Lo sport trionfò sui disagi e le paure del conflitto (3 e continua)

Lo sport trionfò sui disagi e le paure del conflitto (3 e continua)
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Le origini sportive in Dalmazia e in primo luogo a Spalato sono lontane. Come abbiamo visto il calcio ha ormai una tradizione ormai centenaria. Il nuoto e pallanuoto organizzati sono ormai praticati da più di 100 anni. Non di meno sono gli altri sport. La Dalmazia insomma è stata ed è fondamentale per lo sviluppo dello sport in Croazia. Leggendo libri e pubblicazioni varie si trovano tantissime informazioni sullo sport dalmata e spalatino. Informazioni che ci parlano della loro storia, del loro sviluppo. Ripercorrono quasi tutti i principali avvenimenti. Quasi, perché ci sono dei periodi ombra che per svariate ragioni sono state e sono tutt’ora cancellate o talmente marginate da essere ai più completamente sconosciute. Nelle prime puntate abbiamo visto come è avvenuto il passaggio di regime nel 1941, quando la seconda guerra mondiale ha toccato anche la sponda orientale dell’Adriatico e quale è stata la reazione degli sportivi.
Ma lo sport ha dovuto fare i conti con le vicissitudini della politica anche nella seconda metà del 1943 e nel 1944, quando, al potere italiano è subentrato quello dell’NDH (lo Stato indipendente di Croazia guidato da Ante Pavelić), prima dell’arrivo dei partigiani. Vediamo ora più in dettaglio come i vari sport hanno reagito e quali sono state le loro attività in questi anni convulsi, segnati dalla guerra, ma anche dalla voglia di… divertirsi nello spirito olimpico.

Nota storica
Bisogna far notare che il 1943 era stato un anno molto turbolento a Spalato e non solo per la guerra che infuriava in Europa e nel mondo. Infatti in quell’anno a Spalato ci furono molti passaggi di potere. Difficile oggi ragionare sui problemi ai quali era andata incontro la popolazione spalatina nei primi anni ‘40. Dopo due anni in cui Spalato era parte integrante del Regno d’Italia ci fu un netto cambiamento di potere. Questo cambiamento avvenne l’8 settembre del 1943 e fu fulmineo. Ben presto le caserme e i loro magazzini furono svuotati dalla popolazione in cerca di cibo e dai combattenti in cerca di armamenti.
La città d’un colpo di trovò “libera” ma pure impreprarata a questo cambiamento sopratutto dal punto di vista militare. Tante persone si arruolarono nelle file partigiane, però molti “inesperti di guerra” perirono ben presto. Tra questi parecchi sportivi.
Poi dall’8 al 27 settembre il potere fu in mano ai partigiani. I partigiani tennero Spalato per neanche tre settimane, in primo luogo per lo scarso armamento e per l’eccessiva forza dei tedeschi che tutto il tempo erano vicini alla città. Riuscirono ad entrare in città il 27 settembre e per i successivi 13 mesi ossia fino al 26 ottobre 1944 Spalato, fu parte integrante dell’NDH, lo Stato indipendente di Croazia di Ante Pavelić. Dell’NDH dal punto di vista civile, mentre dal punto di vista militare a governare erano i tedeschi.
Durante questi 13 mesi la città e la sua provincia subirono parecchi bombardamenti. Tra i più pesanti quello di Castel San Giorgio (Kaštel Sućurac) del 6 dicembre 1943 quando morirono più di 100 persone. Mentre la notte prima a Spalato morirono 58 persone. Il bombardamento più tragico Spalato lo subì il 3 giugno 1944. La città fu colpita ben quattro volte. Come riporta il quotidiano Novo Doba a morire furono 222 persone, mentre 155 furono i feriti.
Inevitabilmente lo sport pagò il suo prezzo e le attività furono ridotte al minimo nonostante il desiderio degli spalatini di manifestazioni del genere.

L’NDH tentò in tutti i modi di rivitalizzare l’Hajduk
Spalato “uscita” dal Regno d’Italia l’8 settembre 1943 e dopo solo tre settimane in mano ai partigiani, per 13 mesi, fino al 26 ottobre 1944 fu parte integrante dello Stato indipendente di Croazia di Ante Pavelić (NDH).
Anche se eravamo in piena guerra non mancarono le manifestazioni sportive. Inevitabilmente organizzare una qualsiasi gara sportiva fu molto difficile sia per motivi logistici che di sicurezze, nonché per il problema di trovare i vari atleti. In quell’anno registriamo tre gare di calcio e una di pallanuoto.
Il grande desiderio dei vertici dell’NDH fu la rifondazione dell’Hajduk. In tutti gli anni ’40, infatti, le squadre zagabresi disputarono costantemente i campionati croati. Erano organizzati pure svariati campionati regionali in Slavonia e in buona parte della Bosnia ed Erzegovina la quale era parte integrante dell’NDH. Però alla fine tutto finiva come una manifestazione a tre, tra le più forti squadre zagabresi ancora all’epoca della prima Jugoslavia ossia: Concordia, Građanski e HAŠK. Per cui includere l’Hajduk significava dare nuova linfa a questo campionato e rafforzare la concorrenza. E non solo a livello di squadre, ma pure nella nazionale croata che all’epoca disputò parecchi incontri e pure con successo.
Quale era lo volontà di rifondazione dell’Hajduk da parte di Zagabria basti far notare che si svolsero diversi tornei e manifestazioni in aiuto della squadra spalatina. Ci furono due tornei calcistici.
È noto che al primo torneo parteciparono Građanski, Concordia, HAŠK e Ličani, mentre al secondo le squadre di Željezničar, Zagorac, Ferraria e Victoria. Ci fu pure la notizia che il presidente del Građanski Prebender regalò un completo di maglie, mentre la Federcalcio donò le iniziali 20.000 kune per le iniziative tese alla rifondazione dell’Hajduk. Pure tutte le altre squadre annunciarono di essere pronte ad aiutare la squadra dalmata. Però alla fine rimase ignoto dove finirono questi aiuti finanziari visto che a Spalato non arrivò niente.
I giornali locali riportano che la prima partita calcistica nel 1944 fu quella del 14 maggio quando si affrontarono i militari di Spalato contro una squadra delle SS tedesche. Prevalse la marina per 2-1. Il 22 maggio si giocò la partita tra la marina militare croata e una squadra di militari tedeschi (ufficiosamente rafforzata da diversi giocatori italiani prigionieri): vinse quest’ultima per 3-2 davanti a 1.500 spettatori. La terza partita calcistica fu quella di Sinj dove i locali prevalsero sulla marina militare per 2-0. Noti pure i marcatori: Vučković e Masnić. Arbitro Bakotić.
Oltre al calcio ci fu pure attività nella pallanuoto. Ci fu solo una partita ufficiale, che venne riportata dai giornali locali. Fu quelladel 15 agosto 1944 disputata sui “campi” della Jadran. Si affrontarono le squadre della marina militare croata e della marina militare tedesca in regione. Prevalsero i croati per 8-0. Come scrisse il Novo Doba di Zagabria i migliori furono Stijepo Duvnjak, Falkoni, Kastelani e Bonačić.
Bisogna far notare che subito dopo il passaggio di potere tra il Regno d’Italia e l’NDH ci fu subito un grande interesse per nla “rifondazione” dello sport a Spalato. Subito, l’8 ottobre il ministro per le nuove terre, lo spalatino  Edo Bulat, nominò le persone incaricate della ricostruzione delle società che nel frattempo erano state spente.
Così per la rifondazione del Gusar e della Jadran furono incaricati Ivo Stalija e Josip Čulić. Qualche giorno dopo lo stesso incarico lo ricevette Fabjan Kaliterna per l’Hajduk calcio, Jerko Ferić per il canottaggio e per il Labud Žarko Dešković.

La pallacanestro concentrata soltanto a Zara e Spalato
Diverse le attività a livello giovanile e scolastico. All’inizio di febbraio del 1943 ci furono le prime gare cestistiche tra scuole medie in primo luogo tra quella Reale e quella classica. Gli incontri si disputarono il 7 e il 14 febbraio ed in entrambi prevalsero i giocatori della scuola media classica. A dirigere gli incontri fu l’arbitro Mazzini. I “classici” giocarono con: Bonetti, Mijac, Righi, Ilic, Marinovich, Soldo, Pasinovich e Bucan. Per la “Reale” giocarono Kesic, Marinic, Plazibat, Radic, Jahoda, Gemic, Petranovich, Davidovich e Delic.
In febbraio la squadra del GIL spalatino ebbe successo nella tournee in Montenegro. Vinse tutte e tre le partite. La prima contro la GIL Teodo (Tivat) per 28-14, poi contro la GIL di Cattaro (Kotor) per 34-14 e infine contro la marina militare per 28-9.
Visto il scarso interesse per la pallacanestro fuori da Spalato e Zara le squadre di queste due città senza dover disputare nessuna qualificazione furono chiamate a rappresentare la Dalmazia ai campionati GIL nazionale a Roma.
Dal 17 al 21 maggio 1943 a Roma si svolsero i campionati GIL ai quali parteciparono pure squadre di Spalato a Zara.
Nel settore maschile nella prima fase Zara si impose contro Spalato per 19-17. Dopo gi spalatini prevalsero contro Catania per 25-16 e Palermo per 20- 0 (per l’assenza dei siciliani). Nel fase di semifinale gli spalatini persero con il Dopolavoro Ilva di Trieste per 30-23 (12-9) e con Firenze 40-22 (13-9). Alle fine i cestisti spalatini conquistarono un discreto settimo posto sconfiggendo in finale gli zaratini per 22: 17. Meno fortunate le spalatine. Nelle qualificazioni persero contro le zaratine per 17-12 (2-7). Poi nelle semifinali registrarono altre due sconfitte contro Viterbo 24-2 (15-0) e Dopolavoro Magnogni di Bologna per 30-5. Infine nella finale per il settimo posto persero contro la squadra di Reggio Calabria per 13-8 (5-6). Così finirono all’ultimo, ottavo posto.
Miglior cestista nelle file spalatine fu Vicenzo Carbonini che mise a segno 43 punti. Giocarono pure Eugenio Romich 12, Bruno Candutti 10, Barnaba Tocigl e Vittorio Volich con 8, Miro Carbonini 6 punti. Per le ragazze a segno andarono Zoida Hoffman 8, Valeria Zavagni 5, Maria-Osi Tocigl 4 e Elvira Carbonini 2 punti.
Interessante rilevare che a guidare la squadra spalatina in qualità di allenatore fu l’arbitro Mazzini. L’arbitro Mazzini giocoforza diresse gli spalatini visto che il vero allenatore e spesso pure giocatore, il tenente Vittorio Steffanini non poté seguire la squadra per ragioni militari. Bisogna far notare che Vittorio Steffanini, assieme ai fratelli Sergio e Beppi, per anni fu con successo giocatore della Venezia basket in prima lega.
Anche se il risultato nelle due categorie per le squadre dalmate non fu grande, bisogna far notare che a livello italiano fu notevole visto che nel settore maschile parteciparono 91 squadre e 51 in quello femminile.

Lo sport militare in auge fino al 1943
Visto la sempre crescente difficoltà di organizzare eventi sportivi negli sport più popolari e di squadra le autorità cittadine decisero di attivare e formare svariate squadre militari e di dare vita pure a campionati militari regionali.
I tentativi di organizzare una nuova squadra calcistica di rilievo (anche se sulla carta esisteva l’AC Spalato) che avrebbe dovuto sostituire la blasonata Hajduk e di conseguenza partecipare ai campionati italiani furono quasi completamente inutili. Basti pensare che nel solo 1943 durante il Regno d’Italia possiamo registrare appena quattro incontri dell’Ac Spalato. Il primo il 17 gennaio a Spalato quando i locali prevalsero sull’AC Dalmazia, che partecipava ai campionati regionali della Marche, per 2-1. Il 15 marzo un nuovo successo degli spalatini a Zara per 3-2. Ci furono pure due incontri contro squadre militari. L’AC Spalato vinse contro la nazionale militare per 5-0 e contro quella dei Bersaglieri per 7-0.
Visto lo scarso successo in quanto ad attività dell’AC Spalato si passò alla fondazione di diverse squadre militari: Ardita, Ariete, Aquila, Bersaglieri e Marina militare. Queste squadre si affrontarono in diversi incontri. Registriamo pure una partita di calcio tra la squadre dei Fantieri e l’organizzazione del Dopolavoro finita 2-1.
Stessa la linea pure per il basket. Così al torneo del 21 e 22 giugno parteciparono oltre al GIL le squadre dell’Ariete e della marina militare. Il torneo lo vinse la GIL, al secondo posto si piazzò l’Ariete mentre terza fu la marina militare. Miglior cestista fu Miro Carboni con 58 canestri seguito da Vincenzo Carboni con 43 e Vittorio Volich con 40.
Il 22 giugno 1943 ci fu pure una gara di ippica in tre discipline sia a livello individuale che quello a squadre. Il 18 luglio fu organizzata nella caserma militare pure una gara di bocce.

Cross e ciclocross
Se l’atletica non era popolare il cross lo era invece eccome. Il 9 gennaio 1943 si svolse il campionato di cross per la città di Spalato. Una settimana dopo pure quello provinciale e del comando del GIL. A prevalere fu lo spalatino Luigi Lai con il tempo di 17 minuti e 12 secondi. Secondo fu Ciril Jercich di Castel San Giorgio (Kaštel Sućurac) e terzo Zdenko Papich di Traù (Trogir). Inevitabile pure la vittoria di Spalato nella competizioni per squadre con 94 punti, seguita da Traù (Trogir) 68, Castel San Giorgio (Kaštel Sućurac) 20, Clissa (Klis 15), Comisa (Komiža) 10 e Blatta (Blato) dell’isola di Curzola (Korčula) con tre punti.
Il sei gennaio del 1943 si svolse il campionato cittadino di ciclocross su un percorso di 20 chilometri. Il 24 gennaio ci fu il campionato regionale al quale si presentò solo una squadra di Curzola (Korčula) oltre ai padroni di casa di Spalato. Alla fine vinse lo spalatino Antonio Rogulich davanti a Milan Dedaich e Arsen Petrosich. Tutti e tre conquistarono così la possibilità di partecipare ai campionati nazionali a Roma del 28 febbraio. Però a Roma andò solo Rogulich che arrivò 26.esimo, ultimo degli arrivati.

Furono parecchi i pugili
Nel 1943 registriamo la massima attività pugilistica a Spalato. Il 30 gennaio si svolsero i campionati cittadini ai quali parteciparono 30 atleti in tutte le categorie. Questi i vincitori: Vilesich che vinse contro Kopertli, Dedaich su Milich, Petrosich su Kösler, Javorcich su Imbrimba, Tomich su Barti, Pelanda su Kekeza, Desotti su Era. L’incontro tra Volich e Tringoli finì senza alcun vincitore. Alla fine ci fu pure un incontro tra Catena e Farci.
Il 2 maggio a Spalato venne organizzato il campionato Interfederale per la Dalmazia. Però l’interesse per questa manifestazione fu molto scarso e vi parteciparono solo pugili di Spalato e Zara. Per i pochi partecipanti gli organizzatori decisero di far dispustare le gare in sole tre categorie.

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