Fermiamoci a Villach

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Villach è una graziosa cittadina situata all’estremità meridionale della Carinzia, in Austria, a poco più di venti chilometri dalla frontiera italiana di Tarvisio e da quella slovena presso il tunnel delle Caravanche. È una di quelle città che molti considerano quasi solo di passaggio. Spesso i turisti preferiscono mete più note, magari solo un po’ più lontane, saltando realtà più piccole e meno pubblicizzate dal punto di vista turistico.
Villach dista circa 200 chilometri da Fiume. Il tragitto passa per la Slovenia, con ingresso in autostrada a Postumia. Da lì si prosegue verso nord fino al tunnel delle Caravanche. Superato il confine, pochi chilometri dopo si devia per Villach e, in breve tempo, si raggiunge il centro.
Adagiata sulle rive del fiume Drava, Villach sorge a 501 metri sul livello del mare ed è circondata dai versanti settentrionali delle Alpi Carniche, non lontana dalle Alpi Giulie. È una città interessante non solo per il turismo classico, ma anche per gli amanti dello shopping, delle terme, del Carnevale e, in particolare, della celebre festa della birra, il “Villacher Kirchtag”, che la rende una delle destinazioni più vivaci dell’estate austriaca.
Il centro storico è delimitato a nord dalle acque del fiume Drava e si sviluppa in un’area piuttosto compatta. Una volta trovato parcheggio, si può visitare comodamente a piedi: tutto è pianeggiante, e passeggiare tra angoli fioriti e curati è un vero piacere.
Ci fermiamo a due passi dal centro e iniziamo la visita. Subito ci imbattiamo in una statua che raffigura una coppia in abiti tradizionali, realizzata in onore del Kirchtag, la festa tradizionale più famosa d’Austria che ogni anno, ad agosto, trasforma Villach in un tripudio di colori e folklore. Se amate le tradizioni popolari, i costumi tipici e le eccellenze gastronomiche locali, questa è un’occasione da non perdere per scoprire Villach nel suo momento più rappresentativo.
Il nostro percorso inizia dalla Hauptplatz, la piazza principale della città – “haupt” in tedesco significa proprio “principale”. È interamente pedonale, ricca di negozi, caffè e ristoranti dove gustare le specialità carinziane. Gli amanti dei dettagli rimarranno colpiti dalla cura del verde e dalla presenza di decorazioni originali, come biciclette ornate di fiori che impreziosiscono le vie del centro. La Hauptplatz è un vero crocevia cittadino: da qui si diramano vicoli e stradine che conducono ad angoli nascosti, accessibili solo a chi ama esplorare. La piazza, di forma rettangolare e pavimentata a cubetti, ospita anche la colonna della Santa Trinità, risalente al 1739.
In fondo alla piazza svetta il campanile della chiesa parrocchiale di San Giacomo, uno degli edifici religiosi più importanti della Carinzia, ben visibile da lontano. Costruita originariamente come basilica romana, fu distrutta da un terremoto e successivamente ricostruita in stile gotico. Nel 1526 divenne la prima chiesa protestante d’Austria, per poi tornare al culto cattolico nel 1594, secondo i dettami della Controriforma. Alcuni documenti ne attestano l’esistenza già nel 1136. La facciata è inglobata nella struttura del campanile, collegata da un portico. L’interno, a tre navate, custodisce un crocifisso ligneo del 1502 e un imponente organo. L’atmosfera è austera, come si addice allo stile gotico, ma resa luminosa dalle vetrate policrome.
Saliamo sul campanile – il più alto della Carinzia – affrontando 240 gradini. Dall’alto dei suoi 94 metri, il panorama sulla città è mozzafiato. Proprio dietro la chiesa si trova lo Stadtmuseum, il museo cittadino. Ospita, tra le altre cose, una sezione dedicata al celebre medico e alchimista Paracelso, che visse a Villach nel XVI secolo. Vi sono inoltre reperti archeologici di epoca preistorica e romana, opere d’arte del XIV-XVI secolo e una ricostruzione di un’antica farmacia.
Di fronte al museo, sul lato opposto della strada, si apre il Rosengarten, un suggestivo giardino delle rose, e accanto ad esso si erge il Denkmal der Namen, il monumento ai nomi: una serie di pannelli metallici con incisi i nomi dei cittadini deportati e uccisi nei campi di concentramento durante il nazismo. Passeggiando nel centro si nota un’antica cassetta postale, testimone della storia dell’Hotel Post, dove nel 1552 soggiornò per sette settimane l’imperatore Carlo V in fuga da Maurizio di Sassonia. Dal 1748 al 1875 l’edificio ospitò la “Stazione postale”, e oggi è sede dell’hotel Palais 26.
Villach, ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, conserva comunque scorci storici affascinanti come la Widmanngasse, il cuore dei primi mercati cittadini, che prende il nome da un’importante famiglia di commercianti.
Una delle vedute più suggestive è quella dal ponte civico Stadtbrücke, da cui si possono ammirare i riflessi degli edifici nel fiume e la splendida cornice montuosa delle Caravanche, del Mittagskogel e della Kreuzkirche.
Attraversato il Draubrücke, si raggiunge piazza San Nicola, dove si trovano la chiesa francescana omonima, un modello plastico della città del 1629, la statua in bronzo di un buffone – simbolo del celebre Carnevale locale – e una statua di San Francesco d’Assisi, posta di fronte al convento. Sugli argini del fiume corre una lunga pista ciclabile panoramica. In lontananza si scorge la cupola della Kreuzkirche, la chiesa di Santa Croce, che visiteremo più avanti.
Proseguendo si raggiunge la stazione ferroviaria di Villach, importante nodo di collegamento internazionale. Villach è uno degli snodi ferroviari principali del sud dell’Austria, con collegamenti diretti verso l’Italia, la Slovenia e la Germania. Accanto, la stazione degli autobus serve l’intera regione carinziana.
Tornando verso il centro, si passa davanti al Centro Congressi, moderno edificio affacciato sul fiume, dove un tempo attraccavano i battelli fluviali per escursioni sulla Drava. Il servizio non è attualmente attivo, ma in passato permetteva di scoprire la città anche dall’acqua. Lungo la Drava, che è l’anima di Villach, vale la pena raggiungere oltre allo Stadtbrücke (il ponte civico) la Drauterrasse, terrazza sul fiume. È il luogo ideale per rilassarsi o per noleggiare kayak e sup durante la bella stagione.
Raggiungiamo infine la Chiesa di Santa Croce (Heiligenkreuzkirche), uno degli edifici più iconici di Villach, con la sua inconfondibile facciata rosa e le due torri gemelle. Costruita tra il 1726 e il 1738 in stile barocco, sorge su un sito sacro di epoca altomedievale.
Si conclude così la nostra visita a Villach. Una città che in tanti trascurano, ma forse vale la pena di regalarle un paio d’ore per scoprire un volto autentico della Carinzia e lasciarsi sorprendere da angoli ricchi di storia, cultura e bellezza.

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Pubblicato su Panorama il 31 luglio 2025


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