Paradiso per gli alpinisti e il trekking

Paradiso per gli alpinisti e il trekking
Spread the love

Ci sono i Parchi nazionali di serie A e quelli di serie B. Il Parco dei Laghi di Plitvice la fa di sicuro da padrona. E pure il Parco della Krka vicino a Sebenicco. Tutti e due attirano una miriade di turisti tutto l’anno da tutto il mondo. Gli altri parchi in qualche modo finiscono ad assere meno conosciuto e visitati anche se sono del tutto originali e con caratteristiche del tutto speciali. Uno di questi parchi e di sicuro il Parco nazionale di Paklenica.
È situato tra la catena montuosa (e parco nazionale!) del Velebit e la città di Zara. Sembra quasi incastrato e si trova a poca distanza dal mare. Anche se è un parco di lunga data le strade che lo collegano alla magistrale lasciano a desiderare. Per fortuna grazie alle indicazioni si riesce ad arrivare al grande parcheggio della prima entrata e poi se si vuole proseguire, dopo aver pagato il biglietto d’ingresso pure si arriva al secondo parcheggio situato a qualche chilometro di distanza, ormai nel canyon del Parco.
Per chi viene da Fiume sono due le possibilità. O prendere la vecchia strada che da Fiume via Segna porta a Zara. Poco prima di Zara a Starigrad bisogna seguire le insegne verso il Parco. L’alternativa è prendere l’autostrada, però è in viaggio più lungo in fatto di chilometri.
Già all’entrata leggiamo un po’ della storia di questo “vecchio” Parco. Infatti il Parco nazionale di Paklenica è il secondo parco nazionale ad essere dichiarato in Croazia. Era il 19 ottobre 1949, solo pochi mesi dopo il Parco nazionale di Plitvička Jezera. Però bisogna sapere che Paklenica è stata dichiarata Parco nazionale per la prima volta nel 1929, ma con una legge che doveva essere rivista ogni anno, cosa che non è stata fatta. Il 7 luglio 2017 il Parco nazionale di Paklenica, insieme al Parco nazionale del Velebit settentrionale e ai parchi naturali Hajdučki e Rožanski kukovi, è stato inserito nell’elenco UNESCO del patrimonio mondiale dell’umanità in Europa come parte del patrimonio mondiale.
È un Parco che offre diverse possibilità. Il tutto dipende dagli interessi e dalla condizione fisica. Il tutto per chi entra via Starigrad inizia con un sentiero in leggera salita che porta fino al rifugio montano Paklenica. Un passeggiata di diversi chilometri nella natura e nei boschi che diventano sempre più fitti man mano che ci si inoltra nel Parco. Se partite dal parcheggio principale bisogna fare sette chilometri, però si riesce a percorrere il tutto in circa due ore.
Poco dopo l’entrata nelle profondità del canyon di Velika Paklenica si trovano misteriosi tunnel sotterranei pieni di storia. Si chiamano “bunker” e furono costruiti dall’esercito jugoslavo all’inizio degli anni ’50. Questi bunker furono aperti al pubblico negli anni ’90. Dentro oltre a conoscere la storia del parco c’è pure un centro di arrampicata per bambini, dove possono conoscere la storia dell’arrampicata e in modo divertente conosceranno anche il Soccorso alpino croato.
Subito accanto però ‘all’aperto si notato quasi tutto l’anno parecchi arrampicatori. Nel parco infatti ci sono diverse aree per l’arrampicata e l’area del parco è una delle aree per l’arrampicata più popolari in Croazia. In base alla condizioni fisica ci sono tantissime zone da quelle più semplici accanto ai bunker fino a quelli posti nelle varie montagne.
Andando avanti si arriva fino all’incrocio. Bisogna decidere se andare più a fondo nel Parco verso il rifugio o fare una deviazione verso la più famosa grotta, la Manita peć. Per salirci c’è una salita impegnativa e bisogna far attenzione agli orari di apertura visto che la grotta è aperta solo poche ore al giorno. La grotta apre ad aprile ed è una delle maggiori attrazioni del parco. E’ piena di stalagmiti e stalattiti naturali. E ci sono delle forme del tutto particolari e che le guide chiamano elmo, strega e persino un organo! E qui si paga l’entrata subito all’entrata. La visita guidata dura circa un ora. Dopo non rimane che scendere e continuare verso il rifugio.
Lungo la nostra passeggiata vediamo diverse montagne vicine e lontane. La più famosa e alta del Velebit è il Vaganski vrh, con 1757 m sopra il livello del mare. Poi c’è lo Sveto brdo si trova all’estremità orientale del parco ed è la seconda vetta più alta del parco, solo pochi metri più in basso della più alta. Non bisogna dimenticare che si sono tante roccie e tra le quali la più famosa e più vicina all’entrata è la più grande roccia croata, Anić kuk (712 m). Anche se come altezza non sembra proibitiva salirci non è semplice e bisogna essere degli alpinisti decisamente bravi e in forma.
E se poi lungo il sentiero certe visuali sembrano note, non è per caso, sopratutto per gli amanti del cinema. Infatti negli anni ’60 in Croazia furono girati diversi film basati sul romanzo di Winneto. I film sul capo indiano Apache di nome Winnetou sono stati girati nella zona intorno ai monti Paklenica. Volendo si può visitare alcune delle location cinematografiche più famose, come l’altopiano del Pueblo. All’Hotel Alan a Starigrad, si può anche visitare il Museo Winnetou e la mostra di oggetti di scena cinematografici nel luogo in cui si trovava la troupe cinematografica durante le riprese.
E poi dappertutto nel Parco si possono trovare dei monumenti di pietra dedicati ai defunti. Si chiamano Mirila. Risalgono al XVII secolo e ricordano le persone che morirono in montagna e furono poi sepolte dopo che i loro corpi furono portati dalla montagna alla chiesa del paese. Durante il trasferimento dalla montagna, la salma poteva scendere a terra una sola volta e in un luogo apposito. Si credeva che in quel luogo l’anima avrebbe finalmente lasciato il corpo.
Quelle lastre di pietra piatte venivano poste per indicare l’altezza del defunto ed erano considerate il luogo di riposo dell’anima, mentre nella tomba veniva sepolto solo il corpo del defunto. Arrivati al rifugio di Paklenica non rimane che riposarsi e magari fare delle piccole passeggiate alle vicine attrazioni. E poi pensare al ritorno fino al parcheggio. Il tutto quasi costantemente accanto al ruscello.
Guardando il verde nella zona del rifugio e lungo grand parte del sentiero dal parcheggio sembra quasi incredibile se abbiamo presente quanto roccioso e spettrale sembrano le montagne e la costa dalla quale siamo partiti. In primis qua si trovano i pini. Paklenica ricopre il più grande complesso forestale preservato della Dalmazia con una superficie di circa 2000 ettari. Non da meno sono le caratteristiche geomorfologiche e i più interessanti e allo stesso tempo più impressionanti sono i canyon di Mala e Velika Paklenica, che scavano in profondità nelle viscere del Velebit. Paklenica viene visitata ogni anno da oltre 100.000 visitatori. Anche se è aperto tutto l’anno ideale e andarci da aprile a ottobre con le giornate più lunghe.

Curiosità
Proclamazione di area protetta: 19 ottobre 1949

Atto sulla proclamazione della tutela:

  • legge sulla dichiarazione del bosco di Paklenica parco nazionale (Gazzetta Ufficiale 84/49);
  • legge sulle modifiche alla legge sulla proclamazione della foresta di Paklenica a parco nazionale (Gazzetta Ufficiale 15/97)

Superficie: 95 km2

Cime più alte: Vaganski vrh 1.757 m/slm, Sveto brdo 1.753 m/slm

Protezioni internazionali:

  • Riserva della biosfera UNESCO del monte Velebit
  • Natura2000
  • lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO

Per vedere l’intero articolo, versione PDF

Pubblicato su Panorama il 15 febbraio 2024.


Spread the love