Bled, una perla da scoprire
È uno dei tre centri turistici principali della Slovenia. Attira turisti di tutti i tipi da tutto il mondo in tutte le stagioni e lo fa ormai da secoli. Stiamo parlando della città di Bled. Situata nella parte settentrionale del Paese, è collegata ottimamente per tutti i mezzi di trasporto. Per chi viene da Fiume, è inevitabile prendere la strada per Postumia e poi proseguire in autostrada, passando Lubiana, arrivando quasi al tunnel delle Caravanche. Usciti al casello di Lešće, dopo pochi chilometri si arriva a Bled. Oggi questa zona è un cantiere visto che si sta lavorando a una strada per evitare il centro, per chi va a Bohinj o nelle montagne attorno all’omonimo lago nel cuore delle Alpi Giulie, il più esteso lago della Slovenia. Quello che è meno noto è che Bled accessibile pure per chi ama viaggiare in treno. Ci sono infatti due stazioni ferroviarie: una è quella di Bled-Lešće, sull’importante arteria che unisce Lubiana all’Austria e al resto d’Europa; l’altra si trova dalla parte opposta del lago e ha un allacciamento in direzione di Gorizia e dell’Italia, sulla linea Jesenice-Gorizia. Con qualsiasi mezzo si arrivi il tutto è facile, ma di sicuro non gratis, visto che tutti i parcheggi sono a pagamento.
Bled si può visitare in diversi modi: fare una gita di un giorno, ma pure rimanere per un periodo prolungato, approfittando dei tanti alberghi e alloggi privati che si sono in zona, e vedere così ciò che si offre negli immediati dintorni, come la gola di Vintgar e le montagne attorno a Bohinj, sopra Pokljuka.
Uno dei modi per conoscere Bled è quello di fare una passeggiata attorno al lago, che può sembrare grande però il giro lungo il sentiero che proprio lo costeggia è solo di sei chilometri. Pui con una normale camminata servono circa due ore.
Noi la nostra passeggiata l’iniziamo praticamente dal centro di Bled, dalla stazione meteorologica posta in riva al lago e che sembra una piccola casetta. Decidiamo di procedere in senso orario. Ben presto lasciamo il centro di Bled ed entriamo nella zona verde, calma e con tante vecchie ville. Sorprende vedere che certe sembrano del tutto abbandonate. Passiamo accanto all’unico tunnel accanto al lago e arriviamo alla zona di Mlino, la parte meridionale più popolata, dove nella stagione invernale partono le barche elettriche che portano all’isolotto al centro del lago (Blejski otok). Poco più avanti, la strada che conduce a Bohinj “lascia” il lago alla sinistra, ma noi andiamo a destra accanto al lago ed entriamo in una parte che fino a qualche decennio fa era del tutto offlimits: Villa Bled.
LA VILLA DI TITO. Di epoca austroungarica, costruita dal 1883 al 1885. Dopo i primi proprietari austriaci, già nel 1922 era stata scoperta e comprata da Aleksandar Karađorđević, il giovane del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, che si era da poco sposato. Sua moglie, la regina Maria, e i loro tre figli erano particolarmente affezionati a questo posto e trascorrevano qui tutte le loro estati. Nella villa nacque il più giovane, il principe Andrea.
Dopo l’ultimo conflitto mondiale, durante il periodo della Jugoslavia, diventò villa governativa e fu utilizzata in primis dal presidente Tito, che qui accolse numerosi leader mondiali, tra cui l’imperatore etiope Hailé Selassié, il leader dell’Unione sovietica Nikita Khrushchev, il re Hussein di Giordania e tanti altri. Dopo la morte di Tito, il tutto fu trasformato in albergo, che tra i suoi ospiti ebbe il cancelliere tedesco Helmut Kohl, il principe Charles, il principe Alberto II di Monaco, il re spagnolo Juan Carlos e parecchi personaggi dello spettacolo. Oggi è un albergo a quattro stelle con tanto di ristorante.
LA ZONA DEGLI ALPINISTI. Passato il lungolago, accanto a questo complesso approdiamo nell’area più interessante per gli alpinisti. Infatti, poco più avanti partono dei sentieri che portano alle montagne più vicine al lago. Si tratta di Ojstrica e della Velika e Mala Osojnica. Non sono montagne difficili da scalare. Con un po’ di tempo e buona volontà sono accessibili a tutti. In primis c’è la Mala Osojnica che è la più vicina al lago e alla quale portano due sentieri. Anche durante l’inverno i sentieri sono praticabili senza grosse difficoltà. Unico problema potrebbe essere il ghiaccio sotto la neve. Il sentiero parte subito dopo l’ultima casa e anche se sulla tabella scrive mezz’ora servirà di più per arrivare in cima. Dopo gli zig zag che in maniera veloce ci fanno salire di quota, si arriva a una lunga serie di gradini. E il più è fatto. Dopo non rimane che un ultimo tratto in leggera salita. Già lungo la strada si aprono dei fenomenali panorami verso il lago e non solo. Una volta arrivati in cima si nota che gran parte delle fantastiche vedute del lago e delle montagne in lontananza sono state fatte proprio da qui. Inevitabile fare una pausa e goderci questo scenario. Non rimane che scendere lungo l’altro sentiero che ben presto diventa largo e comodo.
RISTORO E SPORT. Ritornati in riva la lago proseguiamo la nostra camminata e arriviamo alla zona chiamata Velika Zaka. Posta a metà strada del nostro giro è un ideale posto per un ristoro. Poco più avanti si arriva alla zona del centro olimpico dei rematori sloveni. Tutti gli sport ad acqua hanno sede qui e questo centro è stato teatro di importanti avvenimenti sportivi, tra cui i campionati mondiali di canottaggio in quattro edizioni: 1966, 1979, 1989 e 2011. Nella zona di Zaka più in su è situata la stazione ferroviaria di Bled.
Andando avanti entriamo nella parte più tranquilla del lago. È la zona più verde senza macchine. Da godere la natura e non è raro incontrare i cavalli che trainano le carrozze con i turisti che decidono di fare un giro meno impegnativo del lago.
TAPPA AL CASTELLO. Poco dopo arriviamo a un bivio: o si continua lungo il lago fino alla spiaggia principale o si decide di salire verso il castello. Posto in cima a una scogliera, in buona mostra da tutti i posti del lago, decisamente merita una visita. Una salita decisamente non ripida, prima immersa nel verde dei boschi e poi con bei panorami dove pian piano si scorge il castello.
All’inizio della salita alla sinistra era stato inaugurato poco più di dieci anni fa un originale labirinto di grano con altri labirinti minori, originali e unici in Europa. Però sfortunatamente l’impresa è fallita e oggi quasi non rimane traccia di questo originale posto.
Saliamo e in meno di mezz’ora ci troviamo all’entrata al castello. Si tratta di un tipico maniero medievale, posto in cima alla collina ed è facile immaginare come era ben protetto. Secondo gli storici, è il castello più vecchio della Slovenia, menzionato per la prima volta nel 1011. Oggi è naturalmente dedicato ai turisti e offre un po’ di tutto. Per prima si passa il ponte e si inizia a salire. All’ingresso si paga il biglietto e non rimane che visitarlo. Ci sono più livelli, con due piazze collegate con diverse scale. Offre in primis un’ottima panoramica verso il lago e il circondario. Ci si rende qui ancora meglio conto di quanto offre tutta questa regione.
Il castello oggi è organizzato come una serie di musei. Bisogna fare attenzione a visitare il tutto. Non per nulla nella piazza principale c’è pure un ristorante e bar. Da visitare la piccola cappella gotica del XVI secolo, ben conservata. Riconsacrata nel 2014, oggi vi si svolgono pure cerimonie nuziali. Poi troviamo una piccola tipografia, con una persona che spiega il funzionamento della prima macchina con la quale si facevano le stampe. Si tratta di una replica della macchina da stampa di Gutenberg.
Sopra la tipografia si trova la sala commemorativa dedicata a Primož Trubar (1508-1586): sacerdote, si accostò al luteranesimo e, dopo varie persecuzioni, riparò nel 1565 in Germania. La sua attività ha un’importanza fondamentale per la nascita della lingua letteraria slovena; da ricordare, oltre alle traduzioni del Nuovo Testamento (1557-77) e dei Salmi di Davide (1566), un’edizione del Catechismo (1550), comprensiva di un Abbecedario. I suoi canti religiosi hanno posto le fondamenta della poesia d’autore slovena.
Per tutti gli amanti degli ottimi vini è perfetta una tappaa alla cantina del castello. Inoltre, la regione è patria di una specie autoctona di api, l’ape carniolana (o carnica, Apis mellifera carnica), e della lavanda carniola, un orgoglio sloveno particolarmente unico. E non per nulla una parte del castello è dedicato proprio a questo con un apiario, con tanti svariati prodotti a base di miele (con tanto di degustazioni). Ci sono poi le mura e lungo la strada gli originali servizi igienici “d’epoca”.
DUE CHIESE. Dopo il castello, non rimane altro che tornare in riva al lago. La nostra passeggiata adesso è tutta in discesa, con tantissimi gradini che ben presto ci riconducono al lago. Però prima di venire a riva è doveroso fermarsi alla chiesa di Bled. Si tratta della chiesa di San Martino, grande, relativamente nuova visto che è stata costruita poco più di 100 anni fa. Decisamente più importante e visitata è la chiesa che si trova sull’isola del lago. Costruita a tappe deve l’attuale aspetto dal XVII secolo con il grande campanile del ’400, ma più volte ricostruito. E inoltre la monumentale scalinata con 99 gradini.
Visitando il lago in stagioni più calde magari ci si può fare un bagno, che è possibile solo in certi luoghi lungo il lago tra cui pure la spiaggia sull’isola. E anche se ci troviamo a 500 sul livello del mare, l’acqua cambia temperatura di gran lunga durante l’anno. D’estate arriva a ben 25 gradi, buona parte d’autunno raggiunge i 18 gradi e però d’inverno sa pure ghiacciarsi. E tutto il lago diventa un ottimo posto per darsi al pattinaggio o arrivare a piedi all’isola, anche se però negli ultimi anni il fenomeno è sempre più raro.
Visitata la chiesa cittadina scendiamo in riva al lago nella zona dove si trova la grande maggioranza del turisti. È pure una zona ricca di animali, di oche e anatre del tutto “addomesticate” e abituate ai turisti e a ricevere cibo a volontà. Ancora qualche passo e completiamo il nostro giro del lago. Alla fine non ci rimane che riposare e godere di qualche specialità locale. Ci sono diversi ristoranti e bar che offrono di tutto, ma non si può visitare Bled senza mangiare le kremšnite (paste creme). Originali nel gusto e nelle dimensioni (7x7x7), sono fatte su ricetta originale del pasticciere Ištvan Lukačević della Vojvodina nel 1953.
Termina così la nostra visita alla città di Bled. Una città di appena 5000 abitanti che tutto l’anno grazie ai turisti si popola in maniera notevole. Una città dove fare una gita di un giorno oppure per rimanerci più a lungo e in tutti i periodi dell’anno.
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Pubblicato su Panorama il 29 febbraio 2024