Quei ragazzi di Sebenicco che non dovevano vincere

Quei ragazzi di Sebenicco che non dovevano vincere
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C’è una città in Dalmazia dove la pallacanestro ha sempre giocato un ruolo fondamentale. Però fra alti a bassi. Diverse sono state le società fondate e chiuse nel corso degli anni. Ma non sono mancati neppure i successi a livello nazionale e internazionale. E a mettersi in luce sono stati soprattutto diversi giocatori di livello internazionale, nati proprio a Sebenico. Tra gli altri il leggendario Dražen Petrović e la migliore giocatrice croata di tutti i tempi, Danira Nakić.
La pallacanestro è sempre stata uno degli sport più importanti in Dalmazia. Due i centri principali: Spalato e Zara. Nel resto della regione dalmata questa disciplina sportiva ha sempre svolto un ruolo secondario, con un’unica eccezione. Quella per l’appunto di Sebenico, dove il basket è stato uno sport molto importante, praticamente quello principale. Questa è stata forse la città in cui la pallacanestro si è distinta maggiormente rispetto alle altre discipline sportive, con gli inevitabili alti e bassi. I risultati altalenanti non hanno però scoraggiato gli appassionati della pallacanestro e nemmeno gli spettatori. Come dire, il basket è stato uno sport che ha sempre rappresentato un’attrazione per questa città della Dalmazia centrale, che – come già rilevato – ha pure dato i natali a grandi giocatori di basket. Naturalmente non sono mancati anche altri sport che hanno regalato diverse soddisfazioni. Il calcio invece è sempre rimasto uno sport secondario, di Serie B. Non per niente infatti la squadra locale, sia all’epoca dell’ex Jugoslavia, sia dopo l’avvento della Croazia indipendente ha sempre militato in Seconda lega, senza mai riuscire a entrare nell’Olimpo calcistico. Si è distinta invece abbastanza la squadra di pallanuoto. Importante pure la compagine di canottaggio. Però è stata proprio la pallacanestro che ha legato tantissimo con la cittadinanza. E se forse qualcuno prima non conosceva il valore sportivo di questa città, con Dražen Petrović Sebenico si è ritrovata giocoforza sotto i riflettori.

Le varie società
La storia di questo sport a Sebenico è stata molto travagliata, costellata di successi, ma anche di insuccessi. Negli anni sono state fondate diverse società che poi, più o meno velocemente, sono fallite. Il problema principale è sempre stato quello finanziario. I manager neppure hanno sempre brillato. Ma di sicuro non sono mancati i talenti; sono stati tantissimi i giovani che si sono affacciati a questo sport e che hanno reso grande questa città, in primis lontano da essa.
I primi timidi inizi si sono avuti subito dopo la Seconda guerra mondiale grazie a due grandi appassionati di questo sport, Milica e Zlatko Res-Koritić, che hanno organizzato il primo incontro nel giugno del 1947.

Una vera… meteora
Poco dopo è stata fondata la prima società di pallacanestro. La Meteor. Come nome può suggerire che si sta trattato di una meteora. Non è un’impressione errata. La Meteor infatti durò pochissimo e scomparve senza lasciare particolari tracce, ossia senza risultati di rilievo. I primi due pallacestisti di talento furono Branko Gojanović Lasica e Milivoj Boranić Mita che ben presto se ne andarono a giocare a Zara. Poi ci fu un tentativo di rinascita del basket grazie al locale ginnasio e alla società chiamata Gimnazijalac. Negli anni ‘60 a propagare questo sport fu il professore del ginnasio Ivica Slipčević.
Però per arrivare alla fondazione della prima vera società di pallacanestro si dovette aspettare addirittura fino al 1973. Come dire, tantissimi anni. Però da allora in poi ci furono grandi soddisfazioni e il basket iniziò a giocare un ruolo di primo piano in questa città. La prima società a distinguersi fu la Šibenka. La sua fu una storia turbolenta, con un avvio fulmineo. In solo 10 anni arrivò ai vertici nazionali e internazionali. All’inizio degli anni ‘80 giocò ben due finali in una competizione europea e vinse il campionato nazionale, anche se poi il titolo venne revocato. Da lì a poco ebbe inizio il suo declino, lento, ma inesorabile. Senza riuscire mai a svolgere un ruolo importante nell’attuale Croazia indipendente, nel 2010 la società chiuse i battenti per bancarotta. Ad assumerne l’eredità, anche se non in via ufficiale, fu l’attuale Šibenik fondato nel 2010, che oggi è la principale squadra locale. Negli anni nacque pure il Jolly Jadranska banka. Fondato nel 2009, durante la dura crisi che stava per mettere definitivamente in ginocchio la Šibenka, andò avanti fino al 2017 quando chiuse i battenti. Non bisogna dimenticare neppure la Jolly femminile (oggi pure Šibenik), che ha portato tantissimi titoli nazionali ed internazionali in città. Ancora attiva, gioca però un ruolo secondario sul palcoscenico nazionale.
A legare tutte queste società è la palestra chiamata Baldekin posta a est del centro cittadino.

La prima partita
Le prime tracce di questo sport risalgono a Sebenico, come già sottolineato, al 1947. Nelle vicine Zara e Spalato ormai da anni si giocava a pallacanestro. Per di più a Zara già durante il periodo italiano la squadra locale aveva militato nel campionato nazionale, per cui è da considerarsi la più vecchia dell’attuale Croazia. Però a Sebenico si dovette aspettare la fine dell’ultimo conflitto mondiale per tentare di gettare le basi di questo sport.
Correva il 1947. La pallacanestro si giocava all’aperto. Negli spazi che riusciva a ritagliarsi. Le palestre per questo sport erano ancora lontane, nemmeno progettate. Così nel giugno del 1947 sugli ex campi tennistici dello Šubićevac, il quartiere a nord della città oggi noto per il suo stadio, si disputò la prima partita ufficiale di basket. A dimostrare alla popolazione, inevitabilmente curiosa e aperta a ogni un nuovo sport, le peculiarità della pallacanestro, furono gli alunni del locale ginnasio (che aveva sede lì vicino), nonché gli studenti del liceo zaratino. Vinsero chiaramente gli ospiti, però ancora oggi ci sono dubbi sul risultato finale. Infatti varie fonti citano risultati diversi: 14:8, 14:12 o 14:13. Il campo di gioco fu nel segno dell’improvvisazione. Le due tabelle con i cesti furono portate in loco dalla locale scuola media. In città esistevano soltanto due palloni portati nel 1946 da Zagabria da Milica e Zlatko Res-Koritić. E proprio Zlatko Res-Koritić fu l’arbitro di questa prima partita. Si disputò pure un incontro tra le selezioni femminili di queste due scuole, però non c’è traccia nelle fonti storiche del risultato. Poi, nello stesso anno ci furono altre due partite contro altre selezioni venute da Zara e Spalato.
Anche se le prima partite pubbliche si svolsero nel 1947, è noto che già da un anno questo sport veniva praticato nel locale ginnasio e fin dall’inizio con squadre maschili e femminili.
Se il risultato rimane un mistero, sono noti invece i nomi di quanti disputarono il primo incontro ufficiale. A difendere i colori del ginnasio di Sebenico furono Boris Baica, Branko Gojanović Lasica, Neno Iljadica Bažilio, Marko Baljkas, Joško Vukov, Slaven Karađole, Davor Ilijaš, Mladen Friganović Moša, Živko Kalauz e Milivoj Boranić Mita. È noto pure che tra le migliori pallacestiste locali c’erano Duška Marinčić e Sonja Glomus. Oltre a loro a scendere in campo in questi primi incontri pionieristici erano Ankica Panjkota, Antonija Guberina, Živana Bogdan, Slava Konjevoda, Pipa Šarić, Slavenka Dunkić, Neva Kovač, Dubravka Ćorić, Mileta, Vjera Šarac e Ksenija Bjažić.
Fra gli altri componenti della squadra maschile si registrano Borko Zaninović, Davor Bošković, Lovor Lepeš, Boško Tarle, Vlado Županović, Nikica Iljadica Lala e Vlatko Terzanović.

La mitica Šibenka
La Šibenka venne fondata quasi per caso nel 1973. Si registrò presso la Federbasket nazionale e il 27 aprile del 1974 disputò la sua prima partita ufficiale. Era valida per il campionato di Terza lega. L’avversario al Baldekin di Sebenico fu l’Alkar di Sinj. Fu una partita molto aperta; alla fine i locali persero per 73:75. Di lì a sei anni seguirono tante vittorie e promozioni; così nel 1979 arrivò la promozione al campionato di Prima lega. Ci fu tanto stupore all’epoca per il fatto che una squadra di così recente costituzione, proveniente da una città tutto sommato piccola, fosse riuscita a qualificarsi in Prima lega. Non bisogna dimenticare che all’epoca il campionato jugoslavo era molto forte. Numerosi erano i giocatori di primo piano e anche i fuoriclasse, nonché gli allenatori preparati. Non poche società potevano fare affidamento su importanti spinte dai vertici politici. Insomma la Šibenka doveva essere soltanto una comparsa. Però non fu così. Infatti subito nella prima stagione registrò importanti vittorie e chiuse il campionato all’ottavo posto. Vinse nove delle 22 partite disputate. Nella stagione successiva, 1980/81, ci fu il grande balzo con un fenomenale quarto posto! Davanti soltanto Partizan (Belgrado), Cibona (Zagabria) e Zadar (Zara). Grazie a questo successo nella stagione successiva la squadra di Sebenico partecipò pure alla Coppa Korać.
Nella stagione 1981/82 la Šibenka finì al quinto posto e partecipò ai play off. Qui però uscì subito di scena ai quarti di finale, eliminata dal forte Zadar: perse in totale per 2-1.
E così si arrivò all’incredibile stagione 1982/83. La squadra di Sebenico ormai si faceva notare sempre di più; però in questa stagione fu artefice di un’impresa a dir poco storica. Infatti dapprima riuscì a vincere il campionato, la stagione regolare. Vinse 16 delle 22 gare disputate si ritrovò da sola al primo posto. Due punti in più del Partizan e del Bosna (Sarajevo). Quatro in più della Stella Rossa (Belgrado) e dello Cibona. Una stagione magnifica. Però i giocatori rimasero calmi, consapevoli che nei play off tutto tutto era possibile. Nei quarti affrontarono la Jugoplastika di Spalato. Vinsero la prima partita per 104-102 per poi perdere a Spalato per 85-98. Nella terza partita decisiva al Baldekin s’imposero per 91-75.

La storica finale
Arrivò la semifinale contro la temutissima Stella Rossa. I giocatori di Sebenico vinsero la prima partita in casa per 91-88; però poi persero nettamente la sfida successiva a Belgrado per 89-105. Di nuovo a rivelarsi decisiva fu la terza partita in casa. S’imposero alla fine per 98-89.Arrivò così la storica finale per il titolo contro il Bosna di Sarajevo, una squadra che nel periodo precedente aveva vinto due titoli nazionali. La disfida partì benissimo con la vittoria nella prima partita casalinga per 103-98. Segue una cocente, netta sconfitta a Sarajevo per 84-96. Decisiva fu la terza partita, in programma il 9 aprile del 1983. Fu una partita spettacolare con protagonista il giovane, ma già fortissimo Dražen Petrović. Si arrivò agli ultimi secondi di gara con il Bosna in vantaggio per 82-81. Però fu fischiato un fallo con successivi due tiri liberi per i locali. Il pallone si ritrovò fra le mani del campionissimo Dražen Petrović che non sbagliò e regalò così ai locali la vittoria decisiva. Fu una grande festa. Come nel palasport così in tutta la città. Una squadra con nemmeno 10 anni di vita alle spalle aveva vinto un campionato nazionale. Per di più quello di pallacanestro, fortissimo. Il tutto aveva quasi dell’incredibile. Però la notte di festa del 9 aprile si trasformò in uno scioccante 10 aprile. Subito la mattina la Federbasket annullò la terza partita. Il motivo? L’arbitro Ilija Matijević aveva sbagliato nel fischiare il fallo a due secondi dal termine. Per questo la partita doveva essere ripetuta in campo neutro. L’arbitro fu squalificato a vita. Alla fine fu deciso che il nuovo incontro doveva essere disputato a Novi Sad. La Šibenka decise subito di boicottare la partita. Così perse a tavolino per 20-0. Una controversia, di stampo tutt’altro che pallacestistico, ha dunque segnato in profondità la storia di questa società.
Dopo il trionfo annullato a tavolino, seguì per la compagine di Sebenico un lento declino. Nella stagione 1983/84 finì la stagione regolare al quarto posto e perse nei play off, nei quarti di finale, contro il Bosna di Sarajevo. Seguirono anni trascorsi ai vertici del campionato, però con regolare eliminazione nei quarti di finale dei play off. Dopo la stagione 1988/89 la squadra di Sebenico si ritrovò a giocare i play out e a retrocedere nella Seconda lega, la 1-B, che però vinse nettamente l’anno successivo. Infine nell’ultima stagione chiuse al penultimo posto. Retrocesse, ma a dissolversi fu la Jugoslavia, per cui non se ne fece nulla.
Nella coppa nazionale la squadra di Sebenico non riuscì mai ad arrivare alla finale nazionale. Al contrario, ebbe molto più successo nelle coppe europee. Subito all’esordio europeo nella stagione 1981/82 nella Coppa Korać raggiunse la finale! In semifinale batté pure la Stella Rossa e poi nella finale di Padova dovette arrendersi ai francesi del Limoges. Perse per 90-84.
Successo bissato nella stagione successiva, quando in semifinale i ragazzi di Sebenico sconfissero lo Zadar per poi perdere la finalissima di Belino ovest di nuovo contro il Limoges per 94-86.

Un declino inesorabile
Seguirono durante il periodo della Jugoslavia socialista ancora tre partecipazioni europee, però senza mai riuscire ad arrivare di nuovo così in alto. Durante il periodo della Croazia indipendente il declino continuò. La squadra di Sebenico si ritrovò a partecipare regolarmente ai campionati di Prima lega. Nella prima stagione, la 1992, finì al quinto posto in un torneo di sei squadre. Poi ci furono stagioni di metà classifica. I format del campionato cambiarono negli anni e i primi play off per il titolo furono raggiunti nella stagione 1998/99 grazie al settimo posto in campionato. I ragazzi di Sebenico furono eliminati subito nei quarti di finale dai futuri campioni nazionali dello Cibona. In seguito si rischiò la retrocessione; poi nella stagione 2003/04 ci fu un ottimo terzo posto nella prima parte del campionato, per poi finire quarti nella seconda parte del torneo. La squadra di Sebenico partecipò ai play off per il titolo. Perse per 2-0 contro i futuri campioni nazionali dello Cibona.
Nella stagione successiva il club dalmata partecipò alla Goodyear league. Tornò subito nel campionato nazionale dove rischiò in due riprese la retrocessione. Poi di nuovo fu secondo nella prima parte del campionato nella stagione 2007/08 per poi chiudere al sesto posto. Nella stagione successiva la squadra di Sebenico fu di nuovo seconda, poi settima. Poi nella stagione 2009/10 il declino assoluto. Il club dalmata finì la prima parte del campionato al nono, penultimo posto. Poi nella Lega per la salvezza arrivò di nuovo penultimo, quinto, e dovette disputare la Lega per la qualificazione alla A1. Finì terzo e venne retrocesso. Nessun successo nemmeno nella Coppa nazionale. Nessuna finale, al massimo qualche semifinale. In due occasioni la compagine ha giocato nella Coppa Radivoj Korać, senza successo. Così con la retrocessione in campionato si concluse la storia della mitica Šibenka. Di li a poco la società fallì per problemi meramente finanziari. (1 e continua)

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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 5 gennaio 2019.


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