Il canto nascosto delle fontane
Nella storia urbana di Fiume, dopo i lavatoi pubblici cominciarono a farsi largo le fontane. L’acqua in città non mancava, e con gli anni si pensò a realizzarne di nuove. L’artefice delle prime fu l’architetto Filiberto Bazarig, lo stesso che si era occupato anche del lavatoio di Sasso Bianco. Le fontane erano per lo più di stile classico e prive di ornamenti. Purtroppo, oggi non ne resta traccia. A ricordarle rimangono solo vecchie fotografie e cartoline d’epoca. Non furono rimosse per far spazio a modelli più moderni, ma scomparvero con la crescita della città. Lo sviluppo urbano impose la riconfigurazione di alcuni spazi pubblici e, con l’aumento del traffico, il ruolo delle fontane come punto di approvvigionamento idrico andò diminuendo, soprattutto dopo la costruzione dell’acquedotto nel 1894. Da quel momento, l’acqua potabile cominciò a fluire sempre più spesso direttamente nelle case e negli orti cittadini.
Viribus Unitis…
Numerose furono le fontane commemorative. Tra queste, spicca quella monumentale dedicata a Francesco Giuseppe I. Si trovava di fronte alla Torre civica ed era stata eretta nel 1857 per ricordare la visita dell’Imperatore nel 1852. Fu finanziata da commercianti, industriali e armatori locali, progettata da Primo Sisto Adamich e realizzata dallo scultore fiumano Pietro Stefanutti. La fontana aveva una grande vasca larga 180 cm, attorniata da quattro teste di leone da cui sgorgava l’acqua, e sorretta da quattro Atlanti alti oltre due metri. In cima svettava la statua dell’imperatore in uniforme, anch’essa alta circa due metri.
L’intero monumento raggiungeva i 6,6 metri di altezza. Ai lati della vasca si trovavano l’aquila imperiale con la scritta Viribus Unitis e lo stemma della città con il motto Indeficienter. Alimentata dal ruscello Dolac, fu rimossa nel febbraio del 1874 su decisione municipale: ostacolava il traffico. Nonostante la promessa di trovarle una nuova collocazione, questa non fu mai realizzata. Oggi, dell’intera struttura rimane solo la statua imperiale, conservata presso la sezione cittadina dell’Archivio di Stato.
Il vino per l’Impero
Una fontana che potrebbe tornare alla luce è quella del parco davanti al Teatro. Realizzata nel 1873, era di forma circolare, con l’acqua che scendeva da una vasca superiore a una inferiore, e veniva probabilmente alimentata dal ruscello Lešnjak. La sua posizione, non interferendo con traffico né fermate, potrebbe oggi consentirne il ripristino.
Proprio il Lešnjak garantì la riuscita di un’altra fontana firmata Bazarig. Di fronte alla Casa Adamich, accanto al Canal morto, si trovava una fontana rettangolare situata a un livello più basso dell’attuale piano stradale, rivolta verso il canale. Non a caso: in passato qui attraccavano i velieri e la forza del ruscello rendeva questo punto ideale per rifornire d’acqua le navi, che portavano in città soprattutto vino dall’Istria e dalla Dalmazia destinato ai mercati dell’Impero.
El Mustacion e la Fiera
Una curiosa testina d’uomo baffuto oggi inserita in una moderna fontana del parco in Mlaka si trovava in origine all’angolo tra il Corso e l’allora Piazza Dante, esattamente dove oggi sorge un grande fast food. Qui passa ancora oggi il ruscello Žudika, che sfocia nei pressi di molo Adamich. La prima fontana risale all’inizio dell’Ottocento, ma fu demolita con la risistemazione della piazza. Al suo posto, negli anni ‘70 del XIX secolo, Filiberto Bazarig progettò una nuova fontana, semplice, con la testa chiamata affettuosamente “Mustacion”, da cui usciva l’acqua. L’impianto serviva anche a convogliare l’acqua, tramite due pompe, al molo Adamich per rifornire le navi. Fu chiusa nel 1913. La testa del “Mustacion” fu salvata e oggi si trova nella parte alta del parco in Mlaka.
Piazza Žabica oggi è occupata dalla stazione degli autobus. Nei secoli, si pensò più volte a una fontana stabile, e anche Bazarig firmò un progetto mai realizzato. Nonostante l’intenso traffico e la presenza di corsi d’acqua sotterranei, ci si limitò a un rubinetto pubblico. Solo in occasione della Quinta Fiera Generale di Stato, nell’agosto del 1929, furono installate due fontane temporanee di forma sferica.
La pescheria
Un’altra fontana mai realizzata ma ben documentata fu quella pensata da Bazarig per il giardino inferiore dei Giardini pubblici in Mlaka. Alimentata dal ruscello Mlačica, compare in diversi progetti, tra cui uno del 1906. Anche in questo caso, però, rimase sulla carta. Tuttavia, il sito è tuttora libero e l’acqua non manca.
Il Palazzo del Governo, fin dalla sua costruzione, si presentava come una sontuoso palazzo con accanto una villa con parco e vista mare. Nel progetto iniziale, trovavano posto due fontane gemelle a forma di quadrifoglio. Con i decenni e le… cannonate, il complesso cambiò volto, e nel progetto di risistemazione del 1939 furono previste due nuove fontane circolari. Sono quelle che ancora oggi si trovano nel parco.
La pescheria cittadina, progettata nel 1904 da Carlo Pergoli e completata solo nel 1916, prevedeva al suo interno quattro fontane ornamentali. Realizzate da diversi scultori, avevano – come possiamo notare nel progetto finale – una parte superiore decorata con una testa di pesce con le pinne aperte a ventaglio e con la bocca spalancata da cui sgorgava l’acqua. Sopra la testa ci sono due pesci intrecciati a forma di serpente mentre sotto si trovano altri due pesci. La vasca inferiore aveva la forma di una conchiglia.
Il serbatoio in Bulevard
Se le prime fontane fiumane risalgono all’inizio dell’Ottocento, quella di Sušak fu realizzata solo nel 1914. Non sorprende, dato che Sušak è povera d’acqua. Ma con le nuove condutture dalla Fiumara, questo fu possibile poco prima del primo conflitto mondiale. Il serbatoio costruito in zona Vidikovac – con esso si riuscì ad alimentare anche le zona di Bulevard e Pećine – si trovava e si trova pure oggi in un parco a due livelli. Nella zona superiore c’è una terrazza con un bellissima vista sul Quarnero. Qui sorse subito anche una fontana oblunga, recintata, con pesci e un isolotto centrale da cui sgorgava l’acqua. Oltre a “nascondere” la funzione tecnica del sito, fu la più grande fontana cittadina dell’epoca.
Nel parco davanti alla Facoltà di ingegneria si trova una fontana poco conosciuta, accanto alla scalinata tra i due poli universitari. In origine era una vasca con tre colonne al centro, ognuna decorata con una testa leonina da cui usciva l’acqua. Danneggiata durante la Seconda guerra mondiale, fu restaurata senza alterarne troppo l’aspetto originario. Risale probabilmente agli anni Venti, quando l’area era parte della Caserma Fratelli Diaz.
L’omaggio a Igea
Anche nel complesso dell’ospedale cittadino si trova una fontana poco nota. Eretta nel 1956 per volontà di un ex paziente come ringraziamento al personale medico, si trova nel parco antistante l’edificio principale. La fontana è composta da una vasca con al centro la figura mitologica di Igea, dea della salute.
Un’altra piccola fontana si trova nel complesso dell’ex ospedale pediatrico. Oggi è abbandonata e, dopo la chiusura della struttura, il suo futuro è incerto. In miglior stato, ma altrettanto nascosta, è quella nel cortile interno della stazione di polizia in via Trinajstić.
Pur non essendo mai stata costruita la grande fontana di Mlaka, oggi nella parte bassa del parco, accanto alla strada, c’è una fontanella con rubinetto. Una delle tante installate nel 1956 per “la prevenzione sanitaria e l’igiene”. La prima fu inaugurata a giugno a Plumbum, alla fermata della filovia. Seguirono quelle a Cantrida, accanto alla stazione ferroviaria e dietro all’ex ufficio postale (oggi centro commerciale). Poi vennero quelle del mercato di Sušak, tra il teatro e il mercato cittadino, in Cittavecchia e a Cosala. Le fontanelle, dalla forma triangolare, erano semplici ma originali. Col tempo, però, molte rimasero asciutte per problemi di manutenzione.
Piazza Kobler e Kawasaki
Una delle fontane più visitate è quella di piazza Kobler, subito dietro la Torre civica, una zona che negli anni ha cambiato molto il suo aspetto e il ruolo nella vita della città. Inaugurata nel 1974, fu realizzata su progetto dell’architetto Igor Emili. È composta da due grandi macine in pietra (ognuna di cinque tonnellate) – regalo della Cartiera –, da cui esce acqua attraverso sedici piccoli getti. Un omaggio alla tradizione industriale della città.
Nel dicembre del 1988, all’estremità di quella che in molti chiamavano e chiamano ancora via Garibaldi (non lo fu mai…), fu eretta la fontana Kawasaki, opera degli architetti Maša Uravić e Abel Šlošar. Due vasche a due livelli sotto grandi platani, arricchite da due sculture bronzee raffiguranti un ragazzo e una ragazza con un uccellino: dono della città giapponese di Kawasaki, gemellata con Fiume.
I Grandi magazzini RI
Tra le fontane “ritardatarie” c’è quella tra l’ex sede delle Poste e il centro commerciale “RI”. Progettata nel 1971 da Ninoslav Kučan – era prevista dal progetto dei Grandi magazzini –, fu costruita solo nel 1993, dopo la morte dell’autore. Una fontana semplice, a due livelli, oggi apprezzata da chi cerca refrigerio all’ombra, ma spesso ignorata dai passanti, trovandosi in una zona seminascosta.
Nel 1997, accanto alla stazione degli autobus locali in via re Krešimir, fu costruita una moderna fontanella con acqua potabile, molto frequentata soprattutto d’estate. Il progetto, firmato da Nenad Kocijan, ha forme circolari e uno stile contemporaneo. Sorge a pochi passi dal sito dove si trovavano la vecchia fontana e il lavatoio di Sasso Bianco.
Nel 1999, davanti al Teatro cittadino fu collocata una fontana monumentale opera di Dušan Džamonja, con una grande vasca di dieci metri di diametro e una sfera scultorea centrale. Nel 2002, invece, venne risistemata piazza Adria, con l’aggiunta di due fontane dotate oggi di una suggestiva illuminazione.
Nel 2016 nacque il progetto 51 spine di Fiume, che inizialmente ne previde quattro: sul Corso (Piazza della 128ª brigata), in piazza Ban Jelačić, in cima alla scalinata di Tersatto e nel centro di Zamet. Altre seguirono, anche se alcune oggi non esistono più.
Infine, una delle fontane più recenti è quella installata all’ingresso del terminal del porto di Fiume, realizzata su iniziativa del Rotary Club Rijeka. Moderna e funzionale, ha sei rubinetti e ciotole per gli animali domestici. Secondo l’autore, l’architetto Gordan Resan, la forma richiama il passato industriale della città.
Così si conclude, in riva al mare, il nostro viaggio tra le fontane di Fiume: dalle prime, scomparse con lo sviluppo urbano, a quelle che ancora oggi zampillano, testimoni silenziose della storia della città.
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Pubblicato su La voce del popolo il 9 agosto 2025.