Lo Zadar è un’inesauribile fucina di talenti, ma stenta a decollare (6 e continua)
Nell’ultimo episodio abbiamo lasciato Zara nel bel mezzo della guerra. L’amore per il calcio era grande, ma le possibilità di giocare a pallone e divertirsi erano in realtà ben poche. Gli eventi bellici della prima metà degli anni ’40 avevano praticamente stroncato le attività calcistiche, riducendole al minimo. Per cui ogni partita non disputata tra soli zaratini assumeva una valenza che potremmo definire “storica”. Basti ricordare l’episodio delle trasferta della squadra di Trento nel 1943 a Zara. Ma cosa è successo dopo la guerra?
Se la vita delle squadre zaratine durante il periodo italiano era stata travagliata, non da meno è stato il lungo periodo in cui la città si è trovata a essere parte integrante della Jugoslavia, prima della nascita della Croazia indipendente.
Manca sempre il «tocco finale»
La voglia di giocare a pallone sicuramente c’era e immutata era la passione verso questo sport. Il problema principale era il “tocco finale”. La squadra era costantemente a buoni livelli, tra le migliori in Dalmazia e parecchie volte ad un passo dalla Seconda lega, ovvero dalle compagini che andavano per la maggiore a livello nazionale. Mancava sempre pochissimo per compiere un balzo di qualità… ma mancava.
In tutti questi anni, ma pure oggi, la squadra zaratina è stata soprattutto una inesauribile fucina di talenti, piuttosto che una compagine su cui investire per creare i presupposti per imporsi a livello nazionale.
Hanno militato nello Zadar anche grandissimi campioni, ma solo passati e futuri. Basti citare alcuni nomi famosi come Josip Skoblar e Ivo Jerolimov per arrivare ai giocatori di punta degli ultimi anni, Dado Pršo e Luka Modrić, oppure a Marin Tomasov o al portiere nel giro della nazionale Danijel Subašić.
La storia dell’NK Zadar
Finita la Seconda guerra mondiale, ci fu subito la rifondazione della squadra di calcio della città. Cambiato lo Stato, cambiate le regole, la squadra dell’AC Dalmazia inevitabilmente non poteva venir rifondata con questo nome. Si decise per la variante più semplice è neutra. Nacque così l’FD Zadar. La sigla FD, che sta per “Fiskulturno društvo” era imposta per legge e praticamente tutte le società nel dopoguerra furono fondate come associazioni sportive, vista la volontà di Belgrado di creare centri sportivi cittadini e non soltanto limitati a un unico sport. Regola che durò poco. Nel caso della città dalmata ci fu l’unione di tre ex società e così sotto l’egida dell’FD Zadar si ritrovarono le sezioni per l’atletica, il calcio e la pallacanestro. Insomma i tre sport preferiti nella città. Il primo presidente fu S. Klarin.
La squadra, subito nel 1946, partecipò al primo campionato della Dalmazia. Arrivò fino alle semifinali che disputò contro il Sebenico. Dopo aver vinto la prima partita per 1-0 la compagine zaratina venne sconfitta a Sebenico pure per 1-0. Visto che pure dopo i supplementari il risultato non era cambiato il verdetto finale fu deciso a tavolino. A passare il turno fu il Sebenico.
Visto l’insuccesso, il primo vero campionato la squadra lo affrontò nella stagione 1947/48 e fu il campionato repubblicano croato, campionato della Dalmazia. Si piazzò di nuovo a pari merito con il Sebenico e venne battuta nelle semifinali per la Seconda lega dal fortissimo Milicioner di Zagabria. Gli zaratini subirono una vera e propria batosta casalinga: 1-8!
Nel 1949 ci fu la separazione fra le varie sezioni e venne fondata la squadra di calcio, ossia l’attuale NK Zadar.
Seguirono anni all’insegna di scarsi successi. La compagine si ritrovò a “navigare” sempre nei bassifondi, per finire, nel 1952, esclusa dai campionati croati. Vi fece ritorno nel 1958/59 però soltanto grazie alla riconfigurazione del campionato nazionale e di quelli repubblicani, con il grande aumento del numero delle squadre partecipanti. Così la compagine zaratina fece ll suo ingresso nel campionato repubblicano, girone Dalmazia. Dovette subire subito la retrocessione e si piazzò dietro all’altra squadra zaratina, il Metalac. Una vera beffa. Infatti solo quattro anni prima si era proceduto alla grande fusione delle squadre zaratine. Si erano uniti allo Zadar pure Arbanasi e Sloga (che solo un anno prima si era fuso con il Bagat). E proprio sulle ceneri del Bagat, nato nel 1952 come Metalac, fu rifondato nel 1954 di nuovo il Metalac.
Il Metalac rimarrà la bestia nera per lo Zadar e per anni si piazzerà davanti alla squadra zaratina per eccellenza nei vari campionati croati e dalmati. Il colmo lo si ebbe nella stagione 1962 con il campionato dalmata, nel quale lo Zadar si ritrovò ad essere la terza squadra cittadina dietro al Tekstilac (fondata nel 1959) e al Metalac. Il “problema Tekstilac” venne risolto grazie alla fusione tra le due squadre nell’estate del 1964. E fu subito un successo. Già nella stagione 1964/65 la squadra vinse il campionato regionale dalmata, passò i play off repubblicani e partecipò per la prima volta al campionato di Seconda lega. Un campionato deludente, concluso con la retrocessione. Dopo aver fallito la nuova ascesa nella stagione 1966/67 per differenza reti (contro lo Split) la stagione seguente ritornò in Seconda lega. Vi rimase per due stagioni, sempre nei bassifondi della classifica.
Seguirono gli anni ’70 quando la squadra fu costantemente al vertice. Anni caratterizzati da grandi speranze, che portarono la squadra dalmata a vincere il proprio girone per ben tre volte mentre tre volte fu seconda ad un passo dal vertice.
Alla fine della stagione 1978/79 “grazie” alla differenza reti scese nel campionato locale, toccando così il fondo. Riuscì a risalire immediatamente e nel 1983/84 fu subito seconda nel girone dalmata. Nel 1984/85 vinse il proprio girone dalmata: seguirono le qualificazioni repubblicane e la finale vinta ai rigori contro lo Zagreb. Fu il ritorno nel “paradiso” della Seconda lega. Poi, per soli due punti, arrivò di nuovo la retrocessione. Nel 1986/87 gli zaratini ritentarono la scalata, ma furono fermati nelle qualificazioni. Dopo un discreto campionato 1987/88 la squadra del capoluogo della Dalmazia settentrionale fu promossa nella neofondata Terza lega, dove, dopo uno stentato avvio, fece segnare due ottime stagioni. Nel 1989/90 si piazzò seconda alle spalle dello Zagreb “grazie” ad un numero esagerato di pareggi per poi vincere il campionato 1990/91, l’ultimo della Jugoslavia, a pari merito con la Jugokeramika (oggi Inter) di Zaprešić.
Le altre squadre
Come già scritto a Zara non sono mai mancate squadre di calcio e appassionati di questo sport. Durante il periodo della Jugoslavia sono state veramente numerose le compagini nel comprensorio zaratino.
Ecco una carrellata delle squadre, con brevi cenni sulla loro storia.
Arbanasi: fondata già nel 1910 con il nome di Zmaj-Hrvatski Sokol. Nel 1946 riacquisisce il nome di Arbanasi. Nel 1954 si fonda con lo Sloga e poco dopo dà vita al nuovo Zadar. Subito nel 1955 viene rifondata con il nome di Tvornica Duhana. Nel 1956 diventa Omladinac per tornare nel 1991 di nuovo al nome Arbanasi. Oggi è l’unico club, oltre allo Zadar, ad esistere a Zara.
Autotransport: squadra dell’omonima ditta, viene fondata nel 1959 e si estingue negli anni ‘70.
Bagat-Metalac: squadra nata con il nome di Metalac nel 1952. Nel 1953 prende il nome di Bagat, si fonde con lo Sloga e dà vita al nuovo Zadar. Rifondata nel 1954, finisce per cambiare il nome nuovamente in Bagat nel 1967. Passa definitivamente alla storia nel 1991. Il momento d’oro della società comincia nel 1958/59 quando partecipa al campionato croato, girone Dalmazia, arrivando davanti allo Zadar. Entrambe le compagine finiscono però retrocesse. Nel 1960/61 raggiunge il suo più grande successo. Vince il proprio girone e partecipa alla qualificazioni per la Seconda lega! Rimane nel campionato repubblicano dalmata fino alla stagione 1970/71, saltando solo la stagione 1967/68. Nel Bagat inizia a giocare a calcio il futuro nazionale Dado Pršo.
Brodograditelj: storia breve e senza successi.
Jadran: fondata nel 1954 come Bristol, nel 1957 diventa Jadran.
Jugotanker: storia breve e senza successi.
Kožarac: storia breve e senza successi.
Maraska: fondata nel 1949, nel 1956 diventa Omladinac per cessare l’attività nel 1957.
Otočanka: storia breve e senza successi.
Puntamika: fondata con il nome di Bratstvo nel 1950, diviene poi Puntamika. Nel 1976 la squadra cessa l’attività; viene rifondata nel 1985 e “chiude definitivamente i battenti” nel 1991.
Sloboda: fondata nel 1957; era il club dell’aeronautica militare. Chiude negli anni ‘70.
Tekstilac: fondata nel 1959, ha una vita breve: solo cinque anni. Seppure di corto respiro, la sua è una storia di successo. Appena entrata nel girone dalmata del campionato repubblicano, nella stagione 1961/62 disputa le qualificazioni per la Seconda lega! Arrivata seconda nella stagione 1962/63, retrocede nel 1963/64 per differenza reti. Visto che lo Zadar si ritrova pure a rischiare la retrocessione le due squadre si fondono nell’estate del 1964.
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo l’11 aprile 2009.