che ci avviciniamo al centro storico di Kranjska Gora si vedono aumentare i ristoranti, i bar e i negozi; tutto è orientato all’industria dell’ospitalità. C’è l’imbarazzo della scelta dove fermarsi per un buon pranzo. L’offerta è ampia, benché la maggior parte dei locali siano delle pizzerie. Dopo un buon pranzo non ci rimane altro che conoscere più a fondo la cittadina.

La storia di Kekec
L’epicentro di Kranjska Gora è costituito dalla chiesa della Madonna dell’Ascensione risalente al 16º secolo. Poco più avanti si trova la casa natale di Josip Vandot, uno dei maggiori poeti e scrittori sloveni. Vandot è famoso in particolare per la creazione del personaggio di Kekec, un pastorello coraggioso e intelligente proveniente dagli altopiani della sua regione natale, le Caravanche e le Alpi Giulie. Sono tre i libri scritti da Vandot con Kekec come personaggio principale. Storie dalle quali sono stati tratti anche dei film. A Kranjska Gora c’è pure un parco dedicato a Kekec e alle sua avventure. E a proposito di parchi, a Kranjska Gora non si può fare a meno quello della Pace, realizzato in ricordo del dramma della Prima guerra mondiale. Durante il conflitto Kranjska Gora è stata un centro logistico di grande rilevanza. Da qui partivano gli approvvigionamenti verso le prime linee, incluso il fronte dell’Isonzo.

Lo Zlatorog
Finita la passeggiata nel centro cittadino ci dirigiamo a sud. Seguiamo il fiume Pišnica e dopo appena due chilometri ci troviamo davanti a una fenomenale visuale. Davanti a noi si è aperta una panoramica verso numerose cime e un pittoresco lago Jasna (il paesaggio ricorda vagamente quello di Fužine, nel Gorski kotar, in Croazia). In realtà i bacini sono due, sono divisi da una sottile striscia di terra. D’estate ci si può fare anche il bagno e abbronzarsi lungo le sponde. E qui campeggia il monumento allo stambecco dalle corna d’oro (lo Zlatorog), uno dei simboli della Slovenia.

Il campo da golf
Dopo una pausa al lago torniamo indietro. Ripercorriamo il centro con le sue case in stile alpino austriaco e ci dirigiamo a nord. Ritorniamo al vecchio ponte e poco dopo arriviamo in periferia. Questa zona è in primis nota agli amanti del golf. Qua c’è un grande campo di golf che si estende per buona parte del nord della città e a est lungo il fiume Pišnica. Ancora più a nord arriviamo ai piedi della montagna, della Sava e di altri fiumi minori. Ed è proprio la Sava ad attirare la nostra attenzione. Accanto c’è un sentiero che ci porterà dritti fino al punto di partenza. Infatti, dopo circa un chilometro che costeggiamo la Sava arriviamo al punto d’incontro dove la Pišnica confluisce nella Sava. Entrambi i fiumi sono qui piccoli e quasi asciutti durante l’estate. Si possono attraversare senza problemi anche se in certi tratti la corrente è forte, anche se il livello è basso e non crea problemi. Però la sua forza si può notare lungo il percorso più a est dove mancano diversi ponti, spazzati via durante l’alluvione del 2023. Alla fine cerchiamo un punto panoramico per poter godere di questa regione.

Tornando indietro deviamo verso il paesino di Srednji vrh. Il cammino ha tratti anche ripidi e c’è qualche vecchia casa con tanto di mulini e persino una mini centrale idroelettrica. Arrivati in cima di questo percorso troviamo una vecchia cappella del 17º secolo. È dedicata a una bambina che durante un forte temporale ha cercato rifugio da queste parti però è rimasta folgorata. Accanto alla cappella una panchina e una panoramica verso la valle di Kranjska Gora.

Una discesa tortuosa
Andiamo avanti nel nostro percorso e troviamo altre due cappelle nel bosco e arriviamo a Srednji vrh. Qui ormai siamo completamente sopra il paesino di Gozd Maturljek. Non ci rimane altro che scendere lentamente lungo la tortuosa discesa. Ogni tanto si aprono delle panoramiche. A sud domina lo Špik, mentre a nord si vede la cima Tuperjevo poldne-Techantinger Mittagskogel, nome sloveno e nome tedesco per indicare la montagna che sta letteralmente al confine tra Slovenia e Austria. Per salire da Gozd Maturljek servono almeno tre ore e una buona condizione fisica. Lungo la discesa si vedono quelle che sembrano delle scorciatoie, però guai a prenderle in quanto sono i percorsi che vengono fatti in salita dagli amanti delle ferrate con tanto di protezioni. Sono la ferrata Hvadnik e la ferrata Jerman. La prima la vediamo poco dopo, subito dopo il tunnel. Continuiamo avanti e dopo poco torniamo nel paese di Gozd Maturljek e al nostro punto di partenza.
Finisce così la nostra visita alla scoperta della regione di Kranjska Gora e la sua parte orientale. Una regione immersa nel verde e tra le montagne. Anche se è stata scoperta e massicciamente frequentata dagli amanti dello sci vive tutto l’anno grazie a tante altre attività. E se vi domandate, e lo sci? Le piste da sci si trovano a ovest di Kranjska Gora nella zona di Podkoren. Lungo questa montagna ci sono parecchie piste, ma questa è anche la montagna che divide Kranjska Gora da un altro molto importante centro sciistico, quello di Planica! E i due centri sono collegati con diversi sentieri di montagna e dalle strade ciclabili.
Si presenta così Kranjska Gora, una cittadina nel cuore delle Alpi slovene, a pochi chilometri sia dall’Italia che dall’Austria.

Per vedere l’intero articolo, versione PDF

Pubblicato su Panorama il 31 luglio 2024


Spread the love