Sebenicco, i ruggenti anni trenta
I primi anni della storia del canottaggio a Sebenico furono carichi di entusiasmo. Un entusiasmo ancora più grande e genuino visti gli indubbi successi conseguiti in ambito nazionale. Successi spesso insperati per una società nuova di una città tutto sommato piccola, che si stava appena affacciando sulla scena nazionale in questa disciplina. Però il duro lavoro portò copiosi frutti e tante vittorie nelle varie categorie. Ben presto il Krka divenne un antagonista di primo piano di società fino ad allora molto più quotate in Dalmazia come il Gusar di Spalato e quella zaratina. Era praticamente inevitabile che una squadra del genere, in piena ascesa, con il passare degli anni diventasse “scomoda”.
Un 1930 infuocato
E proprio così si aprirono gli anni ‘30. Il tutto iniziò benissimo. A Bled, in Slovenia, si disputarono i campionati nazionali. Ormai come da “tradizione” a vincere la gara dell’otto con fu per l’ennesima volta proprio il Krka. L’equipaggio era composto da Dunko Bujas, Jere Kužina, Petar Iljadica, Linardo Klarić, Grgo Zlatoper, Linardo Bujas, Stipe Krnčević, Branko Alujević e dal timoniere Frane Adum. Era logico aspettarsi l’ennesima partecipazione ai Campionati europei. Infatti a difendere i colori della nazionale agli Europei andava di regola la barca che vinceva la gara a livello nazionale. Però in quel 1930 la Federazione, che aveva sede a Spalato, decise di iscrivere agli Europei in Belgio l’imbarcazione del Gusar di Spalato. Scontato lo sconcerto a Sebenico. I toni della polemica divennero subito aspri e alla fine il Krka decise di promuovere un’iniziativa di chiaro segno radicale. Infatti decise di abbandonare la Federazione. Inutile dire che dopo questa decisione le polemiche divennero ancora più infuocate. La Federazione per difendere la propria decisione comunicò che non esisteva alcuna una regola scritta in base alla quale doveva essere per forza la squadra vincitrice del Campionato a difendere i colori nazionali agli Europei successivi. Comunque la Federazione nel tentativo di placare gli animi decise che il Gusar e il Krka potevano disputare una gara il cui vincitore sarebbe andato in Belgio. Inevitabile il rifiuto del Krka e la conseguente definitiva iscrizione del Gusar agli Europei. Il Krka rimase fedele alla propria decisione e, a conferma della posizione di fermezza assunta, nel proprio comunicato puntualizzò che era ormai una prassi consolidata che il vincitore dei campionati nazionali andasse agli Europei. E che non c’era nessuna ragione per cambiare questa prassi. Lo scontro ormai accesissimo tra Sebenico e la Federazione fece sì che per tutto l’arco del 1931 la squadra sebenzana non partecipò ad alcuna gara a livello nazionale.
1932, ritorna la calma
Finalmente nel 1932 le acque si placarono e il Krka decise di ritornare nell’alveo della Federazione e di disputare le gare nazionali. Di nuovo a vincere i Campionati nazionali nell’otto con, disputati a Belgrado, fu il Krka. L’equipaggio era composto da Ante Jurinić, Petar Iljadica, Dunko Bujas, Špiro Grubišić, Linardo Bujas, Dane Blažević, Stipe Krnčević, Damir Benković e dal timoniere Frane Adum. Però ben presto arrivò una nuova doccia fredda. Infatti il Krka vinse per appena due secondi di scarto davanti al Gusar di Spalato. Visto il minimo scarto la Federazione decise che le due squadre dovevano disputare una nuova gara e che sarebbe stata la squadra vincitrice dello spareggio a partecipare ai Campionati europei pure in programma a Belgrado. Questa volta a vincere fu il Gusar. Di nuovo con uno scarto minimo, appena mezzo remo. Il Krka decise di presentare ricorso, sostenendo che il Gusar fosse partito prima del consentito. Alla fine il reclamo fu respinto e il Gusar fu iscritto agli Europei. E non solo, alla fine gli spalatini divennero pure campioni europei!
1933, l’anno d’oro
Se il 1930 fu l’anno più cupo della storia del club, il 1933 è passato alla storia non soltanto come l’anno del decimo anniversario della fondazione del club, ma pure come l’anno dei grandi successi. Infatti ai Campionati nazionali a Spalato, la squadra di Sebenico schierò ben sette imbarcazioni ai nastri di partenza. Nell’otto e nel quattro con e senza, ma pure nelle altre gare. E il successo fu clamoroso. Infatti tutti gli equipaggi in lizza si laurearono campioni nazionali! Un successo del tutto insperato e molto raro. E furono tutto vittorie nette.
Chiaramente al ritorno della squadra a Sebenico, in città ci furono grandi festeggiamenti. E quell’anno la Federazione non ebbe nulla da ridire e iscrisse le squadre vincitrici ai Campionati europei in programma a Budapest, in Ungheria. Il quattro senza non riuscì a centrare la finale come l’anno precedente. Invece, l’otto con centrò eccome la finale e alla fine conquistò la medaglia di bronzo. Davanti finirono le barche dell’Ungheria e dell’Italia, ad appena rispettivamente quattro secondi e un secondo. A difendere i colori nazionali furono Linardo Bujas, Špiro Grubišić, Josip Turk, Slavko Roša, Stipe Krnčević, Vice Jurišić, Branko Alujević, Mile Blaće e il timoniere Ante Soltišek. In occasione del decimo anniversario del Krka, visti i grandi successi conseguiti nell’ultimo decennio, la Federazione decise di trasferire la propria sede da Spalato proprio a Sebenico!
Nel 1934 il Krka partecipò di nuovo agli Europei, questa volta a Lucerna in Svizzera e ottenne un modesto quinto posto.
Una doccia fredda
Nel 1935 arrivò un nuovo titolo nazionale nelle gare di Belgrado. Questa volta nell’otto con. Fece seguito, come ormai di regola, la partecipazione agli Europei. Subito però ci fu una doccia fredda: l’equipaggio sebenzano fu eliminato ancor prima della finale a Berlino-Grunau in Germania. Nel 1936 i Campionati nazionali si disputarono di nuovo a Belgrado e questa volta il Krka vinse due titoli: nell’otto con e nel quattro con.
Nel 1937, a Sebenico, a vincere i Campionati nazionali fu “soltanto” l’otto con, che poi agli Europei di Amsterdam in Olanda fu eliminato prima della fase finale.
La società sebenzana ritornò prepotentemente alla ribalta ai Campionati nazionali di Belgrado del 1939. Infatti vinse ben quattro titoli nazionali: nell’otto con, nel quattro con e senza timoniere, nonché nel due con.
Prima dell’ultimo conflitto mondiale, ai Campionati nazionali disputati a Ragusa (Dubrovnik) del 1940 a laurearsi campione nazionale fu soltanto il due con.
Per buona parte di questi innumerevoli successi, a livello non soltanto nazionale, il merito va all’allenatore Petar Ivanov. Con il suo arrivo a Sebenico da Zara, questo sport mise definitivamente le radici fino a raggiungere livelli qualitativi molto elevati. La squadra sebenzana, grazie a Ivanov, crebbe in fretta e sfornò tutta una serie di nuovi campioni e di grandi atleti capaci di lottare contro squadre molto più blasonate ed esperte a livello nazionale. Il Krka, fondato appena nel 1923, riuscì praticamente ad acquisire una posizione di predominio sulla scena nazionale tra i due conflitti mondiali, in primis con l’otto con.
Un isolamento controproducente
Il duro affronto subito da parte della Federazione riuscì a fermare solamente per un attivo questo predominio. Ben presto i sebenzani si accorsero che quella contro la Federazione era una lotta impari, che a lungo termine non poteva portare nulla di positivo né tantomeno cambiare le carte in tavola. L’isolamento sportivo, conseguenza dell’abbandono della Federazione, era del tutto controproducente. Inoltre, come apparve subito chiaro, era foriero di problemi finanziari. Dopo un anno di stasi e di riflessione, i sebenzani decisero così di ritornare sui propri passi, e come si vide poi con chiarezza, fu un’ottima decisione. Non solo la Federazione decise di cambiare sede e di trasferirla a Sebenico nel 1933, ma pure alla carica di presidente fu nominato Juraj Dominis. E Dominis era proprio il presidente del Krka dal 1927. Un titolo di cui si sarebbe fregiato fino al 1941, ovvero fino allo scoppio della guerra. Dominis rimase in carica, come presidente della Federazione nazionale per soli due anni. Questo a causa della grande “guerra” tra il Gusar e il Krka. Una “guerra” che ebbe come conseguenza anche l’indebolimento delle due rivali dalmate a livello sportivo. Infatti ne approfittarono le squadre continentali, le quali acquisirono sempre più forza e margini di potere. Così nel 1935 la Federazione decise di nuovo di cambiare sede e di trasferirsi a Belgrado. E qui alla carica di presidente fu nominato Mihajlo Petrović-Obučina.
La regata dell’Adriatico a Sušak
Però nonostante tutto, a prescindere anche dai problemi finanziari sempre più assillanti, il Krka tenne duro e di anno in anno continuò a laurearsi campione nazionale in diverse discipline. Però fece pure un’ottima figura anche nelle altre competizioni alle quali partecipò. Da ricordare assolutamente il 1939 quando prese parte alla regata dell’Adriatico tenutasi a Sušak. Cinque barche iscritte e cinque vittorie! E questo fu soltanto l’anteprima, come rilevato più sopra, dei successi ai Campionati nazionali di Belgrado disputatisi poco dopo.
Il periodo tutto sommato breve, dal 1923 al 1941, fu quindi nel segno del Krka, che vi impresse il proprio timbro. La società si mise in luce in primo luogo con i grandi successi a livello nazionale. Per comprendere appieno quale fosse il predominio di questa squadra, soprattutto nella gara regina, ovvero l’otto con, basti notare che vinse ben nove titoli nazionali. Invece il rivale più agguerrito, il Gusar di Spalato, in questo periodo dovette accontentarsi di vincere “soltanto” sei Campionati.
Anche se Petar Ivanov in veste di allenatore fu determinante per conseguire questa serie di successi, non bisogna dimenticare pure gli altri grandi appassionati e attivisti del Krka. In primo luogo bisogna porre in evidenza il ruolo di Filip Babić, Jakov Despot e Mario Lušić.
Tanti i caduti in guerra
Negli anni successivi le attività furono ridotte al minimo. Visto il conflitto mondiale non furono disputati i Campionati nazionali fino al 1945. Sebenico si ritrovò al centro di una fase convulsa. Infatti nel 1941 la città divenne parte del Regno d’Italia e trovò il suo posto all’interno della provincia di Zara, che nell’occasione fu ampliata. In seguito ai cambiamenti politici e ai venti di guerra il Krka si ritrovò pure nel bel mezzo della bufera. Buona parte dei rematori s’incluse attivamente nei combattimenti e diversi morirono o rimasero feriti. Oggi il Krka ricorda tutti i propri tesserati caduti nel Secondo conflitto mondiale. Tra questi ci furono diversi campioni nazionali. Doveroso ricordare Mate Bujas, Drago Junaković, Ivica Lasić, Blaž Višić, Duško Vrljević,Rade Lambaša, Šime Klarić, Branko Trlaja, Frane Zaninović, Ante Grubišić, Mile Bujas, Dane Polombito e Ante Jurinić. Tutti morti in guerra. Nonostante le grandi perdite e gli sconvolgimenti politici la società riuscì rapidamente a rinascere subito dopo la guerra e a tornare a primeggiare. Lo spirito battagliero dei primi anni, grazie al clima di grande entusiasmo che si è sempre respirato a Sebenico, ha avuto il sopravvento su tutte le vicissitudini politiche e belliche. (2 e continua)
I primi successi internazionali del Krka
– Campionato europeo 1927, Como, Italia – otto con: quinto posto con P. Iljadica, J. Despot, J. Kužina, D. Bujas, Sroša, I. Juras, V. Arneri, J. Beloti e il timoniere M. Chiabov
– Campionato europeo 1932, Belgrado, Jugoslavia – quattro senza: terzo posto: J. Lukatela, A Baljas, S. Krnčević, A. Jurinić
– Campionato europeo 1933, Budapest, Ungheria – otto con: terzo posto: L. Bujas, Š. Grubišić, J. Turk, S. Roša, S. Krnčević, V. Jurišić, B. Alujević, M. Blaće e timoniere A. Juriović
– Campionato europeo 1934, Lucerna, Svizzera – otto con: quinto posto in finale
– Campionato europeo 1935, Berlino-Grunau, Germania – otto con: usciti nelle eliminatorie
– Campionato europeo 1937, Amsterdam, Olanda – otto con: usciti nella fase eliminatoria
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 7 dicembre 2019.