Traù uno degli apripista nel gioco del pallone in Dalmazia (1 e continua)
Scrivere di calcio senza menzionare in Croazia i vari squadroni tipo Hajduk e Dinamo pare impossibile. Però le squadre e le città che realmente hanno fatto la storia di questo gioco sono quelle minori. Sono quelle le città alle quali lo sport che continua ad avere il maggior numero di appassionati, deve le sue radici. I centri minori lo hanno cullato sempre, gli hanno impresso il marchio della loro passione fin dal primo giorno. Uno di questi centri minori, ritenuti apparentemente poco importanti dal grande pubblico, è di sicuro la città di Traù (Trogir).
Lotta aspra per la primogenitura
La storia di questo sport ci indica che le prime partite sono state giocate nel 19.esimo secolo e che gli inglesi sono stati i precursori del moderno gioco del pallone. Gli inglesi hanno inventato le regole del gioco, fondato le prime società, organizzato i primi campionati. Insomma senza gli inglesi non ci sarebbe il calcio che oggi conosciamo. Ne corso degli anni sono stati fatte svariare indagini storiche per appurare dove siano state giocate le prima partite e chi possa arrogarsi il merito della divulgazione del calcio a livello nazionale. Oggi la Federcalcio croata riconosce come prima partita di calcio (con tanto di regole) un incontro disputatosi a Županja nel 1880. Ma nel corso dei decenni vi sono state diverse città che hanno cercato di dimostrare di aver ospitato la prima “vera” partita di pallone. Abbiamo così il caso di Fiume che si richiama a un incontro del 1873. Siamo in un campo puramente teorico, in quanto non esiste una prova certa che questa partita sia stata realmente disputata, per cui la Federcalcio si rifiuta di tenerne conto. Altre città, tra cui pure Zara, “rivendicano” la prima partita. Ma come rileva a ragione oggi la Federcalcio croata, bisogna distinguere una partita di calcio da una partita con il pallone, senza regole vere e proprie. Pure Traù si è inserita in questa “corsa” alla primogenitura, sia “rivendicando” lo svolgimento della prima partita di calcio, antecedente il 1870, sia sottolineando di essere stata tra le prime città ad aver visto il gioco del calcio.
Un bicchiere rotto…
I primi incontri giocati con un pallone, secondo gli storici, tra cui pure l’accademico Cvito Fisković, risalgono addirittura al 16.esimo secolo. Richiamandosi a fonti dell’Archivio di Zara, gli storici locali narrano un fatto avvenuto della primavera del 1522. Al centro della vicenda vi sarebbe Andrija Mlečanin, un commerciante nel settore del vetro, che aveva sporto denuncia contro i fratelli Ivan e Kostantin, figli del nobile locale Kažot Celija, per avergli rotto un bicchiere di vetro. Il bicchiere infatti era stato mandato in frantumi, come descritto nelle fonti storiche, da un pallone. Poi “l’oggetto della discordia” era stato sottratto ai due fratelli dal commerciante. Alla fine il caso si era risolto a favore dei fratelli denunciato, i quali grazie anche ai molti che avevano testimoniato a loro favore, erano stati ritenuti innocenti. E le spese giudiziarie erano state poi pagate dal commerciante.
Secondo altre indagini, in primo luogo quelle di Ivan Babić, l’ex spianata verde chiamata Oprah, dove oggi sorge il campo di Batarija, era già nel 15.esimo secolo un centro di divertimento nel segno dei giochi popolari. Ipotizzabile pure il gioco del calcio e più precisamente del pallone.
Se parliamo di calcio ovvero solamente del gioco con il pallone, le origini di questo sport lungo entrambe le sponde dell’Adriatico, sono lontane nel tempo. Sono stati i commerci a favorire lo sviluppo e la divulgazione di questo sport. Il calcio, con tutti i crismi della “legalità”, ovvero con le carte in regola, magari è stato favorito dal passaggio da queste parti dei marinai inglesi.
Si parte nel 1887
Se gli inizi delle prima “partite” giocate con il pallone sono incerti, quelli relativi al gioco del calcio vero e proprio sono decisamente più documentati. In Dalmazia le prime partite, passate alla storia, sono datate a fine anni ‘80 dell’Ottocento. Infatti in quegli anni le navi inglesi lungo le coste della Dalmazia erano sempre più numerose. Gli inglesi avevano sempre con sé un pallone, per cui si susseguivano le partite. Le prima tracce risalgono al 1887 e sono in primo luogo legate alla Dalmazia settentrionale, ovvero all’area attorno a Zara, dalla quale il calcio si sarebbe poi diffuso a tutta la regione. Stando alle cronache a Traù la prima partita sarebbe stata disputata nel 1896. Infatti in quell’anno le autorità cittadine permisero ai marinai della varie navi presenti in porto e nella baia di Saldun di giocare nel campo di Travarica la “prima partita di pallone”. Poi con il passare degli anni la passione aumentò. A giocare a pallone erano pure i marinai della flotta austroungarica, tra i quali tantissimi provenienti da Pola, Fiume, Zara e da tutta la Dalmazia. Il gioco veniva sempre più divulgato e la passione cresceva, per cui la fondazione dei primi veri club era solo questione di tempo.
A Travarica una partita «vera»
Nel 1893 venne fondata la sezione spalatina dell’Hrvatski sokol. Lo scopo primario era quello di divulgare l’attività fisica e in primo luogo l’atletica e la ginnastica. La sezione spalatina dovette aspettare fino al 1903 per vedere la luce la nascita del segmento calcistico. Infatti in quell’anno venne acquistato il primo pallone di calcio assieme al libro con le regole del gioco. E poi venne il giorno fatidico. Infatti il 21 giugno 1903 a Traù venne organizzata la prima partita dimostrativa di questo nuovo sport da parte della sezione calcistica dell’Hrvatski sokol. L’appuntamento era sul campo chiamato Travarica. Fu un grande avvenimento preparato fin nei minimi dettagli. Il giorno della partita gli spalatini, giocatori e appassionati, partirono con due piroscafi, Brač e Mosor, alla volta di Traù. A partire da Spalato furono in 600, tra cui cui 104 membri del Sokol. Il programma, iniziato alle 15, prevedeva dapprima una manifestazione di ginnastica, poi seguita da una partita di calcio. Per la maggioranza dei presenti quest’ultima fu una vera e propria sorpresa, un’attrazione irresistibile. Sul campo si presentarono i giocatori con due divise distinte. Una rossa e una bianca. Una delle sue “squadre” era capitanata dal presidente del sodalizio, Vjekoslav Radić, e l’altra da Ljubo Prijatelj. Tra i giocatori spiccavano Tomo e Dinko Rosandić, Prvislav Grisogono, Josip Kraljević, Ljubo Mladineo, Milan Alačević, Petar Barišković, Marko Uvodić, Ljubo Rosić, Stjepan Buzolić, Frane Kirigin, Radovniković e altri.
Per fare in modo che tutto si svolgesse nel migliore dei modi, il giorno prima della partita da Spalato erano partiti Ante Katunarić, Vladimir Šore (uno dei fondatori dell’Hajduk) e Ivo-Miho Juras, che si erano assunti l’incombenza di “segnare” il campo, di erigere le porte, di delimitare il campo di gioco e lo spazio riservato agli spettatori. In altre parole, un semplice prato venne trasformato in un campo di gioco in piena regola. Siccome si trattava in primo luogo di una manifestazione di svago e divertimento ad allietare quasi tutto il tempo gli spettatori fu la banda d’ottoni locale diretta da Vjekoslav Lovrić-Zaparin.
A dirigere l’incontro in qualità di arbitro venne chiamato Ante Katunarić, il quale, come segnalato dai media dell’epoca, aveva pure un fischietto.
Colpo di testa fra le ovazioni
L’onore di dare il primo calcio al pallone spettò al giovane Ljubo Prijatelj. E fu pure lui a segnare la prima storica rete. Alla fine la partita si concluse con il più amichevole dei risultati: 1-1. Come notò in seguito lo stesso Prijatelj, la partita era in primo luogo di carattere dimostrativo, per cui i giocatori e l’arbitro non si dovevano attenere strettamente alle regole del gioco. La durata della partita venne pure ridotta, da un lato per evitare che fosse magari noiosa per il pubblico, e dall’altro per poter dare seguito a tutta la manifestazione e in primis al pranzo che era in programma subito dopo l’incontro.
Come narrano le cronache dell’epoca, lo stesso Prijatelj, che fu la vera stella della partita, diede qualche colpo di testa al pallone per mostrare pure questa possibilità, fra le ovazioni del pubblico. Il tutto si concluse alle ore 20. Al rientro a Spalato questi primi calciatori vennero accolti festosamente. I primi rudimenti del gioco questi calciatori li avevano appresi da un appassionato, il prof, Matko Bergant di Lubiana. Era lui a tenere i primi allenamenti ogni sera. Pochi gli entusiasti all’inizio, poi aumentati vertiginosamente di numero fino alla fatidica partita.
Questa prima partite ufficiale disputata in conformità alle regole “autentiche” del calcio è molto importante non solo per la Dalmazia calcistica. Infatti lo stesso anno il gioco del calcio mise radici pure a Zagabria. Nel 1903 vennero fondati il PNIŠK (Prvi nogometni i športski klub) e l’HAŠK. Gioca a favore dell’Hrvatski sokol spalatino il fatto di aver inaugurato la sezione calcistica prima di quelle zagabresi, che vennero fondate in autunno.
Quanto la partita di Traù fosse attesa con interesse lo testimonia il fatto che il giornale spalatino Jedinstvo la annunciò con grande risalto nel numero del 16 giugno 1903. Il foglio dell’organizzazione Sokol pubblicò, invece, nel numero 10 del 15 ottobre 1903 un reportage dettagliato su tutto l’avvenimento.
Madirazza fece il primo passo
Dopo la prima partita ufficiale gli appassionati di questa nuova disciplina sportiva a Traù crebbero vertiginosamente di numero. I giovani però inizialmente si limitavano a rincorrere per le vie cittadine e in primo luogo a Travarica dei palloni improvvisati. Il primo vero passo verso il gioco del calcio organizzato lo compì Ante-Toni Madirazza nel 1910. Fu lui, all’epoca giovane studente di medicina a Vienna e poi noto medico, a portare il primo vero pallone di calcio a Traù. Nacque ben presto l’idea di fondare una vera e proprio società calcistica. Però tra l’idea e la sua realizzazione passarono due anni. Nel 1912, di ritorno da Vienna, Madirazza portò pure le magliette per la nuova società. Si mise all’opera di buona lena e con un gruppo di appassionati nell’estate del 1912 fondò la società di calcio denominata Sportski klub Trogir. Inevitabilmente lo stesso Madirazza fu il suo primo presidente. A Madirazza ben presto si unirono parecchi studenti che studiavano a Spalato e Zagabria e che ormai conoscevano bene questo nuovo sport. La società crebbe velocemente e vennero organizzate le prima partite interne in un campo improvvisato presso il Camerlengo. Tra i pionieri del calcio di Traù registriamo Ante Madirazza, Šime Šantić, Vinko Lebedina, Plavko Lovrić, Tripo Senkić, il dottore Dražin, i fratelli Lubin, Miro Katalinić, Biliškov. A loro si unirono poi Zvonimir Madirazza, Vjekoslav Karara, Josip Slade, Ivo Galić, Vinko Bulat, Lucio Bulat, Berengario Lubin, Vicko Betica, Ivan Slade, Toni Milić, Šime Delalle, Josip Dellalle, Mihovil Dekaris, Augustin Dekaris, Ćiro Madirazza, August Dekaris, Niko Žile.
Il campo di Camerlengo
Nello stesso 1912 questi primi giocatori disputarono pure la prima vera partita ufficiale. Gli avversari furono i marinai di una nave inglese. L’incontro si svolse davanti ad un folto pubblico e finì, un po’ a sorpresa, con il risultato di 0-0. Il problema principale in quegli primi anni fu quello di trovare un vero campo di calcio in grado di soddisfare i requisiti minimi imposti dal gioco. Ci furono tentativi di realizzare un campo dalle parti di Soline, poi a Camerlengo. Ma si trattava di terreni dove si poteva sì giocare, ma che non erano adeguati a realizzare un vero campo di calcio. L’area ideale era quella chiamata Batarija. Però le autorità cittadine erano fortemente contrarie a cedere il terreno ai calciatori. Visto il lungo e inconcludente braccio di ferro con le autorità, un gruppo di giocatori durante una notte piovosa tagliò gli alberi “superflui” e costrinse così le autorità cittadine a cedere il terreno. Così su questo spiazzo tra due torri e il mare si cominciò a costruire un campo di calcio. Da notare che nel mezzo del campo all’inizio c’era un monumento che rimase lì per parecchio tempo. Poi inevitabilmente venne spostato più vicino al mare. Tutto proseguì con entusiasmo fino al 1914. Con lo scoppio della Prima guerra mondiale le attività si fermarono.
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 9 gennaio 2010.