I ruggenti anni sessanta e settanta

I ruggenti anni sessanta e settanta
Spread the love

Gli anni ‘60, come abbiamo visto, iniziarono con i Campionati nazionali che registrarono una partecipazione record a Sebenico, nonché con i Mondiali a Roma ai quali i rematori del Krka non conseguirono risultati di rilievo. Nel 1961 i Campionati nazionali fecero tappa a Maribor e per la compagine sebenzana arrivò l’ennesimo titolo nazionale. A laurearsi campione fu il quattro senza composto da Neven Guberina, Ante Vrčić, Andrija Lambaša e Paško Škarica. E fu proprio questa imbarcazione a rivelarsi la vera protagonista nel 1961. Conquistò la finale nella regata internazionale di Bled, però per via di un infortunio dovette rinunciare a gareggiare. Infine arrivarono i Campionati europei di Praga. I dalmati giunsero ad un passo dalla medaglia, ottenendo un quarto posto che lasciò parecchio amaro in bocca. Al posto di Andrija Lambaša a Praga a remare fu Čupin della Mladost, mentre il timoniere fu Stipaničev del Mornar.

Pure il 1962 passò all’insegna del quattro, ma questa volta con timoniere. A comporre l’equipaggio furono Neven Guberina, Ante Vrčić, Pere Blažević, Paško Škarica e il timoniere Joso Bujas. Per loro arrivò il titolo nazionale a Bled. Sempre in questa cittadina slovena conquistarono l’oro nella regata internazionale. Sebenico poi ospitò i Campionati dell’Adriatico. E proprio qui cominciò a brillare una nuova stella, quella di Damir Trlaja. All’epoca era uno juniores, ma riuscì a sorpresa a vincere nello skif tra gli seniores e in primis a battere il favorito Mornar.

Quarant’anni portati bene
In occasione del 40.esimo anniversario dalla fondazione del Krka, i Campionati nazionali fecero di nuovo tappa a Sebenico. Le ambizioni degli equipaggi locali come sempre erano molto elevate; però alla fine i successi in buona parte vennero a mancare ovvero furono limitati, ben al di sotto delle aspettative. Tra gli juniores da segnalare il terzo posto nel due con, l’argento nel singolo, un bronzo nell’otto e, infine, un quinto posto nel quattro senza. Tra gli seniores il due senza si piazzò quinto, il singolo conquistò il bronzo; l’argento arrivò per il quattro senza e infine l’otto senza si piazzò terzo.
Particolare interesse lo rivestì la gara dell’otto con nella categoria veterani tra le squadre del Krka e del Gusar di Spalato che trent’anni prima avevano dominato la scena nazionale. La gara fu sulla distanza dei 500 metri. A vincere furono i veterani del Krka ossia Stipe Krnčević, Rade Sunara, Dujo Maričić, Frane Friganović, Ante Bujas, Čiro Ban, Danilo Denić, Vice Klarić e il timoniere Đorđe Rismondo.
Infine ci fu la classica regata internazionale di Bled dove, nello skif, Trlaja conquistò un ottimo secondo posto, e fu il migliore dei rematori nazionali.
Il 1964 ebbe inizio con l’Assemblea annuale della Federazione nazionale alla quale al Krka venne consegnato un trofeo speciale per premiare la società per l’ottima organizzazione degli ultimi Campionati nazionali.
A livello di competizione a imporsi all’attenzione del vasto pubblico fu sempre di più la stella di Damir Trlaja e non soltanto a livello nazionale. Infatti il giovane rematore nella sua categoria skift dominò letteralmente la gara per il titolo nazionale. Poi ottenne un ottimo ottavo posto ai Campionati europei di Amsterdam e chiuse la stagione con la vittoria alla regata internazionale di Sofia, in Bulgaria. Oltre a Trlaja a laurearsi campione nazionale fu pure il due con, grazie a un equipaggio misto. Infatti a remare furono Neven Guberina del Krka e Ante Guberina del Trešnjevka di Zagabria. Timoniere fu l’esperto Joso Bujas del Krka.

Nel segno di Damir Trlaja
Il 1965 trascorse di nuovo all’insegna di Damir Trlaja. Praticamente dominò la stagione nella sua disciplina e fu nettamente il migliore rematore del Krka. Iniziò l’ottima stagione con la brillante vittoria alla regata del Primo maggio di Bled. Poi sempre a Bled, però nella regata internazionale, ottenne un ottimo terzo posto. Fece seguito la partecipazione alla più famosa delle regate internazionali, quella di Lucerna, dove registrò un fenomenale quarto posto. Poi si recò a Lione in Francia dove vinse la gara in quella città. Arrivò così preparatissimo all’appuntamento con i Campionati europei di Duisburg. Qui migliorò ancora le sue prestazioni e ottenne un discreto sesto posto.
Si arrivò così al 1966, un altro anno magro per il Krka, dove a farsi onore fu soltanto il solito Damir Trlaja. Per lui arrivò l’ennesimo titolo nazionale, questa volta a Jajce. Però questo fu pure l’anno in cui Trlaja decise di dare l’addio alle competizioni. E per il Krka si trattò di un colpo molto duro.
Infatti nei due anni successivi la società di Sebenico praticamente scomparve dalla scena nazionale. Non ci furono successi di rilievo.

Ricambio generazionale
Era chiaro ormai a tutti a quel punto che era necessario procedere al ricambio generazionale. Emergevano sempre di più nuove leve che però non erano ancora pronte per imporsi a livello nazionale. Però grazie all’ottimo lavoro degli allenatori era chiaro che i successi prima o poi sarebbero arrivati.
E proprio a Napoli, ai Campionati mondiali non ufficiali per juniores nel 1969, gareggiò il quattro con di Sebenico. Si piazzò al quinto posto: un risultato non disprezzabile dopo tante delusioni. L’equipaggio era composto da Ivo Jakovljević, Zdravko Gracin, Paško Gotovac, Ivo Despot e dal timoniere Bradarić.
Il 1970 passò di nuovo all’insegna delle forze emergenti. Il pedante e ottimo lavoro di Petar Kerić cominciava a dare sempre di più i suoi frutti. Infatti alla regata internazionale di Bled, tra gli juniores l’equipaggio di Sebenico composto da D. Kristek, D. Cvitan, S. Aras, S. Macura, Z. Huljev, F. Juras, M. Mrvić, E. Zijad e dal timoniere Z. Kulušić ottenne un ottimo sesto posto. I Campionati mondiali juniores non ufficiali si svolsero a Giannina in Grecia. A rappresentare la Jugoslavia furono due rematori di Sebenico, Ivo Despot e Neven Magazin.

Le nuove leve
Il 1971 trascorse pure all’insegna delle nuove leve. A Bled andarono in scena la seconda edizione dei Campionati mondiali e la quinta dei Campionati europei. Un ottimo terzo posto lo conquistò una squadra mista, composta da rematori del Krka e Gusar. L’equipaggio infatti era formato da Despot (Krka), Vesanović (Gusar), Macura (Krka), Magazin (Krka), Skračić (Gusar), Pejović (Gusar), Huljev (Krka), Kecman (Gusar) e dal timoniere Janjanin.
Ormai era il caso di aspettarsi dei successi a livello seniores. I trionfi erano nell’aria. E il tutto arrivò nell’anno delle Olimpiadi, il 1972. La stagione iniziò con un grandissimo successo. Infatti dopo ben 23 anni i rematori del Krka si laurearono campioni nazionali nella disciplina regina, l’otto con. La vittoria arrivò ai Campionati svoltisi a Belgrado. L’equipaggio era composto da dei giovanissimi: Ivo Despot (21 anni), Zdravko Gracin (21), Mladen Ninić (22), Zdravko Huljev (19), Janko Grbelja (24), Stevo Macura (19), Dragan Cvitan (19), Nikica Bujas (25) con il timoniere Jadran Radovčić. Per loro poi giunsero un’ottima medaglia di bronzo alla regata internazionale di Bled, poi un quarto posto alla regata di Mannheim e un settimo a quella di Lucerna. Si arrivò così all’avvenimento dell’anno, i Giochi Olimpici di Monaco di Baviera. Qui la Federazione decise di schierare una squadra mista, formata in prevalenza dai rematori del Krka con due rinforzi dello Jadran di Zara, i fratelli Bajlo. Però la concorrenza era troppo forte e l’imbarcazione dalmata non riuscì a conquistare la finale. Infatti la squadra si piazzò al quinto e ultimo posto nella qualificazioni. Poi remò nei repechage e finì di nuovo ultima, al sesto posto. La squadra olimpica era composta da Ivo Despot, Zdravko Gracin, Mladen Ninić, Romano Bajlo (Jadran), Zdravko Huljev, Stevo Macura, Janko Grbelja, Josip Bajlo (Jadran) e dal timoniere Jadran Radovčić.

Mezzo secolo: grande festa
Si arrivò così al 1973. Era questo l’anno del 50.esimo anniversario dalla fondazione del Krka. Un grande anniversario da festeggiare nel migliore dei modi, affinché potesse davvero passare alla storia. Come ormai tradizione la Federazione del canottaggio concesse pure questa volta al Krka l’onore di organizzare i Campionati nazionali. Non solo per l’anniversario, ma pure per la grande fiducia riposta nella società di Sebenico, viste le ottime organizzazioni precedenti. E pure questa volta i rematori di Sebenico riuscirono a mettersi in luce dinanzi al pubblico di casa. Magari i titoli furono pochi, però arrivarono quelli importanti, quelli destinati a lasciare il segno. Infatti a vincere fu l’otto con, composto da Ivo Despot, Zdravko Gracin, Stevo Macura, Ivica Jurković, Janko Grbelja, Vedran Štrkalj, Frane Juras, Nikica Bujas e dal timoniere Jadran Radovčić. Ragazzi ormai diventati seniores che cominciavano a dominare la scena nazionale e non solo. Vista la loro grande forza si pensò bene di fare sì che parte di questo equipaggio gareggiasse pure nel quattro con. E inevitabilmente arrivò un altro successo. A vincere l’oro fu l’equipaggio formato da Ivo Despot, Janko Grbelja, Stevo Macura, Zdravko Gracin e dal timoniere Jadran Radovčić. Ma questi “due” equipaggi non si fermarono qui. Infatti l’otto con continuò a mietere successi vincendo la regata internazionale di Belgrado e piazzandosi poi terzo in quella di Bled. E a Bled il quattro con si piazzò secondo.

Una regata speciale
Però il Krka per festeggiare in maniera più che decorosa i suoi 50 anni organizzò anche una regata speciale. L’idea era geniale, ma difficile da realizzare, però gli organizzatori non si dettero per vinti. Ormai da tantissimi anni c’era una regata degli otto con che affascinava non solo gli appassionati di questo sport, ma pure il vasto pubblico internazionale. Era la gara che si svolgeva sul Tamigi a Londra e vedeva la partecipazione di soli due equipaggi. Ad affrontarsi erano le barche delle due più prestigiose Università inglesi, quelle di Cambridge e Oxford. Vedere questi due equipaggi a Sebenico, per di più a gareggiare contro il Krka, sarebbe stata la classica ciliegina sulla torta di una festa con i fiocchi. L’invito fu inviato in Gran Bretagna e un po’ a sorpresa fu accettato da entrambe le Università. Gli equipaggi inglesi vennero così a partecipare a una gara fuori dal loro ambiente naturale e per di più sul mare. Fu una regata del tutto particolare. Gli organizzatori pensarono a un tragitto speciale, lungo, e con il traguardo davanti alla riva cittadina. Ben presto si fece strada l’idea di far partire la regata dalla cittadina di Zaton, che si trova a ovest di Sebenico e a una distanza di 6,5 chilometri dalla riva della città. In tal modo la regata sarebbe passata sotto il grande ponte che collega Sebenico a Zara, rendendo il tutto ancora più attraente. Vista la vicinanza delle due sponde, da entrambi i lati c’era la possibilità di avere il pubblico delle grandi occasioni.
Com’era negli auspici, questo fu un grande avvenimento per gli appassionati del canottaggio e non soltanto per essi. L’eco della gara arrivò lontano, non si esaurì di certo nella città dalmata. Vennero spettatori da ogni dove e visto il grande interesse per questo sport in Dalmazia ci fu un numero record di presenti. Secondo le stime dei media dell’epoca lungo tutto il tragitto ci furono ben 15.000 spettatori! Numeri mai visti in ambito nazionale e all’epoca difficile da eguagliare. Alla fine, un po a sorpresa, a imporsi furono i padroni di casa. Fu una vittoria abbastanza netta. Infatti a lungo l’equipaggio dell’Università di Cambridge tenne testa ai sebenzani. ma alla fine si dovette arrendere. Nel finale per i rematori di Cambridge non ci fu altra soluzione che tenere a distanza di sicurezza gli storici rivali di Oxford. Inevitabile la grande festa per i tifosi locali in quello che fu l’avvenimento dell’anno per la città, ma anche per un comprensorio ben più vasto. (4 e continua)

Per vedere l’intero articolo, versione PDF

Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 1 febbraio 2020.


Spread the love

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *