Il 1980 un anno da incorniciare, bronzo alle Olimpiadi di Mosca (5 e continua)
Come abbiamo visto nell’ultimo episodio alla fine degli anni ‘70 il Gusar riusciva a svolgere un ruolo sempre più importante non solo a livello nazionale, ma pure in parte nelle regate internazionali e per di più di altissimo livello come quelle di Lucerna. Alle porte dopo i Giochi del Mediterraneo del 1979 disputati in casa, c’erano le nuove Olimpiadi, questa volta nell’Unione Sovietica, a Mosca nel 1980. Un appuntamento importantissimo al quale il Gusar arriva preparato, con forti squadre in grado di difendere con successo i colori della nazionale jugoslava. La speranza di tutti era che i canottieri spalatini del Gusar sarebbero riusciti a portare a casa nuove medaglie olimpiche dopo quelle del 1932 con l’otto e del 1952 nel quattro senza.
Aspettative alle stelle
Le aspettative del mondo del canottaggio spalatino, ma anche di quello nazionale erano alte. Però erano del tutto reali. Effettivamente il duo con composto da Zlatko Celent, Duško Mrduljaš e il timoniere Josip Reić era nel pieno delle forze, senza avversari veri e propri non solo a livello nazionale, ma pure nelle svariate regate internazionali. Alla fine a Mosca dopo una combattuta regata arrivò la tanto sospirata medaglia. Fu un bronzo!
Il 1980 sarà ricordato nelle file della compagine dalmata non soltanto per la medaglia olimpica, ma anche per tutta una serie di altri successi di prestigio. Ai campionato nazionali svoltisi in quell’anno a Spalato i locali si imposero in tre discipline: nel due con composto da Zlatko Celent, Duško Mrduljaš e il timoniere Josip Reić, nel due senza composto da Boris Peović, Mirko Ivančić e infine nel quattro con composto da: Zlatko Celent, Boris Peović, Mirko Ivančić, Duško Mrduljaš e il timoniere Josip Reić. Poco dopo ai campionati dei Balcani a rappresentare la Jugoslavia furono due remi del Gusar. A vincere fu il due con composto da Zlatko Celent, Duško Mrduljaš e il timoniere Josip Reić, mentre l’argento fu conquistato dal quattro con composto da: Zlatko Celent, Boris Peović, Mirko Ivančić, Duško Mrduljaš e il timoniere Josip Reić.
Una grande defezione
Nel bel mezzo di questi grandi successi a livello nazionale e internazionale ci fu però una grande defezione. Buona parte del merito per questi risultati lusinghieri spettava sicuramente all’allenatore Tomislav Bilić, che aveva forgiato questa generazione portandola ai vecchi e gloriosi livelli, tipici della tradizione del Gusar. Bilić decise, purtroppo, di abbandonare la carriera di allenatore, lasciando così alle sue spalle un grande vuoto. Egli aveva portato al Gusar un nuovo modo di ragionare e di lavorare. Aveva introdotto nuove tecniche e tattiche. Si era imposto in primo luogo per il suo programma di lavoro, per i suoi sistemi di monitoraggio degli atleti, le sue analisi. Insomma un modello vincente che poi aveva fatto scuola in questo sport.
Senza Bilić, ma nel pieno delle proprie forze, il Gusar continuò comunque a mietere successi. Così nel 1981 ai campionati nazionali arrivarono tre nuovi titoli. Ad imporsi furono Duško Mrduljaš nello skif e il solito due con composto da Zlatko Celent, Duško Mrduljaš e il timoniere Josip Reić. Infine ci fu il ritorno al successo dell’otto con composto da Zoran Sučić, Darko Plazonić, Mirko Ivančić, Zlatko Celent, Dalibor Mastelić, Igor Gizdavčić, Ivica Amižić, Andrija Duplančić e il timoniere Daliborom Balaban.
Una beffa per i dalmati
Nel 1981 a Spalato si disputarono i campionato dei Balcani. Un’altra importante manifestazione dopo i Giochi del Mediterraneo. A conquistare la medaglia d’oro a questi campionati furono due squadre del Gusar con i colori della Jugoslavia. A vincere furono ormai i soliti nomi, ossia Duško Mrduljaš nello skif, il due con composto da Zlatko Celent, Duško Mrduljaš e il timoniere Josip Reić. La delusione venne dall’otto con. Infatti, anche se la squadra del Gusar era campione nazionale, su decisione della Federazione a rappresentare la Jugoslavia fu una squadra mista composta dai canottieri del Partizan-Crvena zvezda. Un’autentica beffa questa per i dalmati, dal sapore chiaramente politico.
Vacche magre
Dopo anni di successi arrivò quasi inevitabile la stagione del declino, ovvero delle vacche magre. Il ricambio generazionale era una cosa ovvia e scontata. Con l’abbandono del grande allenatore, Tomislav Bilić, che aveva portato la squadra ai massimi livelli e il cambio ai vertici societari, i successi cominciarono a latitare. Certamente non mancavano nuovi canottieri, c’erano forze nuove che volevano emulare i “vecchi” eroi, la generazione precendente che era riuscita a riportare il Gusar agli antichi splendori. Però semplicemente i nuovi rematori non riuscirono ad avere quel… tocco in più, che ci voleva per rimanere ai livelli dei loro predecessori.
Che stesse spirando un vento nuovo e non certo propizio, apparve evidente già al campionati nazionali del 1982. Dopo gli svariati titoli conquistati nel periodo precedente, questo fu un anno in cui venne registato un solo acuto. A imporsi fu il due senza composto da Zlatko Celent e Mirko Ivančić. Questa coppia riuscì a bissare il titolo pure 1983 e a imporsi anche nel due con, con il timoniere Ercegović.
Sul viale del tramonto
Ma il declino era destinato a proseguire. Là dove la coppia Zlatko Celent e Duško Mrduljaš aveva finito la sua strada, la coppia Zlatko Celent e Mirko Ivančić aveva continuato il percorso. Però mancava quasi tutto il resto. Può sembrare esagerato, però loro erano le uniche stelle della società. Gli unici rematori che portavano ancora degli allori a Spalato. Per il resto la società era composta da giovani; l’allenatore era cambiato, per cui era quasi inevitabile che si giungesse pure a cambi della guardia al vertice.
Cambio ai vertici
Per compiere un taglio completo con il passato, ma pure per imprimere un grande impulso al club, la direzione del Gusar era stata affidata a una delle leggende societarie: Duško Mrduljaš. Il nuovo allenatore era diventato Mladen Marinović. Questo cambio completo ai vertici si dimostrò azzeccato e contribuì a una nuova rinascita. Nell’anno olimpico, il 1984, il Gusar partì in quinta. Ai campionati nazionali conquistò ben tre titoli nazionali. A laurearsi campioni furono il due con Zlatko Celent e Mirko Ivančić con il timoniere Dario Vidošević, nonché il due senza sempre composto da Zlatko Celent e Mirko Ivančić. Il terzo titolo arrivò dall’otto senza composto da Zlatko Celent, Mirko Ivančić, Duško Mrduljaš, Dragomir Ivandić, Ivica Amižić, Davor Sirišćević, Boris Rušinović e Zoran Sučić. Visti i successi nazionali la convocazione nella nazionale jugoslava per le olimpiadi di Los Angeles era scontata. Per Zlatko Celent queste furono le terze Olimpiadi mentre per Mirko Ivančić furono le prime. Le speranze non erano molte, però dopo il successo di Mosca si pensava almeno a un buon piazzamento. Però arrivò la doccia fredda. Il due con il timoniere Dario Vidošević non riuscì a piazzarsi in finale. Alla fine si classificò al settimo posto.
La delusione fu grande e la coppia di successo Zlatko Celent e Mirko Ivančić si sfaldò. A cedere non fu l’inossidabile Celent, bensì Ivančić. Nel nuovo 1985 il nuovo due con cominciò con Zlatko Celent, Davor Sirišćević e il nuovo timoniere Denis Boban. Con l’esperto Celent il successo fu inevitabile. Subito alla prima uscita ai campionati nazionali a laurearsi campione nazionale del 1985 fu il nuovo due con. Riuscì poi a piazzarsi all’ottavo posto ai campionati del mondo di Haselwinkel. Infine ai campionati dei Balcani nell’otto con remarono pure due spalatini Davor Siriščević, Sead Marušić e il timoniere Denis Boban e vinsero la medaglia d’oro.
Scarsa popolarità
Gli successi degli ultimi anni non portarono a una rinnovata popolarità di questo sport e il problema si presentò proprio nella metà degli anni ’80. Infatti il ricambio generazionale non fu del tutto indolore. I “vecchi” stavano andando in “pensione” e i giovani promettenti in campo juniores non apparivano in grado di continuare a mietere successi tra i seniores come i loro predecessori. Il declino così fu inevitabile. E in più ci fu ancora una volta il cambio di allenatore. Il nuovo capo allenatore divenne Srećko Čulić. Il nuovo stratega cambiò un po’ la politica societaria e puntò il tutto sul quattro con. E fu un successo. La “squadra” composta dall’inossidabile Zlatko Celent, da Mirko Ivančić, Davor Siriščević, Đorđe Sušak e il timoniere Denis Boban, si laureò subito campione della Croazia e poi della Jugoslavia. Partecipò a tutta una serie di regate internazionali e ottenne buoni risultati in Francia, Germania e Svizzera. Da sottolineare il secondo posto a Vichy e il sesto alla famosissima regata di Lucerna.
Se si aspettavano nuovi campioni le attese andarono deluse: l’unica certezza ancora per anni rimase il solo Zlatko Celent. Nel 1987 il suo nuovo compagno di remo divenne Sead Marušić. I due si laurearono per due volte di fila campioni nazionali e nel 1987 conquistarono una fenomenale medaglia di bronzo. Con loro il primo anno fu il timoniere Denis Boban, mentre il secondo Ivica Beatović.
E proprio nel 1988 il Gusar tornò a registrare un nuovo importante successo. Con il neo allenatore Srđan Podvorac a laurearsi campioni nazionali juniores a Zagabria furono nel due con: Tihomir Franković e Igor Boraska con il timoniere Vladimir Schennauer.
In questo 1988 l’intramontabile Zlatko Celent partecipò alla sua quarta olimpiade, quella di Seoul. Non partecipò nella sua disciplina classica, ma bensì nel quattro con, insieme a Sead Marušić, a due rematori di Belgrado e al timoniere di Zara, Varga. Questa squadra anche se mista riuscì a cogliere un importante successo. Si piazzò in finale e alla fine finì al sesto posto. Non fu un successo del tutto inatteso. Infatti la stessa compagine, a parte il timoniere spalatino Boban, ai mondiali del 1987 a Copenaghen arrivò sesta. La squadra rimase insieme pure nel 1989 e ai mondiali di Bled arrivò a piazzarsi al settimo posto.
E poi la guerra
Con questi successi della compagine mista a livello mondiale si chiude la storia del Gusar per quanto concerne il periodo del’ex Jugoslavia. Una storia ricchissima di successi in tutte le discipline, in campo maschile, ma pure in quello femminile, senza dimenticare i tantissimi ottimi piazzamenti ai campionati juniores. In Dalmazia cominciavano intanto a soffiare venti di guerra e di distruzione. Arrivarono grandi delusioni, ma per la rinascita non si dovette aspettare molto e fu una grande rinascita ancora una volta “condita” di grandissimi successi. Ma di questo nel prossimo episodio.
Zlatko Celent, una forza della natura
Celent è senza ombra di dubbio una delle leggende del Gusar. La sua fu una lunghissima carriera, costellata di grandi successi. Una vera forza della natura che nonostante tutti i problemi ha trovato sempre la strada giusta per arrivare al successo.
Zlatko Celent nasce a Spalato nel 1952. Si affaccia al mondo dello sport a 12 anni. Gli suggeriscono di praticare il secondo grande amore degli spalatini, la pallacanestro. L’amore dura due anni. Come scrivono i libri societari, il 26 giugno 1966 Celent arriva e si registra al Gusar. Ha 14 anni. Quello che rimane ancora oggi un mistero è la sua improvvisa “esplosione” in questo sport. Infatti a livello juniores non lascia nessuna traccia. Per farsi valere deve attendere la maggiore età. Partecipa nel 1971 ai campionati europei di Copenaghen nell’otto con, e qui conquista il suo primo grande successo. Ma la vera scalata personale inizia nel 1973. Qui nella sua vera disciplina, il due con, con il compagno di una vita Duško Mrduljaš, inanella una sfilza interminabile di successi. Il solo Celent tra il 1973 a il 1988 si laurea per ben 25 volte campione nazionale! Non solo nel due con, ma pure nel due senza, nel quattro con e nell’otto senza. Nei campionati dei Balcani dal 1975 al 1988 vince la medaglia d’oro in ben nove occasioni in svariate discipline. Quattro le sue partecipazioni alle Olimpiadi. Inizia a Montrael nel 1976 dove arriva ad un soffio dalla medaglia con Mrduljaš, piazzandosi al quarto posto. Il successo però arriva a Mosca nel 1980 dove i due conquistano una storica medaglia di bronzo. Seguono un ottimo settimo posto a Los Angeles e un sesto posto a Seoul.
Celent partecipa pure a quattro edizioni dei campionati mondiali non ufficiali nel 1976, 1977, 1979 e 1984. Nel 1976 e nel 1979 conquista il primo posto, sempre con Duško Mrduljaš.
Nella sua lunghissima carriera ha ricevuto tantissimi premi. Finita la carriera agonistica, rimane in questo sport come allenatore. Viene nominato selezionatore della nazionale croata, come pure membro del Comitato olimpico croato.
Avrebbe potuto dare di sicuro ancora tanto a questo sport. Ma la mano del destino è crudele. Muore il 25 febbraio del 1992 sull’isola di Pago in un incidente stradale.
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 11 giugno 2011.