La magia rinfrescante della valle di Kamniška Bistrica

La magia rinfrescante della valle di Kamniška Bistrica
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Lo spettacolo naturale fa venire in mente le “chiare, fresche e dolci acque” del Petrarca. Ma c’è anche molto altro, nella valle del fiume Kamniška Bistrica, considerato uno dei più puliti della Slovenia ed è il più “magico” nei primissimi tratti, poiché vanta una serie di attrazioni mozzafiato. Chi ha visitato la Velika Planina con un’agenzia turistica di sicuro avrà fatto tappa anche in questo stupendo, in estate ideale per trovare un po’ di refrigerio dall’afa cittadina estiva e fare il pieno d’aria fresca e pulita, di grande impatto scenografico in autunno per le mille sfumature di rosso, giallo e arancione di cui si tinge il bosco, mentre in inverno offre splendidi panorami delle cime innevate. L’attrazione principale è proprio la sorgente del fiume, che insieme con la valle è ben isolato dalle montagne circostanti.
Per chi parte da Fiume, si percorre la strada verso Postumia e poi si prende l’autostrada per Lubiana. Arrivati nella capitale slovena, bisogna scegliere se procedere in direzione di Jesenice o di Maribor. Fa lo stesso, perché ben presto bisognerà deviare verso Kamnik e le strade secondarie. Kamnik è un borgo in cui la quiete genuina della vita di paese s’intreccia con una lunga storia, testimoniata dai resti di antichi castelli e da palazzi eleganti. Un tempo era la capitale della Carniola, grazie alla sua posizione a strategica, al centro di un’importante via per gli scambi commerciali.
Una volta superata quest’ultima località, comincia il grande verde. Arrivati nella zona di Strahovica, le abitazioni diventano sempre più rade. Quest’area ha subito ingenti, tuttora vistosi danni negli anni, ultimi quelli dell’agosto 2023, quand’è stata colpita da inondazioni e frane che hanno distrutto l’infrastruttura. Il fiume che si costeggia ancora da Kamnik è propria la Kamniška Bistrica, che in questo tratto diventa largo, bello forte e di un colore speciale. Da Strahovica fino al nostro traguardo ci sono meno di 10 chilometri. Ben presto passiamo accanto alla funivia che porta alla Velika Planina.

Scenari mozzafiato
Poche curve più avanti e approdiamo al parcheggio del rifugio alpino, chiamato pure Kamniška Bistrica (purtroppo l’abbiamo trovato chiuso), ottimo punto di partenza alla scoperta di questa valle glaciale. Il fiume si è fatto strada nel corso di molti secoli, scavando tra le rocce. Sopra il canalone, svettano le maestose Alpi di Kamniška-Savinja, una catena situata in parte in Slovenia e in parte in Austria. Tutto intorno, monti come il Krvavec (1748 msm), il Kalški greben (2224 msm), il Grintovec (2558 msm), e poi Skuta (2532 msm), Turska gora (2251 msm), Brana (2252 msm), Planjava (2392 msm), Ojstrica (2350 msm), Velika Planina (1666 msm), Kamniški vrh (1259 msm) e Ravni hrib (858 msm).
Una meta imperdibile è la sorgente del fiume Kamniška Bistrica. Lungo il suo corso si snoda un meraviglioso sentiero che porta fino a Kamnik, ora chiuso a causa dei danni subiti dai recenti temporali. E poi troviamo le spettacolari gole di Veliki e Mali Predaselj, dove il fiume fa il taglio più profondo (30 m) nel suo letto (con un’attrezzatura adeguata, si può persino scendere fino in fondo al canyon). Non c’è fotografia che riesca a trasmettere nella sua interezza l’incanto che si prova davanti a tanta meraviglia.

Andando per sentieri
Ma prima di addentrarci nell’esplorazione del territorio, ci rechiamo alla sorgente del fiume Kamniška Bistrica, che si trova proprio accanto al parcheggio, circonda da un recinto di legno. È davvero suggestiva, ipnotica, dove l’acqua turchese scorre in fondo ad alte pareti rocciose ricoperte d’edera, muschio e arbusti… Sembra che tutta la natura sia sotto un filtro artificiale che ne accentua i colori. Viene voglia di rinfrescarsi, cosa molto invitante, soprattutto al ritorno da una camminata. Ma non è per tutti: infatti, qui l’acqua ha pochissimi gradi, è gelida, e solo i più coraggiosi, o quelli abituati alle basse temperature, riescono a immergersi. Potrete però tranquillamente dissetarvi.
Da qui partono diversi sentieri, da attraversare in base al tempo e alla propria condizione e forza fisica. Per prima cosa, c’è un breve ma stupendo sentiero che porta dal rifugio al Parco Memoriale, costruito per iniziativa degli alpinisti negli anni ‘70 del secolo scorso. Passa anche accanto all’antica residenza di caccia del re Alessandro I Karađorđević, sovrano del Regno di Jugoslavia. Il maniero (Kraljevi dvorec) fu progettato dal celebre architetto lubianese Jože Plečnik nel 1933. Questo percorso circolare è lungo poco meno di 3 chilometri, dura circa 20 minuti ed è decisamente a portata di tutti.
Subito sotto il Kraljevi dvorec, un breve sentiero conduce lungo il fiume e attraverso un ponticello fino al lago creato dalla sorgente Kamniška Bistrica. E se il fiume vi sembra pulito e limpido, non vi sbagliate. Questo fiume è considerato uno dei più puliti di tutta la Slovenia. È lungo 33 chilometri e alla sua fine sfocia nella Sava. Tornati al rifugio e alla sorgente, prendiamo la strada dalla quale siamo venuti. Ben presto lasciamo la strada asfaltata ed entriamo nel bosco alla destra.

Alla tavola del re
Qui sono “nascoste” altre due grandi attrazioni, il Veliki e Mali Predaselj. Rappresentano le parti più strette del fiume, formando un canyon lungo 100 metri attraverso, circondato da magnifiche rocce verticali grigio-nere. Come suggerisce il nome, Veliki Predaselj è la gola più grande e più imponente in termini di dimensioni, o meglio di altezza. È alto (o profondo, a seconda di come lo si guarda) circa 30 metri, mentre Mali Predaselj è due volte più piccola. Una particolarità: circa un secolo fa si è incastrato un enorme masso, secondo alcuni è sceso in pianura dopo una valanga, altri narrano che ve l’abbia messo un gigante.
Accanto al sentiero che porta ai due Predaselj, c’è il parcheggio con un tabellone didattico che riporta la vicenda della cosiddetta tavola dell’arciduca (firštova miza). La storia racconta che Carlo II (1540-1590), che viveva a Graz, visitò Lubiana e Kamnik con il suo seguito il 29 aprile di quell’anno, e pranzarono proprio sopra Predaselj. Nacque così la “tavola dell’arciduca”, appunto un tavolo di pietra sul quale è stata inciso il ricordo. Non si sa esattamente quando sia stata realizzata l’iscrizione, ma si ritiene che volesse essere una sorpresa per la sua visita di ritorno.
Un’altra leggenda racconta che questo membro della dinastia degli Asburgo, dal 1564 governatore dell’Austria Interiore (Stiria, Carinzia, Carniola, Gorizia e Gradisca, Trieste) e che ebbe un ruolo di primo piano nella creazione della razza dei lipizzani, seppellì del denaro vicino al tavolo. Inutilmente i cacciatori di tesori scavarono tre grandi buche: il denaro non fu mai trovato. Oggi sono ancora visibili due buchi, il terzo è stato interrato durante la costruzione della strada nel 1958. Oggi in questo luogo si trova una replica del vecchio tavolo. .
Superato il ponte accanto al parcheggio, a sinistra parte un sentiero che scende gradualmente fino al fiume stesso e offre un’ottima vista sulle rocce sopra Mali Predaselj. È tutto un saliscendi, seguendo il flusso del fiume, ma non è impegnativo, perché ci sono gradini di legno ovunque e in molti punti ci sono dei corrimano. Soprattutto in estate, questa è una zona rigenerante.
Dopo i due Predaselj, a chi ha più tempo e forza fisica, conviene fare un sentiero escursionistico forestale detto Koželjeva pot, che mostra gli aspetti più affascinanti di Kamniška Bistrica. Deve il suo nome all’alpinista e pittore sloveno Maks Koželj (1883-1956) inizia nel paese di Kamnik, ma oggi la maggior parte degli alpinisti si unisce al sentiero vicino al villaggio di Stahovice, più precisamente il luogo si chiama Iverje. Oggi però il sentiero è in diverse parti interrotto, o meglio è interrotto quello che va accanto al fiume, mentre quello parallelo superiore è percorribile, ma è meno attraente. Entrambi i percorsi hanno una lunghezza simile – quello che segue Kamniška Bistrica è lungo 6,5 chilometri e passa a un’altitudine inferiore, mentre il tracciato parallelo conta 7,3 chilometri – e s’impiegano tre ore in una direzione.

Dove alloggiavano le aquile
Del tutto percorribile e in buono stato è il sentiero che porta alla cascata di Orglice o di Orličje. Non si trova vicino a Kamniška Bistrica, ma vale sicuramente la pena visitarla. Il sentiero per la cascata inizia a due chilometri dalla funivia per Velika Planina. È un percorso facile, si estende per circa 230 metri sul livello del mare, per 5,7 chilometri, e comprende la visita all’ex ospedale partigiano Bela, attivo dal 1943 al 1945. Oggi si presenta con diverse tabelle informative. Vicino all’ospedale c’è pure il luogo in cui cadde parte di un aereo americano, precipitato sulla vicina Mala Planina nel maggio 1944 a causa di un malfunzionamento: nell’incidente morì il pilota americano Otto Hinds. Oltre a lui, nell’equipaggio c’erano altri nove piloti.
A meno di cinque minuti dall’ospedale, alta circa 30 metri e situata a lato dell’affluente del fiume Kamniška Bela, troviamo la cascata di Orglice o di Orličje, uno dei punti escursionistici più attraenti del posto. C’è un po’ d’incertezza sul nome: quello più antico, come veniva pronunciato dalla gente del posto, era Worglše, da cui derivano anche i nomi Orglice e Orličje o Orlišče. Orlišče o Orličje in sloveno significa nido dell’aquila, considerato che i rapaci erano soliti alloggiare nelle ripide scogliere che circondano Kamniška Bela. La seconda versione del nome, Orglice, si traduce letteralmente come “armonica” e il termine è legato ai suoni che l’acqua produce: infatti, sembra che qualcuno stia suonando l’organo.
Torniamo lungo il sentiero indietro fino alla strada principale e raggiungiamo il nostro parcheggio. Una cosa è sicura, la natura, l’aria fresca e la camminata stuzzicano l’appetito.

Per rifocillare il corpo e lo spirito
Anni fa il rifugio alpino “Kamniška Bistrica” offriva degli ottimi pranzi. Purtroppo, da qualche hanno è chiuso. Vicino, però, c’è un altro rifugio chiamato “Pri Jurju”. Qui vengono serviti i classici piatti di montagna ed è conosciuto soprattutto per la sua ottima ed enorme “Wiener Schnitzel”, la cotoletta alla viennese (la porzione è di 15 euro a persona, cifra che potrebbe sembrare eccessiva, ma non lo è, viste le dimensioni della fetta di vitello impanata che viene servita).
Vicino al parcheggio, inoltre, c’è una cappella, situata proprio dietro il rifugio, dedicata alla Madonna di Lourdes, fatta erigere nel 1897. Era di proprietà della Corporazione municipale di Kamniška. Durante le due guerre mondiali, qui furono celebrati anche i riti funebri per gli alpinisti rimasti vittime di incidenti in montagna. Dopo il secondo conflitto, divenne proprietà pubblica sotto l’amministrazione dell’Associazione alpinistica slovena. Profanata nel 1951, il suo restauro è stato avviato nel 1967.
Nei pressi del rifugio c’è anche un’originale statua dedicata alla leggenda locale, Valentin Slatnar “Bôs”. Viene ricordato come un intrepido alpinista, guida alpina e soccorritore alpino fin dai tempi in cui questa attività non conosceva ancora forme organizzate. Da giovane era anche un cacciatore, ma quando nel 1872 il locatario di caccia di Kamniška Bistrica lo assunse come guardiacaccia giurato, divenne uno spietato persecutore dei bracconieri. Bôs ora riposa al cimitero di Stranja. La leggenda lo descrive come un alpinista che scalava il Grintovec (la vetta più alta delle Alpi di Kamnik-Savinja) con gli stivali forgiati con ghiaccioli, appesi alla cintura e con il fucile in spalla (ed è così che la statua lo raffigura). Si diceva che non fallisse mai in montagna perché beveva sangue di camoscio. Prima del suo ottantesimo compleanno, il re Alessandro di Jugoslavia gli conferì una medaglia d’oro per il suo lavoro.
Finisce qui la nostra tappa tra i tesori della valle e del fiume Kamniška Bistrica. Conviene venirci e anche rimanerci diversi giorni, per visitarla fino in fondo, insieme con la vicina Velika Planina e altri luoghi in zona. Perché c’è molto da vedere, tra splendori della natura, tra cui acque cristalline che scendono da impressionanti formazioni rocciose, angoli incontaminati, curiosità e tradizioni locali. Un posto imperdibile, soprattutto, se amate il silenzio e la pace del mondo montano.

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Pubblicato su Panorama il 31 agosto 2024


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