Perle naturali

Perle naturali
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Continuiamo il nostro viaggio lungo le cascate istriane. Dopo aver visitato quelle vicino alla strada che porta da Vozilići (Vosilla) fino al cuore della penisola. E visti gli originali “tetti” attorno a Pisino, quello proprio sotto la città – il cui ambiente circostante ha ispirato pure la fantasia di Jules Verne – e quelle nel paesino di Zarečki (dove in precedenza avevamo visitato lo Zarečki krov, ossia il tetto del Sarezzo, rispettivamente le omonime cascate). Il nostro viaggio continua in direzione di Pinguente e Buie.
La prima tappa è a Castelverde di Pisino (o Gherdosella). Si tratta di un luogo un po’ isolato, ma che si trova a soli dieci minuti di macchina dal centro amministrativo della Regione Istria. La strada ci porta dritti davanti alla chiesa che è nel centro della cittadina. Scendiamo attraverso il paese in direzione nord, superiamo un doppio tornante a “S” ma al primo tornante ci fermiamo. Poco avanti c’è un ponte. Proseguiamo ancora lungo il sentiero a destra che scende ripido, fangoso ed eroso. Ci porta giù nella valle, fino a un piccolo ruscello, che attraversiamo e torniamo in direzione del ponte. Dopo un centinaio di metri davanti a noi si presenta una grande cascata. Stranamente, al contrario delle precedenti, non è tanto ricca d’acqua. Comunque è del tutto originale e imponente. Tra l’altro si vede bene come l’acqua ha “disegnato” le rocce circostanti.
Dopo una sosta che ci consente di ammirare tutto il fascino di questa cascata, non ci resta altro che tornare indietro. Per chi ha più tempo, ma da farlo in stagioni meno piovose, può seguire tutto il percorso del ruscello fino a Bottonega. Sebbene l’intero canyon del ruscello di Gherdosella – uno dei maggiori corsi d’acqua dell’Istria – in questa parte sia di eccezionale bellezza perché nasconde numerose rapide, laghi, resti di antichi mulini e cascate più piccole (la più attraente delle quali è Črni puč), il sentiero non è segnalato né protetto. In caso di pioggia è estremamente scivoloso e in alcuni punti è necessario passare tra la vegetazione e guadare l’acqua.
Muoversi attraverso il canyon è un’impresa che si fa esclusivamente a proprio rischio e pericolo, non consigliabile senza essere provvisti di un’adeguata attrezzatura. È, comunque, da evitare durante la stagione delle precipitazioni mentre è ideale per le escursioni in tarda primavera ed estate. Noi invece di avventurarci lungo questo sentiero ritorniamo in macchina e imbocchiamo la vecchia strada per Pinguente, portandoci a Bottonega. All’incrocio per Cesare e Tončiće c’è una piccola fermata dell’autobus ideale per parcheggiare la macchina e fare la curva a sinistra a piedi. Poco avanti, ben nascosta, c’è un piccola insegna che indicata la cascata che sentiamo tutto il tempo.
Scendiamo lungo il sentiero, un po’ ripido e fangoso, fino al ruscello. Arriviamo così alla grande cascata di Bottonega. Grande, perché poco distante c’è un’altra che prende il nome di piccola cascata. Queste perle naturali sono cascate torrenziali, il che significa che rimangono senza acqua nei periodi di siccità. La cascata è bellissima, alta circa 8 metri e l’acqua scende in una profonda pozza circondata dal verde e dalle rocce. Poco avanti c’è la piccola cascata di Butoniga, alta cinque metri, che si crea a causa di un improvviso cambiamento del dislivello del letto del fiume Bottonega che è un affluente del fiume Quieto. La cascata è circondata dal verde e dalle rocce e sotto di essa si forma un laghetto, raggiungibile tramite un sentiero, e l’acqua è fredda e pulita. La cascata è particolarmente bella in primavera e in autunno, quando c’è più acqua, mentre in estate può prosciugarsi. Ma nella stagione delle piogge è decisamente ostico venirci.
Ritorniamo in macchina e andiamo avanti. Arrivati al bivio verso Kras Grdoselski prendiamo la strada a sinistra e ci fermiamo poco dopo, davanti alla maestosa cascata Pećina: alta quasi 20 metri, cade sull’apertura di un’incantevole grotta nella quale sgorga una sorgente. Le grotte delle due cascate sono un’attrazione naturale dell’Istria, situate sull’affluente del fiume Bottonega. Questo affluente nasce da una grotta, che ha un buco nel soffitto, e poi scende lungo due rocce, formando due cascate alte 15 metri. Le cascate sono circondate dal verde e dai sassi, e si possono raggiungere a piedi lungo un sentiero che parte dalla strada. Sono un fenomeno temporaneo che dipende dalla quantità di precipitazioni e dalla stagione.
Torniamo in macchina e facciamo la strada che attraversa l’incantevole paese di Draguccio e ci porta dritti a Pinguente. Lo sapete che dal centro di Pinguente si vede una grande cascata? Non importa se vi trovate nella cittavecchia o nella parte nuova o magari passate la rotatoria verso il confine e verso Lupogliano: se guardate verso nord vedete la cascata! L’avete vista tante volte, ma non vi siete resi conto perché è nascosta dalla grande linea rocciosa a nord, quasi nella zona di confine con la Slovenia.
Si trova qui l’originale cascata Copot o Sopot. Troverete entrambi i nomi nelle varie indicazioni e liste delle cascate istriane. Questa è la cascata più grande dell’Istria, con un’altezza di circa 30 metri. Si trova a Rečica vicino a Podbreg, vicino a Pinguente. La cascata fa parte dell’area di arrampicata di Sopot, dove si può godere l’arrampicata su roccia con il rumore dell’acqua. La cascata è particolarmente bella in primavera e in autunno, quando il livello dell’acqua è al massimo. Se si volesse visitarla si possono seguire le indicazioni per la zona di arrampicata Sopot dal villaggio di Strana, che è una diramazione della strada Cirités/Čiritež-Pinguente. Dalla zona asfaltata si prende un sentiero verso la zona della cascata. In totale si tratta di circa 10 minuti. La cascata di Sopot è un bellissimo fenomeno naturale che vale la pena vedere. Molto più difficile e impervia è la salita lungo il ruscello. Quello che rende originale questa cascata è che l’acqua cada attraverso un grande buco. Sembra quasi di vedere un enorme canestro.
La nostra prossiama cascata si trova a Butori. Scendiamo a Pinguente e prendiamo la strada per Buie. All’incrocio per Montona prendiamo la strada a destra e dopo Levade saliamo per Portole lungo la strada piena di tornanti. Proseguiamo avanti in direzione di Buie. L’abisso Butori si trova vicino a Sterna. Poco dopo il paesino alla sinistra, ben indicato con tanto di parcheggio non si può non notare. Si tratta di una formazione carsica nascosta nella foresta, con una cascata alimentata dal torrente Jugovski. La cascata cade per 10 metri nel lago e poi come se scomparisse nell’abisso, donandole un’atmosfera magica. L’abisso Butori è il più profondo di questa parte dell’Istria ed è luogo di ispirazione per le anime creative. Ogni anno all’inizio di agosto, quando scende la notte, i poeti e il loro pubblico si riuniscono lì, sotto un gelso, sul prato sopra l’abisso. Appena parcheggiato ci si avvia sul sentiero che aggira il baratro, assicurato da un’alta recinzione, si vede una piccola e pittoresca cascata, un baratro e un lago che ha un bellissimo colore anche d’inverno. Sopra la cascata si trova un vecchio mulino abbandonato ed un canale attraverso il quale l’acqua esce e si riversa nella cascata. Dell’abisso ancora si sa poco. Finora del corridoio sotterraneo sono stati esplorati cinquecento metri, a una profondità di 230 metri.
Per finire la nostra serie di cascate ci dirigiamo ancora più ad ovest. Il nostro obiettivo è la cascata della Zingarella (Cingarela) che è una delle più belle e interessanti dell’Istria. Si trova sul torrente Argilla, chiamato anche Poganja, vicino a Momiano e Castelvenere La cascata è alta circa 15 metri e cade in un profondo canyon circondato da una rigogliosa vegetazione. È più bella dopo i giorni di pioggia, quando il ruscello ha abbastanza acqua per creare uno scenario impressionante. Vicino alla cascata si trova la grotta della Zingarella, abitata fin dalla preistoria: sono stati rinvenuti resti di vasellame, focolare e ossa di animali. Secondo la tradizione, nella grotta visse da ragazzo San Servolo, il patrono di Buie. Alla cascata e alla grotta si arriva tramite il sentiero numero 284, chiamato “Due castelli e Zingarella”. Inizia presso il ponte sul ruscello Argilla, dove si trova il vecchio mulino; è lungo circa 2 chilometri e attraversa il bosco, in salita e in discesa. In alcuni punti il ​​sentiero è assicurato con un cavo o una corda perché è molto ripido e scivoloso. Offre un’affascinante vista sulla gola del torrente, sul castello di Momiano e sui dintorni. La cascata e la grotta della Zingarella sono gioielli nascosti della natura istriana, che meritano di essere visitati e goduti nel loro incanto.
L’Argilla è un affluente del fiume Dragogna, nasce vicino al villaggio di Berda; scorre sotto il castello di Momiano e lungo il suo percorso un tempo c’erano ben nove mulini. Alcuni mulini smisero di funzionare nel XIX secolo, altri nella prima metà del XX secolo. L’ultimo smise di funzionare nel 1965. Nella stagione delle pioggie ideale per vedere la cascata è partire dalla zona di Momiano. Accanto alla vecchia strada c’è un prolungamento accanto al vecchio mulino e l’accesso al sentiero è proprio dall’altra parte della strada rispetto all’edificio. Si noterà un cartello informativo sul sentiero che dice che ci vogliono 35 minuti per raggiungere la cascata e circa 45 minuti per la grotta. All’inizio il sentiero è “mansueto” e semplice con una leggera salita con vista sui prati e sulle colline circostanti. Entriamo nel bosco e dopo un breve cammino raggiungiamo una radura dove è presente un cartello segnaletico. È un bellissimo panorama.
La cascata è invisibile ma bella forte e sotto di noi. Qua arriva la parte complicata: ci attende una discesa estremamente ripida fino alla cascata stessa. Tutta la via è stata assicurata con cavi, picchetti e una corda resistente. Il problema del terreno non è solo la pendenza, ma anche il fango che inevitabilmente si forma dopo la pioggia. Nonostante la discesa, e poi la salita, siano più impegnative dal punto di vista tecnico e fisico con cautela e mano ferma il sentiero può essere percorso senza grossi problemi. Naturalmente, poiché lungo il percorso c’è il rischio di scivolare, sono indispensabili le scarpe da trekking. Partendo dall’altra parte si ha il rischio di arrivare alla grotta e la seguente discesa fangosa con fune e poi di non poter passare il ruscello lungo il fiume.
Sono queste le dodici cascate istriane poco note e assolutamente da scoprire e vivere. Certe ben nascoste e altre proprio a portata di mano. Da vedere dopo le grandi piogge e godere dell’originale scenario e la forza della natura. Peccato che sono poco note e quasi per niente segnalate. Potrebbero essere un’altra grande attrazione turistica in una zona, quella interna istriana, poco valorizzata e turisticamente inesplorata. (2 e fine)

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Pubblicato su Panorama il 15 dicembre 2023.


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