Brunico, un gioiello delle Dolomiti

Brunico, un gioiello delle Dolomiti
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Ci sono città che vivono nell’ombra di altre, e spesso finiscono per essere poco conosciute. È il caso di Brunico, un’affascinante cittadina situata nel cuore della Val Pusteria, che merita attenzione nonostante la vicinanza di località più celebri come Cortina d’Ampezzo. Se Cortina si prepara a ospitare le Olimpiadi invernali del 2026 in tandem con Milano, con i suoi cantieri che trasformano il paesaggio, Brunico rappresenta una meta più raccolta e intima ma non per questo meno interessante.
Un viaggio tra montagne e valli. Brunico è una destinazione ideale per chi cerca una combinazione di natura, storia e cultura. Con le sue vie medievali, il castello e il Museo Messner offre esperienze indimenticabili in ogni stagione, dimostrando che a volte, all’ombra delle mete più celebri, si nascondono i tesori più autentici. Per chi parte da Fiume, il viaggio verso Brunico è già un’esperienza. Il percorso più diretto attraversa Trieste, Palmanova, Udine e Tolmezzo, per poi snodarsi lungo le strade di montagna che costeggiano San Candido e il Parco delle Tre Cime, regalando scorci da cartolina. Un’alternativa altrettanto suggestiva prevede il passaggio per Belluno, Cortina d’Ampezzo e Dobbiaco, attraversando paesaggi montani che variano con il mutare delle stagioni.
Una cittadina sospesa nel tempo. Brunico, a 35 chilometri da Bressanone e 70 da Bolzano, è un piccolo tesoro incastonato nella Val Pusteria. Con i suoi quasi 18mila abitanti è tre volte più grande di Cortina e offre un’atmosfera decisamente unica. Fondata nel 1256 dal principe-vescovo Bruno von Kirchberg deve il suo nome proprio a lui: un caso raro in Alto Adige di città intitolata al suo fondatore. La cittadina è immersa in un paesaggio dominato dai boscosi pendii del Plan de Corones (Kronplatz), una delle località sciistiche più rinomate della regione.
Passeggiando per il centro storico, si è circondati da edifici medievali e case colorate che creano un’atmosfera magica. La via Centrale, cuore pulsante della città, accoglie i visitatori con le sue botteghe e i caffè che invitano a una pausa rilassante. Da qui è possibile visitare la chiesa delle Orsoline, risalente al XV secolo, con la sua antica cripta del 1410, e la chiesa di Santa Caterina, il cui campanile, ricostruito dopo un incendio nel 1723, è diventato uno dei simboli di Brunico.
IL CASTELLO E L’MMM RIPA. A dominare Brunico dall’alto è il suo castello, che offre una vista spettacolare sulla cittadina e sulle montagne circostanti. Costruito nel 1215 dal vescovo Bruno von Kirchberg per presidiare la Val Pusteria, il castello è oggi sede del Messner Mountain Museum (MMM) “Ripa”, uno dei sei musei ideati dall’alpinista altoatesino Reinhold Messner.
Il museo è dedicato ai popoli della montagna e il suo nome, “Ripa”, deriva dal tibetano e significa “uomo di montagna”. Il percorso espositivo si snoda attraverso gli spazi del castello, iniziando dai sotterranei, dove si esplora la vita dei nomadi africani e oceanici, fino ai piani superiori, che approfondiscono temi legati alle religioni montane e alle tradizioni delle Alpi, dell’Himalaya e delle Ande.
Tra gli oggetti esposti, spiccano reperti che testimoniano la capacità di adattamento di queste popolazioni a condizioni estreme, utilizzando materiali semplici come pietra e legno. La torre del castello, invece, è dedicata al turismo alpino, un tema che collega passato e presente, mentre il cortile interno ospita mostre temporanee e un bistrot, dove è possibile fare una pausa immersi nella storia.
MEMORIA E RIFLESSIONE. Poco distante dal castello troviamo il Cimitero di Guerra austro-ungarico. Il sito si trova in una zona boscosa che invita al silenzio e alla riflessione. Questo luogo commemora i soldati caduti durante la Prima guerra mondiale, molti dei quali morirono negli ospedali militari allestiti a Brunico. Un luogo di memoria che aggiunge profondità alla visita, ricordando il ruolo della cittadina nei momenti più difficili della storia europea.
La chiesa di Santa Maria Assunta, costruita sulle fondamenta di tre edifici religiosi precedenti, è un capolavoro che racconta secoli di storia. Poco distante, la chiesa dello Spirito Santo, conosciuta per le sue sculture e crocifissi, offre uno spaccato dell’arte religiosa altoatesina.
Attraversando il fiume Rienza, si ritorna nel cuore pedonale della città, dove una passeggiata tra le case colorate di Via Centrale è il modo perfetto per concludere la visita.
IL CIRCUITO MESSNER. Il MMM “Ripa” è solo una delle sei sedi del progetto museale ideato da Reinhold Messner. Tra queste “Castel Juval”, in Val Venosta, esplora il mito della montagna, mentre il MMM “Corones”, a 2.275 metri sul Plan de Corones, progettato dall’architetta Zaha Hadid, celebra la storia dell’alpinismo. Ogni museo offre un’esperienza unica, raccontando il profondo legame tra l’uomo e le montagne.
Nato nel 1944, Reinhold Messner è una leggenda vivente, famoso per essere il primo alpinista ad aver scalato tutti i 14 ottomila senza ossigeno supplementare. Le sue imprese includono la traversata dell’Antartide e del deserto del Gobi, e la creazione del circuito MMM rappresenta un tributo alla sua passione per le montagne e per le culture che vi abitano.

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Pubblicato su Panorama il 15 dicembre 2024


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