Il canottaggio fece grande Sebenicco

Il canottaggio fece grande Sebenicco
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La Dalmazia da sempre è la culla dello sport in Croazia. È nota in primo luogo per i grandi successi registrati nel mondo del calcio e nella pallacanestro. Un po’ in sordina sono sempre rimasti gli exploit nel canottaggio, con gli allori di cui si sono fregiati le squadre e i singoli vogatori. Infatti il canottaggio ha portato in Dalmazia numerosissimi titoli e medaglie. E non soltanto a livello nazionale, ma pure europeo, mondiale e olimpico. E questi successi non sono relegati a una parte della regione, ma sono frutto dell’impegno di parecchi club sparsi su tutto il territorio dalmata. Il Gusar di Spalato e la Jadran di Zara sono fin dai primordi di questa disciplina dei club molto importanti e blasonati. Ma pure la più piccola Sebenico ha inanellato tantissimi successi. In questa città tutto ruota attorno al Krka e non da oggi. Però, come si è arrivati a questo? Come è nato il Krka, come è sbocciato il grande amore di questa città nei confronti del remo?

Se nel caso dei vari sport che si giocano con il pallone, in qualche modo è possibile definire quando hanno iniziato a essere praticati nella regione, tutto diventa molto più complicato quando si parla del canottaggio, per non dire impossibile. Naturalmente una cosa è il fatto di remare in quanto tale e un’altra le gare in ambito sportivo. Vari studi compiuti a Sebenico hanno portato alla conclusione che le prime competizioni risalgano già al 17.esimo e al 18.esimo secolo. Volendo si può andare indietro di altri secoli, ma diventa un’impresa improba definire le attività legate al remo come precursori del moderno canottaggio.

La contessa Stefania
In parecchi sport, ancor oggi, si fa una netta distinzione tra l’attività in campo maschile e quella in ambito femminile. In tante discipline le donne sono salite alla ribalta parecchio tempo fa. Questo decisamente non vale per il canottaggio a Sebenico. La prima traccia di attività in campo femminile, risalgono al 1888 quando il giornale zaratino “Narodni list” scrisse della visita compiuta in Dalmazia dalla contessa Stefania. Infatti la contessa, dopo la visita alle cascate della Krka, si recò a Sebenico. E proprio in quell’occasione venne organizzata una regata con la partecipazione pure di diverse donne.
Però per arrivare alle prime vere attività nel campo del canottaggio – così come lo conosciamo oggi – bisogna aspettare il 20.esimo secolo. All’inizio, con la fondazione delle varie organizzazioni sportive legate allo Hrvatski Sokol, in canottaggio si trovò relegato ai margini dell’attenzione. Le prime società sportive a Sebenico furono i club ciclistici Veloce e Libertas fondati del 1911. Nell’aprile del 1912 venne fondato il Sicum, il primo club che può essere collegato agli sport legati al mare. Però sulla scia del Sicum, così pure la Libertas, oltre alla ginnastica e alla scherma, istituì ben presto pure la sezione dedicata al canottaggio.

Una battuta d’arresto
Però queste attività qualche anno dopo subirono un’improvvisa battuta d’arresto alla luce dell’inizio del Primo conflitto mondiale. Gli appassionati del canottaggio, come quelli di tutti gli altri sport, dovettero aspettare la fine della guerra per riprendere seriamente le proprie attività. Una grande spinta allo sviluppo del canottaggio arrivò nel 1919 e nel 1920 quando parecchi rematori da Zara si trasferirono nella vicina Sebenico, ma pure a Spalato. E questo dette un impulso molto importante alla disciplina. Bisogna sapere che a Zara il canottaggio organizzato a livello di club esisteva già dal 1908 quando era stata fondata la Jadran. Con la fine della Grande guerra, a Zara ci furono importanti novità. Infatti la città divenne parte del Regno d’Italia e a risentire dei cambiamenti politici fu pure lo sport. Diverse società furono chiuse e vennero fondate delle altre. Ciò influì inevitabilmente pure sul canottaggio e sui rematori zaratini. Alcuni rimasero in città, mentre altri decisero di cercare fortuna altrove. Nel 1920 le attività sportive della Jadran si ritrovarono praticamente paralizzate e il 16 luglio la baracca dove venivano custoditi i remi andò a fuoco. Ci furono grossi danni, però tre imbarcazioni furono alla fine salvate. Filip Babić, l’ultimo presidente della Jadran, insieme a Josip Brčić, riuscì a portare le barche superstiti armi nella località di Santi Filippo e Giacomo (Sv. Filip i Jakov) dopo ben cinque ore trascorse in mare. Le imbarcazioni furono nascosti nei possedimenti della famiglia di Hubert Borelli. L’idea era di regalarle alla città di Sebenico; però alla fine finirono a Spalato. E non certo a caso, visto che la maggioranza degli sportivi “traslocò” proprio a Spalato e passò a remare per il Gusar.
Pure a Sebenico, dopo la Grande guerra, ripresero rapidamente le attività legate al mare. Cominciarono a riunirsi i giovani, ma pure quelli meno giovani, e a dedicarsi al nuoto e ad altre attività sportive. Ben presto, in primis su iniziativa degli studenti che tornavano durante l’estate nella città natale, iniziarono le attività per fondare una società vera e propria di canottaggio. I preparativi procedettero spediti e il 30 giugno del 1922 si arrivò all’Assemblea inaugurale della nuova società, a cui fu dato il nome di Jadrija. Dopo l’approvazione del regolamento di base si passò alla votazione della prima presidenza. Alla carica di presidente fu eletto Ivo Juras, il segretario fu Milivoj Ivčić, il tesoriere Miroslav Lučev e il vicetesoriere Dalibor Koštan. Entrarono a far parte della presidenza pure Frane Bakašun e Ante Vitale.

La vera rinascita nel 1923
Le attività agonistiche vere e proprie iniziarono nell’estate del 1923 quando fu pure trovata una baracca nel comprensorio di Dolac per ospitare la società e le imbarcazioni. Parallelamente iniziò con l’attività pure il Krka. In una piccola città, come era all’epoca Sebenico, s’intravide subito la necessità di procedere con la fusione dei due club, perché avere due società legate agli sport di mare era decisamente troppo, era un lusso che i sebenzani non si potevano permettere. Alla fusione, ovvero alla fondazione della nuova società, si arrivò il primo novembre del 1923. A partecipare all’Assemblea costitutiva furono tanti entusiasti di questo ed altri sport. Alla fine a grande maggioranza si decise che il nome della nuova società sarebbe stato Krka.
Fu eletta pure la presidenza. Julije Gazzari divenne il primo presidente, il vicepresidente fu Miloš Šupuk, il segretario Filip Babić, il tesoriere Mile Iljadica; il titolare della sezione nuotatori e rematori fu Miro Čaleta, l’economo Mario Bačinić. Entrarono a far parte dell’Assemblea Josip Jadronja, Vinko Vučić, Vratović, Ante Frua, Ljubomir Montana, Vaso Čok, Emil Bumber, Krste Ježina, Jole Karađole, Ivo Belamarić, Ivo Štrkalj e Nikola Šarac. Il compito di fungere da revisori fu affidato a Marko Triva e Drago Anić. Tra i fondatori della nuova società è doverono menzionare pure Egidijo Benković.
Come del resto oggigiorno, anche all’epoca il problema di fondo per far decollare e permettere il funzionamento di una società era quello legato alle finanze. Subito però vennero in soccorso la città e pure singoli cittadini. Il sostegno fu marcato fin dall’inizio.

Disertata la prima gara
Il compito di fungere da primo allenatore dei rematori fu affidato al segretario della società, Filip Babić. Si fece di tutto per poter partecipare al primo campionato nazionale di canottaggio, che si disputò a Crikvenica l’8 settembre del 1923. Anche se annunciato come uno dei partecipanti, alla fine il Krka non si presentò all’appuntamento. A partecipare al campionato furono Jadran (Sušak), HVK (Zagabria) e Gusar (Spalato). Rinunciarono a partecipare alle gare oltre al Krka pure il Neptun (Ragusa/Dubrovnik), l’Adria (Spalato) e il Vukovar.
È chiaro che per poter arrivare a dei successi di rilievo, oltre agli allenamenti, è necessario disporre di barche e remi adeguati e questi all’epoca erano costosi e difficile da reperire. A Sebenico gli appassionati furono baciati dalla fortuna: diversi commercianti e altre persone facoltose erano vicini a questo sport e decisero di aiutarlo. Così Dragomir Montana decise di regalare un’imbarcazione per il quattro. A seguirlo furono Juraj Dominis e Tonko Milić che offrirono il loro aiuto per l’acquisto di quella per l’otto. Alla fine del 1926 Tonko Milić regalò pure un’altra bqarca per l’otto. Dopo i primi inizi in salita, i successi cominciarono ad arrivare uno dietro l’altro.
Però torniamo un attimo indietro e soffermiamoci sulle gare. Il Krka per la prima volta partecipò ai campionati nazionali nel 1924 a Spalato. E arrivò il primo titolo nazionale nel quattro con per debuttanti. A vincere furono Mirko Cvitković, Vinko Kačić, Petar Iljadica e Ljubo Montana, con il timoniere Ivo Belamarić – Ris. Nel 1925 non ci furono successi sportivi di rilevo; però la nuova Assemblea elesse una nuova presidenza. Alla carica di presidente fu eletto Dragomir Montana, il suo vice fu Juraj Dominis. I segretari furono Marko Bačinić e T. Madirazza, i tesorieri Niko Kečkemet e Vinko Kačić. Alla testa dei rematori si ritrovarono Ljubo Montana e Jakov Despot.

1926, l’anno della svolta
Arriviamo così al 1926 che fu l’anno della svolta. Infatti arrivò il primo successo storico nella competizione regina, nell’otto con. A vincere a Spalato ai campionati nazionali furono Petar Iljadica, Jakov Despot, Dunko Bujas, Dinko Iljadica, Ivo Juras, Joško Bellotti, Grgo Zlatoper, e Mario Vitezica, con il timoniere Maksim Chiabov. Fu l’inizio di un dominio che sarebbe durato anni. Non per niente proprio nel 1926 l’industriale Tonko Milić decise di regalare un altro armo da competizione per l’otto con.
Il successo nell’otto con fu bissato nel 1927 a Spalato, dove i sebenzani vinsero davanti ai favoriti, i padroni di casa del Gusar. A vincere l’oro furono Petar Iljadica, Jakov Despot, Dunko Bujas, Jere Kužina, Slavko Roša, Ivo Juras, Vice Arneri, Joško Bellotti e il timoniere Maksim Chiabov. Per comprendere con quanta serietà avessero affrontato i campionati nazionali basti notare che si allenavano due volte al giorno! I sebenzani poi parteciparono pure ai campionati europei a Como nelle vesti di nazionale della Jugoslavia. Pur non avendo esperienza internazionale alla fine conquistarono un ottimo quinto posto. A Sebenico infine fu assegnata l’organizzazione dei campionati nazionali pesi leggeri dove il Krka fece incetta di medaglie.
Visti i successi dei primi anni, il Krka decise di partecipare alle competizioni nazionali con più imbarcazioni. Così ai campionati della Jugoslavia del 1928 a Palić partecipò per la prima volta il quattro senza. E arrivò subito il primo titolo nazionale! A vincerlo furono Ante Jurinić, Frane Sunara, Linardo Bujasi e Dane Blažević. A laurearsi campione nazionale ancora una volta fu l’otto con composto da Ante Jurinić, Petar Iljadica, Dunko Bujas, Slavko Roša, Linardo Bujas, Frane Sunara, Jere Kužina, Dane Blažević e dal timoniere Frane Adum.
In seguito si continuò a partecipare alle regate internazionali. Così alla gara di Budapest, prevista come una competizione a tre tra le città di Budapest, Berlino e Vienna, l’otto con di Sebenico conquistò il terzo posto. A remare furono Dunko Bujas, Jer Kužina, Petar Iljadica, Frane Sunara, Slavko Roša, Vicko Arneri, Grgo Zlatoper, Linardo Bujas mentre il timoniere fu Frane Adum.

Successi in serie
I successi in serie non mancarono pure nel 1929. Così nella competizione pesi leggeri, organizzata dal Krka, arrivarono i trofei nel due con composto da Linardo Bujas, Linardo Klarić con il timoniere Petar Petrović, e nell’otto con composto da Marko Guberina, Linardo Bujas, Frane Sunara, Petar Iljadica, Linardo Klarić, Dunko Bujas, Jere Kužina, Vice Arneri con il timoniere Frane Adum. Per comprendere quanto fu interessante questo campionato nazionale basti dire che ci furono ben 5.000 spettatori a seguirlo. Fecero seguito poi i campionati nazionali, questa volta a Belgrado dove arrivarono altri due ori. I sebenzani s’imposero nel quattro con, dove a remare furono Dunko Bujas, Petar Iljadica, Slavko Roša, Jere Kužina con il timoniere Frane Adum e nel quattro senza composto da Ante Jurinić, Frane Sunara, Linardo Bujas e Dane Blažević.
I primi anni furono decisamente all’insegna dei grandi successi. Una piccola città, con una società nuova di zecca, era riuscita così a guadagnarsi il proprio spazio sulla scena nazionale. E fu uno spazio decisamente importante con numerosi titoli nazionali ottenuti in svariate gare contro società ben più esperte e blasonate. Questo ben presto divenne un problema. E addirittura un problema serio che portò da una parte la Federazione e dall’altra la società a prendere decisioni radicali già nel 1930.
(1 e continua)

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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 2 novembre 2019.


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