La Jugoplastika seppe farsi valere, sia a livello nazionale che europeo

La Jugoplastika seppe farsi valere, sia a livello nazionale che europeo
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La pallacanestro a Spalato è sempre stata importante. Il basket, sviluppatosi un po’ all’ombra del celeberrimo club calcistico Hajduk, è riuscito comunque ad attirare moltissimi appassionati. E ha un ottimo palmares. In crisi da decenni come pure l’Hajduk, nel passato, per un periodo, ha però dominato l’Europa. Vale la pena pertanto ripercorrere la sua ricca storia e ricordare i suoi protagonisti, i suoi campioni.
Già la stagione 1971/72 fu foriera di nuovi successi. La squadra spalatina chiuse il Campionato al secondo posto con 17 vittorie su 22 partite. Ottenne lo stesso punteggio come la Crvena Zvezda di Belgrado. Fu necessario ricorrere allo spareggio. Alla fine però fu una delusione: gli spalatini furono sconfitti per 70-75 e non ci fu il bis. In ogni caso arrivò la prima vittoria nella Coppa Jugoslavia. Però la più grande soddisfazione giunse dalla Coppa dei Campioni. Si arrivò, subito all’esordio, alla finale. Tutto ebbe inizio al primo turno con una doppia vittoria contro i siriani dell’Al-Gezira. Negli ottavi gli spalatini inanellarono di nuovo due facili vittorie contro gli albanesi del 17. Nentori di Tirana. I quarti di finale si articolarono a gironi di quattro squadre con partite di sola andata. Arrivarono tre nuove vittorie contro Panathinaikos (Atene), Slavia (Praga) e BUS Fruit (Lier). La prima sconfitta arrivò appena in semifinale. Nella partita d’andata la Jugoplastika perse a Madrid contro il Real per 89-81. Però al ritorno riuscì a rimontare e grazie alla vittoria per 80-69 si piazzò in finale con tre canestri di differenza.

La sfida con l’Ignis Varese
A contendere agli spalatini la Coppa dei Campioni fu l’Ignis di Varese, una squadra sempre ai vertici europei, reduce dal primo titolo nella Coppa dei Campioni nel 1969/70 e da una finale disputata nel 1970/71. Si giocò a Tel Aviv. Fu una finale sofferta e molto tesa. Alla fine a prevalere furono gli italiani per 70-69. A difendere i colori della Jugoplastika in quell’annata comunque di successo furono giocatori del calibro di Petar Skansi, Damir Šolman, Ratomir Tvrdić, Mihajlo Manović, Zdenko Prug, Branko Macura, Dražen Tvrdić, Lovre Tvrdić, Duje Krstulović, Mirko Grgin e Drago Peterka. L’allenatore fu Branko Radović.
L’annata successiva fu caratterizzata da alcuni cambiamenti. La stagione 1972/73 trascorse in tono minore a livello nazionale. La Jugoplastika finì nel Campionato solo al sesto posto. Furono appena 14 le vittorie in 26 partite. La soddisfazione arrivò dalla Coppa delle Coppe. Si iniziò dal secondo turno e fu subito una sconfitta contro il Levski-Spartak di Sofia. Si riuscì però a recuperare a Spalato. Nessun problema negli ottavi di finale contro i tedeschi dell’MTV Gießen. Nei quarti a gironi si registrarono due vittorie contro la Juventud Schweppes (Badalona) e lo Steaua (Bucarest). In semifinale gli spalatini s’imposero all’andata contro Mobilquattro (Milano) per 96-81. La partita di ritorno fu molto sofferta. La Jugosplastika fu sconfitta per 82-70, ma nella somma dei canestri, con tre punti di differenza, a imporsi alla fine furono gli spalatini. Si arrivò così alla seconda finale nelle Coppe europee. E il 20 marzo arrivò una nuova sconfitta. Lo Spartak di Leningrado vinse facilmente per 77-62. La rosa di quella stagione fu composta da Damir Šolman, Ratomir Tvrdić, Branko Macura, Mihajlo Manović, Duje Krstulović, Lovre Tvrdić, Zdenko Prug, Dražen Tvrdić, Mirko Grgin, Ivica Škarić, Mlađan Tudor e Zoran Grašo. Ad allenare la compagine dalmata fu Petar Skansi.

Importanti passi avanti
Già nella stagione 1973/74 si registrarono dei miglioramenti importanti. Gli spalatini chiusero il Campionato al secondo posto dietro allo Zadar. Nella Coppa nazionale arrivò il secondo titolo. Nella finale giocata a casa a cadere fu la Crvena Zvezda per 92-85. A livello internazionale ci fu la prima partecipazione alla Coppa Korać. Fu una stagione sofferta. Nel primo turno e negli ottavi si partì con una sconfitta per poi ribaltare il tutto a Spalato, rispettivamente contro Denain Voltaire e Balkan (Botevgrad). Nei quarti a gironi si registrarono due vittorie contro Snaidero (Udine) e Aek (Atene). In semifinale gli spalatini si trovarono a dover fronteggiare un avversario nazionale di peso, il Partizan di Belgrado. All’andata a Belgrado a imporsi furono i padroni di casa per 108-97. Al ritorno si tentò di ribaltare il risultato. Però si riuscì soltanto a sfiorare il colpaccio. Gli spalatini vinsero per 85-75. Mancò mezzo canestro per finire in parità. Ragion per cui si uscì di scena. A fine stagione la Jugoplastika partecipò in Brasile, a San Paolo, alla Coppa Intercontinentale. Varese e Jugoplastika ebbero l’onore di rappresentare l’Europa. Gli spalatini giocarono quattro partite, però vinsero solo un incontro, contro il fanalino di coda, il Lexington Marathon Oil degli Stati Uniti, per 102-84. I protagonisti di questa stagione furono Mlađan Tudor, Zoran Grašo, Mihajlo Manović, Željko Jerkov, Dražen Tvrdić, Branko Macura, Rato Tvrdić, Damir Šolman, Duje Krstulović, Zdenko Prug e Mirko Grgin. L’allenatore fu Srđan Kalember.
La stagione 1974/75 fu quasi identica a quella precedente. Gli spalatini si piazzarono al secondo posto in Campionato, con 22 vittorie, a sei punti dallo Zadar campione nazionale. La Jugoplastika inoltre fu sconfitta nella finale di Coppa Jugoslavia a Niš dalla Crvena Zvezda di Belgrado per 87-72. In Europa gli spalatini disputarono la Coppa delle Coppe. Dovettero arrendersi in semifinale contro gli ormai eterni rivali della Crvena Zvezda. I dalmati vinsero all’andata per 88-76. Poi ci fu il tonfo a Belgrado, con la netta sconfitta per 81-63.

Primo titolo in Europa
Nuovo titolo nella stagione 1975/76. Il Campionato venne di nuovo chiuso al secondo posto con 20 vittorie, a quattro punti dal Partizan di Belgrado. Andò male nella Coppa nazionale. Però arrivò il primo titolo europeo. La Jugoplastika riuscì infatti a conquistare la Coppa Korać. Gli spalatini partirono con il piede sbagliato perdendo nel primo turno contro il Panellīnios, per poi ribaltare nettamente il risultato a Spalato. Vinsero il proprio girone dei quarti di finale senza passi falsi. In semifinale arrivò la sconfitta casalinga contro la Sinudyne di Bologna per 74-83. Però nel capoluogo emiliano gli spalatino riuscirono a sbaragliare i padroni di casa e a imporsi alla grande per 92-79.
In finale i dalmati affrontarono la Chinamartini di Torino. A Spalato s’imposero nettamente per 97-84. Al ritorno finì in parità 82-82, per cui la Jugoplastika conquistò il suo primo titolo europeo! A vincere il titolo furono Željko Jerkov, Duje Krstulović, Ratomir Tvrdić, Mirko Grgin, Mlađan Tudor, Branko Macura, Damir Skansi, Zlatko Trška, Ivo Bilanović, Ivica Škarić, Branko Stamenković, Ivica Dukan, Mihajlo Manović e Slobodan Bjelajac. L’allenatore fu Petar Skansi.

Una stagione da incorniciare
Seguì una stagione da incorniciare. Zeppa di successi e titoli. In Campionato gli spalatini si piazzarono al primo posto con 23 vittorie su 26 gare. Però a pari punti con il Bosna di Sarajevo. Si dovette pertanto ricorrere allo spareggio. Fu una finale sofferta. Alla fine arrivò una vittoria per 98-96! Nella finale della Coppa nazionale a Zagabria gli spalatini strapazzarono il Kvarner di Fiume per 80-62. E in Europa vinsero la loro seconda Coppa Korać. Si cominciò con quatto vittorie su quattro gare nel girone dei quarti. In semifinale i dalmati affrontarono la Stella Azzurra di Roma. Vinsero in casa per 96-71 per poi perdere a Roma con uno scarto più contenuto, ossia per 76-87. In finale affrontarono una compagine di tutto rispetto, la Fortitudo di Bologna. Fu anche stavolta una finale sofferta. Alla fine arrivò la vittoria finale per 87-84. A giocare in questa stagione d’oro furono Željko Jerkov, Duje Krstulović, Ratomir Tvrdić, Mirko Grgin, Mlađan Tudor, Branko Macura, Ivo Bilanović, Ivica Škarić, Branko Stamenković, Ivica Dukan, Mihajlo Manović, Mladen Bratić e Slobodan Bjelajac. L’allenatore fu Petar Skansi.
Seguirono stagioni quasi in sordina, però sempre ai massimi livelli. Nella stagione 1977/78 arrivò un terzo posto in Campionato. Nella Coppa dei Campioni si partì dai quarti a gironi nei quali gli spalatini registrarono cinque vittorie su sei gare. La Jugoplastika quale vincitrice del suo girone si piazzò in semifinale. Qui però dovette disputare un girone con partite di andata e ritorno. L’esito per gli spalatini fu deludente: alla fine finirono al quinto posto su sei partecipanti, con sole cinque vittorie.
Nella stagione 1978/79 la Jugoplastika si piazzò al secondo posto in Campionato a due punti dal vincitore, il Partizan di Belgrado. Partecipò così alla Coppa Korać. Superò agevolmente il primo turno, mentre nel girone dei quarti perse una sola partita. Si arrivò così alla semifinale “locale” contro il Partizan. Furono due partite molto tese ed equilibrate, però entrambe perse di misura: 96-97 e 96-98.
Nella stagione 1979/80 ci fu letteralmente il bis. I dalmati si piazzarono al secondo posto in Campionato a quattro punti dal Bosna di Sarajevo. In Coppa Korać vinsero il proprio girone dei quarti senza sconfitte. In semifinale affrontarono l’Arrigoni AMG Sebastiani (Rieti). Persero all’andata in Italia per 75-86. Tentarono di recupero lo svantaggio al ritorno. La vittoria per 104-07 però non bastò per accedere alla finale, nella quale i rietini vinsero il titolo imponendosi contro lo Cibona di Zagabria.

Ricambio generazionale
Dopo dieci anni di grandi successi nazionali e internazionali arrivò un clamoroso tonfo. La squadra fu costretta a procedere a un ricambio generazionale e proprio per questo motivo ci fu una stagione disastrosa in Campionato. Si piazzò soltanto all’undicesimo posto con appena sette vittorie su 22 gare. Una in meno rispetto a quanto necessario per agguantare la salvezza. E fu retrocessione! Gli spalatini parteciparono anche stavolta alla Coppa Korać. Vennero ammessi direttamente ai quarti di finale dove stravinsero contro il Carrera Reyer (Venezia). Alla fine condivisero il secondo posto con sole due vittorie.
La stagione 1981/82 trascorse nel Campionato cadetto: per fortuna fu solamente una formalità. La Jugoplastika vinse il Campionato e venne promossa in Prima Lega. Grazie al primo posto poté partecipare al primo turno del play-off scudetto. Qui vinse contro il Budućnost di Titograd, l’allora Podgorica. Nei quarti di finale affrontò il vincitore della regular season, il Partizan di Belgrado e si arrese appena alla terza gara.

La stagione della rinascita
Il ritorno nel massimo Campionato però non fu del tutto fortunato. Nella stagione 1982/83 gli spalatini non andarono oltre all’ottavo posto nella regular season. Nel primo turno della play off scudetto batterono l’IMT di Belgrado per poi perdere contro il fortissimo Šibenka, leader del Campionato, guidato da Dražen Petrović, che poi vinse il titolo, in seguito perso a tavolino.
Seguono due stagioni al limite della retrocessione. Nella stagione 1983/84 arrivò un deludente decimo posto; comunque ci fu una vittoria in più sufficiente per sfuggire alla zona retrocessione. Nella stagione 1984/85 arrivò di nuovo il decimo posto: questa volta gli spalatini si salvarono grazie alla differenza canestri. Parteciparono alla play off scudetto, però persero subito al primo turno contro il Budućnost (Titograd). Però la soddisfazione arrivò con la finale nella Coppa di Jugoslavia. Fu comunque una soddisfazione parziale in quanto gli spalatini conquistarono sì il diritto a partecipare alla finale a Osijek, ma poi persero contro il fortissimo (pure a livello europeo) Cibona di Zagabria.
Però fecero seguito anni migliori. Nella stagione 1985/86 la salvezza venne raggiunta senza soffrire troppo. Anzi arrivò un buon sesto posto con 12 vittorie su 22 partite. Nei play off doppia vittoria contro MZT Skopje e Budućnost (Titograd). Nulla da fare, però, in semifinale contro lo Zadar, futuro campione nazionale. La Jugosplastika poi tornò in Europa e partecipò alla Coppa delle Coppe. Al primo turno s’impose contro il CSKA (Sofia) e poi negli ottavi batté il Maccabi (Haifa). Nei quarti però concluse al terzo posto un girone molto forte, alle spalle di Barcellona e Scavolini (Pesaro), che poi disputarono la finalissima!
Fu una buona stagione pure quella del 1986/87. Arrivò il terzo posto nella regular season di Campionato con 15 vittorie. Poi nei play off gli spalatini uscirono di scena subito, un po’ a sorpresa, contro il Bosna di Sarajevo nella gara tre. Nella Coppa Korać uscirono di scena di nuovo nei quarti di finale. Arrivarono ultimi nel proprio girone vinto dal futuro vincitore della Coppa, il Barcellona. Però il periodo d’oro e non solo a livello nazionale era dietro l’angolo.

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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 5 aprile 2025.


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