Dalmazia, paese che vai, stadio che trovi

Dalmazia, paese che vai, stadio che trovi
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Quando è stata disputata la prima partita di calcio in Dalmazia? Una cosa è sicura. Non esiste in merito alcuna fonte certa. Circolano diverse teorie che portano a svariate località dalmate. Ciascuna di esse ama vantarsi di essere stata la prima ad aver assistito a una partita di pallone.
Comunque si giudichino queste ambizioni di primogenitura, in Dalmazia si gioca sicuramente a calcio ormai da più di un secolo, forse anche due. Però bisogna fare una distinzione tra il giocare a pallone e disputare delle vere partite di calcio, come oggi le conosciamo. Oggi quest’ultime vengono giocate nei campi di calcio e in primis negli stadi. In Dalmazia oggigiorno esistono tantissimi stadi, con tanto di tribune: non manca almeno quella centrale. Qual è stato il primo stadio degno di questo nome? Impossibile a dirsi, visto che tantissimi campi di calcio negli anni sono stati ampliati e rifatti.

La maggiore concentrazione di stadi e campi di calcio la troviamo inevitabilmente nella principale città dalmata, ossia Spalato.
Il primo vero campo di calcio, assurto poi agli onori di uno stadio degno di tale definizione, è quello chiamato Stari plac. Si trova quasi nel centro di Spalato. A due passi dalla Riva e dal palazzo di Diocleziano. Poco fuori dalle vecchie mura cittadine. Prima dell’avvento del calcio nel capoluogo della Dalmazia questo spiazzo era un prato che le forze militari austroungariche utilizzavano per le proprie esercitazioni. Poi, poco prima della fondazione dell’Hajduk nel 1911, venne “convertito” in campo di calcio.

Zona centrale
Trovandosi in una zona centrale di Spalato è molto semplice da raggiungere e a lungo è stato la casa dell’Hajduk. Tanti i fatti legati a questo campo. La prima partita disputata su questo terreno di gioco fu quella tra il neocostituito Hajduk e Calcio Spalato. Vinsero i bianchi per 9-0. La prima rete fu segnata da Šime Raunig – di ginocchio, come riportano i media dell’epoca. Anche se poi l’ex giocatore negò tutto e sostenne di aver segnato lo storico gol con il piede destro.
Interessante notare che il campo di calcio all’inizio aveva un orientamento est-ovest. Soltanto dopo la fine del Primo conflitto mondiale e la sua ristrutturazione fu portato alla posizione attuale, ossia nord-sud.
Dei pedanti cultori di statistica hanno calcolato che al Stari Plac sono state disputate dall’Hajduk ben 3.149 partite. Ne ha vinte 1.982, perse 689 e pareggiato 478. I padroni di casa hanno segnato la bellezza di 9.542 e incassato 3.811 reti.
Lo Stari Plac è stato lo stadio dell’Hajduk fin dalla fondazione del club, ovvero fino al 1979 e all’inaugurazione del modernissimo e avveniristico Poljud. Negli anni questo stadio è stato allargato e ristrutturato diverse volte: sono state aggiunte le varie tribune, come pure i riflettori.

Campo di rugby
Con il trasferimento dell’Hajduk al vicino Poljud lo Stari plac stadio è stato dato in uso al forte club di rugby Nada ed è stato utilizzato pure per le partite di baseball del Nada SSM-Split. Nel 2008 questo stadio è stato inserito nella lista dei beni culturali della Croazia; tra il resto è stato definito con chiarezza che non è possibile cambiare la destinazione d’uso di questo sito.
Oggi il principale stadio spalatino è quello del Poljud. Costruito e ultimato giusto in tempo per i Giochi del Mediterraneo del 1979 è da sempre la dimora dell’Hajduk. Si tratta del secondo più grande stadio in Croazia. Il Poljud è oggi, potremmo dire, più di un semplice stadio, con diversi contenuti, utilizzato per svariate manifestazioni. Ospita non soltanto la squadra attuale dell’Hajduk, ma pure il suo museo, il fan shop e altre ditte legate alla società e non solamente quelle.
La sua originale e maestosa forma è ammirata in tutto il mondo. Anche se osservandolo un po’ più a fondo, si nota che dopo 40 anni una ristrutturazione capillare sarebbe indispensabile per garantire la sicurezza di tutti coloro che in un modo o nell’altro lo utilizzano.

Diversi i terreni di gioco
Se da sempre le partite più importanti dell’Hajduk e delle nazionali a Spalato sono state disputate allo Stari Plac e al Poljud, in città ci sono diversi altri stadi e campi di calcio. Quello maggiore ospita lo Split calcio, ovvero il cugino minore dell’Hajduk, fondato nel lontano 1912. Negli anni questa squadra ha cambiato diversi campi di calcio, fino al 1950, quando ha finalmente ricevuto il proprio stadio nella parte nord della città. Lo stadio è noto con il nome di Park mladeži (Parco della gioventù). La sua costruzione iniziò nel 1949 e fu ultimata nel 1950. Lo Split si trasferì ufficialmente nel nuovo ambiente nel 1955. Lo stadio a dire il vero non è stato mai del tutto completato. Pure le ristrutturazioni, come quella effettuata in vista dei Giochi del Mediterraneo del 1979, non sono mai state realmente portate a compimento in linea con i piani. Il Park mladeži si trova nel rione di Brodarica e oggi ha una capienza di 4.075 posti, tutti rigorosamente a sedere. I riflettori che illuminavano lo Stari plac, con il trasferimento dell’Hajduk a Poljud, sono stati portati qui.
Da sempre questo stadio sembra incompiuto ed è veramente tale. E da anni si parla di rifarlo completamente. Però nonostante i recenti successi della società nella Prima lega di calcio croata nulla è stato fatto. Lo stadio, oltre al campo di calcio, vanta pure la pista di atletica e dei campi per gli allenamenti che vengono utilizzati anche da quadre minori spalatine.

Lo stadio zaratino
A Zara lo stadio principale è quello situato nel rione di Stanovi: questo è anche il nome del campo di gioco. Si trova nella parte nord della città, in un quartiere popolare. Ristrutturato più volte, ha ottenuto il suo aspetto attuale nel 1979. Soltanto nel 1994 ha ricevuto pure la tribuna orientale. Qui a disputare le sue partite casalinghe è lo Zadar calcio. Oggi ha una capienza di 5.860 spettatori. Il nome di questo stadio è pure tristemente legato alla morte del giocatore Hrvoje Ćuštić. Infatti il 29 marzo del 2008, mentre era in corso una partita di calcio, dopo un intervento di gioco Ćuštić cadde a bordo campo e colpì con il capo il muro di cemento dello stadio. Morì il 3 aprile nell’ospedale zaratino. In seguito questo muro fu abbattuto.

Sebenico, si gioca a Šubićevac
Pure lo stadio principale di Sebenico si trova nella parte nord della città, nel rione di Šubićevac. Chi viaggia lungo la strada Litoranea adriatica in direzione di Spalato passa inevitabilmente accanto allo stadio. È stato costruito dal 1946 al 1948. Il suo primo nome fu Rade Končar. La prima partita fu quella disputata dai padroni di casa contro l’Hajduk che il Šibenik perse per 4-2. Negli anni ci sono stati svariati interventi di ristrutturazione. Lo stadio oggi ha una disponibilità di 6.824 posti a sedere. Da sempre è stato il campo di gioco della squadra locale; però qui un tempo le sue partite casalinghe le disputava pure lo Zadar. Il 9 febbraio 2003 la nazionale di calcio croata ha disputato qui la partita contro la Macedonia, finita 2-2.

Traù, spettatori sul forte
Uno degli stadi più originali della Dalmazia è quello che si trova a Traù (Trogir). È situato in pieno centro storico. Nella penisola cittadina. Quello che lo rende assolutamente originale è il fatto che si trovi tra due dei monumenti più importanti della città, la fortezza di Camerlengo e la cupola di San Marco. Dispone pure di una tribuna ed è stato la casa del Trogir fino al suo fallimento nel 2009. Subito dopo è stato fondato il Trogir 1912 (anno di fondazione del primo Trogir). Proprio quest’anno l’impianto è stato completamente ristrutturato. La migliore posizione per seguire la partita? Quella dalla fortezza!

Clissa, dietro al centro abitato
La stessa regola vale per Clissa (Klis). Anche qui la migliore visione del campo di calcio la si ha dall’imponente fortezza che sovrasta la località. Quello di Clissa è uno stadio di recente costruzione. È stato realizzato soltanto nel 1985 e porta il nome di “Iza grada” perché si trova letteralmente dietro al centro abitato, ai margini dello stesso. La prima partita fu quella disputata dal locale Uskok contro l’Iskra di Bugojno. L’autore della prima rete fu Dejan Delevski. Negli anni questo campo di calcio è diventato un vero stadio. È stata costruita la tribuna principale, mentre i seggiolini sono stati donati dall’Hajduk. Oggi può ospitare fino a circa 1.500 spettatori. Il record è stato registrato nella partitissima di Seconda lega dell’ottobre del 2004 quando la squadra di casa ha affrontato il vicino Solin di Salona. C’erano ben 3.000 spettatori.
A Salona (Solin) le partite della locale squadra di calcio si disputano quasi in centro città, nello stadio chiamato Jadro, dal nome dell’omonimo fiume che scorre nelle vicinanze. Le fondamenta del campo di calcio furono gettate ancora negli anni ‘30; poi negli anni è diventato un vero e proprio stadio e ha una capienza di 4.000 spettatori.

Ai piedi della fortezza
Un altro stadio con ottima vista dalla fortezza è quello di Knin. Si chiama infatti “Podno tvrđave”, ovvero ai piedi della fortezza. Ha una capienza di 3.000 spettatori. Ospita le partite del locale club Dinara.
Un altro stadio originale – inserito spesso nella lista degli stadi più originali al mondo – è quello di Imotski. Doveva essere pronto per i Giochi del Mediterraneo, però alla fine non se ne fece nulla. La costruzione cominciò appena del 1987 e fu ultimata dopo due anni. Oggi ha una capienza di 3.000 posti a sedere e 1.000 in piedi. Qui gioca il locale Imotski. Lo stadio si chiama Gospin dolac per via della vicina chiesetta. Pure questo stadio si trova sotto una fortezza, quella di Topane.
Rimanendo nell’entroterra dalmata, vale la pena di menzionare pure lo stadio di Sinj. Anche se la locale squadra di calcio, lo Junak, è stata fondata nel 1916, questa negli anni ha giocato le sue partite in svariati campi cittadini. Finalmente nel 2006 ha ricevuto un proprio stadio, che ha una capienza di 3.096 posti a sedere.

I Cavalieri croati
Scendendo più vicino a Spalato da non dimenticare lo stadio di Dugopolje. Il suo nome ufficiale è “Stadion Hrvatskih vitezova”, stadio dei Cavalieri croati. È uno stadio modernissimo e può ospitare ben 5.200 spettatori. È stato inaugurato il 22 luglio del 2009 con la partita vinta dall’Hajduk di Spalato contro i locali del Dugopolje per 2-0. Costato ben 70 milioni di kune ha ricevuto i massimi voti dall’UEFA che ha permesso di disputare qui le partite europee. Non a caso in seguito le sue partite europee le ha disputate qui nel 2010 il Šibenik, il club di Sebenico. Nel 2011 le partite per la Coppa europea sono state giocato qui pure dallo Split. Infine qui venne per una partita europea anche l’Hajduk visto che il Poljud era occupato per un concerto. Però qui non c’è solamente lo stadio: troviamo un vero e proprio centro sportivo con tanto di piscine e campi di tennis. Non sono rare su questo terreno di gioco pure le partite delle varie nazionali giovanili di calcio.
A due passi da Spalato, ossia praticamente alla sua periferia, c’è il quartiere di Stobreč. Qui gioca il locale Primorac 1929 che negli anni ha militato pure nella Prima lega della Croazia. All’entrata della cittadina/quartiere troviamo lo stadio chiamato Blato, che può ospitare fino a 1.500 spettatori.

Ragusa, si gioca a Lapad
Da non dimenticare pure lo stadio di Metković. Anche qui per una stagione, quella 1994/95, sono state disputate le partite della Prima lega di calcio. Erano tempi d’oro per la locale squadra del Neretva. Le partite dopo l’ultimo conflitto mondiale il Neretva le ha giocate sempre in pieno centro cittadino in un campo, oggi stadio, chiamato “Iza vage”, dietro la pesa. La sua costruzione si era protratta dal 1955 al 1971. Oggi ha due tribune, quella occidentale e quella orientale, e una capienza di circa 3.000 spettatori.
Infine uno dei più vecchi stadi della Dalmazia è quello di Ragusa (Dubrovnik). Si trova nel quartiere di Lapad e porta proprio questo nome. Qui le prime partite furono disputate già nel lontano 1919. Ristrutturato e ampliato nel corso degli anni, è stato lo stadio delle varie squadre ragusee. Oggi ha una capienza di 3.000 spettatori, che dovrebbe aumentare a breve a quota 5.000.

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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 1 dicembre 2018.


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