Per lo Zadar andamento altalenante nei campionati croati (7 e fine)
Nell’ultimo episodio abbiamo lasciato Zara nel bel mezzo della guerra. Quella dell’estate del 1991 che ha portato anni di instabilità e che ha costretto il calcio a restare relegato in una posizione di secondo piano. Nonostante gli avvenimenti bellici, alla luce dell’uscita dei club della Croazia (e pure della Slovenia) dalla Federcalcio della Jugoslavia si è pensato subito alla formazione di un campionato croato. Il criterio di base è stato inevitabilmente quello del piazzamento registrato all’ultimo campionato della Jugoslavia, quello della stagione 1990/91. E questo ha fatto la fortuna dello Zadar. Infatti la squadra dalmata riuscì a strappare proprio allora un biglietto per la prima stagione della Prima lega. Tutto questo grazie alla vittoria nel campionato di terza lega, gruppo occidentale.
Anche se la formazione dei campionati croati era fatta, far partire un torneo era una missione praticamente impossibile nell’autunno del 1991, con la Slavonia e la Dalmazia in particolare che si ritrovavano nel bel mezzo di avvenimenti bellici.
Per non far stare fermo il mondo del calcio la Federcalcio croata, tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre 1991, in diverse città della Croazia occidentale, attorno a Varaždin prima e in Istria dopo, dette vita a un minicampionato a girone unico e con sole sette squadre (l’ottava, l’Osijek rinunciò). Il torneo fu denominato “Slobodna Hrvatska ‘91” (Croazia libera ‘91). La squadra zaratina raccolta alla bell’e meglio onorò la sua partecipazione al torneo finendo al sesto posto con una vittoria (contro il Varteks) e tre pareggi (Inker, Rijeka e Zagreb).
Il 28 febbraio 1992 partì il primo campionato della Croazia. Visti sempre gli eventi, lo Zadar giocò la sua prima partita contro il Dubrovnik appena il 4 marzo nel campo neutro di Metković dove i ragusei disputarono diverse partite. E fu subito un successo. La squadra zaratina si impose per 2-0 con reti di Mate Šestan su rigore al 22’ e Željko Bakarić al 40’. Per lo Zadar scesero in campo: Fahrudin Šehić – Mladen Vrsaljko, Mladen Rakić, Marin Galac, Stipe Balajić – Mate Šestan, Dragan Buterin – Željko Bakarić (88. Ivo Roglić), Ivica Erceg, Skender Kapra, Branko Žibert. Allenatore: Krešimir Goran Vidov. Dopo un’ulteriore vittoria cominciarono le prima sconfitte e i primi veri problemi calcistici. Alla fine la squadra finì al decimo posto (su 12), un piazzamento frutto di quattro vittorie e cinque pareggi. Si ritrovò a soli due punti dalla zona retrocessione poi revocata per l’aumento del numero di squadre della Prima lega. La compagine dalmara, oltre che da Krešimir Goran Vidov, fu pure diretta da Petar Zrilić nelle ultime dieci giornate. Bisogna far notare che le 11 partite casalinghe lo Zadar le dovette giocare quasi tutte in trasferta. Inizialmente le partite vennero disputate a Spalato e poi a Salona (Solin) e Crikvenica. Infine l’ultima partita finalmente si poté giocare a casa, a Zara. Era il 13 giugno 1992 e lo Zadar vinse per 4-3. Fu una squadra senza stelle, nemmeno future. I più assidui a scendere in campo furono Marin Galac, Stipe Balajić e Mate Šestan. Le prime partite le disputò anche Jakov Surać, giocatore tutt’ora in forza allo Zadar.
Non sono state evitate le retrocessioni
Stessa la sorte toccata pure nella stagione successiva, nella quale lo Zadar finì al 12.esimo posto (su 16), ma a pari merito con altre sei squadre. Però tutte si salvarono grazie ad un ulteriore aumento di lega per il perdurare di problemi bellici e al fatto che parecchie squadre erano costrette a giocare le partite casalinghe fuori casa. Per lo Zadar ci furono diverse trasferte sul campo di Stobreč. La stagione 1993/94 fu pure “ballerina”: la squadra finì all’undicesimo posto con diversi incontri in campo neutro a Salona (Solin), Fiume, Segna e Stobreč.
Dopo anni trascorsi tutto sommato sotto una buona stella, nell’estate del 1995 lo Zadar incappò nella retrocessione. Il ritorno fu immediato. Però la compagine dalmata rischiò subito di retrocedere nuovamente. La “caduta” fu evitata grazie ad una vittoria all’ultimo turno. Quella del 1997/98 fu una stagione di successo che portò i dalmati al sesto posto ed alla partecipazione ai play off. Seguirono anni bui e di nuovo la retrocessione nell’estate del 1999. Per il ritorno in prima divisione si dovettero aspettare due stagioni. Seguirono stagioni con alti e bassi con in mezzo un’ulteriore partecipazione ai play out. Poi vi fu una nuova retrocessione dalla quale i dalmati si “ripresero” appena nell’estate del 2007.
Una storia tribolata
Insomma una storia, quella della partecipazione ai campionati croati, molto tribolata, con frequenti alti e bassi. In questi tredici anni di Prima lega il titolare con più presenze in campo è risultato Jakov Surać, che di recente ha superato le 270 presenze in Prima lega. Il migliore marcatore è risultato Želimir Terkeš, pure attivo che fino a questo momento ha segnato 32 reti. Però Terkeš è passato alla storia come il primo giocatore dello Zadar a fregiarsi del titolo di capocannoniere della Prima lega. È successo nella stagione 2007/08 che Terkeš ha chiuso con a segno 21 reti, di cui due su rigore, su 29 presenze.
Le stelle
Josip Skoblar, capocannoniere per eccellenza
Josip Skoblar è di sicuro il giocatore più famoso nato a Zara o nel comprensorio. Skoblar nacque il 12 marzo del 1941 a Privlaka. Fu un attaccante molto profilico e di successo non solo a livello nazionale, ma internazionale. La sua carriera iniziò nel 1957 nello Zadar dove rimase per due stagioni da seniores. Lo notò subito l’OFK Beograd che lo portò in prima divisione. A Belgrado venne scoperto in tutto il suo fulgore il talento di Skoblar che nelle 162 presenze in prima divisione mise a segno ben 63 reti. A Belgrado vinse i suoi primi trofei, due coppe della Jugoslavia nel 1962 e 1966. Nell’estate del 1966 lo notarono i dirigenti dell’Olimpique di Marsiglia. Fu per lui una stagione profilica visto che in 15 partite mise a segno ben 13 reti. Però i francesi decisero di lasciarlo andare a Hannover. Nella Bundesliga rimase per tre stagioni: in 57 partite segnò 31 reti. I dirigenti francesi pentitisi di aver lasciato andare Skoblar in Germania nell’estate del 1970 fecero di tutto per farlo tornare nelle proprie file: grazie all’insistenza di Marcel Leclerc, Skoblar ritornò in riva al Mediterraneo. E fu un grande successo. Seguirono stagioni memorabili sia per la compagine di Marsiglia sia per Skoblar. Già nella prima stagione i marsigliesi conquistarono il titolo di campioni di Francia. Capocannoniere fu proprio Josip Skoblar con ben 44 reti. Reti che gli valsero pure la prestigiosa Scarpa d’oro, ma pure un record tutt’ora valido nella Prima lega francese. Pure nella stagione 1971/72 la squadra di Marsiglia si laureò campione di Francia e Skoblar fu capocannoniere con 30 reti. Arrivò pure la coppa di Francia. Nel 1972/73 il Marsiglia e Skoblar fecero il tris. Per Skoblar bastarono “sole” 26 reti per mettersi in luce. Nelle quattro stagioni al Marsiglia in campione nativo di Privlaka, in 169 gare, mise a segno complessivamente ben 138 reti. Oggi nella classifica di tutti i tempi Skoblar si trova al 13 posto come miglior cannoniere. Nell’estate del 1975 decise di ritornare in patria e precisamente al Rijeka. Vi rimase due stagioni nel corso delle quali, in 36 partite, mise a segno 10 reti. Nell’estate del 1977, giunto ormai all’età di 36 anni anni, decise di smettere come calciatore.
Con la maglia della nazionale della Jugoslavia Skoblar disputato 32 partite segnando 11 reti. Ha debuttato nel 1961 contro l’Ungheria a Belgrado. L’ultima partita l’ha disputata ad Amburgo contro la Germania occidentale nel 1967. Ha partecipato ad un mondiale, quello in Cile del 1962, conquistando un ottimo quarto posto.
Finita la carriera di calciatore ha iniziato subito quella di allenatore come vice nel Marsiglia nel 1977. In seguito è diventato primo allenatore e ha guidato con successo il Rijeka (1983-1986), l’Hajduk Spalato (1986/87), l’Amburgo (1987/88), la Dinamo Zagabria (1988/89), l’Hajduk Spalato (1990/91). Hanno fatto seguito due stagioni allo Zagreb. Iinfine nel 1998/99 per poche partite si è seduto sulla panchina del suo Zadar. In totale ha vinto due coppe, tutte e due con l’Hajduk di Spalato.
Ivo Jerolimov, uno stopper duttile
Un altro importante giocatore dell’area zaratina è stato Ivo Jerolimov. Nacque a Preko (Oltre) il 30 marzo 1958. Non militò mai in una squadra zaratina. Giovanissimo per motivi di studio e di famiglia si trasferì a Segna, dove giocò dal 1970 al 1976. Poi fu al Rijeka nella stagione 1978/79. Vi rimase per quattro anni: in ben 106 partite mise a segno sei reti. A Fiume riuscì a conquistare due Coppe della Jugoslavia e pure a diventare nazionale. Nell’estate del 1982 si trasferì a Spalato, all’Hajduk, dove rimase per cinque stagioni: disputò complessivamente 69 partite, segnando 12 reti. A Spalato per lui pure altre due Coppe della Jugoslavia, nel 1984 e 1987. Nel 1987, raggiunti i limiti d’eta, si trasferì in Belgio nelle file del Cercle Brugge. Non fu un successo, ma registrò 27 partite e sei reti.
Nella nazionale della Jugoslavia ha giocato sei partite. L’esordio il 27 settembre 1980 a Lubiana contro la Danimarca. L’ultima il 17 novembre 1982 a Sofia contro la Bulgaria. Ha partecipato ai mondiali del 1982 dove ha giocato tre partite.
Anche se ai più è noto come un ottimo stopper, la sua carriera Jerolimov l’ha iniziata come attaccante. È stato un giocatore molto duttile, capace di adeguarsi alle necessità della squadra. Noto pure per la sua forza e una solida tecnica. La sua carriera è stata costellata da diversi e gravi infortuni.
Mirko Grabovac, stella di Singapore
È decisamente una stella molto poco nota, ma ha fatto tantissimo ed è diventato famosissimo lontano dalla patria. Mirko Grabovac nacque il 19 settembre 1971 a Strobreč, cominciò a giocare nelle file del Primorac di Strobreč dove partecipò a due stagioni in Prima lega. Disputò 53 partite, segnado 9 reti.
Seguì una parentesi di un anno al Cibalia di Vinkovci (19/1) per poi arrivare al suo Zadarkomerc (11/1) Decise di tornare al Primorac per due anni nelle leghe minori. Poi la svolta.
Nell’estate del 199 si trasferì a Singapore. Una meta esotica oggi ed ancora di più all’epoca. Ad ingaggiarlo il Singapore Armed Forces FC. Vi rimase fino al 2003. Partecipò a 162 partite e andò a segno per ben 157 volte! Seguirono stagioni al Tampines Rovers FC, dove in 143 partite segnò 124 reti. Infine nel 2008 giocò un po’ per il Sengkang Punggoi dove giocò solo due partite. Gia nella sua prima stagione a Singapore fu nominato miglior giocatore per poi diventare dal 2001 giocatore della nazionale locale. Un giocatore molto profilico per un piccola nazionale.
In 33 partite, dal 2001 al 2008, ha segnato 11 reti. A Singapore ha tentato di iniziare pure una carriera da allenatore. Però la distanza dalla sua Dalmazia alla fine ha prevalso e nel 2008 è tornato in patria. Ora allena il modesto Mosor di Žrnovnica, in Seconda lega.
Poche settimane fa Mirko Grabovac è entrato nella lista dei giocatori che hanno segnato almeno 200 reti in Prima divisione. Lista fatta dalla prestigiosa IFFHS (Federazione internazionale per la storia e statistica) che gli riconosce 234 reti.
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 9 maggio 2009.