La squadra di Zara imperversa nelle Marche e in Abruzzo (3 e continua)

La squadra di Zara imperversa nelle Marche e in Abruzzo (3 e continua)
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Dopo anni trascorsi a giocare a livello locale, finalmente, nell’estate del 1931 la squadra zaratina ebbe la possibilità di partecipare ad un vero campionato italiano. Visto da una parte il successo registrato al campionato ULIC anche a livello nazionale  e dall’altra il grande interesse per il calcio di tutta Zara e della regione nel suo insieme si decise di ritornare a disputare incontri di campionato in ambito appenninico. Considerati i fattori logistici e di comunicazione, senza trascurare le spese di gestione, la dirigenza alla fine optò per il campionato delle Marche. Anche se da un’ottica tradizionale, spiccaramente regionale, Zara era maggiormente legata alla Venezia Giulia, inevitabilmente le Marche erano più vicine e più facilmente raggiungibili via mare.

Anche se per gli zaratini questo era la scelta più  logica e quella che comportava i minori costi, si trattò di un vero e proprio grattacapo per le altre squadre che non di rado davano forfait con tutti i rischi che questo comportava.
Così nell’estate del 1931 l’A.C. Dalmazia fu iscritta al campionato di II. Divisione Marche-Dalmazia. Vi parteciparono pure le seguenti squadre : S.Pol. Alma Juventus (Fano), Abruzzo (Pescara), Sambenedettese (San Benedetto del Tronto), US Jesina, SS Fabriano, Falconarese (Falconara), Anconitana “B” (Ancona) e Fermana.
L’esordio in questo campionato avvenne il primo novembre 1931 in casa contro l’Alma Juventus di Fano, squadra che alla fine vinse il campionato. Il risultato fu più che soddisfacente, un 1-1. Seguirono partite disputate praticamente tutti i fine settimana. Questo creò non pochi problemi ai giocatori dalmati. Da una parte gli allenamenti si facevano molto serrati e poi non erano trascurabili i tempi delle trasferte. Siccome diversi giocatori soffrivano pure di mal di mare andare in Abruzzo era un’autentica impresa.

Fra alti e bassi
Per gli zaratini fu un campionato con grandi alti e bassi. Dopo l’ottimo pareggio seguì un incredibile 6-0 contro la Sambenedettese ed altre vittorie e risultati più che positivi tanto che il girone di andata finito il 10 gennaio la squadra zaratina lo chiuse con ben 11 punti. Il girone di ritorno iniziò con un disastroso 10-0 subito a Fano contro l’Alma Juventus. Con altri risultati negativi e il ritiro dal campionato della Fermana gli zaratini finirono la competizione al quarto posto con 17 punti, frutto di sette vittorie, tre pareggi e quattro sconfitte. Pochi visti i risultati lusinghieri all’andata,  però pur sempre sufficienti a piazzarsi a soli quattro punti dal vincitore, l’Alma Juventus. Un risultato tutto sommato positivo per i dalmati viste tutte le difficoltà di viaggio e la scarsa forma dei giocatori che ormai da anni non erano abituati a partecipare a  competizioni impegnative e prolungate.
Per questo campionato per gli zaratini giocarono: Perdach, Stratta, Hess, Magas, Beccaria, Fedel, Szommer, Comesar, Zlodre, Marzari e Bonifazi. Tra gli inserimenti sporadici da ricordare i fratelli Detoni, Vezil e Verdogliak. Soprattutto nelle trasferte furono utilizzati i fratelli Aldo e Ferruccio Zerauschek, Ogriscek e Dicelie.
Anche in questa stagione si svolse il campionato italiano di livello ULIC. Un campionato che a livello regionale dalmato vide in campo le seguenti formazioni: Società Ausonia, la Pro Calcio, Borgo Erizzo, Ceraria, la Manifattura Tabacchi Orientali e la rappresentativa di studenti del G.U.F.D. Un campionato di minore importanza a livello nazionale rispetto all’anno precedente, ma un campionato visto come una finestra dove trovare giocatori emergenti da impiegare nelle successive stagioni a livello nazionale dall’AC Dalmazia.

Numerose le amichevoli
Durante la pausa estiva a Zara arrivarono diverse squadre di spessore per disputare partite amichevoli. Inoltra la squadra fu rinforzata dall’ex giocatore dell’Ambrosiana e poi del Palermo, lo spalatino Anton Blazevich. Inoltre nell’estate del 1932 la squadra si prese una bella rivincita sconfiggendo la Pro Modena. Arrivarono, tra le altre, pure le squadre triestine, la forte Triestina e la più modesta Ponziana.
Nell’autunno si tornò a giocare  a livello di campionato sotto la guida dell’allenatore Natale Duviani. La squadra non subì grandi cambiamenti. Ritornò il portiere Giacomo Schitarellich a sostituire il titolare Lorenzo Perdach chiamato a prestare il servizio di leva. Si fece notare il giovane atletico Rodolfo Popper e la squadra fu rafforzata dai giocatori in servizio di leva a Zara: Stratta, Beccaria, Marzari e Bonifazi.

Girone d’andata davvero coi fiocchi
L’inizio del campionato di II. Divisione Marche-Dalmazia fu davvero coi fiocchi: gli zaratini conclusero il girone di andata al primo posto senza nessuna sconfitta. Però il pericolo era dietro l’angolo. Si trattava della grave situazione finanziaria che faceva sì che per quasi tutto il campionato la squadra fosse a un passo al ritiro e metteva non poche volte a repentaglio le trasferte. Alla fine la squadra riuscì a finire il campionato ottenendo un dignitoso terzo posto.
In questi anni, sin dalla costituzione della AC Dalmazia la presidenza fu affidata a Luigi Lubin, vicepresidente Giovanbattista Tamino, cassiere Adalberto Schuh, segretario e portavoce Giuseppe Drizzi. Poi c’era il consiglio composto da: Domenico Alampi, Giuseppe Baroni, Roberto de Denaro, Armando Lana, Rodolfo Malusà, Antonio Marin, Bruno Vezil e Riccardo Zohar. Interessante poi il ruolo di promozione, di diffusione del calcio, affidato al trio Giuseppe Gazzari, Giacomo Schitarellich e Giovanni Vuletin.

Il campo in «Val de Ghisi»
Quello che fu nei primi anni un vero problema, ossia il campo da gioco, in questi anni fu completamente risolto ed in ottima maniera. Il campo chiamato “Val de Ghisi” era un complesso sportivo completo. Il campo di calcio era di misure minime, ma il terreno di gioco era ben separato dal pubblico. C’era una tribuna centrale coperta ed al lato opposto un’altra gradinata.
Nell’agosto del 1933 a Zara fu concesso l’onore di organizzare il raduno nazionale indetto dal Comitato italiano tecnico arbitrale, ossia della C.I.T.A. Così in Dalmazia vennero oltre 200 giudici di gara insieme a tutti i membri della Federcalcio nazionale ossia della F.I.G.C.

Sfiorata la promozione
Il crescente successo nel Campionato di II. Divisione Marche-Dalmazia proseguì pure nella stagione 1933/34. Alla fine si sfiorò pure la promozione. L’AC Dalmazia arrivò prima a pari merito con Dopolavoro Cantieri Navali di Ancona, ma non fu promossa. Al campionato parteciparono 11 squadre. Tra i giocatori emergenti di questa stagione da segnalare i fratelli Lissicich, Toparelli, Ciossich, Sliepcevich, Giuseppe Canzia e il triestino Ghersinich.

Troppi i guai finanziari
Nella stagione 1934/35 l’AC Dalmazia partecipò al campionato di II. Divisione Marche-Dalmazia ma con minore successo. Alla fine si classificò al quinto posto, un piazzamento frutto di otto vittorie, un pareggio e sette sconfitte. Il risultato poteva essere di sicuro migliore se teniamo conto del fatto che per motivi economici la squadra dovette dare forfait in ben tre occasioni, per cui oltre alle sconfitte a tavolino le furono pure inflitti tre punti di penalità. Nonostante il risultato finale le speranze degli zaratini erano grandi visto che a metà marzo la squadra si trovava al secondo posto. Il disastro cominciò con la costruzione della Casa del Balilla, per cui la squadra rimase senza campo sportivo. Inoltre c’era l’impossibilità di allenarsi, non c’erano incassi, ragion per cui la crisi economica divenne più forte che mai. Il che costrinse i responsabili a decidere che la squadra non disputasse le rimanenti tre partite in trasferta.
Fu una vera disperazione per tutti gli sportivi zaratini, ma di questo e  di quello che seguì nella prossima puntata.

Anton Blazevich, nel 1928/29fu capocannoniere in Italia
Anton Blazevich fu un grande attacante, sconosciuto ai più. Nato nel 1902 a Spalato fece un grande carriera all’estero.
La  parte più importante della sua carriera la costruì in Italia dove fu il migliore giocatore di origine dalmata fino ai tempi dei vari Bokšić, Jarni, Tudor e altri. Nel 1926 arrivò nelle file della Triestina dove rimase per una stagione. Seguì una tappa a Verona. Nell’estate del 1928 passò all’Ambrosiana di Milano, oggi squadra nota con il nome di Inter. Vi rimase per tre stagioni, però importanti, trascorse da vero protagonista. Nell’ordine registrò 28 partite e 20 reti, 32/14 e 29/6. Con l’Ambrosiana vinse lo scudetto della Serie A del 1930. Seguì l’esperienza al Palermo dal 1931 al 1935. Dopo due anni nel Napoli nell’estate del 1936 approdò all’Hajduk nel quale rimase fino al 1938.
Fu un classico centravanti, dotato di un grande fisico e in possesso di un  tiro formidabile. Nel 1928/29 fu pure capocannoniere del campionato italiano! Non approdò, però, mai in nazionale. Dopo la carriere di calciatore fu pure allenatore, tra cui pure della AC Dalmazia, senza registrare però grandi successi. Morì a Trieste nel 1958.

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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 10 gennaio 2009.


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