Alle Olimpiadi di Helsinki vinta la medaglia d’Oro (3 e continua)
Nel dopoguerra il canottaggio spalatino cominciò subito a registrare risultati di rilievo. Anche se già in precedenza eravamo abituati all’egemonia del Gusar sia in campo seniores che in quello juniores, una vera novità a livello nazionale furono i grandi successi che cominciò a mietere il settore femminile. Così ai primi campionati nazionali a Sebenico nel 1946 arrivò il primo titolo nazionale femminile grazie al quattro con formato da Besi Borčić, Mira Šegvić, Ljiljana Matošić, Bebi Gligo e dal timoniere Toma Petretić.
Una vera attrazione
Però i canottieri “color rosa” scatenati non si fermarono lì. Infatti passarono di vittoria in vittoria e si rivelarono una grande attrazione non solo per gli amanti del mondo del canottaggio. Nel 1947 ai campionati croati ottennero numerosi successi, pure a livello giovanile. Non mancarono le ragazze che si imposero nel quattro con composto ora da: Besi Borčić, Henda Lolić, Ljiljana Matošić e Mira Šegvić, con il timoniere Aco Pavasović.
I «tići» volano alto
Come si era visto già negli anni precedenti il punto di forza del Gusar non era soltanto il settore seniores, ma pure l’ottimo vivaio, dal quale spuntavano, grazie ai bravissimi allenatori, le future stelle. Subito nel 1946 il Gusar aprì la scuola per gli esordienti, chiamati “tići”. Qui si iscrivevano i giovani tra i 12 e i 15 anni di età. Si calcola che nei primi 10 anni vi passarono più di mille giovani. Non pochi furono quelli che rimasero a militare nelle file della compagine spalatina pure a livello seniores e con non pochi successi. Tra quelli che cominciarono da giovanissimi a remare nel Gusar vanno certamente ricordati: Mile Alujević, Zdeslav Brajković, Mate Mojtić, Dane Krnčević, Igor Zuppa e altri.
Nulla veniva lasciato al caso
Anche se erano giovanissimi, il club spalatino non lasciava nulla al caso. I migliori venivano subito inclusi nei vari campionati juniores, senza contare che facevano pratica pure nelle svariare gare che si tenevano in Dalmazia e a livello adriatico. Questa politica di valorizzazione dei giovanissimi portò pure grandi successi e attirò tanti giovani nell’orbita di questo sport, per quanto considerato magari di second’ordine rispetto ai più “famosi” e affermati a Spalato, come il calcio e la pallacanestro. Si è trattato di una disciplina sportiva nella quale il capoluogo dalmata ha sempre ha dettato legge e non soltanto a livello croato, ma pure a livello dell’ex Jugoslavia.
Come già scritto nel precedente episodio, nei primi anni la politica nel mondo dello sport ha giocato un forte ruolo. Da un lato questo si è rivelato positivo, mentre dall’altro ciò è stato foriero di tante illogicità e talvolta ha portato le persone ad allontanarsi da certi sport. Così nel 1949 su direttiva da Belgrado tutte le società di tutti le discipline sportive furono costrette a fondersi in una sola. Nacque così la FD Hajduk (fiskulturno društvo/società di cultura fisica) di cui l’attuale FD Gusar divenne la sezione per il canottaggio. Naturalmente si trattò di un provvedimento di carattere meramente amministrativo, che non scalfì minimamente il valore sportivo di queste società che continuarono a mietere successi sia a livello calcistico sia a quello del canottaggio.
Così ai campionato nazionali di Bled del 31 luglio, il nuovo FD Hajduk divenne campione nazionale nel due senza composto da Jere Ozretić e Vanja Treursić.
A comprova dell’ottima scuola giunsero gli allori al campionato croato che nel 1949 si disputò a Fiume: nel quattro senza si imposero i vogatori che all’epoca erano studenti ginnasiali: Petar Šegvić, Mate Trojanović, Velimir Valenta e Duje Bonačić. Essi vinsero non solo nel campionato juniores, ma pure in quello seniores!
Regole, praticamente d’obbligo aggirarle
Siccome ogni regola ha… la scappatoia che permette di aggirarla, così fu pure nel caso del provvedimento che impose di fondere le società FD Hajduk e FD Gusar. Così vennero gettate le basi per la creazione di una nuova società orientata esclusivamente verso il canottaggio: l’atto finale fu registrato nell’aprile del 1949 quando a Spalato venne fondata la V.K. “Mornar”.
Ma ritorniamo al Gusar/Hajduk: nel 1950 i successi proseguirono non solo a livello nazionale. Innanzitutto ai campionati nazionali di Bled si registrò la vittoria nell’otto con composto da Joško Jurić, Velimir Valenta, Ivica Bočina, Ante Vrdoljak, Duje Bonačić, Paško Fabjanac, Ivo Lipanović, Vanja Treursić e il timoniere Miličić e nel quattro senza formato da Bonačić, Valenta, Trojanović e Šegvić. E proprio questo quattro senza comincerà a farsi valere pure a livello internazionale. Pochi giorni dopo i nazionali in una gara internazionale gli spalatini batterono di prepotenza l’Austria. Una finale emozionante
Poi parteciparono ai campionati europei di Milano dove in una emozionante finale giunsero secondi dopo i padroni di casa, piazzandosi davanti alla Norvegia. L’ordine di arrivo si ebbe appena al fotofinish, visto che i tre remi arrivarono al traguardo con meno di 60cm di differenza. Più tardi però arrivò la doccia fredda, a causa della squalifica dei canottieri spalatini per una presunta “invasione” di corsia.
Nonostante la grande delusione di Milano, il quattro senza continuò a mietere successi. Ai nazionali del 1951 a Bled arrivò l’ennesimo titolo nazionale. A imporsi fu la squadra composta da Bonačić, Valenta, Trojanović e Šegvić. Da segnalare pure la vittoria nel quattro con, formato da Ivica Bočina, Ivo Lipanović, Ante Vrdoljak e Vanja Treursić con timoniere Stipe Miličić. Soltanto una settimana dopo per il quattro senza arrivò un fenomenale secondo posto alla prestigiosa regata londinese Henley Royall Regatta. Forte di questi indubbi successi la squadra spalatina si recò con grandi speranze agli europei di Macon in Francia. Però i campionati continentali si rivelarono una grande delusione. Infatti entrambi i remi campioni nazionali uscirono ben presto di scena senza risultati di rilievo.
Il successo era dietro l’angolo
Però il successo era dietro l’angolo. Nel 1952 il quattro senza si impose nuovamente ai campionati nazionali, questa volta a Maribor e “staccò il biglietto” per i giochi olimpici di Helsinki. E in Finlandia arrivò un risultato storico, davvero inaspettato. Il quattro senza vinse la medaglia d’oro! A tagliare per primi il traguardo furono Duje Bonačić, Velimir Valenta, Mate Trojanović e Petar Šegvić. Questa squadra alla fine della manifestazione fu pure proclamata una delle migliori delle Olimpiadi. Quello di Helsinki fu un successo emozionante, giunto dopo sforzi immani, perché arduo da conseguire. Iniziarono le competizioni 18 remi in rappresentanza dei cinque continenti. Il primo turno fu semplice per gli spalatini, che vinsero contro Polonia, Finlandia, Danimarca e Nuova Zelanda. Alla fine quello dei quattro dalmati fu il migliore tempo in assoluto. Nelle semifinali l’obiettivo era il ripescaggio. Consci della forza degli avversari, il gruppo dalmata puntava a trovare un modo per entrare in finale. Così almeno la pensavano i dirigenti e gli allenatori, ma non i rematori stessi come confermò più tardi Bonačić. Ed essi ebbero ragione.
Una strategia vincente
Infatti non solo vinsero la gare delle semifinali, ma arrivarono al traguardo con ben due remi di vantaggio! La finale era in programma il 23 luglio. La giornata si presentò fredda, con forti raffiche di vento nella baia di Meilahti dove si disputavano le gare. Non mancavano neppure le onde a rendere dura la vita ai vogatori. Nella finale si erano piazzati oltre alla Jugoslavia, pure i rematori di Finlandia, Inghilterra, Francia e Polonia. La gara partì male, con gli spalatini costretti subito a rincorrere il grosso degli avversari, con i solo polacchi lasciati dietro alle spalle. Le onde e il vento fecero sì che le varie squadre scegliessero strategie diverse. I finlandesi e i francesi si “lanciarono” subito avanti, imponendo alla gara il ritmo forte, quasi esagerato, di 42-44 remate al minuto, mentre gli spalatini si fermarono a quota 38 per poi scendere ulteriormente a 35-36, al fine di risparmiare le energie per il gran finale. Fu una tattica più che azzeccata. Infatti il grande svantaggio ai 200 metri, quasi due remi rispetto ai finlandesi, ai 500 era già ridotto di molto. Ai mille metri ci fu l’aggancio e il sostanziale “pareggio” tra i remi più forti e la Jugoslavia. Ai 1200 per la prima volta gli spalatini registrarono un timido vantaggio. Ai 1500 metri il vantaggio cominciò a crescere. Riuscì a seguire il ritmo non tanto forte imposto alla gara dai dalmati solo il remo francese, che però non riuscì mai a superare i vogatori spalatini. I francesi tentarono di puntare al primo posto fino ai 1700 metri, ma tutti i tentativi furono vani. La vittoria arrise ai dalmati, con un margine di distacco tale rispetto ai francesi, da costringerli alla fine a gettare la spugna. I rematori del Gusar quasi non potevano credere ai loro occhi, tanto grande era stata la loro impresa. Remarono fortissimo anche dopo il traguardo. Subito dopo si portarono davanti ai giudici di gara per aspettare il verdetto finale ufficiale. E questo venne ben presto. Il tempo ufficiale fu di 7,16,0 contro il 7,18,9 dei francesi, ossia quasi tre secondi di vantaggio. Fu medaglia d’oro! Un successo storico per il canottaggio della Jugoslavia e in primis per quello spalatino. Il trionfo ebbe vasta eco in tutto il Paese. I quattro rematori d’oro rimasero in Finlandia fino alla fine delle Olimpiadi e poi tornarono in patria dove parteciparono alle feste organizzate in loro onore a Zagabria, Fiume e alla fine nella loro natia Spalato. A vincere questa medaglia furono proprio dei giovani, tutti e quattro ancora studenti. Duje Bonačić, nato nel 1929, studente di filosofia; Velimir Valenta, del 1929 studente di ingegneria; Mate Trojanović del 1930, studente di filosofia e il quarto remo Petar Šegvić del 1930, studente di ingegneria. Essi si conoscevano proprio a fondo. Avevano cominciato a remare nel 1947, i primi successi erano arrivati nel 1948; in seguito non si separarono mai. Come fecero notare al ritorno in patria, dovevano tanta gratitudine in primis al loro allenatore, il pluricampione e nazionale Davor Jelaska, che la Federazione non aveva mandato in Finlandia.
Nel 1953 tutti gli occhi erano puntati sul quattro senza. Che non deluse le aspettative. Infatti ai campionati nazionali di Sebenico arrivò l’ennesimo titolo nazionale e di conseguenza il diritto alla partecipazione agli europei. Però a Copenaghen non tutto andò per il verso giusto. Nonostante la tenacia, la buona volontà e gli sforzi profusi, gli olimpionici Bonačić, Valenta, Trojanović e Šegvić si piazzarono soltanto al quinto posto. Quella, come si apprese dopo, fu la loro ultima gara. Dopo tutti i grandi successi ottenuti, decisero che era venuta l’ora di andare in “pensione”.
Un periodo di vacche magre
Con la ritirata del quattro senza per il Gusar arrivò un periodo di delusioni. Infatti la società non disponeva più di remi di prestigio e di così alto livello. Seguirono anni di scarsi successi, ottenuti in primo luogo tra gli juniores e in campo femminile. Così registriamo la vittoria nei campionati della Croazia del 1954 del quattro senza femminile formato da Lj. Dvornik, S. Joković, M. Dvornik e R. Anić. La squadra juniores nel periodo che seguì si faceva notare sempre di più. La politica della società era di farla partecipare ad un numero sempre crescente di regate per contribuire alla sua maturazione. Così i “ragazzi” diventarono sempre più capaci di gareggiare alla pari con i seniores, nella cui categoria si ritrovarono a remare non di rado e con buoni risultati. I successi di sicuro non mancarono, sia a livello nazionale con parecchie medaglie, sia a livello internazionale, dove furono conseguiti ottimi risultati nelle varie regate.
Il primo grande successo del Gusar dopo il quattro senza olimpionico arrivò a Sebenico nel 1963. Infatti gli spalatini ottennero due secondi posti. Nel quattro con a vincere l’argento furono Josip Prkić, Ante Mosić, Juraj Gamulin, Mijo Bužančić e il timoniere Čedo Klarić; mentre nel due con si imposero Mijo Bužančić e Juraj Gamulin, con il timoniere Čedo Klarić.
Una generazione nuova
Che la nuova generazione fosse pronta per il gran salto di categoria era ormai chiaro a tutti. I successi a livello juniores del Gusar erano pressoché scontato. Così nel 1964 gli spalatini avevano tutte le gare! Successo poi bissato nel 1965!
Su questa scia positiva, il passo verso il dominio pure in campo seniores non fu dificile, anzi fu quasi scontato.
Così nel 1966 ai campionati nazionali disputati in un lago vicino a Jajce, il Gusar riuscì di nuovo a vincere tra gli seniores. A conseguire questo importante successo fu il quattro senza composto da Veljko Vrdoljak, Ivica Boljat, Juraj Gamulin e Tonči Ivanišević. Come fanno giustamente notare alla Gusar, il 1966 fu l’anno del ritorno in grande stile sulla scena non solo nazionale. La squadra infatti partecipò tra i vari campionati nazionali, croati e le regate internazionali ad un totale di ben 21 gare. Complessivamente alla fine le vittorie furono cinque, nove i secondi posti, due i terzi e cinque i quarti posti.
Da rilevare, inoltre, che tra gli seniores una squadra mista di Gusar e Mornar Spalato partecipò ai secondi campionati mondiali che furono disputati a Bled. Per la squadra composta da Juraj Gamulin – Nikša Mardešić e il timoniere Mikačić, nel due con arrivò un solido ottavo posto.
Per vedere l’intero articolo, versione PDF
Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 9 aprile 2011.