Pallacanestro. Sebenicco fucina di tantissimi campioni

Pallacanestro. Sebenicco fucina di tantissimi campioni
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Dicono che i grandi sportivi abbiano un talento innato che li aiuta a ottenere risultati di rilievo. Nascono con il talento e in seguito gli allenamenti non fanno altro che indirizzarli sempre di più nella direzione giusta, permettendo loro di affinare in primo luogo le tecniche e le tattiche dello sport prescelto. Non sono rari gli esempi di famiglie intere che hanno o hanno avuto grandi sportivi. Insomma anche la genetica ci mette lo zampino, a quanto sembra. A Sebenico il mondo della pallacanestro maschile ha registrato numerosi alti e bassi. Resta però il fatto incontrovertibile che la città ha dato i natali a tanti grandi cestisti. Essi se non altro hanno cominciato a giocare a pallacanestro in questa città, per poi dirigersi verso altri lidi più conosciuti, con maggiori disponibilità finanziarie, dove si sono imposti e sono diventati dei grandissimi campioni. Oggi la città di Sebenico può vantare tra i suoi cestisti di spicco dei nomi molto importanti pure a livello internazionale.

Inevitabilmente la carrellata non può che partire dal grande Dražen Petrović. Una vera leggenda non soltanto a livello locale e nazionale. Accanto a lui come non menzionare suo fratello maggiore, Aleksandar. Un fratello che in qualche modo ha fatto avvicinare Dražen al mondo della pallacanestro, visto che da giovane lo seguiva agli allenamenti. Poi troviamo un’intera famiglia. È la famiglia Šarić. Il “precursore” fu il padre Predrag Šarić, stella degli anni ‘80. Poi ci fu la madre Veselinka, una delle prime cestiste di spicco in città, rimasta un po’ all’ombra della grande Danira Nakić. E poi ci sono i loro figli. Il maggiore, Dario, oggi è uno dei migliori cestisti croati ed in forza ai Minnesota Timberwolves che militano nel campionato NBA. E infine c’è la figlia minore, Dana. Per lei una carriera per adesso più modesta.

La lista dei cestisti di rilievo può essere anche molto lunga. In ogni caso tra i giocatori nati a Sebenico e cresciuti dall’ottica sportiva nelle squadre locali vanno sicuramente menzionati Ivica Žurić, Nenad Slavica, Ivica Gulin, Željko Marelja, Branko Macura, Zoran Slavnić, Srećko Jarić, Miro Jurić, Bruno Petani, Živko Badžim, Zoran Kalpić, Fabijan Žurić, Nikola Jelavić, Živko Ljubojević, Sreten Đurić, Nikola Radulović, Srđan Dabić, ecc. Negli anni pure diversi allenatori di spicco hanno guidato le societa maschili sebenzane come Nikola Kessler, Zoran Slavnić, Vlado Đurović, Faruk Kulenović, Nenad Amanović, Dušan Ivković, Bora Đaković e Jeronimo Šarin.
Grandi nomi pure tra le cestiste. Di sicuro la migliore e la più nota non soltanto in Croazia è Danira Nakić. Negli ultimi anni si è distinta, pure fuori dal parquet, Antonija Sandrić, meglio nota con il cognome Mišura. E tra le altre da registrare Luca Ivanković, Marta Čakić, Sandra Mandir, Emanuela Salopek, Vanda Baranović-Urukalo, Anđa Jelavić, Neda Lokas, Simona Šoda, Tina Periša. Molto noti pure i nomi degli allenatori che hanno guidato la squadra femminile: Danko Radić (futuro presidente della Federbasket), Neven Spahija e Stipe Bralić.

Aleksandar, il fratello maggiore
A parte Dražen, sicuramente Aleksandar Petrović è stato uno dei primi grandi cestisti ai quali Sebenico ha dato i natali. Aleksandar nasce il 16 febbraio 1959. Ben presto comincia a trascorrere sempre più tempo nella palestra del vicino Baldekin. Nel 1976 diventa giocatore della locale squadra juniores. Fin dall’inizio a seguirlo negli allenamenti e nelle partite c’è il fratello minore Dražen. Comunque Aleksadar si trattiene poco nella sua città natale. Già nel 1979 si trasferisce a Zagabria, dove comincia la sua grande carriera nello Cibona. Qui si trattiene per ben otto anni, fino al 1987. Non è un mistero che sia stato proprio lui l’artefice del trasferimento del fratello minore proprio allo Cibona qualche anno dopo. E proprio loro due porteranno la squadra zagabrese ai vertici europei dove rimarrà per anni. Nel 1987 Aleksandar firma per la grande Scavolini di Pesaro. Però rimane in Italia soltanto un anno per poi tornare di nuovo al suo Cibona. Nel finale di carriera gioca ancora per lo Zagreb e il Racing Luxembourg e disputa anche qualche partita tra le file del Postojna.
Da giocatore ha conquistato tanti trofei. Con il Cibona ha vinto tre Campionati della Jugoslavia (1981/82, 1983/84 e 1984/85), sei Coppe della Jugoslavia (1980, 81, 82, 83, 85 e 86), due Coppe dei campioni (1984/85 e 1985/86) e due Coppe della Coppe (1981/82 e 1986/87). E infine con la Scavolini ha vinto il Campionato italiano (1987/88).
Per la nazionale dell’ex Jugoslavia ha giocato dal 1982 al 1987. E con la nazionale ha vinto due bronzi ai Campionati mondiali (1982 e 1986), un bronzo agli Europei (1987) e un bronzo olimpico (1984).

Un allenatore di successo
Finita la carriera di giocatore, Aleksandar inizia subito quella di allenatore. E dove se non nel suo Cibona. I primi passi da allenatore li compie nel 1991, nelle giovanili. Ben presto fa carriera, per cui nel 1992 è già il vice del selezionatore della Croazia, Petar Skansi. Per la prima volta nel 1995 diventa selezionatore della Croazia e si piazza al terzo posto, conquistando la medaglia di bronzo agli Europei. Guida la selezione croata pure dal 1999 al 2001 e ai Campionati europei del 2001 porta la Croazia a ottenere il settimo posto. L’ultima presenza alle redini della nazionale è quella dal 2016 al 2017. In questo periodo un po’ a sorpresa porta la Croazia ai Giochi Olimpici di Rio del Janeiro dove la squadra esce di scena nei quarti di finale. E poi pure guida la nazionale agli Europei del 2017 dove la Croazia viene eliminata negli ottavi di finale.
Aleksandar assume pure le redini della nazionale della Bosnia ed Erzegovina tra il 2012 e 2013. Alla fine del 2017 si ritrova alla guida della nazionale del Brasile. Tra le squadre di club oltre allo Cibona allena pure il Siviglia dal 1995 al 1997, l’Anwil Wloclawek (2001-2002), il Lleida Basquet (2004-2005), lo Scafati (2006), l’UNICS Kazan (2012) e il Lietuvos Rytas Vilnius (2013-2014). Inoltre tra una “trasferta” all’estero e un’altra, guida a più riprese lo Cedevita di Zagabria, come pure lo Zadar. Diversi i trofei conquistati. In primis con il suo Cibona con il quale vince ben sei titoli di campione della Croazia (1992, 1992/93, 1993/94, 1994/95, 1997/98, 1998/99). Poi nel carnet figura un titolo con lo Zadar (2007/08). Infine due Coppe della Croazia (1995 e 1999). Due i trofei individuali. Infatti nel 2011 è stato nominato allenatore dell’anno per la EuroCup e nel 2012 allenatore dell’anno in Bosnia ed Erzegovina.

La famiglia Šarić
Non sono rari i casi dove una famiglia intera è tutta votata allo sport. Magari è più raro trovare un’intera famiglia che si sia distinta nello stesso sport e in particolare lo abbia fatto nella propria città natale. Ma non è certo impossibile. È questo indubbiamente il caso della famiglia Šarić, da sempre legata al mondo della pallacanestro. Avendo i vari componenti della famiglia giocato in tempi diversi, in periodi storici contrassegnati da situazioni diverse, è difficile dire quale sia l’esponente della stessa che si sia fatto valere maggiormente.
In qualche modo il tutto inizia con il padre, Predrag Šarić, nato il 20 novembre del 1959 a Sebenico. Predrag ben presto comincia a giocare per il principale club locale, lo Šibenka. Qui rimane per gran parte della sua carriera. Il suo periodo d’oro sono gli anni ‘80. In quel periodo lo Šibenka inizia la scalata che lo porterà nel giro di un paio d’anni da squadra di provincia fino al campionato di Prima lega della Jugoslavia. Predrag Šarić è uno degli indubbi protagonisti pure nella storica finale per lo scudetto contro il Bosna di Sarajevo disputata nel 1983. Finale vinta e poi persa a tavolino. Da rilevare inoltre che Predrag ha disputato con lo Šibenka pure due finali della Coppa Radivoj Korać, purtroppo entrambe perse contro il Limoges nel 1982 e 1983. Con l’avvento della Croazia indipendente e sovrana ha lasciato la sua Sebenico. Dapprima ha militato nelle file dello Zadar e negli ultimi anni è stato a Fiume e ha giocato per il Triglav osiguranje. Con entrambe le società ha avuto l’opportunità di disputare pure diverse partite nelle Coppe europee. Finita la carriera cestistica si è dedicato alla sua ditta di trasporti.

Veselinka, ottima allenatrice
Si è sposato con una cestista, Veselinka Šarić. Nata nel 1971, è stata una delle più grandi cestiste di Sebenico negli anni ‘90. Ha fatto grande l’Elemes. Però è pure rimasta sempre un po’ all’ombra della migliore cestista croata di tutti i tempi, Danira Nakić. Per l’Elemes ha giocato dal 1987 al 1994, ossia fino a quando è rimasta incinta dal primo figlio, Dario Šarić. Poi nel 2004 è tornata per un breve tempo a giocare per una squadra locale, il Vidici Dalmostan, dove ha mosso pure i primi passi da allenatrice.
Però non per caso dicono che il suo miglior successo da allenatrice sia stato il suo figlio maggiore, Dario Šarić. Infatti anche se i genitori non hanno mai insistito acciocché i loro rampolli giocassero a pallacanestro, entrambi i figli si sono affermati in questo sport. Dario Šarić è nato nel 1994 e Dana Šarić poco dopo. Dario deve tutto in primis alla madre che lo ha seguito negli anni iniziali della propria carriera. Già a cinque anni si è avvicinato a questo sport e il suo primo allenatore è stato Nino Jelavić, che ha pure allenato Dražen Petrović. Dario ha dimostrato molto presto le sue grandi potenzialità. Si è fatto notare negli svariati tornei ai quali ha partecipato anche all’estero.

Dario, exploit negli States
Già a 10 anni ha raggiunto un’altezza di 180 centimetri. Come dire, era praticamente predestinato per questo sport. Ben presto è stato notato da svariati scout. Tra i primi quelli spagnoli del Tau Ceramica. Per la prima volta lo hanno contattato quando aveva solo 11 anni. Hanno proposto svariati contatti e il trasferimento immediato in Spagna; però la famiglia ha resistito fino a quando Dario non ha ultimato la scuola elementare. Poi a più riprese è stato in Spagna; però il contratto non è stato mai firmato. Per comprendere quanto gli spagnoli fossero interessati a Dario basti ricordare che tra le altre cose offersero a sua madre Veselinka, il contratto per giocare nella squadra femminile della società. Già in questi primi anni Dario vince il campionato per i ragazzi fino ai 12 anni e poi quello per i cestisti fino ai 15 anni. In entrambi i casi viene proclamato miglior giocatore.
Fallita la trasferta in Spagna, la famiglia decide di accettare l’offerta dello Zagreb e si trasferisce nella capitale croata nel 2010. Dario rimane due anni allo Zagreb, senza però riuscire a emergere pienamente. Nel 2012 si trasferisce allo Cibona e qui la sua stella inizia subito a brillare. Con questo club blasonato Dario vince il Campionato e la Coppa della Croazia nel 2013, mentre nel 2014 s’impone pure nella Lega regionale, l’ABA. Nel 2014 la svolta. Il 24 giugno firma il suo primo contratto internazionale con la squadra turca dell’Anadolu Efes dove rimane per due stagioni vincendo due Coppe nazionali. Però nella stessa estate nei draft dell’NBA gli Orlando Magic lo scelgono come il loro numero 12; però lo stesso giorno decidono di scambiarlo con il Philadelphia, ovvero con Elfrid Payton. Il 17 luglio del 2016 il grande passo avanti. A soli 22 anni Dario Šarić firma per la squadra del Philadelphia 76ers. Dopo due stagioni, dal 2018, è membro dei Minnesota Timberwolves.

Dana, all’ombra del grande fratello
Grandi i risultati conseguiti anche nelle varie nazionali. Con la nazionale croata U16 nel 2010 agli Europei oltre a vincere il torneo Dario viene proclamato miglior giocatore. Inoltre è anche il miglior marcatore e il migliore nella classifica dei rimbalzi; è secondo negli assist. Nel 2012 porta la nazionale U18 all’oro: anche in questo caso è lui il miglior giocatore e il miglior marcatore nonché secondo nei rimbalzi. Poi arrivano le partite per l’U19, mentre dal 2013 è titolare della nazionale seniores.
A differenza del “grande fratello”, Dana Šarić ha per ora al suo attivo una carriera tutto sommato modesta. Il suo maggior successo è stato la militanza nella nazionale croata U16. (5 e continua)

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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 4 maggio 2019.


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