Miti intramontabili

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Nel cuore dell’Adriatico, tra pietra bianca e mare, Spalato è città di passioni. Qui si vive per l’Hajduk, certo, ma è con la pallacanestro che si sogna. E nessuna squadra ha portato la città così in alto come la Jugoplastika, capace di trasformare una realtà tutto sommato periferica in una potenza temuta in tutta Europa. Una storia epica, fatta di successi, crisi, rinascite e di giocatori diventati simboli. Eccone alcuni.

Il capitano gentiluomo
Nato a Spalato il 14 settembre 1943, Ratomir “Rato” Tvrdić è stato per diciassette stagioni il volto della Jugoplastika. Guardia elegante e instancabile, ha giocato sempre e solo per la squadra della sua città, diventando capitano della nazionale jugoslava. Con Spalato ha vinto due campionati, tre coppe nazionali e due Coppe Korać, oltre a due finali di Coppa dei Campioni.
Con la Jugoslavia ha arricchito il suo palmarès con medaglie d’oro mondiali ed europee, partecipando anche agli Europei del 1967 e alle Olimpiadi di Monaco 1972. Si è spento a Spalato il 20 agosto 2024, lasciando un ricordo luminoso e indelebile.

L’uomo d’acciaio
Montenegrino di Bijelo Polje (1957), Duško Ivanović ha incarnato la versione più determinata e combattiva della Jugoplastika. Arrivato dopo le esperienze con Jedinstvo e Budućnost, è diventato capitano della squadra che ha dominato l’Europa tra il 1989 e il 1990, vincendo due Coppe dei Campioni consecutive. Tre campionati, una coppa nazionale e due titoli di capocannoniere completano il suo bottino.
Da allenatore ha girato mezzo continente: Friburgo, Limoges, Baskonia, Barcellona, Panathinaikos, Stella Rossa e molte altre panchine. Nel dicembre 2024 è diventato allenatore della Virtus Bologna, con cui ha conquistato subito lo scudetto. Tra premi individuali e titoli nazionali in Svizzera, Francia, Spagna, Grecia e Serbia, la sua carriera è un enciclopedico catalogo di vittorie.

Il playmaker delle tre Europee
Belgradese classe 1964, Zoran Sretenović ha trovato a Spalato la sua dimensione ideale. Arrivato dopo il passaggio alla Stella Rossa, con la Jugoplastika ha vissuto un quinquennio irripetibile: tre Coppe dei Campioni, quattro campionati jugoslavi e due coppe nazionali.
Dopo l’inizio della guerra lasciò la Croazia e giocò in Germania, Francia e Serbia, vincendo ovunque almeno un titolo. Con la Jugoslavia conquistò l’oro europeo nel 1991 e, con Serbia-Montenegro, un altro titolo continentale nel 1995.
Provò anche a sedersi in panchina, allenando in Serbia, Bosnia ed Erzegovina e Polonia. È scomparso il 28 aprile 2022 a Belgrado.

Il primo tiro da tre punti
Nato a Spalato nel 1956, Ivica Dukan ha legato dodici anni della sua carriera alla Jugoplastika, conquistando un campionato, una coppa nazionale e due Coppe Korać. Ma soprattutto ha lasciato il segno nella storia: è stato autore del primo tiro da tre punti mai realizzato nella lega jugoslava, nella stagione 1984/85.
Dopo l’esperienza in Svizzera e in Inghilterra, ha iniziato una nuova vita negli Stati Uniti: dal 1991 lavora per i Chicago Bulls, prima come scout europeo e oggi come collaboratore di vertice nel settore dirigenziale della franchigia NBA.

Il mago dei tre trofei europei
Classe 1968, 1,95 per 95 kg: una combinazione di potenza e visione di gioco. Petar “Pece” Naumoski ha iniziato la carriera nella Jugoplastika, contribuendo ai trionfi europei del 1990 e 1991. Poi Turchia, Italia, ancora Turchia e di nuovo Italia: Efes Pilsen, Benetton Treviso, Montepaschi Siena, Olimpia Milano.
È uno dei rarissimi giocatori ad aver vinto tutte e tre le coppe europee dell’epoca: Coppa dei Campioni, Coppa Saporta e Coppa Korać. Tre volte FIBA EuroStar, ha rappresentato la Macedonia anche agli Europei del 1999.
Nel 2015 è diventato presidente della Federazione macedone; due anni dopo l’Efes ha ritirato la sua maglia numero 7.

Il gigante di Maribor
Nato nel 1957, Peter Vilfan è uno dei più forti giocatori sloveni della generazione jugoslava. A Spalato mosse i primi passi nelle giovanili, prima di passare all’Olimpia Lubiana, con cui costruì la parte più importante della sua carriera. Fu anche protagonista con Partizan e nuovamente con Lubiana dopo l’indipendenza della Slovenia, vincendo due campionati e due coppe nazionali.
Con la Jugoslavia collezionò 121 presenze e partecipò a cinque grandi manifestazioni internazionali, vincendo medaglie in tutte le competizioni.
Dopo il ritiro divenne commentatore televisivo, aprì una scuola di basket e intraprese la carriera politica. Inserito nella Hall of Fame dello sport sloveno nel 2013, resta uno degli atleti più amati del suo Paese.

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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 15 novembre 2025.


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