La voglia di sport superiore ai disagi e alle paure della guerra (1 e continua)

La voglia di sport superiore ai disagi e alle paure della guerra (1 e continua)
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Le origini sportive in Dalmazia e in primo luogo a Spalato sono lontane. Come abbiamo visto il calcio ha ormai una tradizione ormai centenaria. Il nuoto e pallanuoto organizzati sono ormai praticati da più di 100 anni. Non di meno sono gli altri sport. La Dalmazia insomma è stata ed è fondamentale per lo sviluppo dello sport in Croazia. Leggendo libri e pubblicazioni varie si trovano tantissime informazioni sullo sport dalmata e spalatino. Informazioni che ci parlano della loro storia, del loro sviluppo. Ripercorrono quasi tutti i principali avvenimenti. Quasi, perché ci sono dei periodi ombra che per svariate ragioni sono stati e sono tutt’ora “cancellati” o talmente marginalizzati da essere ai più completamente sconosciuti. Nei precedenti numeri di questo inserto abbiamo visto e “dato luce” a un piccola parte di questi “tabù”.
C’è stata un’attività calcistica a Spalato e in regione anche durante l’ultimo conflitto mondiale e in questo contesto non va rammentata solo la presenza dell’Hajduk sull’isola di Lissa (Vis). Sono in pochi a ricordare che a Zara tra i due conflitti mondiali c’era una grande attività calcistica. Pure una squadra di Zara aveva partecipato a dei campionati regionali dell’Italia. Si tratta di dati di fatto che ai più sfuggono e che tratteremo esaurientemente in uno dei prossimi numeri. Nuoto, pallanuoto, pallacanestro ed altri sport non hanno interrotto del tutto le loro attività durante l’ultima guerra mondiale, la quale è continuata ad onta di tutte le difficoltà. Magari in tono minore, ma non si è mai fermata come sostengono tantissimi libri e pubblicazioni varie. Vediamo, dunque, quali sono state le attività sportive nella prima metà degli anni ‘40 e quali sono stati gli eroi dell’epoca.

L’ordine fu: fermarsi e lottare
Con l’inizio della seconda guerra mondiale le attività sportive andarono inevitabilmente rallentando, fino a diventare soprattutto di respiro regionale e cittadino visto in primo luogo i problemi di trasporto e di sicurezza. Così all’inizio degli anni ’40 fu pure a Spalato. Lo sport in generale non era molto organizzato ed era lasciato alle singole società il compito di scegliere come affrontare i nuovi avventi. Però visto l’estendersi del conflitto a Spalato venne organizzato un comitato di sportivi composto dai rappresentanti delle principali società sportive: Ljubo Prvan (POŠK), Dušan Stipanović-Guzina (Hajduk), Pjero Raić (Gusar), Marko Čolak (HVK), Vojko Pavičić (Jadran) e Miro Šegvić (Labud). Questo comitato giunse alla conclusione che visti gli avvenimenti bellici c’era una sola cosa da fare: fermare tutte le attività sportive e rifiutare la partecipazioni a qualsiasi evento sportivo da loro non organizzato. Inoltre venne deciso di prendere parte attivamente alla lotta per la liberazione. Una decisione radicale che però non ebbe sempre un grande seguito e magari a volte ebbe addirittura un effetto contrario. Non ovviamente perché si era favorevoli al nuovo regime fascista, ma per la caparbia volontà di fare sport. Ma torniamo un po’ indietro.

Prima della guerra crescita travolgente
Tra i due conflitti mondiali a Spalato lo sport si era sviluppato molto. La compagine di gran lunga più famosa e non solo a livello nazionale era stata la squadra di calcio dell’Hajduk. Campione nazionale in più occasioni aveva una forte attività pure internazionale. Grande il legame con la Cechia. Non era da meno la Jadran campione di nuoto e pallanuoto. Non inferiori in quanto a qualità erano stati gli altri sport a squadre dove HVK, Gusar e Labud avevano conquistato titoli di campioni nazionali. A livello individuale diversi i campioni di nuoto e atletica. Nikola Despot era stato campione nazionale di atletica nei 400 metri come pure nella staffetta 4×100 metri. L’otto con di canottaggio aveva conquistato l’argento europeo nel 1928 e l’oro nel 1931. Insomma l’attività prima della seconda guerra mondiale era stata frenetica e importante e questo non solo a livello regionale: perdipiù la Dalmazia aveva sfornato tanti veri campioni.

Il calcio fermo fino alla rinascita di Lissa?
Quasi tutti i libri calcistici scrivono che le attività calcistiche a Spalato sono rimaste ferme nel periodo bellico e che le prime attività nella rifondazione dell’Hajduk sono avvenute a Lissa. Falso! Infatti le varie monografie dell’Hajduk e del calcio dalmata riportano che l’Hajduk non ha giocato nessuna partita tra il gennaio 1941 e il giugno 1944. Recenti ricerche però hanno portato alla scoperta di una non indifferente attività calcistica a Spalato durante la guerra. Parecchie le partite disputate a Spalato nella primavera e nell’estate del 1941. Infatti prima della guerra a Spalato esistevano due forti squadre, Hajduk e Split, oltre a tantissime compagini minori che partecipavano a una lega locale.
Dopo un periodo iniziale  di smarrimento e scarsa organizzazione caratterizzato, soprattutto, dalla necessità di pensare alla protezione di trofei e documenti importanti da custodire in luoghi più sicuri si vide che non si poteva fare a meno del “Dio calcio”. La grande attività iniziò a maggio. La prima partita la registriamo il 9 maggio 1941 quando lo JRNK (Jugoslavensi radnički nogometni klub) Nada sconfigge per 3-1 il Val di Donji Kaštel.
Il 20 maggio nel campo dell’Hajduk si gioca una partita tra due squadre combinate tra giocatori dell’Hajduk e Split. Squadre forti, basta leggere le rose. I “rossi” mandano in campo: Duplančić, Borozan, Zelić, Perlain, Purišić, Neškovčin, Andrijašević, Kovačić, Batinić, Radovniković. I “bianchi” schierano: Brkljača, Kokeza, J. Matošić, Frua, Bjelanović, Jelaska, Jakaša, Bakotić, Tolić, F. Matošić, Dumanić. La partita alla quale assistino ben 1.500 spettatori vede il successo dei “rossi” per 2-1. Reti di Frane Matošić per i “bianchi” e doppietta decisiva per i “rossi” di Radovniković.

L’Hajduk troppo forte: partita interrotta…
L’Hajduk poi disputa una partita contro il Val di Donji Kašteli stravincendo per 12-2: l’incontro viene interrotto 10 minuti prima della fine. La ragione? Per l’arbitro Ljudevit Baučić c’era una visibile disparità di forze in campo?!?
Per domenica 5 giugno era prevista la partita tra le due squadre più forti, ovvero Hajduk e Split, però quest’ultima all’ultimo rinunciò a scendere in campo. Così alla fine all’Hajduk non rimase che affrontare il piccolo Nada che venne travolta per 12-0 con cinque gol di F. Matošić, quattro di Miljenko Batinić e tre del ceco Sobotka. Nel prepartita la seconda squadra dell’Hajduk s’impose per 6-2 contro una compagine combinata delle squadrette di quartiere composta da giocatori di Vidilice, Olimpija, Hajduk e Coca Cola.
Durante l’estate si tentò in varie occasioni di organizzare una partita tra l’Hajduk e il Građanski di Sebenico. Inutili furono pure i tentativi di far disputare la finale per la Coppa Croazia del 1941. Coppa poco nota che era prevista in due parti con una finale tra la migliore squadra del torneo zagabrese e quella del girone spalatino. Se per quello spalatino non c’era concorrenza ed era l’Hajduk il finalista, nel torneo zagabrese c’era stata una grande lotta. Concordia, HAŠK, Građanski e Željezničar avevano disputato un mini campionato con sole partite di andata. Alla fine aveva prevalso il Concordia. Concordia e Hajduk tentarono in diverse occasioni di organizzare la finale che però alla fine  non venne mai disputata. Alla fine a settembre venne giocata una finale tra Concordia e Građanski vinta da quest’ultima. Erroneamente questa finale, che era la finale solo per la Coppa di Zagabria viene indicata come finale della Coppa Croazia. Un falso storico visto che la finale, come detto,  non venne mai disputata. Alla fine l’Hajduk, in mancanza di avversari più importanti, giocò una partita contro la selezione cittadina, vincendo per 6-4 e una contro il Nada declassandolo per 10-0. Ci fu pure un tentativo di disputare un torneo di squadre juniores tra le quattro più forti compagini cittadine: Hajduk, AŠK, Nada e Split, però non andò mai in porto.
Il 30 giugno l’Hajduk s’impose contro la Jadran di Castel San Giorgio (Kaštel Sućurac) per 10-0. L’ultima partita prima dell’integrazione di Spalato nell’allora Regno d’Italia fu disputata il 13 luglio e l’Hajduk prevalse per 14-0 contro il Val.

Il GIL, il GUF e la tenace resistenza
Con il cambiamento di regime ci sono stati vari pro e contro. Lo sport inevitabilmente ha pagato il suo prezzo. Nei primi giorni si è arrivati alla fondazione del GIL: Gioventù Italiana Littorio, organizzazione in primo luogo per le ultime classi della scuola elementare. Così tra le prime partite sportive organizzate a Spalato troviamo una partita di pallacanestro disputata il 26 luglio 1941 dove il GIL prevalse contro il GUF per 49:25. Molta resistenza al cambio di potere fu opposta da canottieri e nuotatori. Con l’arrivo di Bastianini a Spalato  venne organizzata una manifestazione di canottaggio boicottata però dalla squadra locale dell’HVK e una di nuoto che vide il rifiuto dei nuotatori della Jadran di parteciparvi. Quest’ultima manifestazione alla fine fu annullata.
Una grande resistenza la oppose pure lo Split di calcio. Quasi tutta la squadra si aggregò subito ai partigiani. Una decisione pagata a carissimo prezzo visto che ben presto a Košuti molti giocatori caddero e diversi altri furono fucilati in seguito a Ruduši vicino a Sinj. Morirono, tra gli altri, in quelle tristi circostanze Nebojša Borozan, Đordano Borovčić, Mirko Dujmić, Branko Duplančić, Dušan Frua, Petar Jelaska, Josip Krstulović, Jozo Markotić, Jozo Petrić, Ante Popović, Andro Račić, Davor Urlić e Ante Zelić. Tra i pochi a tornare a Spalato furono il pallanotista Martin Gabričević e i calciatori Ante Alfirević, Vladimir Marković, Svemir Matutinović, Veljko Neškovčin e Veljko Subota.
Pensare ad un’attività sportiva in quella situazione era assai difficile. Inoltre come riportato sul numero due del 1.mo agosto 1941 dell’organo ufficiale di stampa  per la Dalmazia tutte le attività sportive e gli sportivi dovevano far capo al partito fascista.
Visto la resistenza fornita dagli sportivi “seniores” i primi tentativi di ridare linfa allo sport vennero fatti con i giovani con l’appoggio della cittadinanza italiana già residente a Spalate. Durante il 1941 vennero disputati almeno 10 incontri calcistici tra squadre di Spalato, Traù (Trogir), Donji Kašteli, Castel San Giorgio (Kaštel Sućurac) e Salona (Solin). Minore l’attività nella pallacanestro e negli altri sport.
La prima partita di pallacanestro a Spalato fu quella organizzata nel quartiere di Firule su dei campi di tennis il 26 luglio 1941. Il GIL prevalse sul GUF per 49:25. Per il GIL giocarono: Dante Stipizza, Bruno Candutti, Bartolomeo Veloce, Vincenzo Carbonini, Eugenio Romich, Giovanni Paulicevich, Patrizio Lunazzi e Vittorio Volich. Per il GUF questa fu la squadra: Romano Foretich, Severio Fiorentini I, Severio Fiorentini II, Corrado Minussi, Guerino Senizza, Luciano Cuccoch e Matteo Romich.

Nuovo potere, «nuove regole»
Con il cambio di regime e le nuove “regole” imposte dalla dal regime italiano attraverso la stampa ufficiale si andò subito a “rifare” le dirigenze delle singole società sportive. Ci fu decisamente una grande opposizione al cambiamento. Fra le 27 società registrate a Spalato nella prima metà del 1941 solo due dirigenti accettarono il cambiamento. Vista la grande opposizione il nuovo regime attuò una vera rivoluzione sportiva a livello locale. Vista opposizione dei dirigenti sportivi dell’epoca si ricorse alla soluzione più facile: vennero formate nuove società sportive. Una decisione salomonica, ma d’altronde l’unica possibile vista la ferma opposizione al regime.
Nelle scuole, come scritto sopra, si procedette con la fondazione dei GIL, però per quanto concerne le attività di sport a squadre da includere nei campionato italiani fu necessario fondare nuove compagini. Per capire quale fu lo sforzo basti leggere il San Marco, quotidiano di Zara trasferito nel 1941 a Spalato: la notizia è del 29 aprile 1941. Infatti viene data la notizia della volontà della Federcalcio italiana di includere la squadra dell’Hajduk nel campionato italiano di Prima divisione. Si faceva notare che c’era pure parecchio tempo per organizzarsi visto che il campionato doveva iniziare appena ad agosto. Come si sa alla fine di questo non si fece nulla.

Vani tentativi
Il nuovo regime tentò fino al mese di maggio del 1942 di convincere i presidenti delle cinque principali società spalatine a riprendere i loro incarichi presidenziali e a ripristinare le attività sportive. Nel maggio del 1942venne fatta l’ultima riunione alla quale parteciparono Žarko Dešković per il Labud, Ivo Stali (Gusar), Miro Mihovilović (Jadran), Ernest Heckman (Hajduk) e un rappresentante per il tennis, nome rimasto ignoto. Pure in questa riunione svolta nella sede del Fascio alle Procurative ci fu il netto rifiuto a ogni forma di collaborazione. Rifiuto deciso prima da Dešković al quale si unirono poi pure gli altri.
Visto il persistente rifiuto e dopo un anno di tentativi andati a vuoto il nuovo  potere decise di formare cinque nuove società. Da notare che le “vecchie” società non furono mai ufficialmente sciolte, ma solo congelarono la propria attività.
L’idea  fu quella di formare cinque società nelle quali la dirigenza non fosse esclusivamente italiana, ma divisa e metà, ovvero composta da cinque italiani e cinque locali.
Il 31 maggio 1942 il quotidiano locale, Il Popolo (subentrato al San Marco e che è uscito dal 1.mo dicembre 1941 al 10 settembre 1943) pubblicò la notizia sulla fondazione delle nuove società con la lista dei dirigenti.
Ecco la lista completa:
– Società Nuoto Juventus al posto della Jadran: Giacomo Roich (presidente), Rodolfo Pederin (vicepresidente), Giordano Bercovich (segretario), Romeo Romich (tesoriere), Segnanovich (direttore sportivo), Mihovilovich (vicedirettore sportivo) e i membri: Quarantan, Doris Žagar, Francesco Alinović, Giuseppe Culich, Ferrucio Tresich Povilli, Gervaso Benedetto per il GIL, Vitturi Ferrucio per il GUF.
– Società Calcio Spalato (dopo Associazione Calcio Spalato) al posto dell’Hajduk: Franco Covi Steno (presidente), Paolo Kamber (vicepresidente), Giovanni Pallini (direttore sportivo), Giuseppe Terzich (segretario) e i membri: Antonio Blazevich, Joško Tommaseo, Milan Mitrović, Fabijan Kaliterna, Antonio Duplančić, Slavko Benčić, Benedetto Gervaso per il GIL e  Bonaventura Foretich per il GUF.
– Societa Cannottieri Dalmatia Spalato al posto del Gusar: Guido Bianchini (presidente), Dragutin Poparić (vicepresidente), Luka Marasovich (direttore sportivo), Alessandro Mariani (segretario -tesoriere), Augusto Allegranti, Adolfo Fiorina, Piero Polverini, Ivo Bulich, Kruno Cambi, Dalibor Parać, Gjuro Radimiri, Benedetto Cervas per il GIL e Aldo Dal Lago per il GUF.
– Circolo Tennis Firule Spalato al posto dello Jugoslavenski teniski klub Split: Bonaventura Foretich (presidente), Ljubo Katalinić (vicepresidente), Boris Margetić (direttore sportivo), Slavko Ivanišević (segretario – tesoriere) e i membri Silvio Mauro, Marino Pugliese, Niko Bonačić, Remigio Gazzari, Nenad Grisogono, Darinka Karaman, Benedetto Gervaso per il GIL e Gianni De Lissicich per il GUF.
– Circolo della Vela Adria al posto del Labud: Cresenzo Renzulli (presidente), Riccardo Tacconi (vicepresidente), Zarko Descovich (direttore sportivo), Bruno Politeo (vicedirettore sportivo) e i membri: Oscar Benussi, Giorgio Marcochia, Giovanni Battistich, Marino Lemešić, Milorad Družeić, Leo Grisogono, Benedetto Gervaso per il GIL e Bonaventura Foretich per il GUF.

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