Il Gusar risale dal baratro e vince l’oro ai Mondiali di Indianapolis (6 e continua)
Nell’ultimo episodio abbiamo passato in rassegna la storia della squadra di canottaggio spalatina del Gusar quando ormai era in declino. L’era dell’intramontabile Zlatko Celent era ormai finita e le nuove stelle nascevano a stento e non riuscivano ad imporsi sul piano nazionale e internazionale, nonostante avessero alle spalle una promettente carriera da juniores. Insomma la mitica scuola non riusciva più a “sfornare” campioni come una volta. In più i venti di guerra cominciavano a soffiare in Dalmazia. Il clima stava cambiando e lo sport con il passare del tempo finiva sempre di più in secondo piano.
UNA NUOVA STELLA Negli ultimi campionato nazionali della Jugoslavia che si erano svolti a Bled nel 1990 due erano state le note positive per il Gusar. Gli juniores Denis Boban e Vladimir Topić si erano classificati secondi nel due senza. Dall’altro lato, tra i cadetti stava nascendo una nuova stella del canottaggio croato, Siniša Skelin. Nel due senza si erano piazzati pure secondi Siniša Skelin e Damir Ljubić. Entrambe le compagini si erano imposte nei campionati repubblicani, ossia quelli della Croazia tenutisi pure nell’estate del 1990.
DELUSIONI Dopo le ultime delusioni e il declino della società alla fine si decise a gettare la spugna anche il presidente Jerko Matošić, l’uomo che aveva portato il Gusar ai grandi successi negli ultimi due decenni. Subito dopo le sue dimissioni l’assemblea lo elesse presidente onorario. La stessa assemblea procedette a nominare la nuova dirigenza composta da Ante Klarić, Dragan Šarić, Zlatko Celent, Andro Duplančić, Nenad Amižić, Darko Plazonić, Dražen Mladinić, Dalibor Mastelić, Jasenka Karmelić (segretaria), i canottieri Tihomir Franković e Vladimir Topić. Alla carica di presidente venne nominato Gojko Boraska, mentre il suo vice fu Žarko Alujević.
FRAGORI DI GUERRA Anche se la guerra in Croazia era ormai iniziata, le attività sportive non si interruppero completamente e così pure nel mondo del canottaggio si continuò a gareggiare. A Makarska si tennero i campionati repubblicani che poi furono ribattezzati primo campionato nazionale della Croazia. Per il Gusar ci furono due storici primi posti. A scrivere le nuove brillanti pagine di storia fu la coppia Tihomir Franković e Igor Boraska. Infatti furono loro a imporsi nel due senza, ma pure nel due con insieme al timoniere Frano Klarić. Questa promettente coppia venne pure scelta per partecipare ai campionati mondiali del 1991 a Vienna insieme ai rematori di Zara e Bled. Alla fine non andarono a Vienna, vista la dissoluzione della Jugoslavia e delle sue squadre nazionali.
LA TRAGICA FINE DI CELENT In quel difficile 1991 a Spalato e al Gusar vennero riconosciuti due grandi meriti e premi. A Tomislav Mišo Bilić, allenatore nel periodo degli ultimi grandi successi del Gusar a livello nazionale e internazionale venne conferito il premio alla carriera da parte del Federazionale per lo sport della Croazia. Dall’altro lato al rematore storico della società e stella dalmata di questo sport negli ultimi decenni, Zlatko Celent venne dato un posto nel neocostituito comitato olimpico nazionale e poco dopo gli venne pure affidato l’incarico di primo selezionatore della nazionale croata. Però fu una carriera breve. Infatti il 25 febbraio 1992 di ritorno da Zagabria sull’isola di Pago morì in un incidente automobilistico. Una fine tragica alla vigilia del conseguimento del suo primo grande obiettivo da selezionatore, quello di guidare la nazionale alle Olimpiadi di Barcellona. Il compito di sostituirlo a livello nazionale, come pure nello stesso Gusar si rivelò molto difficile. A Spalato il suo posto venne preso dal favorito di Celent, Igor Čulin, che divenne il principale allenatore.
CAMPIONATI NAZIONALI Ai primi campionati nazionali, che si svolsero nel 1992 a Zagabria, il Gusar riuscì a conquistare tre primi posti. Nel due con si imposero Sead Marušić, Igor Boraska e il timoniere Mijo Bebić. Nel quattro con la medaglia d’oro venne conquistata da Vladimir Topić, Denis Boban, Igor Boraska e Sead Marušić con il timoniere Mijo Bebić. Infine tra gli juniores ad imporsi furono nel due senza Denis Smajlović e Stipe Dorić.
BARCELLONA Sead Marušić poi, insieme a Fabjanić, Saraga, Banović e al timoniere Puljak, partecipò alle Olimpiadi di Barcellona, classificandosi al settimo posto. Anche se all’inizio era prevista la loro partecipazione, visto che avevano acquisito tale diritto a Lucerna, Boraska e Franković non presero parte alle Olimpiadi.
ESPLOSIONE NELLA NOTTE Nell’autunno del 1992 la società iniziò la politica di diffusione di questo sport tra i giovani e inoltre cercò di preparare per le sfide più importanti un numero maggiore di seniores che avrebbero dovuto essere pronti per esprimersi al massimo nel successivo ciclo olimpico. La società in primis decise di investire nella propria palestra e negli attrezzi per l’allenamento a terra. A Spalato la notte del 9 dicembre 1992 si verificò una potente deflagrazione nella parte occidentale della città. Nell’esplosione andarono distrutti la locale discoteca e buona parte dei vani del Gusar. Andarono persi l’attrezzatura, l’archivio, l’impianto elettrico ed altro. Non pochi pensarono che questo scoppio avrebbe segnato la fine della gloriosa società.
INIZIA LA RICOSTRUZIONE Però non ci fu rassegnazione tra le file dei “corsari” spalatini. La ferrea volontà dei soci permise di affrontare con successo l’emergenza. Non mancò nemmeno la “spinta” finanziaria della città come pure il sostegno degli organi sportivi. Nel giro di dieci giorni si formò il comitato per la ricostruzione della sede del Gusar. Fino al mese di giugno del 1993 fu ricostruito praticamente tutto. La sede riaprì le porte. La società ricevette quattro nuovi remi da gara e quattro skift per gli allenamenti. Insomma in soli sei mesi il Gusar ottenne di nuovo la possibilità di ritornare a gareggiare e di rinverdire i vecchi fasti.
Per il 1993 aspettarsi dei risultati di rilievo era quasi impossibile. Questo era ben noto al presidente Mišo Bilić e all’allenatore Igor Čulin. Nonostante tutto ai campionati nazionali di Zagabria i vogatori del Gusar riuscirono a sorprendere la concorrenza. Siniša Skelin, Tihomir Franković e il timoniere Milan Ražov riuscirono a vincere nel duo senza. I pezzi da novanta del due con, esclusi dalle Olimpiadi, Igor Boraska e Tihomir Franković con il timoniere Milan Ražov, nell’arco di tutto il 1993 inanellarono importanti risultati a livello internazionale, tra cui la medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo in Francia e il quinto posto ai Mondiali nella Repubblica Ceca. Alle fine dell’anno Tihomir Franković venne eletto miglior canottiere per il 1993 a livello nazionale e ricevette il premio intitolato a Zlatko Celent.
RISULTATI SIGNIFICATIVI Dopo la distruzione e la ricostruzione della sede, nel 1994 le cose cominciarono piano piano a tornare alla normalità. La squadra dalmata riprese a conseguire significativi risultati sia in campo nazionale che internazionale. Ai campionati nazionali furono due i titoli vinti. Ad imporsi nel due con furono gli ormai soliti Boraska, Franković con il timoniere Ražov. La supremazia fu tale che vinsero con ben 13 secondi di vantaggio rispetto ai secondi classificati. L’altro titolo arrivò nel quattro con, composto da Boraska, Franković, Marušić, Skelin e dal timoniere Ražov. A livello internazionale da registrare la vittoria del due con nella tradizionale forte regata di Lucerna con Boraska, Franković e il timoniere Ražov. Fu questo il principale segnale delle grandi potenzialità di questi giovani rematori. Così prima dei mondiali le ambizioni salirono alle stelle.
CILIEGINA SULLA TORTA Nel 1932 l’otto con aveva conquistato l’oro ai campionati europei. Nel 1952 alle Olimpiadi nel quattro senza era arrivato il primo oro olimpico. E infine, quale ciliegina sulla torta, nel 1994 i rematori del Gusar conquistato il loro primo oro mondiale! A coronare questo sogno mondiale ad Indianapolis furono nel due con Igor Boraska e Tihomir Franković con il timoniere Milan Ražov. La gara del due con fu praticamente a senso unico. Fu una gara dominata fin dai primi metri. I rematori spalatini si portarono subito in testa, acquisendo un margine di vantaggio di più di un remo e riuscirono a difendere questo margine per quasi tutta la gara. Ad insidiarli fu solo il remo italiano che alla fine si dovette accontentare della medaglia d’argento, distaccato di un secondo. Poco, ma i rematori dalmati fin dalle prima battute erano consapevoli di non poter perdere questa gara, per cui il vantaggio che in alcuni momenti era stato pure di cinque secondi, alla fine si era ridotto a un secondo. In un certo qual senso questo successo era quasi insperato. Sì, i buoni piazzamenti prima dei mondiali non erano mancati, però il problema principale era rappresentato dal fatto che i rematori avevano ben pochi chilometri di preparazione insieme. Infatti quasi tutto il tempo Boraska era rimasto negli Stati Uniti dove studiava.
FESTEGGIAMENTI Al ritorno in Croazia e a Spalato ci furono grandi festeggiamenti. In Dalmazia ad attendere i campioni furono migliaia di persone. L’entusiasmo per il conseguimento di questo traguardo importante per tutto il mondo dello sport croato era indescrivibile. Da notare pure la giovane età dei protagonisti. Infatti tutti e tre avevano appena 23 anni e pertanto anni ed anni di canottaggio e possibili ulteriori successi davanti a loro.
OLIMPIADI In vista delle Olimpiadi di Atlanta del 1996, oltre all’ormai consolidato due con, pure nelle altre discipline i successi diventarono sempre più frequenti, portando la squadra del Gusar a conseguire risultati ancor più significativi a livello nazionale. E non mancarono neppure ottimi piazzamenti a livello internazionale. Però tra tutte le discipline nel Gusar gli occhi erano puntati soprattutto sul quattro senza, composto da Igor Boraska, Tihomir Franković, Sead Marušić e Siniša
Skelin. E questa attenzione particolare si rivelò giustificato dopo il terzo posto alla forte regata di Lucerna, che rappresentò il test preolimpico principale che permise a questo remo di “qualificarsi” alle Olimpiadi. Inevitabilmente le aspettative erano molto elevate: si sperava di vivere una nuova grande e bella avventura come quella ad Indianapolis nel 1994. Però dall’altro lato si era consapevoli che in questa disciplina la concorrenza era fortissima e il distacco nei tempi di percorrenza fra i vari remi era molto ridotto.
ELIMINATI Alle fine ci fu una cocente delusione. Poco prima delle semifinali il remo croato fu distrutto da un temporale. Ad aiutare gli spalatini ci pensò la squadra tedesca. Il sorteggio però fece sì che si piazzassero nelle gara di semifinale ben quattro remi della finale di Lucerna. Nella gara, nel segno di una fortissima concorrenza, alla fine ad essere eliminati furono proprio i croati. Come consolazione alla fine arriva la vittoria nella finale B.
A livello nazionale furono tanti i successi. Ai campionati juniores il Gusar svolse un ruolo da protagonista vincendo ben 10 medaglie d’oro. Tra gli seniores arrivarono due titoli: nel quattro con,composto da Siniša Skelin, Denis Boban, Igor Boraska, Tihomir Franković e il timoniere Duje Rako e nel due con costituito da Tomislav Smoljanović, Damir Vučičić e il timoniere Duje Rako.
ARGENTO AI GIOCHI DEL MEDITERRANEO Nel 1997 arrivarono ulteriori successi a livello nazionale con tre titoli nazionali. Non mancarono nemmeno i piazzamenti lusinghieri a livello internazionale. Da registrare la medaglia d’argento ai Giochi del Mediterraneo a Bari, conquistata da Igor Boraska e Tihomir Franković. Per loro ci fu pure il quarto posto alla regata di Lucerna e di conseguenza la “qualificazione” ai Mondiali. Secondi furono a Lucerna Siniša Skelin e Denis Boban con il timoniere Vedran Kljaković-Gašpić. Però alla fine a soli tre settimane dagli iridati di Francia Siniša Skelin fu vittima di un incidente stradale. Nonostante le aspettative, dai Mondiali arrivarono solo delusioni e nessuna finale.
RIVINCITA Anche se il 1997 fu deludente, la rivincita arrivò prontamente nel 1998. Fu un anno strepitoso, coronato con la medaglia d’argento nel quattro con ai Mondiali di Colonia. La squadra vittorosa era composta da Igor Boraska, Tihomir Franković, Denis Boban, Siniša Skelin e il giovanissimo timoniere Ratko Cvitanić. Per loro fu una stagione ricca di successi. Si iniziò con quelli a livello internazionali sul Tamigi alla Henley Royal, per poi ripetersi alla finale di della Coppa del mondo a Lucerna. Infine alla finale dei Mondiali di Colonia arrivò un fenomenale secondo posto dietro ai fortissimi australiani. Inutile dire che gli spalatini furono pure campioni nazionali sia nel quattro con che nel quattro senza.
SUCCESSI DOPO LO SCONFORTO Insomma un decennio iniziato con i primi venti di guerra, con la distruzione dei vani societari del 1992, alla fine si è rivelato ricco di grandissimi successi. Dopo il grande sconforto iniziale per l’esplosione che aveva portato quasi alla chiusura del Gusar, vi è stata un’altra deflagrazione, questa volta di entusiasmo irrefrenabile. I successi dei vogatori dalmati negli anni Novanta sono divenuti parte integrante della storia di questa società e della storia del canottaggio croato. Sono stati ripetuti i successi di tanti decenni fa e i tempi d’oro del mai compianto Zlatko Celent. Ma di sicuro gli anni ‘90 non hanno segnato la fine dei successi; al contrario si sono rivelati soltanto il trampolino di lancio verso altri ancora maggiori successi conseguiti da questa gloriosa società. Però di questo nel prossimo e ultimo episodio di questa serie.
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 10 settembre 2011.