Lesina, un’isola che vice per il calcio
Quando si scrive di calcio in Dalmazia il pensiero corre innanzitutto alle squadre più gloriose. In primis il calcio dalmata viene associato ai successi nazionali e internazionali dell’Hajduk di Spalato. Una buona impressione in tutti questi anni l’hanno fatta pure altre squadre, dallo Zadar di Zara, allo Šibenik di Sebenico, al GOŠK di Ragusa (Dubrovnik), fino alle realtà minori, ma sicuramente non disprezzabili. Negli anni si sono fatti valere i vari Solin, Trogir e altri. Insomma il calcio dalmata è stato sempre attivissimo.
Una fucina di talenti
Ed è stato anche un’autentica fucina di talenti, che negli anni hanno fatto le fortune dell’Hajduk, ma anche di tantissime altre compagini. Però tutte queste squadre che abbiamo menzionato finora sono “figlie” della terraferma. Una realtà decisamente più favorevole allo sviluppo rapido del calcio rispetto a quella isolana. Le squadre di terraferma possono viaggiare comodamente e affrontarsi più facilmente. La vicinanza fra le varie città fa sì che si possano organizzare agevolmente incontri anche di più alto livello di quello strettamente cittadino. Però questa, come è facilmente intuibile, non è la realtà delle squadre di calcio che hanno sede sulle isole. Le isole della Dalmazia sono, come sappiamo, numerosissime. Come sulla terraferma così pure sulle isole la voglia di giocare a calcio è da sempre forte. Non pochi sono i talenti che si sono formati sulle isole. Sono numerosi pure i club che tuttora sono dediti al calcio.
Lontani dai riflettori
Si tratta, comunque, di una realtà sicuramente meno nota rispetto a quella delle società di terraferma, lontana dai riflettori dell’opinione pubblica nazionale. Ma è pur sempre una realtà che con il passare degli anni si è andata sviluppando. Su certe isole più che su altre. Come abbiamo potuto leggere lo scorso mese, alcune squadre, come quella del KPK di Curzola, si sono fatte valere pure a livello europeo, vincendo persino una coppa continentale. Però la stella del calcio curzolano ha brillato soltanto per qualche decennio fino all’inevitabile declino, come di regola succede nelle realtà sportive isolane. Quella del KPK è una storia singolare che non ha avuto seguito in altri sport.
Trasferte difficoltose
Nel calcio non troviamo esempi del genere. E anche se il calcio in Dalmazia è lo sport numero uno, sulle isole, nonostante venga praticato fin dagli albori del gioco del pallone, non è mai riuscito a dare vita a una squadra in grado di competere a livelli superiori. Al massimo troviamo delle compagini, negli ultimi anni, che gareggiano nel campionato croato di terza lega. E questo è già un successo. Infatti bisogna pensare che il più grande problema per una squadra di un’isola è quello di muoversi. I trasferimenti sulla terrraferma sono oltremodo difficoltosi. Dipendono dagli orari dei traghetti. Sono lunghe e soprattutto costose le trasferte. E tutto questo negli anni finisce con il frenare lo sviluppo di questo sport, impedendogli di assurgere a livelli superiori.
Una realtà particolare
Però se si guarda all’insieme della Dalmazia isolana esiste una realtà del tutto speciale. Si tratta di quella del calcio sull’isola di Lesina (Hvar). Lesina è un’isola abbastanza grande, con tanti piccoli paesini. Quasi ogni località ha una propria squadra di calcio. Si tratta in maggioranza di squadre amatoriali. E non potrebbe essere diversamente. Però si tratta di squadre che negli anni hanno disputato in ambito locale i propri campionati e le proprie coppe. Sono attive pressoché fin dagli inizi del gioco del pallone e i loro campionati sono come quelli nazionali.
Lotta per la supremazia
Qui è in ballo in primis la supremazia di un paese dell’isola su un altro. Il campionato dell’isola di Lesina è chiamato: “Forska nogometna liga”. Forska infatti perché gli abitanti dell’isola chiamano Lesina con il nome di For.
La storia del calcio sull’isola ha almeno 100 anni. Infatti i primi dati noti sugli inizi del gioco del pallone risalgono ai tempo dell’Impero austroungarico. I club più vecchi di cui si sa l’anno di fondazione sono quelli del Balkan e del Nois, entrambi fondati nel 1913! Ed entrambi a Cittavecchia di Lesina (Stari Grad na Hvaru).
Si giocava nelle piazze…
Tra le due guerre mondiali sull’isola sono state fondate oltre 20 società, praticamente in tutte le cittadine. La lista completa è visibile nella tabella a fianco.
Però è doveroso ricordare che queste società non sono state quasi mai dei veri e propri club come nel caso di quelli sulla terraferma. Si trattava in genere di gruppi di persone che si riunivano e giocavano per difendere i propri colori, ovvero quelli del proprio paesino/cittadina. Pure le regole calcistiche erano da intendersi in maniera del tutto relativa. Trovare un vero e proprio campo di gioco, di dimensione predefinite, sull’isola era alquanto difficile, per cui bisognava adattarsi, fare di necessità virtù: si giocava un po’ dappertutto, dove si trovava un posto adeguato a far… correre il pallone. Le partite venivano disputate su varie piazze, rive, prati, vie. Insomma bastava mettersi d’accordo.
Lo zampino della politica
Subito dopo il primo conflitto mondiale l’isola si ritrovò sotto l’amministrazione del Regno d’Italia. Il ricordo della guerra era ancora fresco e tempi erano pertanto ancora prematuri per la “fioritura” del calcio. Nel 1921 l’isola passò sotto la sovranità del Regno SHS, ovvero di quella che sarebbe stata poi la Jugoslavia. Ed ebbe lentamente inizio lo sviluppo del calcio. Anche se bisogna dire che di pari passo si svilupparono delle vere e proprie lotte per la supremazia, per cui svariate società furono costrette a chiudere i battenti, a cambiare nome, ecc. Insomma lo zampino della politica diventato parte integrante della realtà sportiva pure sull’isola. Negli anni ci furono svariate fusioni tra i vari club e certe società si spinsero a disputare partite pure fuori dall’isola. All’epoca questo un’impresa, ma la volontà di giocare al calcio, la passione, erano così forti da vincere ogni disagio o difficoltà logistica.
Frequenti i cambi di nome
Durante il periodo del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (SHS) la prima squadra a essere fondata fu il Radnik di Gelsa (Jelsa), che poi con il passare degli anni cambiò più volte nome, diventando Hajduk, Jelsa e infine Grumen. Questo fu pure la storia di svariate altre squadre, che cambiarono spesso nome. Non furono rari nemmeno i casi in cui diversi club furono pure chiusi per svariati anni, per essere di nuovo rifondati. Tra le squadre più giovani sono da ricordare l’NK Hvar, fondata nel 1939 con il nome di OŠK Rapid, che venne ben presto chiusa, per essere rifondata nel 1958. Poi abbiamo la Mladost del 1947, la Levanda del 1971 e lo Južnjak del 1996.
Collegamenti difficoltosi
L’isola di Lesina, come ben sappiamo è grande. Il suo principale problema per anni è stato rappresentato dai collegamenti stradali. Le squadre del centro dell’isola giocavano molto spesso tra di loro. Però, ad esempio, la Mladost di Sućuraj era da sempre costretta a giocare principalmente con le squadre di Makarska e con quelle della penisola di Sabbioncello (Pelješac).
Campionato isolano
Grazia al miglioramento dei collegamenti e all’asfaltatura della strada tra Lesina e Sućuraj, si crearono i presupposti per la fondazione di un vero e proprio campionato. All’inizio degli anni ‘70 esistevano due leghe. Una specie di Serie A e Serie B. Dopo una decina di anni si decise di cambiare la struttura delle competizioni e di andare all’integrazione dei vari campionati, in modo tale da aumentare il numero delle partite e di giocare non soltanto durante il periodo estivo, ma quasi tutto l’anno, come succede sulla terraferma. Il campionato isolano è stato una costante fino ai giorni nostri. Si è fermato soltanto per quattro anni, gli anni della guerra in Croazia, dal 1991 al 1995. E negli ultimi anni sono state fondate pure altre squadre, tra cui il Poskok di Pitava nel 2002 (chiuso nel 2009) e il Dalmatinac di Gelsa (Jelsa) pure fondato nel 2002, ma chiuso dopo nemmeno un anno di attività.
Jelsa prima vincitrice
Il primo campionato, quello del 1972, vide la vittoria dello Jelsa. Poi a imporsi furono svariate altre squadre, il che rese la competizione isolana molto interessante e attraente e dall’altro lato donò grandi soddisfazione alle varie realtà locali. L’ultimo campionato, quello della stagione 2012/13, è stato vinto dalla squadra dello Hvar. La compagine del capoluogo isolano si è imposta alla grande, ha dimostrato la propria supremazia, vincendo ben 17 delle 20 gare disputate e pareggiando le altre tre. L’ultimo campionato in ordine di tempo ha visto fronteggiarsi 11 squadre. Nel riquadro sopra la tabella dell’ultimo campionato.
La coppa dell’isola
Pure da molti anni si disputa la coppa dell’isola, una variante della coppa nazionale. Vi partecipano praticamente tutte le squadre di Lesina. La prima coppa nel 1960 è stata vinta dalla Jadran, mentre l’ultima dallo Hvar, che in finale si è imposto per 2-1 sulla compagine dello ŠOŠK.
Oggi la squadra più forte è decisamente lo Hvar, che ha avuto pure l’opportunità di competere nei diversi campionati croati, fuori dall’isola, disputando negli anni pure il campionato della Contea spalatina-dalmata. Nel corso degli anni sono realizzati pure diversi campi di calcio, di cui quattro a norma e con tanto di erba.
Un valido esempio
Insomma l’isola di Lesina è ed è destinata a rimanere un esempio valido di come il calcio si possa sviluppare su un’isola, di come possa essere interessante. Di riflesso però la realtà di Lesina dimostra però come l’ambiente isolato e ristretto di un’isola possa limitare il suo sviluppo e lasciarlo relegato per sempre a livello locale.
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