Lo sport rinasce nel dopoguerra, ma la politica ci mette lo zampino (6 e continua)

Lo sport rinasce nel dopoguerra, ma la politica ci mette lo zampino (6 e continua)
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Nella puntata precedente abbiamo visto gli sviluppi del calcio spalatino alle fine della seconda guerra mondiale. Un periodo di espansione e di ritorno alla pace e quindi pure alle attività calcistiche. Periodo pure di propaganda per il tramite del calcio spalatino, per cui l’Hajduk ottiene una visibilità pure internazionale. Se il calcio si era ripreso completamente e aveva iniziato le sue attività non da meno erano stati gli altri sport in auge anch’essi prima dell’ultimo conflitto mondiale.
Se a Spalato e dintorni le attività sportive erano rimaste congelate, non lo stesso vale per i valenti sportivi che sotto l’insegna della Armata dei partigiani avevano partecipato a diversi tornei e campionati nei vari sport.
Così una specie di nazionale militare di nuoto e pallanuoto  dell’Esercito popolare di liberazione della Jugoslavia (NOVJ) ha partecipato ad un campionato di nazionali militari che si è svolto a Roma dal 18 al 21 agosto 1944. Hanno fatto  seguito pure delle manifestazioni nella penisola del Sinai in Egitto alla fine del 1944 e all’inizio del 1945 dove avevano trovato rifugio migliaia di dalmati e dove l’attività sportiva era stata organizzata da Zvonimir Barišić.

Tutto ripartito dall’isola di Lissa
Come abbiamo scritto nel 1944 sull’isola di Lissa (Vis) è rinato l’Hajduk e pertanto anche le attività calcistiche. Non da meno sulla stessa isola sono state le attività di atletica, nuoto e pallanuoto. Il promotore delle attività di nuoto e pallanuoto è stato Đuro Bjedov, il padre della futura campionessa olimpica di nuoto Đurđica Bjedov. Si deve infatti a lui la nascita e la formazione delle prime squadre di nuoto e pallanuoto che poi si trasformeranno in nazionali militari che parteciperanno a svariati tornei alla fine del periodo bellico.
La prima manifestazione sportiva non calcistica la registriamo nel porto di Lissa il 14 agosto 1944. In quel giorno si scende in acqua in una “piscina” improvvisata, ma dalla lunghezza  regolamentare di 50 metri. È una specie di qualificazione per i campionati del 18 agosto in programma a Roma. Vi partecipano in primo luogo nuotatori provenienti da Spalato e Ragusa (Dubrovnik), per un totale di sei discipline. I migliori prendono poi parte ai campionati sotto la guida di Oskad Danina e Slavko Mićo Blažina. Di questa spedizione fanno parte gli spalatini: Nenad Vukašin, Martin Gabričević, Vojko Pavičić, Dane Matošić, Gojko Marović e Rudi Gleicher; i ragusani: Mato Dinković, Augustin Nontagne, Darko Grabušić e l’ottimo portiere Vojislav Ucović. Direttamente a Roma si aggregano l’ottimo nuotatore e primatista Branko Žižek,  Dinko Rizzi di Curzola (Korčula), Vjekoslav Despot e Petar Korepš di Sebenico e il poliedrico zagabrese Franta Dvoržak.
A Roma purtroppo i nuotatori arrivano in ritardo e partecipano solo alle gare di esibizione contro i vincitori. Più fortunati  sono i pallanotisti che arrivano in tempo per la prima partita. Partono male e contro i fortissimi francesi perdono per 7-5. Seguono però due vittorie contro una squadra mista britannico-francese per 3-2 e quella del Regno Unito per 6-2. Così alla fine la nazionale militare della NOVJ si piazza seconda tra la sorpresa generale, dietro ai favoriti francesi.
Alla fine dell’ottobre 1944 infuriano violenti battaglie in Dalmazia e il 26 ottobre le prime truppe partigiane entrano a Spalato. Finite le battaglie si pensa alla rinascita delle vita a Spalato e quindi anche alla ripresa delle attività sportive. Per conseguire questo obiettivo vengono incaricati a livello regionale Žarko Vrcan e Veljko Rožić e a livello cittadino Ivo Tomić, Tonku Abrus, Litku Jungbauer e Marka Letu.
Le loro attività portano alla riunione dei primi giorni di gennaio 1945 alla quale sono invitati tutti i rappresentati delle svariate società sportive attive prima della guerra. Il risultato di questa prima riunione è la formazione di un comitato per la rifondazione delle varie società sul modello dell’Hajduk sull’isola di Lissa. Del comitato fanno parte: Miro Mihovilović (presidente), Petar Vitezica, Šime Poduje, Elko Mrduljaš, Ante Senjanović, “Inđo” Marković, Petar Gjurković, Đuro Omčikus, Berislav Petrović e Ivo Tomić.

La rifondazione delle società non era vista di buon occhio
Quello che fa seguito è un vero e proprio tour de force nella rifondazione di tutte le società. I primi a rifondarsi a Spalato sono i nuotatori. La loro assemblea si tiene il 12 gennaio. Alla Jadran fa seguito il Gusar di canottaggio il 21 gennaio, mentre i velisti del Labud “rinascono” il 30 gennaio. Poi il 23 febbraio 1945 viene rifondata la società di atletica mentre nei primi giorni di marzo è la volta dei tennis. Al posto delle tre società esistenti prima della guerra i tennisti decidono di fondarne una sola: l’STK (Splitski teniski klub). Il 24 marzo, infine, ha luogo la rifondazione dell’organizzazione degli appassionati dei birili che prima erano “sparsi” in ben 15 club.
Pure il calcio riprende vira. Solo quattro giorni dopo il ritorno a Spalato l’Hajduk disputa la sua prima partita. Il 7 novembre 1944 davanti a ben 4.000 spettatori batte per ben 6-1 la prima brigata della Dalmazia. Seguono diverse partite, come già scritto tra cui quelle fortissime contro la nazionale militare inglese vinta il 26 dicembre per 1-0 e l’ottavo corpo dell’Armata vinta solo tre giorni prima per 7-2.
Insomma tutto ritorna al suo posto e lo sport acquista un peso sempre maggiore in una Spalato reduce dalla guerra e dai vari passaggi di potere. La rinascita sportiva di un centro molto importante prima della guerra come Spalato è sicuramente molto ben vista a livello nazionale. Però ben presto arrivano forti critiche e vengono esercitate pressioni verso Spalato e le nuove direzioni. Infatti nelle altri parti del nuovo stato le società sportive vengono organizzate secondo i modelli sovietici. Modelli che prevedono la fondazione di una società polisportiva che nel suo ambito contempla svariate società per i vari sport. Così all’epoca vengono fondate le varie Dinamo, Lokomotiva, Milicioner, Cement, Bratstvo, Borac, Jedinstvo, ma pure società dedicate ai vari combattenti vivi e morti. Però in nessun luogo nell’attuale Croazia vi è la rifondazione delle società di determinati sport preesistenti all’ultimo conflitto mondiale e addirittura con i nomi di prima. Proprio “grazie” a questo modello vengono soppresse grandi società calcistiche come Građanski, Concordia e HAŠK di Zagabria.
I primi tentativi in materia vengono fatti con la società calcistica Split. Infatti molti membri di questo club sono morti durante la Seconda guerra mondiale. Proprio per questo la società non viene subito rifondata sul modello delle altre. L’occasione viene colta al volo e in seguito a pressioni esterne il Split viene ricostituito quale società polisportiva appena nell’autunno del 1945.  La società si fregia di sette sezioni, tra cui quella iniziale di calcio.

Atletica: la vera regina
Anche se prima della guerra l’atletica non ha avuto tanti appassionati né ha ottenuto grandi risultati, tutto cambia nel 1945. L’interesse è elevatissimo, tanto che l’atletica è seconda solo al classico calcio. Nel 1945 nella città di Spalato vengono organizzate ben nove manifestazioni di atletica. La prima si svolge già il 25 marzo in occasione della celebrazione della Settimana mondiale della gioventù, durante la quale vengono disputati pure tornei di calcio e di canottaggio. Fanno seguito diverse altre gare di atletica da maggio a luglio fino ad arrivare al cloue della stagione ad agosto quando si tengono i primi campionati croati, non ufficiali. Infatti la manifestazione porta il nome ufficiale di Primo incontro di cultura fisica della Croazia. Ovviamente a tenere banco non c’è solo l’atletica. A questa manifestazione registrano un grande successo pure le altre società sportive spalatina. Così è da segnalare la vittoria  dell’Hajduk di calcio contro la nazione zagabrese per 2-1 davanti a ben 8.000 spettatori. La Jadran vince il torneo di pallanuoto grazie a cinque nette vittorie. Non da meno sono i nuotatori della Jadran che alla fine nella competizione a squadre si piazzano secondi. Validi i risultati conseguiti dai canottieri del Gusar. Si impongono in tre discipline: quattro con, quattro senza e a otto. Il minor successo lo si registra nella disciplina che registra allora il massimo del gradimento tra i giovani, l’atletica. Infatti nemmeno uno spalatino riesce a imporsi.  Il migliore, Glibo, si piazza secondo nel lancio del peso.
Insomma lo sport spalatino ancora in via rifondazione registra un grandissimo successo a questa manifestazione. Come segnalato da diversi media dell’epoca nei campi di gara emergono parecchi giovani talenti che poi faranno epoca negli anni a venire.

Un mare di spettatori alla partita contro l’URSS
Per coronare il 1945 come anno della rinascita sportiva, il 16 dicembre 1945 a Spalato viene a giocare la nazionale militare di calcio dell’Unione Sovietica. Alla partita assistono ben 15.000 spettatori, un terzo della popolazione di Spalato dell’epoca! Nonostante la sconfitta dei locali per 2-0 la partita  è un successo.
Infine nell’agosto del 1945 con un semplice annuncio nella Slobodna Dalmacija nasce la pallamano spalatina.  Primo allenatore e fondatore della pallamano a Spalato è un giovane ma poi celebre pallamanista distintosi a Zagabria nelle file della Mladost, ma natio dei Castelli spalatini, Ante Mlikotin. Giovane perché ancora minorenne, ma grande sportivo e appassionato di questo nuovo sport.

La lista delle dirigenze delle neofondate società
Per capire quanto furono importanti le rifondazioni delle svariate società e la volontà di ridare vita alle attività sportive basti vedere la lista dei dirigenti. Nella Jadran di nuoto e pallanuoto fu nominato presidente Ante Gabrić. I membri della dirigenza furono Ante Senjanović, Ivo Bakotić, mentre fra i nuotatori e i giocatori attivi c’erano Tonko Radica, Ivo Giovanelli e Veljko Kuzmanić. Nel nuovo Gusar fu nominato presidente Elko Mrduljaš e come membri della dirigenza Kruno Kambj, Dalibor Parać, Bruno Marasović, Željko Dobrić, Jakov Gatin, Marko Čolak, Josip Mrklić. A loro si aggregarono Slavko Alujević, Luka Marasović e Davor Jelaska coadiuvati ancora da Fabjan Kaliterna, Ivica Jordan-Kukoč e Miro Mihovilović. Nella nuova Labud nella dirigenza entrarono come presidente Zvonko Oštrić e membri Ranko Ferić, Milo Grisogono, Mirko Antunović, Drago Mijić, Milorad Družeić, Andro Perišić, Jakov Kirchmayer, Miro Marasović, Vinko Reić, Josip Galešić, Neven Šegvić, Ante Rosić, Marin Bulić, Otmar Karlovac, Dalibor Ljubić e Marko Lete.
La società di atletica fu rifondata a febbraio con il nome di Atletičar e nella prima direzione entrarono quale presidente Petar Gjurković, vicepresidente Mile Tudor, segretario Berislav Petrović, vicesegretario, Živko Petrović e cassiere Miro Zlodre. Gli altri membri della dirigenza furono Jordan Treursić, Božidar Kragić, Ivo Petković, Stjepan Darlić, Pino Prkušić, Miljenko Dvornik, Milan Zglav-Bako, Hrvoje Tartaglia, Marin Matošić e Marković.
Le società di tennis, con una piccola rivoluzione, furono unificate e la prima presidenza fu affidata a Ljubo Katalinić, segretario Slavko Ivanišević e membri Tomislav Kovačić, Danica Grisogono, Darinka Karaman, Riki Čičin-Šain, Elvira Bonefačić, Dora Donatti, Seka Parić, Meyra Petković, Alva Kovačić, Miloš Žanko, Petar Gjurković e Niko Bonačić.
Infine i giocatori di birilli videro unificate ben 15 società in una nuova della qualche entrarono a far parte pure svariati personaggi distintisi anche negli altri sport. A dirigere gli appassionati di birilli furono eletti: Petar Dvornik, Jere Krstulović, Šime Grčić, Uroš Cipci, il calciatore Jozo Matošić, Marko Bakotić, Čedo Mihovilović, Ivo Tudor, Bogumil Roje, Filip Miše, Jerko Koceić, Jozo Lozić, Ante Jelavić, Srećko Artić, Jakov Vujević, Blaž Duplančić, Ivo Ljubić, Marinko Brajević, Petar Vukorepa, Ivan Peršić, Vlade Kaliterna, Andrija Ferić, Josip Koršek, Ljubo Bašić, Ksaver Balenović e Ante Katavić.

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