Virtuosi del parquet
Nel cuore dell’Adriatico, tra la pietra bianca e il mare, Spalato è una città di passioni viscerali. Nel capoluogo della Dalmazia si vive per l’Hajduk, ma si sogna con la pallacanestro. Se il calcio ha incarnato per decenni l’identità popolare, il basket ha saputo alzare lo sguardo verso l’Europa. Nessuna squadra, come la Jugoplastika, ha portato la città così in alto, trasformando una realtà tutto sommato periferica in una delle potenze cestistiche più rispettate del continente. Una leggenda cominciata quasi in sordina e culminata con una storica tripletta di Coppe dei Campioni. Una parabola che ha attraversato guerre, cambi di nome, crisi economiche e rinascite. Una storia, insomma, dal respiro epico.
DAMIR ŠOLMAN
Un vero gentiluomo sotto canestro. Così veniva descritto Damir Šolman durante la sua carriera cestistica, e non senza ragione. Raramente s’incontra una figura simile nel mondo dello sport: campione sul parquet, corretto fuori, protagonista di una carriera costellata di successi sia a livello nazionale che internazionale.
Nato il 7 settembre 1948 a Zagabria, iniziò il suo rapporto con la pallacanestro nel 1963, muovendo i primi passi alla Mladost di Zagabria. Vi rimase fino al 1967, quando passò al KK Split, club con il quale avrebbe legato gran parte della propria carriera. Indossò la maglia spalatina fino al 1977, prima di trasferirsi in Italia al Mecap, dove giocò dal 1977 al 1979. Terminata l’esperienza italiana, tornò “a casa”, alla Jugoplastika, rimanendovi fino al 1983, anno del ritiro dall’attività agonistica.
Con la squadra di Spalato conquistò numerosi trofei. Fu campione jugoslavo nel 1971 e nel 1977; vinse la Coppa di Jugoslavia nel 1972, 1974 e 1977 e, sempre nel 1977, anche la Coppa Radivoje Korać. Complessivamente segnò 6.156 punti con la maglia della Jugoplastika.
Zagabrese di nascita, Šolman sbocciò in Dalmazia. A favorire il trasferimento a Spalato furono le condizioni ideali per la crescita sportiva e, soprattutto, i forti legami personali con Graša, Depol e Tvrdić, compagni con i quali condivideva anche le convocazioni in nazionale.
Con la nazionale jugoslava giocò dal 1967 al 1976, collezionando 226 presenze e 1.785 punti. Partecipò a tre edizioni dei Giochi Olimpici: Messico 1968, Monaco 1972 e Montréal 1976, conquistando due medaglie d’argento, in Messico e in Canada. Rinunciò volontariamente alla possibile quarta partecipazione, a Mosca 1980, preferendo lasciare spazio alle nuove generazioni.
Nel suo palmarès figurano anche l’oro iridato conquistato a Lubiana nel 1970 e l’argento ai Mondiali del 1974 a Porto Rico. A livello europeo vinse l’argento agli Europei del 1969 in Italia e l’oro nel 1973 in Spagna e nel 1975 in Jugoslavia. Completano il quadro due ori ai Giochi del Mediterraneo, a Tunisi 1967 e Smirne 1971. Una carriera, semplicemente, impressionante.
Nel 1972 fu nominato miglior atleta della Dalmazia dal quotidiano Slobodna Dalmacija e, nello stesso anno, miglior cestista jugoslavo. Nel 1973 si laureò capocannoniere della Prima lega.
Dopo il ritiro si dedicò al mondo degli affari e, per un periodo, fece parte anche della commissione tecnico-esperta della sua Jugoplastika. Dal 2009 è membro onorario della Split Sports Hall of Fame. Una vera leggenda che purtroppo ci ha lasciato il 2 maggio del 2023.
ZORAN SAVIĆ
Nato il 18 novembre 1966 a Zenica (Bosnia ed Erzegovina), Zoran Savić è oggi dirigente sportivo. I primi passi da cestista professionista li mosse nella squadra della sua città natale, il Čelik, nella Prima lega jugoslava. Tra il 1990 e il 1991 vestì la maglia della Jugoplastika di Spalato, contribuendo a due stagioni leggendarie concluse con la conquista della “tripla corona”: campionato jugoslavo, Coppa di Jugoslavia e Coppa dei Campioni FIBA. Nel 1991 lasciò la Jugoslavia e firmò per il Barcellona, dove rimase per due stagioni nella Liga ACB. Nel 1993 raggiunse con i catalani le semifinali della Coppa Korać, venendo eliminato dalla Virtus Roma.
Seguì quindi l’esperienza greca al PAOK, con cui vinse la Coppa Korać nel 1994 contro lo Stefanel Trieste e la Coppa di Grecia nel 1995. Dopo una stagione al Real Madrid, nel 1996 approdò in Italia al Kinder Bologna. Con le V Nere vinse Coppa Italia e campionato italiano, oltre all’Eurolega del 1998, anno in cui fu eletto MVP delle Final Four. Nell’estate del 1998 si trasferì all’Efes Pilsen di Istanbul, conquistando la Supercoppa di Turchia. Tornò poi al Barcellona nel 2000 e successivamente alla Skipper Bologna, dove concluse la carriera da giocatore nel 2002.
Straordinario anche il percorso in nazionale. Vinse l’oro mondiale nel 1990 e l’oro europeo nel 1991. Conquistò l’oro agli Europei pure del 1995 e nel 1997, oltre all’argento olimpico ad Atlanta nel 1996. Appese le scarpe al chiodo, intraprese la carriera dirigenziale: prima alla Fortitudo Bologna, poi al Barcellona, quindi ancora a Bologna. Successivamente fondò l’Invictus Sports Group come agente sportivo. Dal 16 marzo 2021 è direttore sportivo del Partizan.
NIKOLA VUJČIĆ
Nikola Vujčić è nato il 14 giugno 1978 a Vrgorac, nell’entroterra dalmata. Con i suoi 2,11 metri ha ricoperto i ruoli di centro e ala grande. Debuttò tra i professionisti con il KK Split nella stagione 1995/96, dopo la trafila nelle giovanili del club. Rimase a Spalato fino al 2001, indossando la maglia numero 7 e disputando due finali dei playoff del campionato croato. A livello europeo prese parte alla Coppa Saporta, alla SuproLeague e all’Eurolega. Nel 2001 si trasferì all’estero, firmando con il Maccabi Tel Aviv. Un imprevisto lo portò però in prestito all’ASVEL Villeurbanne, che contribuì a riportare al titolo francese dopo 21 anni. Tornato al Maccabi dal 2002 al 2008, vinse due Euroleghe, cinque campionati israeliani, quattro Coppe di Stato e una Coppa di Lega, venendo eletto MVP delle finali nel 2006. Nel 2008 passò all’Olympiacos, quindi all’Efes Pilsen. Nel 2011 fece ritorno a Spalato, dove disputò le ultime due stagioni prima del ritiro, annunciato nel 2013. Con la nazionale croata partecipò a quattro edizioni dell’EuroBasket: 1999, 2001, 2005 e 2009.
Dopo il ritiro fondò una propria accademia di basket a Spalato, dedicandosi alla crescita dei giovani. Tra i talenti formatisi sotto la sua guida figurano Dragan Bender e Ante Žižić.
Nella stagione 2013/14 tornò al Maccabi Tel Aviv come allenatore. Il periodo non fu fortunato e coincise con una fase di risultati deludenti, che portarono a critiche e polemiche.
JURIJ ZDOVC
Nato a Maribor il 13 dicembre 1966, Jurij Zdovc iniziò a giocare nel settore giovanile del club di Slovenske Konjice. Ben presto divenne uno dei migliori talenti della Jugoslavia e nel 1983 passò all’Union Olimpija Lubiana, squadra con cui rimase fino al 1991. Nel 1991/92 approdò in Italia alla Virtus Bologna, quindi proseguì la carriera tra Francia, Grecia e Turchia: Limoges, Iraklis Salonicco, Racing Paris e Tofaş. Tornò più volte all’Olimpija Lubiana, prima di chiudere la carriera da giocatore a Spalato nel 2003.
Il suo palmarès è ricchissimo: campionati e coppe slovene con l’Olimpija, la Lega Adriatica nel 2002, il titolo europeo e quello francese con il Limoges nel 1993, il campionato francese con il Racing Paris nel 1997 e, nel 2003, il titolo di campione croato con lo Split. Con la nazionale jugoslava vinse l’argento olimpico a Seul 1988, l’oro mondiale in Argentina nel 1990 e due ori europei, nel 1989 e nel 1991.
Conclusa la carriera da giocatore, intraprese subito quella di allenatore. Vinse la Coppa di Croazia con lo Split nel 2004, il titolo bosniaco con il Bosna Sarajevo nel 2008 e numerosi trofei con l’Olimpija Lubiana, guidando anche la nazionale slovena. Allenò inoltre club in Grecia, Turchia, Russia, Francia e Lituania. Oggi siede sulla panchina del PAOK.
Una carriera straordinaria, da protagonista assoluto del basket europeo, sia in campo che in panchina. Anche se la sua esperienza a Spalato fu breve, il contributo alla conquista del primo storico titolo croato del club resta indelebile.
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 17 gennaio 2026.