Velika Planina, idillio bucolico ad alta quota
Avete presente il cartone animato “Heidi”, adattamento giapponese di un romanzo (scritto da Johanna Spyri, pubblicato tra il 1880 e il 1881), ambientato fra la Svizzera e la Germania, che narra la storia di una bambina che, rimasta orfana di entrambi i benitori, viene portata dalla zia da suo nonno sull’alpe, dove la piccola imparerà a convivere con un uomo solitario, che fino ad allora trascorreva le sue giornate isolato da tutti e tutto. La bimba scombussola la sua routine e si adatta ben presto a una nuova realtà, fatta di montagne, natura, pascoli e tanti animali, dalle mucche alle pecore.
Volete immergervi in un’atmosfera del genere? Non occorre andare sulle alpi svizzere, che potrebbero sembrare lontane e forse anche irragiungibili ai più: a pochi passi da Lubiana, c’è la Velika Planina. Non fatevi ingannare dalla dicitura: no, non significa “grande montagna”, ma “grande pascolo”, un nome appropriato, considerando che qui i prati si estendono a perdita d’occhio, disseminati di casette dai tetti con le scandole di pino, ovili, fienili e recinti per mucche e pecore. Beninteso, non è solo un luogo di pascolo, ma una meta scelta da molti escursionisti – una delle più belle e fresche di tutta la Slovenia – per “staccare” e rigenerarsi dallo stress.
Però procediamo con ordine. Per chi parte da Fiume, si percorre la strada verso Postumia e poi si prende l’autostrada verso Lubiana. Nella capitale bisogna scegliere se dirigersi verso Jesenice o verso Maribor; in pratica, fa lo stesso, in quanto ben presto bisognerà deviare verso Kamnik (una città medievale slovena molto carina che ai tempi dell’Austria si chiamava Stein im Oberkrain)e le strade secondarie. Una volta superata Kamnik, comincia il grande verde e le zone si fanno meno abitate. Si va in direzione di Kamniška Bistrica. Arrivata a Strahovica, ci sono due opzioni: andare avanti verso la seggiovia o deviare a destra e salire sulla Velika Planina a piedi.
Una cosa è certa: della Velika Planina in Slovenia hanno sentito parlare anche coloro che non fanno escursioni e non stanno spesso nella natura. Grazie alla sua straordinaria bellezza, fotogenicità e ai famosi zafferani, la Velika Planina è apparsa su numerosi profili Instagram e, come di solito accade, è molto esposta in senso… mediatico. Capita spesso che proprio a causa di questo clamore si rinunci a una particolare attrazione perché troppo turistica e “gonfiata”, fatto che porta gli alpinisti a snobbare la Velika Planina perché, a causa della sua popolarità, temono che non avranno la tranquillità che si aspettano né la sensazione di stare in montagna, distanti dalle resse. Ma a volte capita che un determinato luogo sia semplicemente esattamente come viene presentato: bello, indimenticabile ed eccezionale. Questo è esattamente ciò che Velika Planina è e la buona notizia è che anche nel cuore della stagione più frequentata, qui si potrà trovare la pace.
Gli insediamenti simbolo
Inquadriamo la Velika Planina. Si trova nelle Alpi di Kamniško e della Savinja, la vetta più alta è Gradišće, a 1.666 metri sopra il livello del mare. L’insediamento di pastori malgari – considerate le dimensioni, è il più grande in Europa tra quelli ancora esistenti in alta montagna – si trova mediamente a 1.500 metri slm. La caratteristica di questo villaggio è rappresentata dalle piccole casette in legno, con i tetti di abete dalla forma appuntita, che regalano al visitatore un paesaggio fiabesco. In totale sono 140 capanne, simbolo di quest’altopiano, tutte più o meno abitate, soprattutto da giugno a settembre. Alcune sono state anche rimodernate e trasformate in piccoli Bed & Breakfast. Altre invece sono state trasformate in ristoranti dove è possibile assaggiare i prodotti locali, come il succo di mele, i formaggi, i salumi, la polenta e il pane. C’è vita tutto l’anno, principalmente tra la primavera a l’autunno, ma l’area si anima soprattutto durante i mesi estivi, quando i calorosi pastori attendono numerosi ospiti ai quali offrono piatti autoctoni, il più famoso dei quali è il latte acido con grana, il tradizionale pranzo dei pastori. Il miglior souvenir del posto è il formaggio caratteristico della zona di Velika Planina.
Sull’altopiano c’è, oltre all’insediamento pastorale anche uno turistico, quest’ultimo creato negli anni ’60 del secolo scorso, progettato dall’architetto Vlasta Kopač. Si compone di circa 60 capanne, tutte conservano l’aspetto tradizionale, ma l’interno è completamente adattato ai turisti. L’idea era quella di offrire agli ospiti sistemazioni diverse e di resistere alla crescente costruzione di hotel e resort. Un progetto decisamente riuscito e il tutto è abbastanza pieno tutto l’anno.
Il percorso più semplice per raggiungere la Velika Planina a piedi parte dal parcheggio di Rakove ravni, accanto al paese di Krivčevo. Naturalmente ci sono svariati altri sentieri, ma chiedono più tempo e una migliore condizione fisica. Dopo aver parcheggiato, si prosegue per un breve tratto lungo la strada asfaltata e dopo inizia, dal lato sinistro, una salita decisamente non impegnativa, ci si inerpica a gradi prima di arrivare sul lato orientale dell’altopiano, giungendo dritti al “Sentiero dei pastori”, che ci consente di fare un bel giro, ma di vedere il tutto passo per passo. È lungo 6,7 chilometri e sulla carta servono circa 2,15 ore senza interruzioni; tra le varie salite e discese, si passa 258 metri di dislivello. Con pause e foto obbligatorie da scattare, si può compiere l’intero tagitto comodamente in quattro ore. Visto che è un sentiero circolare, ci sono tanti punti di entrata e possibilità di uscita nelle varie direzioni, come pure prendere delle scorciatoie in primis nella zona del villaggio dei pastori. Il sentiero è composto da 11 punti informativi dove si trovano delle tabelle con tantissime informazioni sulla natura che vi circonda, ma anche sullo stile di vita del pastore.
Abitati da migliaia di anni
Dopo aver raggiunto l’altopiano da Rakove Ravni, si approda alla Gojška Planina. Prendiamo la sinistra e raggiungiamo la Mala Planina, che è la zona ad est della Velika Planina. Comunque sono collegate e i più neanche notano che le…. “planine” sono due. Tra le varie tabelle, troviamo che gli insediamenti umani sulla Velika Planina risalgono a migliaia di anni fa e sono sempre stati legati all’allevamento del bestiame. I pastori erano strettamente legati alla natura, avevano la conoscenza delle piante e delle stagioni cruciali per la loro vita, nonché per la sopravvivenza delle loro mucche. Ogni pastore possedeva tante mucche quante ne poteva tenere al chiuso nella valle durante l’inverno.
I passaggi in pietra, cioè rocce dalle forme insolite, servivano ai pastori per varie promesse e rituali, spesso erano associati alle stagioni. Le mucche venivano chiamate in base a una certa caratteristica, colore o comportamento. La giornata media di un pastore iniziava alle 5 del mattino, quando la prima cosa da fare era prendersi cura delle bestie, come mungerle e andare al pascolo. Verso le 7 seguiva la colazione, a mezzogiorno il pranzo; il pomeriggio era riservato alla preparazione dei latticini, alla raccolta delle erbe officinali e alla cura della malga. Verso le 6 del pomeriggio i pastori radunano le mucche e la sera, attorno alle 21, dopo aver socializzato un po’, andavano a letto, per riposarsi.
chiesa e museo
Una volta saliti e fatto un po’ del percorso, facciamo una pausa a uno dei rifugi, il Domžalski dom. Con una ricca offerta culinaria la scelta è decisamente difficile, dagli strukl con caramello e frutti di bosco fino a pasti più concreti. Dopo una piacevole sosta continuiamo il nostro viaggio fino al villaggio dei pastori, dove è da visitare il Museo di Preskar (dove viene conservato il trnič, un formaggio particolare del posto) e la graziosa Cappella della Maria delle Nevi. L’antica chiesa è stata distrutta dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale e ricostruita nel 1988 su iniziativa del parroco. La baita che sorgeva in questa posizione fu devastata da un incendio poco prima della fine del secondo conflitto mondiale e sulle sue ceneri, nell’estate del 1945, Andrej Preskar la fece ricostuire rispettando l’originale forma ovale. L’aspetto esterno la rende riconoscibile da subito e oggi questa è l’unica capanna che, con la sua forma, le dimensioni ridotte e il sobrio arredamento interno, si distingue dalle altre baite dei malgari.
Nel villaggio dei pastori ci sono diversi posti per il ristoro e dove si può acquistare il formaggio. Saliamo lentamente sopra l’insediamento stesso e il sentiero ci porta fino alla zona della funivia. Anzi, le funivie sono due, che portano dal parcheggio sulla strada per Kamniška Bistrica. La prima è con una cabina chiusa e grande, per almeno 20 persone. La seconda è stata rifatta di recente; è di tipo aperto e ora può portare anche sei persone insieme. Le funivie sono aperte quasi tutto il giorno e i prezzi varia dal periodo e se si fanno entrambe o no. Si arriva al massimo, per il biglietto di ritorno, a 26 euro per gli adulti e a 15 per i bambini.
Un po’ di refrigerio
La zona della funivia è la zona più turistica e con maggiore offerta gastronomica, c’è imbarazzo della scelta su dove e cosa mangiare. Da qui si può godere uno splendido panorama. merita davvero soffermarsi di più. C’è pure un percorso che scende fino al parcheggio delle funivie, immerso nel verde, impegnativo visto il dislivello di ben 1000 metri. Dopo una lunga pausa proseguiamo la nostra camminata però ci fermiamo poco dopo. Vicino alla vetta più alta, un po’ nascosta, si trova una grotta: durante l’estate potrebbe essere piacevole entrarvi per rinfrescarsi vista la bassa temperatura che c’è all’interno. Si tratta della Velika e Mala Veternica, entrambe grotte senza soffitto. Siamo a un’altitudine di circa 1.600 metri; le pareti verticali sono profonde fino a 20 metri. Sul fondo appare la neve, che rimane per tutta l’estate.
Apprendiamo che durante la stagione secca i pastori si recavano con le ceste alla Velika e Mala Veternica per raccoglierla Questa neve veniva poi sciolta e utilizzata per bere. Negli ultimi vent’anni la neve nelle conche è stata scarsa già in piena estate. La Velika Veternica era un nascondiglio per materiale militare durante la seconda guerra mondiale. Tanti i grandini per scendere e salire verto entrambe le Veternice, però sono assolutamente da vedere.
Torniamo sul nostro percorso, che dopo il sentiero ci porta in direzione della Tiha dolina, per raggiungere alla fine nuovamente il monte Gojska e scendere al punto di partenza dell’escursione. Tornati in macchina, il consiglio è di recersi nella zona della funivia, per poter avere una visione di quanto questo altopiano sia in realtà alto e panoramico. Accanto passa il fiume Kamniška Bistrica, che poco avanti ha la sua sorgente. Ma quello che colpisce, accanto al parcheggio, è la scritta “spiaggia”, situata proprio sulle sponde del fiume Kamniška Bistrica. Difficile immergersi, visto che l’acqua è di pochi gradi, però entrare almeno per qualche decina di secondi con i piedi è un toccasana per rinfrescarsi. Torniamo a casa con l’impressione di avere vissuto un’esperienza davvero unica, sulla Velika Planina, magar da ripetere più in là nel tempo..
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Pubblicato su Panorama il 15 agosto 2024