I macachi delle Alpi
Vi è capitato di vedere dal vivo una scimmia? Forse lo avete fatto in uno zoo? O forse al circo? Ma a meno che non avete fatto dei viaggi in Paesi probabilmente non avete avuto la fortuna di ammirare esemplari liberi di scorrazzare in “semi libertà”. In realtà per colmare questa “lacuna” è sufficiente compiere un viaggio tutto sommato breve per chi vive in riva o sulle isole del Quarnero, in Istria o in Friuli Venezia Giulia. In Austria, a due passi da Villach, sulle pittoresche pendici di Landskron, in Carinzia, sorge un luogo unico nel suo genere: Affenberg Landskron. Non è un semplice zoo, ma un progetto di conservazione e ricerca che permette ai visitatori divivere un’esperienza ravvicinata e indimenticabile con una colonia di macachi giapponesi o macachi dalla faccia rossa (Macaca fuscata) in semi-libertà. Però prima di visitarlo è bene conoscere la sua storia e il concetto stesso di Affenberg e delle sue scimmie.
Ma come si è arrivati alla creazione di uno zoo con animali in semi-liberta? Il progetto Affenberg Landskron è nato da un’idea pionieristica del dottore Werner Zupan, un biologo e zoologo di fama internazionale, specializzato in primati. L’obiettivo era quello di creare un ambiente dove i macachi giapponesi potessero vivere in condizioni il più possibile naturali, pur essendo accessibili per scopi educativi e scientifici.
L’inaugurazione ufficiale del parco avvenne nel 1996. L’idea di fondo era di offrire ai visitatori non solo l’opportunità di osservare le scimmie, ma anche di comprendere il loro comportamento sociale complesso e le loro esigenze, promuovendo al contempo la ricerca scientifica e la conservazione. I primi esemplari arrivarono da altri parchi zoologici e furono attentamente selezionati per formare un gruppo sociale stabile. Fin dai suoi albori, Affenberg Landskron ha visto una crescita e uno sviluppo continui. Il concetto di “senza recinzioni” è stato mantenuto e perfezionato, permettendo alle scimmie di muoversi liberamente in un’ampia area boschiva. Infatti, la ricerca sul comportamento dei primati è sempre stata un pilastro fondamentale di questo progetto.
Nel corso degli anni, naturalmente le strutture sono state migliorate per garantire il benessere degli animali e per offrire ai visitatori un’esperienza sempre più coinvolgente. Sono stati così implementati percorsi didattici, punti di osservazione strategici e un’area visitatori attrezzata. La colonia di macachi è cresciuta naturalmente di anno in anno grazie alle nascite, testimonianza del loro benessere e della bontà dell’ambiente creato.
Facile dire scimmia, ma pure qui ce ne sono di diverse specie. Quelli di Landskron sono dei macachi giapponesi, noti per la loro complessa struttura sociale. Ad Affenberg è possibile così osservare le gerarchie, le alleanze e le dinamiche di gruppo che caratterizzano la loro vita quotidiana. Anche se in Carinzia non ci sono nevicate estreme come in Giappone, questi macachi sono famosi per la loro capacità di resistere al freddo, da cui arriva pure il soprannome di “scimmia delle nevi”. Così ad Affenberg si sono adattati perfettamente al clima locale.
Sebbene le scimmie siano in semi-libertà, l’interazione diretta con i visitatori è attentamente gestita e supervisionata dal personale per garantire la sicurezza sia degli animali che delle persone. Per questo è vietato per esempio toccarle o dare da loro mangiare. Ogni macaco ha una sua personalità ben definita, e il personale di Affenberg è in grado di riconoscerli individualmente, osservando i loro comportamenti e le loro interazioni.
Attualmente, la colonia di macachi giapponesi ad Affenberg Landskron conta oltre 100 esemplari. Questo numero è monitorato attentamente per evitare il sovraffollamento e garantire a ogni individuo lo spazio e le risorse necessarie.
Per quanto riguarda i progetti futuri, il parco s’impegna a continuare la sua missione di ricerca e conservazione. Tra gli obiettivi ci sono l’espansione degli studi comportamentali per approfondire la conoscenza del comportamento dei macachi, con particolare attenzione alle loro capacità cognitive e sociali.
Però chi si occupa degli animali? La cura e il benessere degli animali sono affidati a un team di esperti, tra cui ci sono biologi e zoologi responsabili della supervisione generale della colonia, della ricerca scientifica e della pianificazione dell’arricchimento ambientale. Poi ci sono dei veterinari specializzati in primati che garantiscono la salute degli animali con controlli regolari e interventi tempestivi in caso di necessità. Il cuore dell’operatività quotidiana sono i guardiani degli animali. Sono infatti loro a occuparsi dell’alimentazione, della pulizia degli spazi, dell’osservazione del comportamento individuale e del mantenimento di un ambiente stimolante: conoscono ogni singola scimmia, con tanto di nome e le loro esigenze. E infine ci sono le guide specializzate che accompagnano i visitatori e condividono informazioni dettagliate sulle scimmie e sul progetto.
E come si svolge la visita? L’esperienza di visita ad Affenberg Landskron è progettata per essere il più naturale e coinvolgente possibile. Così appena arrivati e comprato il biglietto – il prezzo è di 17 euro per gli adulti, di 9 euro per i bambinbi dai 4 ai 14 anni (gli under 4 entrano gratuitamente), le famiglie (2 adulti + 2 bambini) pagano 47 euro, mentre ai gruppi organizzati sono riconosciuti sconti speciali – attendiamo il nostro turno di visita. Una volta pronti, con il gruppo entriamo nella zona recintata. Qui riceviamo subito le prime informazioni sulla zona, sulle scimmie e sul modo di comportarsi, ossia le regole da seguire per la sicurezza delle scimmie e anche la propria. Appreso il tutto oltrepassiamo un’altra porta ed entriamo proprio nella zona dei macachi, dove loro sono liberi e a casa e noi dei semplici visitatori.
Il percorso si snoda poi attraverso un sentiero immerso nel bosco, dove le scimmie appunto si muovono liberamente. Bello da vedere perché non ci sono gabbie o barriere che separano il visitatore dagli animali, offrendo così un’opportunità unica di osservazione diretta. Con noi c’è una guida esperta che passo dopo passo ci offre spiegazioni dettagliate sul comportamento dei macachi, sulle loro abitudini alimentari e sulla struttura sociale.
Durante il tour possiamo assistere quasi subito a momenti di alimentazione controllata o meglio dove le scimmie chiedono del cibo alla guida e questa glielo offre in maniera ponderata da scimmia a scimmia. Poi arriviamo alla seconda sosta dove osserviamo come le scimmie giocano, ma pure la loro intelligenza nel far uscire il cibo “nascosto” in un labirinto/gioco. E pure qui si osservano le gerarchie, perché non tutte le scimmie possono giocare. Alla terza sosta arriviamo alla zona “piscina” e qui si vede come giocano sopra la piscina e come, ci spiega la guida, in giorni più caldi pure si tuffano, nuotano e si lavano. È un’occasione per capire che ogni scimmia ha un ruolo all’interno del gruppo e che la loro vita sociale è ricca di dinamiche affascinanti. Dopo la piscina non ci rimane che completare il cerchio e andare verso l’uscita. Una visita di circa un’ora che passa in un battibaleno e si ha voglia subito di rifarla.
Insomma, Affenberg Landskron non è solo un’attrazione turistica. Lo possiamo considerare piuttosto un centro di eccellenza per la ricerca e la conservazione dei primati, che offre ai suoi visitatori un’opportunità irripetibile di connettersi con il mondo affascinante dei macachi giapponesi in un ambiente che rispecchia il più possibile il loro habitat naturale.
Il progetto Affenberg
L’altro grande zoo con scimmie in semilibertà è quello di Affenberg Salem che si trova immerso nel pittoresco paesaggio vicino al lago di Costanza in Germania. Il progetto Affenberg è nato da un’idea pionieristica di Gunnar Lang, che nel 1976 fondò questa struttura con l’obiettivo di creare un ambiente il più possibile naturale per le scimmie. Oggi, Affenberg Salem ospita una colonia di circa 200 macachi di Barberia (Macaca sylvanus). Questi primati, originari delle montagne del Nord Africa, sono particolarmente adatti a vivere in ambienti temperati, rendendo Salem un habitat ideale.
L’evasione
Anni fa, precisamente nel 2004, ci fu un evento che attirò molta attenzione: una parte dei macachi di Affenberg Landskron riuscì a evadere dal parco. La notizia fece scalpore all’epoca, in quanto il concetto stesso di Affenberg si basa sulla semi-libertà degli animali in un’area recintata ma molto estesa, e una fuga era un evento fuori dall’ordinario.
Un gruppo di circa 30 macachi riuscì a superare le barriere del parco: non si trattò di un’evasione pianificata o di un atto di vandalismo esterno, ma piuttosto di una combinazione di fattori. Infatti i macachi giapponesi sono animali estremamente intelligenti e curiosi, con notevoli capacità di arrampicata e problem solving. Si ritiene che abbiano sfruttato un punto debole nella recinzione o un albero che si è piegato o è caduto in un punto strategico, offrendo loro un’opportunità di fuga. E poi hanno un istinto esplorativo, infatti una volta all’esterno, spinti dal loro istinto naturale, iniziarono ad esplorare l’ambiente circostante.
La fuga attivò immediatamente un’operazione di recupero su larga scala e il team di Affenberg, insieme alle autorità locali e a esperti di animali, si mobilitò per riportare gli animali al sicuro. I macachi, essendo abituati alla presenza umana e parzialmente condizionati dall’alimentazione del parco, non si dispersero troppo lontano e furono avvistati nelle vicinanze della collina di Landskron.
Il recupero fu condotto con grande cautela per evitare di spaventare gli animali o di causare loro stress. Furono utilizzati richiami, esche alimentari e, in alcuni casi, dardi tranquillanti sparati da veterinari specializzati, per catturare gli esemplari e riportarli al parco. L’operazione durò diversi giorni.
L’evento, come ci è stato spiegato, fu un’importante lezione per il personale di Affenberg così che le misure di sicurezza furono immediatamente rafforzate e le recinzioni controllate e migliorate per prevenire future evasioni. Questo episodio, per quanto problematico, contribuì a perfezionare i protocolli di sicurezza e gestione del parco. Oggi, la sicurezza del parco è estremamente elevata e gli animali sono costantemente monitorati.
L’evento del 2004 rimane un episodio isolato nella storia di Affenberg a testimonianza della vivacità e dell’ingegno di questi affascinanti primati!
L’amore per le… «terme»
I macachi giapponesi (Macaca fuscata), noti anche come “macachi delle nevi”, sono gli unici primati – escluso l’uomo – capaci di vivere stabilmente in climi tanto rigidi. In alcune regioni del Giappone, come Jigokudani, sono noti per immergersi nell’acqua calda per riscaldarsi, una scena che ha fatto il giro del mondo. La loro resilienza ha affascinato biologi e viaggiatori di tutto il mondo. Il maschio adulto può raggiungere i 60 cm di lunghezza, con un peso compreso tra i 10 e i 14 kg. Le femmine sono più piccole, arrivando a pesare tra i 7 e i 9 kg. Il corpo è robusto e ricoperto da un fitto manto grigio-bruno, che diventa più folto in inverno. Il volto e il posteriore sono glabri e di un rosso acceso, caratteristica che li rende inconfondibili.
Questi macachi vivono in gruppi sociali gerarchici composti da decine di individui. Le femmine restano nel gruppo natale per tutta la vita e trasmettono lo status sociale alle figlie. I maschi, invece, si allontanano in età adolescenziale, entrando in altri gruppi. Le interazioni sono complesse: grooming, alleanze, conflitti e riconciliazioni scandiscono la loro giornata. L’alimentazione è onnivora e molto varia: foglie, frutti, cortecce, semi, insetti e, d’inverno, anche muschi e cortecce fibrose. Sono animali ingegnosi, capaci di lavare il cibo prima di mangiarlo, comportamento trasmesso culturalmente all’interno del gruppo. Negli anni ‘50 del secolo scorso na giovane femmina venne osservata mentre lavava una patata dolce in un torrente: nel giro di poco tempo, tutte le sue coetanee imitarono il gesto, segnando una delle prime prove di “tradizione culturale” non umana documentate in natura.
La stagione degli amori cade in inverno. Dopo una gestazione di circa 170 giorni, nasce un solo piccolo, che resta strettamente legato alla madre per i primi mesi. I macachi giapponesi vivono in media 25 anni in natura, ma in cattività possono superare i 30. Rispetto ad altre specie di Macaca – come il macaco rhesus o il macaco di Tonkean – i giapponesi si distinguono per la tolleranza al freddo e il comportamento culturale sviluppato, come l’uso delle sorgenti termali:.
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Pubblicato su Panorama il 15 agosto 2025