Lo sport come simbolo di orgoglio nazionale
Sono indiscutibilmente gli atleti i protagonisti dello sport. Non di rado sentiamo parlare anche dei loro allenatori e delle società o dei club nei quali militano. Ma chi dirige queste società? Chi sono gli artefici dei vari successi in quanto presidenti, direttori, segretari… Di queste figure che operano dietro le quinte solitamente si sente parlare molto poco. Abbiamo deciso d’illustrare la storia di alcuni di questi personaggi, di origine dalmata, che hanno operato tra l’inizio del XX secolo e l’ultimo conflitto mondiale il cui nome ormai, in molti casi, è finito quasi nell’oblio, benché i loro meriti sono spesso notevoli dell’ultimo conflitto mondiale.
Maestri italiani
Šime Vučić-Đaković era un dirigente di ginnastica e insegnante di scherma e scacchi attivo a Spalato. Nacque nel 1879 a Sebenico e si diplomò in ginnastica e scherma a Praga. Nella capitale ceca frequentò la scuola di scherma del maestro italiano Alesano. Si allenò anche con un altro schermidore italiano: Giuseppe Galante di Venezia. È stato il primo allenatore della sezione spalatina dell’organizzazione Sokol a poter affermare di conoscere la dottrina di Miroslav Tyrš (uno dei fondatori del movimento di rinascita nazionale Sokol originale, quello nato a Praga nel 1862). Šime Vučić-Đaković è approdato a Spalato nel 1905. Nel 1906 ha aperto una scuola privata di scherma, che diede ottimi risultati fino alla cessazione dell’attività, agli albori della Grande guerra. Nel 1933 su sua iniziativa è stato fondato il Club di scherma Vitez, che ha operato fino al 1939, cioè fino alla sua morte. Ha insegnato anche ginnastica, scherma, teoria degli scacchi e storia dello sport al liceo di Spalato. Nel 1927 ha fondato a Spalato una scuola di arti marziali. È morto il 7 agosto 1939 a Zagabria.
Il maestro di nuoto
Darko Prvan è considerato il primo allenatore professionista croato di nuoto. È nato l’8 dicembre del 1913 a Spalato. Si è laureato all’Accademia di Commercio del capoluogo dalmata. Ha frequentò la Facoltà di Economia a Zagabria, ma senza laurearsi. Ha dedicato la sua vita al nuoto. Ha iniziato a nuotare nel Club Triton di Spalato nel 1928. Ha iniziato ad allenare nel 1932 nella Jadran (nella quale nel frattempo era confluita la Triton). Per tenersi aggiornato sugli sviluppi delle tecniche di allenamento si era abbonato alla rivista tedesca Der Schwimmer (letteralmente Il nuotatore). Ha studiato il modo di nuotare degli americani e dei giapponesi. Ha fatto tradurre al fratello dalla rivista francese Natation tutte le notizie che riguardavano Jean Taris, all’epoca il miglior nuotatore europeo nei 400 metri stile libero. Quando nel 1935 Hrvoje Macanović organizzò a Spalato un corso di sei giorni per allenatori di nuoto, pallanuoto e tuffi Prvan è stato ingaggiato nel ruolo di dimostratore dei vari stili e come docente della sincronizzazione dei movimenti respiratori.
Una parentesi fiumana
Nel 1936 si è recato a proprie spese a Berlino, che quell’anno ospitava le Olimpiadi, per essere al fianco di Tonko Gazzari nella veste di allenatore. Per consentirgli di entrare nel Villaggio olimpico la Federazione jugoslava di nuoto lo iscrisse ai Giochi come nuotatore nei 100 metri stile libero. Il 29 giugno del 1936 Prvan ha pubblicato sul quotidiano zagabrese Novosti un ampio articolo su un nuovo stile di nuoto, quello a farfalla (o a delfino). Dal 1937 al 1940 ha lavorato come allenatore allo Jug di Ragusa (Dubrovnik). È stato il primo allenatore di nuoto in Croazia ad aver introdotto la ginnastica prima delle sessioni in vasca. Dopo la fine della II Guerra mondiale si è stabilito a Fiume dove ha allenato nel Primorje e la nazionale jugoslava. Nel 1951 è emigrato in Svezia. Nel corso della sua vita ha pubblicato numerosi articoli e libri sul nuoto. È morto a Malmö l’8 giugno del 1998.
Un rematore infaticabile
Josip Gattin è nato nel 1899 a Cattaro. È stato uno dei primi membri del Circolo canottieri Gusar. Remò nell’otto con, il primo equipaggio dell’ex Jugoslavia ad aver gareggiato in una regata internazionale (gli Europei di Zurigo, nel 1924). Ha partecipato ai Campionati europei altre due volte: a Lucerna (1926) e a Bydgoszcz (‘29), dove ha vinto l’argento. Si è aggiudicato otto volte il titolo di campione nazionale: nel quattro con (1924, 1925 e 1927), nell’otto con (1925 e 1926) e nel doppio, in tandem con Davor Jelaska (1932 e 1934). Ai Campionati europei di Belgrado del 1932 non ha gareggiato nel doppio di coppia, anche se era campione nazionale, perché il suo compagno Davor Jelaska era stato chiamato alle armi. Dopo la II Guerra mondiale, si è trasferito a Tel Aviv, dove ha lavorato come allenatore di canottaggio per i successivi dieci anni. Gli ultimi anni di vita li ha trascorsi a Vancouver, in Canada, dove è morto il 19 agosto 1981.
Una leggenda del canottaggio
Dalibor Parać è nato il 16 dicembre 1917 a Kistanje. Durante le superiori, si è dedicato molto allo sport, prima giocando a tennis e praticando l’atletica, poi remando. Parać appartiene alla generazione che nel 1937 si era separata dal Gusar per fondare il Club di canottaggio croato (HVK). Al termine della II Guerra mondiale partecipò alla ricostruzione del Gusar e ne diventò allenatore e membro del consiglio direttivo, esercitando contemporaneamente la sua professione di avvocato. È stato attivo anche nell’organizzazione arbitrale, al punto da ottenere la licenza di arbitro internazionale abilitato dalla FISA. Ha arbitrato i Campionati europei e i Giochi Olimpici del 1948 a Londra e del 1960 a Roma. Ha organizzato seminari di tecnica Feirbern per istruttori e timonieri. Ha scritto anche un manuale di canottaggio.
È stato uno dei fondatori dell’Associazione di canottaggio dalmata nel 1952 e per un certo periodo ha ricoperto con grande successo la carica di segretario dell’Associazione jugoslava di canottaggio. È stato presidente del Gusar dal 1992 al 1997. Nel 1996 l’Associazione sportiva di Spalato gli ha conferito il trofeo “Fabjan Kaliterna”. Dalibor Parać è morto l’11 febbraio 1997 a Spalato.
Lo sport croato in Sinai
Zvonko Barišić è stato membro dell’organizzazione Sokol e importante funzionario sportivo del dopoguerra. È nato il 28 luglio 1910 a Zara, ma sin da bambino ha vissuto a Spalato. Il suo primo contatto con lo sport risale al 1934, quando si è iscritto nella Società d’atletica Agon. In seguito ha partecipato a numerose competizioni, distinguendosi nelle gare di staffetta del trofeo Marjan.
Nel 1940 ha assunto il timone della sezione della Sokol di Spalato, dando un importante contributo agli inizi della pallacanestro nella città dalmata. Lo stesso anno Barišić so è cimentato nel ruolo di arbitro di pallavolo. Durante la II Guerra mondiale, ha trascorso un lungo periodo nel campo profughi di El Shatt (Egitto), dove è stato coinvolto nell’organizzazione di attività sportive. Il 15 luglio 1945 è stato nominato segretario del Comitato di ginnastica artistica del sindacato unico dei lavoratori e degli impiegati di Spalato. Il 1º settembre del 1945, ha assunto l’incarico di segretario del neo costituito Comitato provvisorio di ginnastica di Spalato. Quando nell’aprile del 1946 è stato istituito il Consiglio regionale della Associazione per la cultura fisica della Croazia (FISAH) per la Dalmazia la gestione delle medesima è stata affidata proprio a lui. L’anno successivo ha assunto la presidenza del Comitato regionale di ginnastica di Spalato e nel 1948 l’incarico di segretario della Sezione di ginnastica del Comitato esecutivo del Comitato popolare della città di Spalato. Nel 1955 si è visto aggiudicare il Trofeo dell’Associazione per la cultura fisica della Croazia e nel 1964 il Premio della Repubblica per la cultura fisica. È morto l’8 novembre 1994 a Spalato.
L’emancipazione
Ivo Šusta (Spalato, 16 dicembre 1903) è stato uno dei fondatori dell’Associazione sportiva croata e presidente dell’Associazione croata di nuoto. Era un giocatore della seconda generazione dell’Hajduk. Nel 1920, all’età di 17 anni, divenne un giocatore standard della prima squadra. Da allora fino al 1924, quando ha lasciato Spalato per studiare, giocò 87 volte con l’Hajduk, segnando un gol. Dall’Hajduk è passato al Concordia di Zagabria, dove ha giocato per due anni. Dopo aver abbandonato prematuramente il calcio attivo, si è dedicato con grande entusiasmo al lavoro sportivo e al giornalismo.
Il suo lavoro di giornalista lo ha portato a Belgrado, dove ha lavorato come corrispondente per i giornali di Zagabria. Dal 26 agosto 1934 al 1º gennaio 1935 Ivo Šusta è stato membro del Comitato di selezione della squadra nazionale jugoslava insieme a Mata Miodragović e al dottor Petar Pleše. Come membro del Comitato di selezione, ha vinto una medaglia d’oro alla Coppa dei Balcani del 1934 in Grecia.
Alla fine del 1937 ha lavorato alla fondazione dell’Associazione sportiva croata, lottando per l’emancipazione dello sport croato nell’ambito dell’allora Jugoslavia.
Dopo il 1945 ha lavorato come operatore sportivo nel nuoto, contribuendo ai numerosi successi ottenuti dall’APK Mladost. Per anni è stato presidente dell’Associazione croata di nuoto. È morto il 22 febbraio 1977 a Zagabria
Pari diritti
Šime Poduje (Lissa/Vis, 19 maggio 1905) è una leggenda dell’Hajduk di Spalato. Una figura estremamente importante per il calcio e lo sport croato nel suo complesso. Ha giocato nel ruolo di attaccante ed è stato membro della selezione di calcio jugoslava. Ha debuttato con la maglia dell’Hajduk nel 1922. Ha continuato a indossarla fino al 1931, disputando un totale di 226 partite e segnando 87 reti. Nel 1927 e nel 1929 ha partecipato alla conquista dei primi due titoli di campioni di Prima lega vinti dall’Hajduk. È stato legato alla squadra spalatina per tutta la vita, principalmente come giocatore di calcio, poi come esperto di calcio e dirigente di club, e per un po’ come arbitro di calcio.
Ha disputato tre partite con la nazionale jugoslava, debuttando il 28 settembre 1924 in un’amichevole contro la Cecoslovacchia a Zagabria (0-2). La selezione jugoslava era costituita per 10/11 da giocatori dell’Hajduk (tutta la squadra a eccezione del portiere). Ha vestito la maglia della nazionale anche il 31 luglio 1927, ancora una volta durante un’amichevole disputata con la Cecoslovacchia, questa volta a Belgrado (1-1).
Era poliglotta, parlava cinque lingue. Si è dedicato anche di giornalismo sportivo. È stato coautore della prima e della seconda monografia dedicata all’Hajduk. Nel 1931 ha scritto assieme al fratello Veljko e a Leo Lemešić il primo libro sull’Hajduk (L’Hajduk in Sud America). Nel 1929 ha iniziato a pubblicare a Spalato la rivista semestrale Nogomet (Calcio). In quegli anni i suoi contributi sono stati pubblicati anche sui giornali sportivi di Zagabria e Belgrado.
Quando nel 1944 l’Hajduk club è stato ricostruito sull’isola di Lissa ne diventò il presidente onorario e membro del consiglio direttivo. Ha ricoperto incarichi nei vari organismi sportivi repubblicani (croati) e federali (jugoslavi) svolgendo un ruolo importante nella lotta tesa a far ottenere ai club croati un trattamento paritetico a quello delle società sportive degli altri territori del Paese. Ha partecipato al Congresso FIFA del 1946 in Lussemburgo. È morto il 31 ottobre 1966 a Spalato.
3 e continua
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 14 settembre 2024