Spalato, i Giochi del Mediterraneo, un volano per la modernizzazione

Spalato, i Giochi del Mediterraneo, un volano per la modernizzazione
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I Giochi del Mediterraneo di Spalato del 1979 sono state decisamente una delle maggiori competizioni mai organizzate nell’attuale Croazia. Comparabili soltanto con le Universiadi di Zagabria del 1987. Per Spalato e la regione dalmata nel suo insieme i Giochi del Mediterraneo sono stati un ottimo modo per promuoversi sotto tutti i punti di vista. A guadagnare da questi Giochi sono stati alla fine tutti. A iniziare dagli sportivi che hanno ricevuto nuovi moderni impianti e hanno visto restaurare quelli vecchi. Però a guadagnare sono stati pure i semplici cittadini e non soltanto quelli di Spalato che hanno visto migliorare le infrastrutture e le comunicazioni. Infine, non certamente meno importante, è stata l’opera fatta pure in funzione del turismo con la costruzione e il rinnovamento di tanti alberghi e altri impianti ricettivi.

Tutto inizia nel 1969
Però come si è arrivati ai Giochi mediterranei di Spalato 1979? La storia parte nell’ormai lontano 1969.
Infatti in quell’anno a una delle riunioni del Comitato olimpico jugoslavo partecipò, in rappresentanza della Croazia, lo spalatino Mihovil Radja. Nell’intervallo della riunione gli si avvicinò Milan Ercegan, all’epoca vicepresidente della SOFK (la Federazione della cultura fisica) dell’allora Jugoslavia. Gli pose una domanda secca e precisa: Spalato sarebbe capace di organizzare i Giochi del Mediterraneo? Radja senza pensarci su due volte rispose affermativamente. Tornato a casa cominciò subito a sondare il terreno per verificare se vi fosse davvero la reale possibilità che Spalato organizzasse una manifestazione così importante. Innanzitutto s’incontrò con l’ammiraglio Mladen Marušić, responsabile della SOFK spalatina. Fecero seguito tutta una serie di riunioni con dirigenti sportivi ed esponenti politici. Il tutto culminò alla fine del mese di aprile del 1970 quando le massime dirigenze politiche cittadine nonché quelle sportive dettero luce verde alla candidatura di Spalato per i Giochi del Mediterraneo del 1975!

Contattata pure Fiume
Quello che almeno inizialmente non si sapeva è che Ercegan aveva contattato pure Fiume per tastare il terreno. Così la potenziale candidatura spalatina era diventata in realtà una corsa a due, una competizione tra il capoluogo quarnerino e quello dalmata. A tenere le redini in questa “corsa” fu la SOFK della Croazia che pose quale termine ultimo per la presentazione delle candidature il 1.mo luglio. A nome di Spalato la domanda fu consegnata il 30 giugno dall’ammiraglio Mladen Marušić. La garanzia la concesse poi il 3 novembre il sindaco spalatino, Jakša Miličić. Subito dopo, una volta ottenuta luce verde dalla SOFK della Jugoslavia il 15 novembre, il Comitato Olimpico nazionale si premurò di inviare la candidatura ufficiale di Spalato a Gabriel Gemeyel, presidente del Comitato internazionale dei Giochi dei Mediterranei.
La prima risposta alla candidatura fu un lungo questionario da compilare e inviare ad Atene. Tra le altre cose si chiedevano informazioni generali ad esempio sulla presenza in città di teatri, cinema e istituzioni culturali. Si ponevano quesiti sull’Università. Si voleva sapere quali impianti sportivi già esistessero, quale fosse la situazione per quanto riguarda le strade, le ferrovie, i collegamenti aerei. Non mancavano le domande sul clima e su tante altre questioni.
Dopo aver risposto esaurientemente alle domande del questionario non rimaneva altro che prepararsi a puntino per la presentazione da fare in occasione della scelta della città ospitante dei Giochi del 1975. Il tutto era stato fissato per il 5 ottobre del 1971 a Smirne, una città della Turchia che proprio in quei giorni ospitava essa stessa i Giochi del Mediterraneo.
A contendere a Spalato i Giochi del 1975 c’era pure Algeri, la capitale dell’Algeria. Arrivata a Smirne, la delegazione della Jugoslavia guidata da Mihovil Radja si rese ben presto conto che avrebbe dovuto affrontare una grande battaglia dall’esito oltremodo incerto.
Nei giorni che seguirono ci furono diverse riunioni. Le due città, Spalato e Algeri, si ritrovarono a contendersi i voti degli incerti. Alla fine a vincere fu la capitale dell’Algeria per 14-11. Visto l’esito della competizione, con la vittoria di misura degli algerini, già al Congresso di quell’anno fu presa la decisione informale di concedere l’organizzazione dei Giochi successivi, quelli del 1979, alla Jugoslavia. Però per confermare il tutto serviva che Spalato, con l’appoggio dei massimi organi sportivi della Croazia e dell’allora Jugoslavia, ripresentasse la sua candidatura entro la fine dell’anno corrente. Il capoluogo dalmata non ebbe dubbi sul fatto se ricandidarsi o meno e rifece tutto l’iter.
Cambiarono solamente i protagonisti incaricati di realizzare il progetto, che alla fine ricevette pure il sostegno convinto del Presidente Tito.

Sconfitta Casablanca
Alla fine fu di nuovo Mihovil Radja a guidare la delegazione al Congresso del 1975 ad Algeri. L’assise si tenne il 22 agosto e a contendere la candidatura a Spalato fu stavolta la città marocchina di Casablanca. Il capoluogo dalmata vinse alla fine per 16-9, mentre un voto fu considerato nullo.
In Dalmazia come nel resto dell’allora Jugoslavia fu grande festa. C’era però la consapevolezza che il grande lavoro doveva appena cominciare. Subito vennero costituiti numerosi Comitati preposti all’organizzazione delle varie attività in vista dei Giochi. Furono coinvolte numerose persone ed esperti di diversi settori per decidere in merito alla costruzione e alla modernizzazione degli impianti e all’organizzazione delle diverse competizioni sportive. Ogni disciplina sportiva ebbe il proprio Comitato. Solamente nell’ambito dei vari Comitati sportivi – e gli sport interessati dai Giochi erano ben 25 – furono impegnate complessivamente 405 persone. Poi i diversi Comitati furono ampliati con la cooptazione di altri 1.700 collaboratori e volontari. Il tutto con l’obiettivo di assicurare ai Giochi un’organizzazione che fosse ai limiti della perfezione.
Si pensò pure a tutti i Paesi e agli sportivi che dovevano essere ospitati nel 1979 a Spalato. Per tale motivo apposite delegazioni furono inviate in tutti i Paesi partecipanti ai Giochi per informare i funzionari locali sul progetto e per rispondere a eventuali domande. Il tutto un anno prima che si svolgessero i Giochi stessi. Così si arrivò al settembre del 1979. Tutti i cantieri terminarono il proprio lavoro in tempo utile per cui i Giochi poterono avere inizio.

Tito all’inaugurazione
I Giochi furono aperti dal Maresciallo Tito, Presidente a vita dell’allora Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia. Nello splendido stadio Poljud c’erano ben 50.000 spettatori e si calcola vi fossero inoltre oltre 150 milioni di persone davanti alla TV a seguire l’evento. A nome dei 2.500 sportivi partecipanti ai Giochi, a prestare il giuramento sportivo fu il rematore del Gusar, Duško Mrduljaš. A portare la bandiera dei Giochi furono i seguenti sportivi: il cestista Mirza Delibašić, il pugile Mehmet Bogujevci, il kayakista Matija Ljubek, il rematore Milorad Stanulov, l’atleta Dragan Životić, il pallavolista Vladimir Bogoevski, il pugile Miodrag Perunović, il nuotatore Borut Petrić, la pallamanista Kaja Ileš, la nuotatrice Vesna Šeparović, la pallavolista Majda Novak e la tiratrice Mirjana Jovović. L’onore di alzare la bandiera spettò alla nuotatrice Đurđica Bjedov, al ginnasta Miroslav Cerar e all’alpinista Stipe Božić, freco reduce dalla conquista del monte Everest.

La mascotte Adriana
A ideare lo stemma dei Giochi fu Boris Ljubičić. Si trattò di una reinterpretazione dello Stemma olimpico. Infatti furono raffigurati tre cerchi a simboleggiare i Paesi partecipanti che arrivavano da tre continenti, ossia Asia, Africa e Europa, nell’ordine rappresentati dai colori giallo, nero e blu. Il tutto con l’effetto dell’immersione nell’acqua. A realizzare l’idea di Ljubičić furono i designer Rajna Buzić-Ljubičić, Hrvoje Devideo e Stuart Hodges. Nell’opera furono inclusi pure svariati fotografi tra cui Siniša Knaflec, Esad Čičić, Petar Dabac, Mladen Tudor, Hrvoje Knez… La mascotte dei Giochi fu realizzata dall’affermato designer sloveno Oskar Kogoj. E passò alla storia con il nome di Adriana.

Stadi e palestre
I Giochi di Spalato verranno ricordati in primo luogo per l’opera complessiva di rinnovamento effettuata dal punto di vista sportivo e da quello delle comunicazioni. Per ospitare una manifestazione di un simile livello bisognava fare un po’ di tutto.
Dal punto di vista strettamente sportivo tutti ricordano che venne costruito lo stadio Poljud. Qui si svolsero la cerimonia di apertura e quella di chiusura, ma pure le prove di atletica leggera e le partite di calcio. Però pure gli altri sport trassero eccome giovamento dai Giochi. Infatti, sempre a Spalato, e sempre nel rione di Poljud, venne costruito il nuovo impianto natatorio. Nel rione di Gripe furono realizzate due palestre, note come la grande e la piccola. Per le discipline del tiro a segno sorse un nuovo centro a Stobreč. Sempre nel quartiere di Gripe venne costruito un centro tutto dedicato al tennis con nuovi terreni. Qui sorse anche una piccola palestra per la lotta libera. Inoltre vennero restaurati lo stadio dello Split e il palazzetto dello sport di Gripe, tutto votato alla pallacanestro. A guadagnare furono pure le altre città dalmate. Così a Castel Abbadessa (Kaštel Gomilica) e Almissa (Omiš) furono rinnovati i campi di calcio. Traù (Trogir) ricevette un nuovo palazzetto dello sport. Furono rinnovati l’ippodromo di Sinj e il poligono di tiro a segno di San Pietro della Brazza (Supetar). Vennero modernizzati la “pista” e gli impianti di Zaton, vicino a Sebenico, per il canottaggio. Furono rinnovati pure gli stadi di Zara a Makarska, come pure la palestra di Lesina (Hvar).

Non solo sport
Pure dal punto di vista extra sportivo la città di Spalato ottenne nuovi contenuti e moderni impianti, mentre quelli vecchi furono sottoposti a un accurato maquillage. Infatti proprio per questi Giochi venne realizzato un nuovo terminal passeggeri all’aeroporto do Resnik. Nuovo di zecca fu pure il terminal passeggeri nel porto cittadino. Il centro radiotelevisivo venne completamente rinnovato. Fu costruito il tunnel sotto il Monte Mariano (Marjan) per migliorare le comunicazioni. Vennero modernizzate strade e ferrovie e in parte realizzate di nuove. Così il traffico cittadino fu snellito. Venne inoltre interrata la ferrovia che prima divideva la città in due parti e che in futuro potrebbe rappresentare un troncone della metropolitana qualora dovesse essere realmente costruita. Quello che in primo luogo i cittadini notarono fu il grande miglioramento per quanto riguarda la rete elettrica, la canalizzazione e l’acquedotto. Interventi furono effettuati pure per quanto concerne la rete telefonica. Si… rifece il trucco pure il Teatro cittadino, rinnovato e riaperto dopo oltre dieci anni.
Visto l’imponente numero di partecipanti, bisognava aumentare e migliorare pure la rete di alberghi. Furono ampliati gli alberghi Marjan e Medena. Così il Medena vide aumentare la propria capacità ricettiva da 1.240 posti letti e ben 1.956. Il Marjan “salì” da 400 a 610 posti letto. Inoltre nel complesso del Marjan venne costruito il centro congressuale per 600 ospiti. Qui infatti durante i Giochi fu allestita la sala stampa. L’albergo Lav fu la sede in cui alloggiarono gli ospiti illustri dei 14 Paesi partecipanti. Furono rinnovati pure l’albergo Bellevue e i ristoranti Adriana e Luxor.
Si stima che alla fine tra costruzioni di nuovi impianti e ricostruzioni varie per questi Giochi furono spesi ben 2,6 miliardi di dinari e 500 milioni di marchi tedeschi.

I numeri
I Giochi si sono svolti dal 15 al 29 settembre 1979
Città ospitante: Spalato
Altre città coinvolte nei Giochi: Zara, Sebenico, Traù (Trogir), Sinj, Almissa (Omiš), Makarska, Lesina (Hvar) e San Pietro della Brazza (Supetar)
Nazioni partecipanti: 14 (Algeria, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Jugoslavia, Libano, Malta, Marocco, Monaco, Spagna, Siria, Tunisia e Turchia)
Sport: 26
Discipline: 192
Atleti: 2009
Atlete: 399
Giudici di gara: 882
Delegati: 25
Rappresentanti e allenatori: 4.126
Totale partecipanti: 4.126

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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 5 ottobre 2019.


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