Quegli avvocati e ingegneri che forgiarono i campioni

Quegli avvocati e ingegneri che forgiarono i campioni
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Nei vari sport i protagonisti sono sempre gli atleti. Sentiamo sempre parlare dei campioni, un po’ di meno dei loro allenatori. Si sente parlare delle società. Ma chi dirige queste società? Chi sono gli artefici dei successi, coloro che si sono fatti valere quali organizzatori, nel ruolo di presidenti, segretari e altri dirigenti? Di loro si sente parlare solitamente molto poco. Ma sono pure loro i protagonisti nel mondo dello sport. Ecco la storia di alcuni dei protagonisti rimasti spesso dietro le quinte che hanno però svolto un ruolo importante nell’ambito dello sviluppo dello sport in Dalmazia. Spesso è stato grazie al loro impegno e alla loro caparbietà se diverse discipline si sono radicate sul territorio sfornando suon di campioni. Ci soffermiamo quindi su coloro che hanno dato il via all’attività sportiva organizzata, guidandola con sapienza dagli inizi del 20º secolo fino alla fine dell’ultimo conflitto mondiale.

Bartole, ufficiale olimpico
Uno dei protagonisti principali fu Julije Bartole, un valido nuotatore prebellico e ufficiale olimpico. Nacque il 12 ottobre 1897 a Sebenico. Fu il primo presidente del Club di nuoto Jadrija costituito a Sebenico nel 1922. Fondò il club per venire incontro alle esigenze degli studenti e degli alunni locali. E poi traghettò la società verso traguardi più ambiziosi. Costruì la prima sede sociale e programmò alla perfezione l’attività societaria. Si trasferì poi a Zagabria dove si impegnò attivamente nel lavoro della sottoassociazione di nuoto. Alla sessione dell’Assemblea dell’Associazione jugoslava di nuoto tenutasi il 28 dicembre 1937, Julije Bartole fu eletto alla carica di presidente che ricoprì fino al 1941. Ancor prima di essere eletto a questa prestigiosa carica, Julije Bartole era già ben noto nella vita sportiva della Croazia e dell’allora Regno di Jugoslavia nel suo complesso. Era stato dirigente di lunga data della Federazione jugoslava di nuoto, uno dei fondatori della Federazione delle Associazioni sportive del Regno di Jugoslavia alla fine del 1929, membro del Comitato olimpico jugoslavo e del famoso Comitato Interfederale (MESAVOD) per la preparazione dei Giochi olimpici di Amsterdam nel 1928. Julije Bartole morì a Zagabria il 27 maggio 1975.

Stalio e il canottaggio
Ivo Stalio fu uno dei più importanti personaggi nel mondo del canottaggio. Dalla fondazione del Gusar il 5 marzo 1914 e per tutto il periodo dal 1914 al 1941 a dirigere il rinomato club fu proprio il dottor Ivo Stalio, medico di Spalato. Nacque l’11 giugno 1875 a Milna sull’isola di Brazza (Brač). Si laureò in medicina generale all’Università di Vienna il 22 luglio 1898. Fu primario e capo del dipartimento di dermatologia e malattie veneree dell’Ospedale generale di Spalato. Quale rispettato cittadino di Spalato, il dottor Stalio fu pure membro dei Consigli di amministrazione di numerose organizzazioni culturali e sportive. Fu anche presidente della Società franco-jugoslava di Spalato. Venne insignito della Legion d’Onore francese. Fu pure vicepresidente dell’organizzazione mondiale di canottaggio – FISA.
E quello che forse più conta è il fatto che il dottor Ivo Stalio fu l’autentico promotore del canottaggio a Spalato e in Dalmazia e il suo primo grande sostenitore. Oltre a partecipare alla fondazione del Gusar e a diventarne primo presidente, già nel 1922 a Novi Sad si fece carico della costituzione dell’Associazione jugoslava di canottaggio, di cui fu presidente dal 1925 fino alla fine del 1933. Grazie ai suoi sforzi, l’Associazione jugoslava di canottaggio divenne membro a pieno titolo della FISA nel 1926.
Il suo Gusar lo onorò nominandolo presidente onorario a vita. Nel 1933 Stalio divenne presidente del sottocomitato olimpico di Spalato e mantenne tale carica fino al 1935. L’otto con del suo Gusar vinse l’oro al Campionato europeo del 1932 a Belgrado, mentre il quattro con vinse l’alloro alle Olimpiadi di Helsinki nel 1952. Ivo Stalio morì a Spalato il 9 settembre 1963.

Dominis, avvocato e sportivo
Juraj Dominis fu uno dei fondatori del canottaggio di Sebenico e dell’otto olimpico della Krka. Nacque il 22 aprile 1888 a Zaravecchia (Biograd na moru). Frequentò la scuola pubblica a Zaravecchia, il ginnasio a Zara e si laureò poi in giurisprudenza a Praga. Iniziò il suo servizio nel 1911 presso il Tribunale distrettuale di Sebenico. Poi lavorò come avvocato a Zara e Zaravecchia. Dal 1918 al 1945 ebbe il proprio studio legale a Sebenico e dal 1951 al 1958 a Zagabria. Durante la sua permanenza a Sebenico fu tra i proprietari di numerose fabbriche e miniere di bauxite. Fu pure una delle personalità più significative nella storia del club di canottaggio Krka, di cui fu presidente dal 1927 al 1941. Fu anche presidente della Federazione jugoslava delle Associazioni di canottaggio dal 1933 al 1935 e massimo dirigente dell’Unione turistica della Dalmazia.
Il Krka fu fondato nel 1923 e subito dopo la sua fondazione la prima amministrazione societaria chiese il sostegno dei cittadini per raccogliere i fondi necessari per il normale funzionamento di questo club marittimo. La risposta dei cittadini oltrepassò le più rosee aspettative e anche Dominis dette il suo contribuito fattivo. L’anno successivo Juraj Dominis divenne membro del Consiglio direttivo del Krka e uno dei suoi soci più attivi, nel 1925 divenne vicepresidente e nel 1927 presidente del club, che fu accolto anche tra le file dell’Associazione jugoslava di canottaggio. Dominis fu pure consigliere onorario del Comitato olimpico jugoslavo. Nell’anno olimpico 1936 ci furono molte turbolenze nel lavoro del club e della Federazione jugoslava di canottaggio, per cui Dominis ad un certo punto rassegnò le dimissioni che però non furono accolte. La partenza degli otto con del Krka per i Giochi olimpici di Berlino del 1936, i primi otto della Jugoslavia nella storia di questa disciplina sportiva, fu l’apice dell’impegno del club e del suo presidente Juraj Dominis, che morì il 26 gennaio 1958 a Zagabria.

Dešković tra ingegneria e vela
L’ingegner Žarko Dešković si fece valere quale dirigente del Labud, dell’Hajduk e dell’Aero Club Spalato. Nacque il 18 aprile 1891 nal capoluogo dalmata. Oltre che nel calcio, lasciò una traccia indelebile pure nel mondo nella vela. Frequentò il liceo a Spalato e completò poi gli studi alla Facoltà d’Ingegneria e Costruzioni di Praga. Tra le due guerre mondiali gestì la propria società di progettazione e costruzione nel capoluogo dalmata, che raggiunse punte di eccellenza con la realizzazione dell’ex Palazzo Ban a Spalato e della strada Traž (Traù) – Spalato. Dopo aver terminato gli studi, visse e lavorò a Spalato e già nel 1922, quale grande appassionato di vela, cercò di formare una sezione velica presso il Circolo canottieri Gusar, volendo così gettare gradualmente le basi dell’attività velica spalatina. Ci riuscì solo nel 1924, rispondendo all’invito di essere tra i dirigenti della società Labud al momento della sua fondazione. Dešković organizzò anche le prime regate per il Campionato della Jugoslavia nelle acque della Dalmazia centrale, navigando intorno all’isola di Smerduglia (Mrduja) e partecipando alle regate di Lesina (Hvar) e Lissa (Vis). Dal 1926 al 1941 fu presidente del Labud e dal 1945, fino alla sua morte, presidente onorario del club.
Žarko Dešković fu anche il costruttore della prima barca a vela nazionale chiamata Labud I. Grandi furono pure i suoi meriti per la stampa del primo opuscolo sulla vela nel 1931, pubblicato dal Club velico Labud. Dešković contribuì molto al progresso dell’Hajduk, durante il suo periodo di presidenza del club dal 1930 al 1932. Fu anche giudice di nuoto e presidente dell’Aero Club di Spalato. Fu inoltre un membro attivo dell’Automobil Club di Spalato. Žarko Dešković morì il 10 febbraio 1972 a Spalato.

Lavš. Tra gare e balli
Vjekoslav Lavš, membro attivo del Sokol, fu il primo presidente del sottocomitato olimpico di Spalato. Nacque intorno al 1880, probabilmente in Slovenia, anche se è impossibile stabilirlo con esattezza. Come rilevato, guidò con successo il primo sottocomitato olimpico nel capoluogo dalmata. L’incontro costitutivo si tenne nella Casa della Società Sokol a Spalato. Il primo presidente fu proprio il dottor Vjekoslav Lavš. Si trattò del primo sottocomitato olimpico del Paese, fondato il 25 giugno 1920 a Spalato, su iniziativa del Comitato olimpico jugoslavo. Per promuovere lo sport, il sottocomitato olimpico organizzò diversi eventi sportivi nell’ambito delle competizioni nazionali e lanciò il giornale Jadranski šport. Per raccogliere fondi per la preparazione degli atleti e per i viaggi ai Giochi olimpici, il sottocomitato organizzò varie gare e balli. La prima competizione si tenne il 15 ottobre 1922 sotto il nome di Giornata olimpica. Il 12 marzo 1921 il sottocomitato olimpico di Spalato organizzò nel foyer del Teatro di Spalato un grande ballo che ebbe uno straordinario successo, una rarità all’epoca. Per diffondere il movimento olimpico, adempiere a tutti i compiti del Comitato olimpico jugoslavo e raccogliere le risorse finanziarie necessarie, ogni anno si svolsero anche altri eventi nell’ambito della Giornata olimpica

Quatto club spalatini in auge
In quel periodo lo sport a Spalato era in piena ascesa. L’apice fu raggiunto nel 1929, quando quattro club di Spalato vinsero i rispettivi Campionati nazionali: il Gusar nel canottaggio, l’Hajduk nel calcio, la Jadran nel nuoto e il Labud nella vela. Da allora preso piede il famoso detto secondo cui Spalato è “la città più sportiva del mondo”. Si può dire che lo sport a Spalato abbia vissuto un vero e proprio boom sotto la guida di Vjekoslav Lavš, anche se molti club erano già stati fondati prima che lui emergesse sulla scena sportiva che conta. Essi conobbero però il vero momento di slancio proprio negli anni ‘20 del secolo scorso. E senza alcun dubbio gran parte del merito va al sottocomitato olimpico presieduto da Vjekoslav Lavš, di cui non si conosce la data del decesso.

Grisogono, voglia di tennis
Nenad Grisogono fu il padre della vela spalatina e un importante dirigente nel mondo del tennis. Nacque il 16 novembre 1907 a Spalato. Si laureò giovanissimo alla Facoltà di Giurisprudenza di Praga. Aprì poi uno studio legale a Belgrado. Fu un grande appassionato di sport con un talento speciale per la boxe, il tennis, la vela e gli scacchi. Fu pure uno dei promotori della vela a Spalato. Nel gennaio del 1921 i giovani del capoluogo dalmata, tra cui spiccava proprio Nenad Grisogono, si riunirono nella legnaia del vecchio squero di Košćina e decisero di fondare l’Associazione delle scuole superiori per la promozione della vela, il Labud. Grisogono venne eletto primo segretario del club, peraltro non ancora registrato. Fu il primo esponente del circolo della vela a realizzare un progetto per i sandolini L1, L2, L3 e L4, che consistevano in tre tavole di abete, mentre la prua e la poppa erano ricoperte di tela oliata.
L’attività del Labud iniziò ufficialmente l’11 novembre 1924, quando il grande prefetto della regione di Spalato, Ivo Perović, approvò il regolamento del club, redatto dal Comitato promotore, di cui Nenad Grisogono era segretario. Nei panni di velista attivo, ottenne ottimi risultati. Arrivò secondo nella regata del Circolo nel 1925, vinse la stessa regata nel 1926 e ricevette la coppa d’argento della Guardia adriatica. Partecipò anche alla prima delle regate di Smerduglia (Mrduja), tenutasi nel 1927.
Oltre alla vela, Grisogono fu pure molto attivo nel mondo del tennis di Spalato e nel 1926 divenne segretario del tennis club jugoslavo del capoluogo dalmata. Iniziò la sua prima attività ufficiale a livello nazionale in campo tennistico il 13 aprile 1935, quando fu eletto membro del Comitato tecnico dell’Associazione jugoslava di tennis JTS. Nel 1939 troviamo Grisogono alla guida della stessa Associazione. Nenad Grisogono morì a Londra il 16 dicembre 1993.

Kolić, tra i fondatori dello Jug
Pero Kolić fu uno dei fondatori e presidente di lunga data dello Jug. Nacque il 3 giugno 1900 a Ragusa (Dubrovnik). Di professione avvocato, lavorò in diversi uffici legali nella Jugoslavia dell’epoca e nel 1933 divenne segretario dell’allora unità amministrativa sull’Isola di Mezzo (Lopud) vicino a Ragusa (Dubrovnik). Fin dalla giovinezza fu un importante funzionario sportivo, impegnandosi sempre quale volontario. Fu uno dei partecipanti all’Assemblea costitutiva del club sportivo Jug il 30 aprile 1923, insieme a Rudi Reš, Antonio Nardelli e Zdenko Šapra, giocatore di pallanuoto e insegnante di musica.
Dal 1924, quando ci fu la sua prima esibizione, fino al 1961, quando a Gravosa (Gruž) fu costruita una piscina olimpica, lo Jug giocò nel porto vecchio (il vecchio scalo cittadino raguseo). Pero Kolić si occupò anche dell’organizzazione degli allenamenti e delle partite. E partecipò alla attività organizzative che portarono alla costruzione della piscina olimpica. Fu un importante funzionario sportivo per tutto l’arco della sua vita. Per molti anni ricoprì la carica di presidente dello Jug e quando lasciò ad altri le redini del club a causa delle cattive condizioni di salute, rimase presidente onorario a vita dello stesso. Vinse numerosi premi tra i quali il più importante fu sicuramente il Trofeo dell’associazione croata di cultura fisica per l’anno 1961.
Ai primi Giochi olimpici del dopoguerra a Londra nel 1948, Pero Kolić fu invitato dal Comitato olimpico internazionale, ma le autorità di allora non gli rilasciarono il passaporto perché veniva definito “nemico dell’Unità”, ovvero dello “Jedinstvo”. Dopo la Seconda guerra mondiale, infatti, il nuovo governo chiese che il nome del club Jug fosse modificato in Jedinstvo, ossia in Unità come simbolo della nuova era. Pero Kolić morì l’8 aprile 1966 a Ragusa (Dubrovnik).
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo l’8 giugno 2024


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