La danza dell’acqua
Quando si nominano le cascate, il primo pensiero corre a quelle, fantastiche, presso i Laghi di Plitvice, una delle principali attrazioni turistiche in Croazia, parco nazionale iscritto nel patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1979, da vedere in tutte le stagioni. Poi, naturalmente, c’è pure il Parco nazionale della Krka (o in italiano Cherca), con le sue cascate diverse, ma ugualmente affascinanti. E più vicino alla nostra regione? I più ricordano ben poche cascate. Eppure, in Istria ci sono più di trenta cascate che meritano di essere visitate, e non sono in molti a saperlo. Le più note sono quelle che compongono il sentiero delle Sette cascate del fiume Quieto (in croato Mirna), nei pressi di Pinguente, uno degli itinerari escursionistici più popolari e belli dell’Istria. Però, oltre a queste, il pubblico conosce ben poche altre; alcune si trovano menzionale e descritte nelle varie mappe e opuscoli, anche se quasi nessuna è accompagnata da un’indicazione stradale che mostri essattamente dove si trova. Chi non fa attenzione rischia di non vedere nemmeno tutte le magnifiche cascate del Quieto, talmente sono male segnalate. Noi abbiamo fatto un viaggio proprio tra le più grandi cascate istriane, quelle nell’entroterra, per di più ben nascoste e da vedere durante tutto l’anno, ma in primis in questa stagione ricca di piogge, quando le acque si ingrossano e creano spettacolare scenari.
Il nostro percorso inizia dalla cittadina di Vozilići, ossia Vosilla presso Chersano, e ci dirigiamo in direzione di Pisino. Passato il paesino di Zajci ci fermiamo all’incrocio per Kukurini (Cucorini). Qui c’è un piccolo parcheggio poco dopo il ristorante alla destra. Di fronte all’area, c’è una grande pietra accanto alla quale c’è un sentiero che porta in cima alla cascata fino al flusso del Grajanski potok e alla cascata Benkovski. Per scendere al canyon bisogna svoltare a sinistra su uno stretto sentiero ricoperto di vegetazione. Purtroppo in questa stagione il tutto è molto pericoloso, quindi è sconsigliato andarci. Se non si vuole scendere, dall’alto, vicino ai blocchi di pietra, si può vedere tutta la meraviglia e la dimensione e larghezza della cascata. Qui non c’è sempre acqua, c’è quando piove, principalmente nel tardo autunno e d’inverno, altrimenti si secca, cosa che avviene in estate.
La cascata Benkovski (siamo vicino a Pedena) è alta circa quaranta metri ed è la più grande cascata istriana, quindi bisogna fare molta attenzione quando si esplora dalla parte superiore. Non è necessario avvicinarsi troppo al bordo, perché ci sono abbastanza posizioni da cui si può vedere tranquillamente l’intera cascata. Dal lato nord si ha una vista affascinante dell’intera cascata. Prende il nome dal piccolo villaggio di Benkovići, che oggi è completamente disabitato.
Ritorniamo in macchina e prendiamo la stretta strada accanto alla cascata e ci dirigiamo nell’interno. Dopo svariati incroci e per fortuna con qualche insegna arriviamo fino al villaggio di Floričići. Qui si trova una delle cascate più belle e turisticamente più attraenti dell’Istria. Con i suoi 25 metri e il lago turchese che si forma ai piedi, la cascata di Sopot è il luogo ideale per un’escursione e per godersi la natura. Il periodo ideale per visitarla è dopo delle forti piogge, in autunno, inverno o primavera, perché allora c’è più acqua e non fa troppo caldo per fare un’escursione. È un meraviglioso esempio della forza dell’acqua che ha modellato la natura per migliaia di anni e molti dicono che assomigli a una specie di spiaggia.
Proprio sopra la cascata si trova un punto panoramico dedicato al dio antico slavo Perun, sovrano del cielo. E un po’ più in basso, a metà dal lago, si trova il punto panoramico della dea della fertilità e protettrice delle donne, Mokoš. È necessaria una certa abilità anche in discesa perché il sentiero è ripido. Fortunatamente, ci sono delle corde che ci aiutano a mantenere l’equilibrio e a scendere completamente in basso a livello dell’acqua. Non lontano si trova un ponte costruito in epoca napoleonica che collegava Pićan con i villaggi circostanti. Sebbene l’acqua non lo abbia risparmiato, la gente del posto lo ha restaurato. Vicino al ponte c’è un tavolo e delle panche e dopo una pausa si può iniziare il sentiero escursionistico di San Rocco oppure andare a Gračišće, lungo il sentiero di S. Simone.
Ritorniamo in macchia e ci dirigiamo verso una delle cascate più ignote in Istria. Esiste solo in poche mappe, ma decisamente vale la pena visitarla. Dopo svariati alti e bassi e parecchi incroci arriviamo alla cascata sul ruscello Gologorički che è situata nel villaggio di Lukačići, dove svoltiamo subito a destra quando scendiamo al Gologorički dol. Guidiamo fino all’ingresso e al luogo dove è possibile parcheggiare. La cascata si trova sul lato sinistro dove ci sono dei cancelli e poi basta scendere le scale di legno e veniamo subito accolti da una bellissima cascatella con un laghetto color smeraldo, in cui nuotano oche e anatre. Appena arrivati alla cascata, alta quattro metri, siamo stati subito accolti da un paio di capre e degli asini che ci circondano nella speranza che diamo loro qualcosa. Abbiamo scoperto che dall’altra parte c’è una stalla dove vivono tanti animali domestici diversi, quindi questo è il luogo ideale per una gita in famiglia con bambini, che sicuramente troveranno questa gioia indescrivibile.
La prossima meta si trova vicino a Gallignana (Gračišće). Saliamo di quota e sulla strada principale passiamo il villaggio e scendiamo verso Pedena (Pićan). Visto che non esiste nessuna insegna bisogna saper che strada prendere. Prima asfaltata e poi non, andiamo avanti fino alle ultime case prima della pianura. Ci incamminiamo e dopo una decina di minuti sul sentiero troviamo le prime tabelle che ci indicano la strada verso la cascata Gavranovo krilo. Il fango è inevitabile. Alla fine scendiamo e il rumore diventa sempre più forte. Il Gavranovo krilo che è composto da diverse cascate piccole e grandi e laghetti e si estende attraverso una natura incontaminata. Originariamente la cascata faceva parte della sorgente che fin dall’antichità veniva chiamata “Palonšćak”, e il suo flusso continua fino al fiume Arsia.
Anche se i primi dati ufficiali sulle mappe risalgono al 1820 dove è presente un mulino ben segnalato di cui restano solo tracce, la storia del Gavranovo krilo risale al tempo degli antichi romani e alla tarda antichità. Particolarmente interessante è la leggenda sul nome di questa perla poco esplorata. Infatti, dopo il dominio romano, le mura di Gallignana furono abbandonate per anni e fuori da tutte le rotte commerciali. Ciò fino al 1199, quando negli scritti storici viene menzionato per la prima volta il nome di Galegnana, l’odierna Gallignana. L’allora “zupanus Drasicha de Galegnana” era un grande ammiratore della cascata e la leggenda narra che avesse incredibili proprietà medicinali.
Secondo la tradizione la cascata era abitata da stormi di corvi che traevano forza da quella cascata: le persone che abitano qui testimoniano guarigioni miracolose di corvi feriti dopo aver bevuto l’acqua. In un’occasione, un corvo ferito, con un’ala spezzata, atterrò su una cascata e, secondo la tradizione, solo pochi istanti dopo (dopo aver bevuto) si librava in cielo come se non fosse mai stato ferito. Quindi la cascata fu chiamata “Ala del corvo” in onore delle miracolose guarigioni degli uccelli. Un tempo la cascata era abitata da vari animali, quindi nel ruscello si potevano trovare pesci, granchi e altri animali fluviali. Sfortunatamente, la selezione naturale ha fatto il suo lavoro e la vita è scomparsa dopo l’insediamento di massa di corvi che si nutrivano di animali fluviali.
Ci incamminiamo indietro e ci dirigiamo verso le cascate del tutto originali a due passi da Pisino sulla Pazinčica. Passiamo tutta Pisino e vicino alla stazione ferroviaria scendiamo in direzione del Pazinski krov (che significa letteralmente “tetto” di Pisino) che è una delle bellezze naturali più belle dell’Istria. Si tratta di una cascata che si forma quando il fiume Pazinčica cade attraverso una grotta semicircolare in un profondo canyon. La grotta ricorda un tetto, da qui il nome. Pazinski krov si trova a soli 500 metri dal castello di Pisino, noto per aver ispirato il famoso scrittore Jules Verne per il suo romanzo. Il Pazinski krivè particolarmente attraente in primavera e autunno, quando c’è abbastanza acqua per creare uno scenario impressionante. Quindi si può vedere come l’acqua cade da un’altezza di circa 10 metri nel lago verde sottostante.
Nel lago si possono vedere i resti di un vecchio mulino appartenuto alla nobile famiglia Rapiccio. Nei mesi secchi estivi la cascata spesso si prosciuga, ma ciò non ne diminuisce la bellezza. Poi si può esplorare meglio la grotta e i suoi dettagli interessanti, che si trova alla destra guardando la cascata. Vediamo così delle scanalature quadrate nella roccia che servivano per fissare il mulino. Al Pazinski kroz si accede tramite un sentiero che porta dal castello di Pisino o dalla stazione ferroviaria. Recentemente sono state tolte dal lago due macine e poste accanto ai gradini, in modo da essere visibili tutto l’anno, e diversi pezzi di pietra squadrate più grandi, che appartenevano al mulino, sono stati utilizzati per riparare l’attraversamento del torrente. Adesso, anche con il livello dell’acqua invernale, è possibile attraversare con sufficiente sicurezza l’altro lato del canyon, dove il sentiero che scende a valle porta alla mezza grotta chiamata Đandarmarija. Il tutto naturalmente non dopo abbondanti precipitazioni.
La nostra prossima meta si trova a pochi chilometri di distanza. È lo Zarečki krov, che è un altro posto interessante e straordinario in Istria, dove il fiume Pazinčica crea una cascata e un lago in una grotta semicircolare. È una delle attrazioni naturali più rinomate della regione di Pisino e attira molti visitatori e amanti della natura. Si trova a tre chilometri da Pisino in direzione Cerreto (Cerovlje), ed è raggiungibile in macchina o a piedi con un sentiero. L’altezza della cascata è di circa 5 metri. Lo Zarečki krov è un luogo popolare per nuotare, fare immersioni, arrampicarsi, pescare e fare picnic. Durante l’estate i giovani di Pisino vi cercano ristoro e divertimento. Le rocce circostanti sono organizzate come vie di arrampicata e sono apprezzate dagli scalatori.
Il tetto dello Zarečje è interessante anche dal punto di vista geologico e idrologico. La potenza della cascata dipende dal livello dell’acqua del fiume e durante i periodi di siccità può prosciugarsi completamente. Successivamente è possibile attraversare il fiume sul fondo roccioso e osservare i particolari solchi e depressioni circolari scavate dall’acqua nella roccia. Oggi si presenta ricco d’acqua, ma nei periodi di siccità è possibile camminare letteralmente sotto il tetto e avere una visione totalmente diversa.
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Pubblicato su Panorama il 30 novembre 2023.