Olimje, spiritualità e cioccolata

Olimje, spiritualità e cioccolata
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Avete mai sentito parlare di Olimje? Probabilmente no. I pochi ai quali il nome di questo villaggio suona familiare sono gli amanti delle terme Olimia, immerseo in un panorama bucolico a un passo dal confine con la Croazia. Sono comunque una ristretta minoranza quelli che sanno esattamente dove si trova e per cosa è diventato famoso nei secoli. Oggi Olimje è considerato uno dei borghi più suggestivi della Slovenia orientale. Si trova a pochi chilometri dalla cittadina termale di Podčetrtek, immerso tra colline vellutate, boschi di querce e ruscelli argentati. Per chi parte da Fiume, si va via Zagabria. Superato il confine con la Slovenia, una volta arrivati a Brežice si devia per strade secondarie. In totale sono circa 230 chilometri e poco meno di tre ore di viaggio.
Il piccolo paese di Olimje si trova al riparo del monte Rudnica, nell’area del Parco del Kozjansko. Chi arriva qui, magari dopo aver lasciato l’autostrada e percorso strade che serpeggiano tra vigneti e campi coltivati, ha subito l’impressione di entrare in una sorta di fiaba rurale, dove il tempo sembra essersi fermato e dove ogni pietra racconta una storia antica. Per chi decide di venire da queste parti è bene conoscere la sua storia e come il tutto è nato. La sua grandiosità gli viene conferita dal bellissimo castello rinascimentale, un tempo proprietà dei conti Attems, nel 1663 riadattato in un monastero riconoscibile dove vivono i frati minori di San Francesco: i “minoriti”. Questo luogo sacro affonda le sue radici attorno al 1015, quando qui fu costruita una prima fortezza di proprietà dei conti di Pilstien. Una dei proprietari fu anche Ema di Pilstein, altrimenti nota come santa Emma di Gurk, invocata come protettrice delle partorienti e dei malati agli occhi, è anche patrona ufficiale della Carinzia.
IL MONASTERO. La fortezza venne poi ristrutturata in un maniero. Nel 1550, il successivo proprietario Conte Tattenbach lo allargò e diede all’edificio un volto rinascimentale, trasformandolo in un vero e proprio castello. Il barone Ivan Zakmardy de Dyankoch acquistò la proprietà nel 1657 e la donò ai monaci Paolini di Lepoglava in Croazia. Nel 1663 arrivarono i primi sei monaci paolini e questi vissero per 120 anni nel monastero di Olimje, ossia fino al 1782, quando l’imperatore Giuseppe II soppresse il monastero. Nel 1805 il monastero fu messo all’asta e, acquistato dal conte Attems, diventò di nuovo un castello. Nel 1945, i partigiani uccisero il conte Ferdinando Attems, il proprietario, e il castello fu nazionalizzato. Dopo il crollo della Jugoslavia, la diocesi di Maribor prese in affitto il castello e lo offrì ai frati insieme alla parrocchia. Nel 1999, la Provincia dei Frati Minori Conventuali di Slovenia fondò il convento di Olimje, che prese il nome del beato Anton Martin Slomšek.
Tornando ai “monaci bianchi”, furono proprio questi a trasformare il castello in un monastero barocco, introducendo la spiritualità e la cultura monastica nella regione. La chiesa annessa, dedicata alla Vergine Maria dell’Annunciazione, è una delle più belle chiese barocche della Slovenia. Le sue decorazioni interne sono un tripudio di affreschi, stucchi e motivi dorati, che raccontano episodi della vita di Maria e Gesù con una delicatezza quasi teatrale. Molti visitatori rimangono incantati, come ci viene spiegato, soprattutto quando la luce del pomeriggio entra dai finestroni alti e dorati, illuminando i fregi e gli affreschi con riflessi caldi e mutevoli. Il gioco di luci e ombre, insieme all’aroma delle erbe essiccate proveniente dai corridoi, crea un’atmosfera mistica e al tempo stesso familiare.
Il Monastero di Olimje, con le sue torri e il tetto scuro, domina la valle come un guardiano silenzioso. È da sempre il cuore spirituale e culturale del villaggio, un edificio che racchiude secoli di storia e fede. Nella storia del territorio ha avuto un ruolo importante. Per secoli, infatti, i monaci di Olimje furono i principali custodi della sapienza medica e botanica nella regione della Stiria. All’interno del complesso, infatti, si trova una delle farmacie più antiche d’Europa, seconda solo a quella di Ragusa (Dubrovnik). Quest’antica farmacia monastica, allestita originariamente nel XVII secolo, è stata un autentico scrigno di conoscenze erboristiche.
Le pareti erano ricoperte da armadi di legno scuro intarsiato, dove un tempo si conservavano ampolle di vetro, mortai di pietra e centinaia di vasetti di ceramica bianca, ciascuno etichettato con nomi latini di piante officinali. Gli scaffali odoravano di lavanda, rosmarino, ruta e melissa. I monaci per secoli preparavano unguenti, balsami e decotti per la popolazione dei dintorni, usando le erbe raccolte nei boschi e nei campi che circondano il monastero. La tradizione è rimasta viva fino ad oggi, grazie ai frati francescani che custodiscono ancora il complesso e gestiscono la parrocchia di Olimje, continuano a coltivare erbe medicinali.
UN’ANTICA FARMACIA. Il cuore del monastero di Olimje pulsa ancora nel suo antico laboratorio erboristico, una stanza che sembra sospesa nel tempo. Entrarvi è come varcare la soglia di un altro secolo. Il profumo di erbe essiccate avvolge i visitatori, mentre la luce che filtra dalle finestre. Questa farmacia, allestita nel XVII secolo, rappresenta un autentico tesoro del sapere monastico. I padri Paolini, che si stabilirono qui dopo la metà del Seicento, erano noti per la loro conoscenza delle scienze naturali e della medicina tradizionale. Coltivavano piante medicinali nei terreni del monastero e studiavano le proprietà curative di ogni specie, combinandole in decotti, pomate e tisane.
La sala della farmacia non conserva gli armadi originali in legno scuro, ma una copia moderna che ne custodisce lo spirito. Ogni dettaglio parla di un’epoca in cui la medicina era arte e fede insieme. I monaci credevano che curare il corpo fosse anche un modo per curare l’anima. Molti di questi rimedi erano rivolti ai contadini e ai pellegrini della zona, che spesso non avevano accesso ai medici. I monaci di Olimje preparavano elisir digestivi, tinture rilassanti e balsami lenitivi che divennero famosi in tutta la regione della Stiria slovena. Ancora oggi, nei piccoli negozi attorno al monastero, si possono acquistare prodotti ispirati a quelle antiche ricette. E molti vengono ordinati online. Troviamo così tisane, unguenti alle erbe, sciroppi di pino e miele, e lo storico liquore alle erbe di Olimje, realizzato seguendo la formula tramandata dai frati.
Con la soppressione dell’ordine, alla fine del XVIII secolo, molte delle loro attività andarono perdute, ma la farmacia sopravvisse come simbolo di continuità. Quando nel 1990 i frati minori francescani presero in custodia il monastero, decisero di rinnovare la tradizione erboristica, restaurando il laboratorio e ripiantando un giardino di piante medicinali. Oggi, i visitatori possono camminare tra oltre 200 specie di erbe officinali, disposte in aiuole ordinate secondo le proprietà curative. Così abbiamo le piante per il sistema respiratorio, per la digestione, per il benessere mentale, per la pelle e altro. Ogni pianta è accompagnata da un cartello esplicativo che ne racconta il nome latino, la funzione e il periodo di fioritura. I frati, oltre alla loro missione spirituale, si dedicano anche alla produzione artigianale di cosmetici naturali e tisane biologiche, venduti nel piccolo negozio monastico accanto all’ingresso. I prodotti sono semplici, autentici e coerenti con la filosofia del luogo.
TERRA DI LEGGENDE E PRELIBATEZZE. Olimje non è solo un luogo di storia e cultura, ma anche un villaggio intriso di leggende popolari. Una delle più note vuole che molto tempo fa una fonte miracolosa sgorgasse proprio ai piedi del monastero. Chi beveva quell’acqua guariva da malattie misteriose, tanto che i pellegrini iniziarono ad arrivare da tutta la regione. Oggi, davanti al portone principale del monastero, una piccola fontana sacra ricorda la credenza. I visitatori vi si fermano ancora per un sorso, tra fede e curiosità.
Un’altra leggenda racconta di una luce divina che in certe notti d’estate si poserebbe sulla cupola della chiesa, segno, si dice, della protezione della Vergine sull’intera valle di Olimje. Ma la vera magia di questo luogo è la sua pace. È un silenzio che invita alla riflessione, che accoglie e rigenera. Il monastero di Olimje è oggi non solo una meta di pellegrinaggio religioso, ma anche un punto di riferimento culturale e turistico. Ospita mostre temporanee, eventi musicali e visite guidate che raccontano la storia del luogo e la tradizione monastica.
Lasciato il giardino e superato il ponte, facciamo una leggera salita e così a pochi passi dal monastero troviamo una casetta di altri tempi, ma da lontano con un profumo irresistibile, cioccolato appena fuso. È la famosa Čokoladnica Olimje, la cioccolateria artigianale più amata della regione, nata nei primi anni Duemila proprio per proseguire, in chiave dolce e moderna, la tradizione di lavorare ingredienti naturali con maestria.
Fondata da una famiglia locale, la cioccolateria ha saputo combinare antiche ricette monastiche con le tecniche moderne della cioccolateria belga. Tutto viene prodotto a mano: praline, tavolette, tartufi e cioccolatini ripieni che celebrano i sapori del territorio. Tra le specialità più famose spiccano il cioccolato al miele e lavanda, ispirato ai profumi del giardino monastico; quindi le praline al liquore di erbe di Olimje, il cioccolato fondente con granella di nocciole slovene e le tavolette al sale di Pirano, un omaggio alle saline della costa adriatica.
LA COLLINA DEI CERVI. Quando si lascia il monastero di Olimje e si segue la strada che sale dolcemente tra boschi e prati, si giunge a una delle località più iconiche della regione chiamata Jelenov greben, letteralmente “la collina dei cervi”. Ed è proprio su questo crinale che si trova una tenuta agricola e turistica che ha saputo trasformare il fascino naturale del luogo in una vera e propria oasi di accoglienza, gusto e armonia con la natura. Ciò che sorprende davvero è la presenza di tanti di cervi e mufloni, che pascolano liberamente nei prati della tenuta.
La tenuta Jelenov greben è una delle attrazioni naturalistiche più particolari della Slovenia orientale. Qui, in un’area di diversi ettari, vive un gruppo di oltre 100 cervi e mufloni, liberi di muoversi tra boschi e pascoli. E l’incontro con questi animali è decisamente uno dei momenti più emozionanti di una visita a Olimje. I cervi, abituati alla presenza umana, si avvicinano con curiosità ai visitatori, spesso accompagnati da piccoli cerbiatti che osservano con occhi timidi, ma fiduciosi.
I turisti possono nutrirli con mais o frutta secca, acquistata sul posto, e scattare fotografie in un contesto che sembra uscito da una fiaba nordica. Oltre al contatto con gli animali, la tenuta offre tanto altro. Infatti il complesso comprende un ristorante tradizionale, un negozio di prodotti locali, e un agriturismo con camere e appartamenti. Il ristorante Jelenov greben offre la cucina slovena tradizionale: i piatti nascono da ingredienti provenienti direttamente dai campi e dagli allevamenti della tenuta o da produttori locali. Il menù segue le stagioni.
IN PERFETTO EQUILIBRIO CON LA TERRA. Tra le specialità più apprezzate, il prosciutto affumicato e formaggi artigianali serviti con miele di acacia di Olimje, la zuppa di funghi (raccolti nei boschi circostanti) profumata con erbe del giardino monastico, i piatti di selvaggina, come lo stufato di cervo o il filetto di muflone, e naturalmente, i dolci casalinghi come lo štruklji (rotolo di pasta ripieno di ricotta e noci) o la torta al cioccolato della vicina Čokoladnica. Non mancano i vini locali e il vino è un capitolo importante della cultura gastronomica di Olimje. Troviamo i vini bianchi come la Laški Rizling (Riesling della Stiria) e lo Chardonnay locale, e quelli rossi come il Modra Frankinja (Blaufränkisch)
La collina di Jelenov greben è anche protagonista di alcune tradizioni popolari. Si racconta che, nei secoli passati, i cervi di questa zona fossero considerati animali sacri, messaggeri tra il mondo umano e quello divino. Secondo una leggenda, un monaco di Olimje avrebbe seguito un cervo bianco fino alla sorgente che oggi alimenta il ruscello ai piedi del monastero, interpretandolo come un segno della protezione celeste. Ancora oggi, durante le festività autunnali, il borgo celebra il “Festival dei cervi”, un evento che combina mercatini di artigianato, musica popolare e degustazioni gastronomiche. È un momento di festa e comunità, dove si rinnova il legame con la terra e con le radici.
Olimje, con il suo monastero barocco, la farmacia dei monaci, la cioccolateria e la tenuta dei cervi, è molto più di una semplice meta turistica è un vero microcosmo di armonia. Qui, ogni elemento, la spiritualità, la natura, la gastronomia, s’intreccia in un equilibrio perfetto. Tra il profumo delle erbe del monastero, il sapore del cioccolato artigianale e lo sguardo fiero dei cervi di Jelenov greben, Olimje si rivela come un piccolo mondo perfetto, un gioiello della Slovenia. Ha ricevuto un riconoscimento d’oro al concorso europeo “Entente Florale” per il suo paesaggio ben curato e lo sviluppo sociale e culturale. Chi parte da qui porta con sé un ricordo indelebile, non solo di un luogo visitato, ma di una sensazione vissuta, fatta di silenzio, profumi e sapori.

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Pubblicato su Panorama il 15 dicembre 2025


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