Il padre spirituale dell’ATP

Il padre spirituale dell’ATP
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Il tennis mondiale perde uno dei suoi protagonisti più autorevoli: Nikola Pilić, nato a Spalato il 27 agosto 1939 e scomparso a Fiume il 23 settembre 2025. Figura poliedrica e carismatica, è stato tra i primi a portare il tennis jugoslavo sulle grandi scene internazionali, per poi diventare allenatore, capitano e mentore di intere generazioni di campioni.

L’ascesa del giovane tennista
La sua carriera da giocatore iniziò in un’epoca in cui il tennis nella Jugoslavia del dopoguerra era ancora uno sport elitario, privo di strutture e di organizzazione paragonabili a quelle occidentali. Eppure Pilić seppe emergere grazie al talento naturale e a una straordinaria capacità di adattamento. Negli anni Sessanta e Settanta divenne protagonista della transizione all’era Open, imponendosi con uno stile vario, tecnico e resistente.
Il punto più alto della carriera fu la finale del Roland Garros del 1973, persa contro Ilie Năstase, che rimane tuttora uno dei più grandi traguardi del tennis jugoslavo dell’epoca. A questo si aggiunsero la semifinale a Wimbledon, i quarti di finale agli US Open e la vittoria in doppio nello stesso torneo nel 1970.

Il «Pilić Affair» e la rivoluzione del tennis
Il 1973 fu anche l’anno della svolta: la Federazione jugoslava gli proibì di giocare a Wimbledon, accusandolo di aver disertato un incontro di Coppa Davis. La decisione scatenò la protesta di circa 80 colleghi che boicottarono il torneo londinese. Quell’episodio, passato alla storia come “Pilić Affair”, contribuì a ridefinire i rapporti di forza nel tennis e ad aprire la strada alla nascita dell’ATP come organizzazione in difesa dei giocatori.

Dal campo alla panchina: un maestro di generazioni
Dopo il ritiro, Nikola Pilić seppe reinventarsi come allenatore e capitano di Coppa Davis. La sua filosofia era innovativa: non bastava insegnare la tecnica, bisognava formare persone in grado di reggere la pressione e affrontare con lucidità le sfide decisive.
Nel centro di allenamento fondato a Oberschleißheim, vicino a Monaco di Baviera, crescevano talenti destinati a scrivere pagine memorabili del tennis. Tra loro Boris Becker, Michael Stich, Goran Ivanišević e, soprattutto, Novak Đoković, che proprio con Pilić compì i primi passi decisivi verso una carriera leggendaria.

Trionfi in Coppa Davis
Il palmarès di Pilić come capitano è unico: è l’unico tecnico della storia ad aver vinto la Coppa Davis con tre nazionali diverse. Con la Germania conquistò tre titoli (1988, 1989 e 1993), con la Croazia contribuì a gettare le basi del successo del 2005, mentre con la Serbia trionfò nel 2010, guidando Đoković, Tipsarević, Troicki e Zimonjić.

Un’eredità che va oltre il tennis
Pilić non fu soltanto un uomo di campo. Le sue idee, il suo carattere e la sua autorevolezza lo resero una voce ascoltata nei dibattiti sulla governance del tennis mondiale e sui diritti degli atleti.
Molti lo considerano una sorte di “padre spirituale” dell’ATP moderno. Un uomo capace di trasformare un episodio personale in una battaglia collettiva che cambiò per sempre lo sport che amava.
La sua forza stava anche nella longevità: in un mondo in continua evoluzione, riuscì a rimanere rilevante per oltre cinquant’anni, capace di adattarsi a generazioni di giocatori con linguaggi e stili diversi, senza perdere credibilità né rispetto.

L’ultimo saluto
Negli ultimi anni aveva scelto di vivere ad Abbazia, affacciato sull’Adriatico. Sarà qui che riposerà per sempre, nel cimitero cittadino. Al suo funerale, accanto alla famiglia e agli amici più stretti, hanno voluto rendergli omaggio due grandi del tennis mondiale: Novak Đoković e Ivan Ljubičić. La loro presenza è la testimonianza concreta del segno lasciato da Nikola Pilić, non solo come tecnico e maestro, ma come uomo capace di ispirare.
Con la sua scomparsa, il tennis perde un protagonista che ha attraversato più epoche, contribuendo in maniera decisiva a trasformarlo nello sport globale che conosciamo oggi. La sua eredità resta viva nei campioni che ha cresciuto e nelle regole che ha contribuito a cambiare.

I successi di un mito

Carriera da giocatore
Periodo di attività professionistica: 1960-1968 (amatoriale), 1969-1978 (professionista)
Titoli vinti in singolare: 9 tornei ATP (più vari titoli minori)
Titoli vinti in doppio: 6 tornei ATP (vittoria degli USA open nel 1970)
Partite: 378 (210 vittorie)
Miglior risultato in un torneo del Grande Slam:
Finalista al Roland Garros 1973 (battuto da Ilie Năstase)
Ranking più alto in singolare: n. 12 del mondo (classifica stilata prima dell’era ATP computerizzata)
Partecipazioni in Coppa Davis come giocatore: oltre 20 match

Carriera da allenatore/capitano
Fondatore del centro di allenamento di Oberschleißheim (Germania) – tra i più prestigiosi d’Europa negli anni ‘80-’90
Capitano di Coppa Davis:
Germania: vittorie nel 1988, 1989, 1993
Croazia: guida negli anni ‘90 e vittoria nel 2005
Serbia: vittoria nel 2010
Allievi e giocatori seguiti
Boris Becker (pluricampione di Wimbledon e Coppa Davis)
Michael Stich (campione di Wimbledon 1991)
Goran Ivanišević (campione di Wimbledon 2001)
Novak Đjoković (20+ volte campione Slam, n. 1 del mondo)
Altri giocatori formati o seguiti: Nenad Zimonjić, Janko Tipsarević, Viktor Troicki…

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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo l’11 ottobre 2025.


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