Lago di Braies: un mondo sospeso tra mito e realtà

Lago di Braies: un mondo sospeso tra mito e realtà
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Il Lago di Braies, conosciuto anche come Pragser Wildsee in lingua tedesca, è una delle destinazioni più iconiche e affascinanti delle Dolomiti, nonché patrimonio mondiale dell’UNESCO. Si trova a 1.496 metri di altitudine nella Valle di Braies, laterale della Val Pusteria, nella provincia di Bolzano (Alto Adige, Südtirol). Questo specchio d’acqua, incastonato tra vette imponenti, boschi di abeti e larici e sentieri antichi, non è soltanto una meta turistica, ma è un luogo che racchiude leggende, storia, spiritualità e un legame profondo tra natura e cultura alpina.
Come arrivarci? Da Fiume si va in direzione di Trieste e si prosegue in autostrada fino a Portogruaro; poi si devia, ma sempre in autostrada, in direzione di Pordenone prima e successivamente di Conegliano e di Vittorio Veneto. Si va avanti fino ai pressi di Belluno, giungendo alla strada veloce che porta a Longarone, per poi entrare su viabili secondarie e sempre di più di montagna. A un certo punto, si decide se procedere per via Auronzo di Cadore, oppure via Cortina d’Ampezzo. Alla fine entrambe si uniscono, l’obiettivo da raggiungere è Dobbiaco: qui si svolta a sinistra e dopo un breve tragitto c’è l’ultima deviazione, sempre a sinistra, per approdare nell’area del Lago di Braies. Superati alcuni paesini del circondario, ecco che ci si trova davanti al lago.
A due passi dal lago ci sono svariati parcheggi. Ma c’è l’inghippo. Il turismo di massa ha sì creato svariati parcheggi, ma ha il risvolto negativo della medaglia è che i mezzi che possono arrivare fino al sito sono limitati sia come orari che in quanto all’obbligo di annunciare, in certi mesi dell’anno, il proprio arrivo, con tanto di targa! Da evitare, dunque, visite improvvisate, e scegliendo di far un giro di prima mattina, solitamente non si va incontro a problemi. I meno organizzati e chi non vuole pagare il parcheggio, è comunque a disposizione il trasporto tramite navetta o mezzi ecologici. In totale, i chilometri da Fiume sono circa 300, impiegando poco meno di cinque ore.
BELLEZZA SCENOGRAFICA CHE RAPISCE LO SGUARDO. Giunti sul posto, la prima immagine che colpisce è quella delle acque color smeraldo o turchese (a seconda della stagione e della luce) che riflettono le cime circostanti. Il lago, come leggiamo nel cartellone, si estende per circa 31 ettari, con una lunghezza di 1,2 km e una profondità massima di circa 36 metri. Nonostante le sue dimensioni relativamente contenute, la sua bellezza scenografica lo ha reso famoso a livello internazionale, tanto da essere considerato la “perla delle Dolomiti”.
Sulle sue sponde, nella zona tra i parcheggi e il lago, si trova il Grand Hotel Pragser Wildsee, una struttura storica inaugurata a fine Ottocento, che ha ospitato alpinisti, nobili e viaggiatori provenienti da tutta Europa. La presenza dell’hotel ricorda come il turismo alpino sia nato proprio in queste zone, dove le Dolomiti erano già meta di esplorazioni naturalistiche e sportive nell’epoca romantica.
Uno dei modi migliori per scoprire il Lago di Braies è percorrere il sentiero ad anello che lo circonda. Lungo circa 3,6 km e accessibile in circa un’ora e mezza di cammino a passo tranquillo. Il percorso è adatto a tutti, anche a famiglie con bambini, e regala scorci sempre diversi. La sponda occidentale è più larga e pianeggiante. Corre tra il bosco e la riva del lago, offrendo vedute spettacolari sulle acque turchesi. E poi in primavera ed estate è ricca di fiori alpini. D’altro canto la sponda orientale è più ripida e rocciosa, con passaggi leggermente esposti e passerelle in legno. Qui si percepisce meglio la natura selvaggia del luogo, con rocce a picco sull’acqua e radici che emergono dal terreno. E poi ci sono da affrontare due rampe di scale con tanto di sali e scendi. Nulla di proibitivo, ma rallenta il giro attorno al lago.
Lungo il percorso sono diversi i punti panoramici. Si aprono terrazze naturali che permettono di osservare il lago dall’alto, cogliendone la forma allungata e la cornice delle Dolomiti di Braies, tra cui spicca la Croda del Becco (2.810 mslm) e che si vede benissimo di buon mattino e passeggiando sul lato occidentale.
ESPERIENZE DA… BRIVIDI. Quest’itinerario è molto frequentato durante la bella stagione, ma al mattino presto o al tramonto regala momenti di autentica magia, quando la luce si specchia sul lago e il silenzio della natura domina sull’eco dei turisti. Già alle 8-9 del mattino ci sono parecchi turisti e gli ingorghi in certi tratti sono inevitabili.
Oltre all’escursionismo, il Lago di Braies offre altre esperienze suggestive. Così molto popolare è il noleggio barche a remi. Si trova al piccolo molo in legno subito vicino al parcheggio e al imbocco del giro attorno al lago. Da qui partono le classiche imbarcazioni che permettono di navigare tra le acque calme del lago, rivivendo l’atmosfera romantica di fine Ottocento. È una delle attività più fotografate e iconiche del luogo. Il tempo del noleggio e limitato e i prezzi non sono piccoli.
Durante l’estate si può fare il bagno. Al contrario del lago di Sorapis, qui i bagni sono consentiti. Però attenzione. L’acqua qui è molto fredda e raramente supera i 14-15°C anche in estate! I più coraggiosi possono fare un tuffo rinfrescante. Anche se la stragrande parte dei turisti qui arriva in estate, d’inverno, il Lago di Braies si trasforma completamente. Le sue acque ghiacciano, creando una superficie spesso percorribile a piedi, e la neve copre ogni dettaglio di bianco, trasformando il paesaggio in una cartolina alpina. Alcuni tratti del sentiero restano praticabili, ma servono attrezzature adeguate. In passato si organizzavano anche gare di curling e passeggiate in slitta trainata da cavalli sul ghiaccio.
DIVERSE POSSIBILITÀ. Il lago, come scritto, è dominato dalla Croda del Becco (Seekofel) che è una montagna di 2.810 metri che si erge imponente sulla sua sponda sud. Questa vetta è una delle cime più note delle Dolomiti di Braies ed è legata a una leggenda. La sua posizione maestosa fa quasi come un guardiano del lago, contribuisce al fascino mistico del paesaggio.
Il lago, infatti, si trova all’interno del Parco Naturale Fanes-Senes-Braies, una delle aree protette più importanti delle Dolomiti, nota per la biodiversità di flora e fauna, per le rocce calcaree dalle forme bizzarre e per i paesaggi carsici. Per gli escursionisti e appassionati di trekking qui ci sono numerosi itinerari che conducono a pascoli alpini, rifugi e cime panoramiche.
Il sentiero verso la Croda del Becco è per gli escursionisti più esperti. Il sentiero parte proprio dalla sponda meridionale del lago e segue un percorso impegnativo, ma spettacolare dove solo la salita dura circa 4-5 ore con un dislivello di circa 1300 metri. Dalla vetta, la vista è straordinaria. Si spazia dal Gruppo delle Tofane al Cristallo, fino alla Val Pusteria.
Però il Lago di Braies è pure il punto di partenza ufficiale della famosa Alta Via n. 1 delle Dolomiti, uno degli itinerari escursionistici più famosi al mondo. Questo percorso di più giorni (circa 150 km) collega il Lago di Braies a Belluno, attraversando alcuni dei paesaggi più spettacolari delle Dolomiti, i rifugi Fanes e Lagazuoi, le Tofane, la Marmolada, fino alle Dolomiti Bellunesi.
Ogni estate, centinaia di escursionisti di diverse nazionalità arrivano al lago proprio per intraprendere questa avventura, trasformando il Pragser Wildsee in un simbolo del trekking dolomitico.
Un’altra escursione più tranquilla e adatta a famiglie è quella che conduce alla Malga Foresta (Grünwaldalm, 1590 mslm). Il percorso parte dal lato occidentale del lago e si inoltra in una valle laterale circondata da boschi e praterie alpine. Qui si trova una tipica malga altoatesina, dove si possono assaggiare piatti della cucina tirolese, formaggi freschi e prodotti locali.
L’escursione è breve, meno di un’ora a piedi, ma molto gratificante. Oltre al paesaggio, permette di conoscere la tradizione rurale e gastronomica delle Dolomiti. Negli ultimi anni, il Lago di Braies è diventato famoso anche grazie alla serie tv “Un passo dal cielo” e ambientata proprio qui. Il piccolo molo delle barche e l’hotel sul lago sono apparsi in numerose scene, contribuendo ad accrescere la notorietà del luogo e attirando un pubblico ancora più vasto.
ZONA BILINGUE. Un altro aspetto interessante è il bilinguismo culturale della zona. La maggior parte degli abitanti parla sia italiano che tedesco, e i toponimi hanno sempre una doppia denominazione (Braies/Prags, Croda del Becco/Seekofel). Questo riflette la storia complessa dell’Alto Adige, terra di incontro e a volte di conflitto tra culture diverse, oggi perfettamente integrate. Nonostante il turismo, il Lago di Braies conserva un’aura di spiritualità. Lungo la riva settentrionale, a pochi passi dall’albergo, si trova una piccola cappella alpina, costruita nel 1904, dedicata alla Madonna. È una delle immagini più suggestive del lago.
Il Lago di Braies non è solo uno dei paesaggi naturali più affascinanti delle Dolomiti, è anche un luogo intriso di storie, miti e vicende storiche che lo rendono misterioso e magnetico. Dietro l’incanto delle sue acque turchesi, infatti, si nascondono leggende tramandate per secoli e episodi della storia recente che hanno lasciato un segno profondo. Una delle narrazioni più celebri legate al Lago di Braies riguarda la mitica leggenda del Regno di Fanes, una storia epico tramandato dalla tradizione ladina, che rappresenta una sorta di “mitologia dolomitica”.
RACCONTI MITOLOGICI. Secondo il mito, i principi di Fanes, un antico popolo che viveva tra le montagne, custodivano immensi tesori d’oro. Quando il regno entrò in decadenza e i nemici lo minacciarono, gli abitanti si rifugiarono proprio presso la Croda del Becco, la montagna che sovrasta il Lago di Braies. Qui, per proteggere le loro ricchezze, avrebbero aperto una porta segreta che conduceva al loro regno sotterraneo, nascosto sotto la montagna stessa.
Il lago, in questa leggenda, rappresentava la porta di accesso a quel mondo misterioso. Si dice che solo chi possiede un cuore puro e libero da avidità possa trovarla. Secondo alcune versioni, i tesori giacciono ancoraoggi sotto le acque del lago, sorvegliati dagli spiriti degli antichi Fanes. Sempre legato alla leggenda del Regno di Fanes, il Lago di Braies è conosciuto come il “Portone delle Dolomiti”. Il collegamento simbolico con mondi sotterranei e con tesori nascosti ha reso questo luogo, nei secoli, fonte di racconti popolari e misteri. Ancora oggi, molti visitatori guardano il lago con occhi diversi, immaginandolo come un portale che separa la realtà dal mito.
Al di là delle leggende, il Lago di Braies è stato anche teatro di episodi storici significativi. Uno dei più noti riguarda la Seconda guerra mondiale. Nella primavera del 1945, poco prima della fine del conflitto, i nazisti avevano deportato da vari campi di concentramento 139 prigionieri illustri, tra politici, nobili, militari e personalità culturali. Tra questi pure membri della resistenza italiana e tedesca, diplomatici e persino familiari di oppositori del regime. L’intenzione era probabilmente quella di usarli come ostaggi per trattative con gli Alleati. Il gruppo fu trasferito in Alto Adige e tenuto prigioniero proprio al Grand Hotel Pragser Wildsee, l’hotel sul lago. Qui avvenne un episodio quasi miracoloso. Grazie all’intervento della Wehrmacht, che ormai non seguiva più le direttive di Hitler, i prigionieri vennero liberati senza spargimento di sangue. Questo evento ha fatto sì che il Lago di Braies restasse nella memoria come un luogo di salvezza e rinascita, non solo un paesaggio idilliaco.
ALONE DI MISTERO. Al di là delle leggende ladine e delle vicende belliche, il Lago di Braies ha sempre suscitato un’aura di mistero. Una di questa è la sua profondità oscura, con i suoi 36 metri di profondità, il lago è stato spesso visto come un abisso insondabile. Le sue acque, che cambiano colore dal verde smeraldo al blu intenso, hanno alimentato credenze secondo cui nasconderebbero portali o antiche reliquie. Poi c’è quello dei fenomeni naturali. A volte, all’alba, si formano vapori e nebbie sottili che emergono dalle acque. In passato, gli abitanti della valle li interpretavano come segnali della presenza di spiriti.
Il Lago di Braies non è soltanto una meta turistica, ma è un luogo che racchiude natura, cultura, leggende e memoria storica. Chi lo visita può viverlo in molti modi diversi. Può viverlo come semplice passeggiata intorno alle sue acque, come punto di partenza per escursioni impegnative, come esperienza romantica a bordo di una barca o come luogo di riflessione spirituale.
Le sue acque turchesi, i boschi circostanti, la Croda del Becco che veglia dall’alto e le storie che vi si intrecciano rendono questo lago un simbolo delle Dolomiti e uno dei posti più affascinanti d’Italia. Sembra quasi di entrare in un mondo sospeso tra realtà e mito: un paesaggio che sa incantare i sensi, ma anche stimolare l’immaginazione, lasciando a ogni viaggiatore un ricordo che va oltre la semplice bellezza naturale. Una cosa è sicura. Finita la visita, rimane la voglia di tornarci un altra volta.

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Pubblicato su Panorama il 30 settembre 2025


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