I protagonisti sottaciuti dello sport

I protagonisti sottaciuti dello sport
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Negli sport, i protagonisti principali sono sempre gli atleti. Tuttavia, sentiamo meno parlare dei loro allenatori e ancor più di rado di coloro che dirigono le società sportive: presidenti, segretari e manager. Queste figure, spesso poco celebrate, svolgono un ruolo cruciale nel successo degli atleti, preparando il terreno per i loro trionfi. Il loro lavoro dietro le quinte è fondamentale per garantire che lo sport cresca e prosperi. Ecco alcune storie di chi, agli albori dello sport in Dalmazia, ha gettato le basi per il movimento sportivo del XX secolo e ha contribuito alla rinascita del settore dopo la Seconda guerra mondiale.

L’ammiraglio
Ljubo Truta, nato il 22 dicembre 1915 a Zlarino, talvolta Slarino (Zlarin), è stato un importante figura nel mondo del canottaggio. Dopo aver frequentato il liceo a Sebenico, s’iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza di Zagabria. Nel maggio 1942 si unì al distaccamento partigiano della Dalmazia settentrionale e si distinse come comandante della Quinta Brigata Dalmata durante le battaglie sulla Sutjeska. Questi eventi furono cruciali nella lotta partigiana e il suo coraggio lo portò a essere proclamato eroe nazionale nel 1953. Dopo la guerra, Truta ricoprì ruoli di comando nel Distretto Militare e Navale e si diplomò alla Scuola Navale Militare Superiore in Unione Sovietica. Ritiratosi nel 1975 con il grado di ammiraglio, rimase attivo nel mondo del canottaggio, ricoprendo anche la carica di presidente dell’Associazione di Canottaggio della Jugoslavia. Sotto la sua guida, i canottieri dell’ex Jugoslavia parteciparono a numerose competizioni internazionali, tra cui le Olimpiadi. Truta fu inoltre uno degli organizzatori dei Giochi del Mediterraneo del 1979 a Spalato, un evento che consolidò il ruolo della città come centro sportivo di livello internazionale. Morì il 2 giugno 1991 a Spalato, lasciando un’eredità indelebile nello sport e nella società.

La fondazione della Mornar
Benko Matulić nacque il 1° aprile 1914 a Bol, sull’isola di Brazza (Brač). Fin da giovane aderì al movimento operaio rivoluzionario, dimostrando un forte impegno politico che lo accompagnò per tutta la vita. Durante la Seconda guerra mondiale ricoprì incarichi politici e militari nelle isole della Dalmazia centrale. Dopo la guerra, assunse il ruolo di capo dell’Accademia Navale Superiore e fu assistente comandante del distretto navale.
Nel 1951 divenne il primo presidente dell’Associazione Sportiva Mornar di Spalato, che nacque con l’obiettivo di promuovere la cultura fisica e le attività sportive nella regione. Durante il suo mandato, Matulić lavorò instancabilmente per sviluppare il nuoto e la pallanuoto, contribuendo alla crescita di talenti che avrebbero portato l’ex Jugoslavia a eccellere in queste discipline. Fu anche presidente del Club di nuoto e pallanuoto Mornar dal 1957 al 1958, periodo in cui la società ottenne diversi successi a livello nazionale. Morì il 4 gennaio 1976 a Spalato, ricordato come una figura di spicco nello sviluppo dello sport nella regione.

Il professore col fischietto
Berislav Maričić, nato il 29 febbraio 1912 a Seline, dedicò la sua vita al calcio, dapprima come giocatore e poi come arbitro della Prima lega federale di Calcio Jugoslava. Il suo lavoro come arbitro gli valse una reputazione di grande integrità e competenza, che lo portò a essere delegato e controllore di partite anche a livello internazionale.
Oltre alla sua carriera arbitrale, Maričić fondò il giornale sportivo del club calcistico Zadar, utilizzando questa piattaforma per promuovere lo sport e documentarne i successi. Fu anche autore di numerose monografie sportive, fornendo una preziosa testimonianza storica. Negli anni ‘30, durante il suo servizio a Sebenico, fu tra i fondatori del club calcistico Osvit, oggi noto come Šibenik. Questa iniziativa segnò l’inizio di una lunga tradizione calcistica nella città. Nel 1982, Maričić ricevette il Trofeo dell’Associazione per la Cultura Fisica della Croazia, un riconoscimento per il suo contributo allo sport. Morì il 15 ottobre 1998 a Zara, lasciando un segno profondo nella storia del calcio croato.

La leggenda del rugby
Nato il 30 luglio 1931 a Spalato, Mihovil Radja fu un atleta poliedrico, eccellendo in diverse discipline sportive, ma trovando il suo vero amore nel rugby. Fondatore del Nada Rugby Club, contribuì alla creazione di altri club nella regione e ricoprì ruoli di giocatore, allenatore e presidente. La sua leadership fu determinante per la crescita del rugby in Dalmazia.
Dal 1980 al 2000 fu presidente del Nada e membro del comitato esecutivo dell’Unione Rugby della Croazia e dell’ex Jugoslavia. Sotto la sua guida, il Nada divenne una potenza nazionale, vincendo numerosi trofei. Radja co-organizzò anche due congressi della Federazione Mondiale di Rugby, tenutisi rispettivamente a Ragusa (Dubrovnik) nel 1967 e a Zagabria nel 1997. Questi eventi rafforzarono i legami internazionali e aumentarono la visibilità del rugby nella regione.
Oltre alla sua carriera sportiva, Radja fu un appassionato ricercatore di storia dello sport, contribuendo alla stesura di opere fondamentali come “Storia dello sport a Spalato 1918-1941”. Tra i tanti riconoscimenti ricevuti, spiccano il Trofeo “Fabjan Kaliterna” e il premio statale “Franjo Bučar”. Morì il 13 aprile 2010 a Spalato, lasciando un’eredità che continua a ispirare le nuove generazioni.

La Primavera croata
Mladen Marušić, nato il 5 giugno 1923 ad Almissa (Omiš), servì come ufficiale nel Distretto navale di Spalato. Durante la sua carriera militare, ricoprì numerosi incarichi di rilievo, ma si ritirò nel 1971 con il grado di contrammiraglio a causa del suo sostegno alla Primavera croata. Dal 1969 al 1971, Marušić fu presidente dell’Associazione per la Cultura Fisica del Comune di Spalato, lavorando per migliorare le infrastrutture sportive e promuovere lo sport tra i giovani. Fu anche membro del consiglio dell’Hajduk, contribuendo al rafforzamento del club calcistico spalatino. Morì il 7 agosto 1992 a Spalato, ricordato per il suo impegno sia nello sport che nella politica.

Un’istituzione nella pallanuoto
Ivica Ivo Cipci, nato il 25 aprile 1933 a Spalato, fu una leggenda della pallanuoto. Vinse l’argento olimpico a Melbourne nel 1956, dove fu capocannoniere, e partecipò anche ai Giochi di Roma nel 1960. Nel corso della sua carriera, Cipci giocò oltre 200 partite ufficiali con lo Jadran di Spalato, segnando 129 gol.
Oltre al suo successo come giocatore, fu allenatore e presidente dello Jadran, contribuendo a costruire una tradizione di eccellenza. A livello internazionale, ricoprì ruoli di rilievo nelle federazioni di pallanuoto jugoslava e internazionale. Nel 2008 gli fu conferito l’Ordine della Danica di Croazia con l’immagine di Franjo Bučar, un ulteriore riconoscimento per il suo contributo allo sport.

Un arbitro poliedrico
Antun Toni Petrić, nato il 15 maggio 1931 a Spalato, è stato uno dei primi allenatori professionisti di pallanuoto. Durante la sua carriera, allenò club di Spalato, Fiume e Sebenico, portando le sue squadre a importanti successi. Fu anche membro dello staff tecnico della nazionale jugoslava, contribuendo a vincere medaglie in competizioni europee.
Petrić fu un poliedrico arbitro sportivo, attivo in atletica, calcio, nuoto e pallanuoto. Dal 1979 al 1983 fu direttore del complesso di piscine sportive di Poljud (Spalato), un ruolo che gli permise di influenzare positivamente lo sviluppo delle infrastrutture sportive. Morì il 29 maggio 2013 a Spalato, lasciando un segno indelebile nello sport croato.

Scienziato e nuotatore
Vicko Lučić, nato il 4 novembre 1927 a Ragusa (Dubrovnik), è stato docente alla Facoltà di Cultura fisica di Zagabria e pioniere nell’insegnamento del nuoto. Durante la sua carriera, ricoprì ruoli di leadership nell’Associazione Croata di Nuoto e nell’Associazione Jugoslava di Nuoto, contribuendo alla preparazione degli atleti per competizioni di alto livello, tra cui le Olimpiadi. Lučić morì il 27 settembre 2018 a Zagabria, lasciando un’eredità significativa nell’educazione e nello sport.

Il promotore degli sport equestri
Bruno Vuletić, nato il 5 ottobre 1924 a Sinj, fu un comandante militare e diplomatico, ma anche un appassionato promotore degli sport equestri. Ricoprì per anni la carica di voivoda (condottiero) della Sinjska Alka, trasformandola in un evento di rilievo culturale e storico. Fu inoltre presidente dell’Associazione Equestre dell’ex Jugoslavia, lavorando per migliorare le condizioni degli sport equestri nella Federazione.
Dopo essersi opposto a Slobodan Milošević, Vuletić trascorse gli anni della guerra agli arresti domiciliari a Belgrado. La sua dedizione agli ideali di giustizia e pace lo rese una figura rispettata anche al di fuori dell’ambito sportivo. Morì il 6 novembre 1997, lasciando un esempio di coraggio e integrità.

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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 18 gennaio 2025.


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