Gli anni ottanta nel segno delle vittorie degli juniores (8 e continua)
Gli anni ‘70 per la Jadran erano trascorsi all’insegna di grandi problemi logistici e finanziari, che erano stati pure alla base degli insuccessi in campo agonistico. Sì, ci furono successi e titoli, ma molti di meno rispetto al passato. A tenere alto il nome della compagine zaratina ci pensarono prima i fratelli Bajlo e poi gli ottimi juniores, facendo di nuovo sperare in un futuro migliore.
Il 1980 si aprì nel migliore dei modi. Alla prima regata di Spalato gli zaratini s’imposero alla grande: ben cinque le vittorie. Si recarono così pieni di speranze a Belgrado, alle gare di qualificazione per la nazionale jugoslava, che avrebbe partecipato alle regate internazionali di Bled. Pure nell’allora capitale jugoslava tutto filò secondo i piani. La vittoria nell’otto e nel quattro con, insieme ad altri ottimi piazzamenti, fece si che alla fine furono ben 16 i giovani zaratini ad essere convocati per Bled. Qui i rematori della Jadran si fecero valere pure sul piano internazionale e alla fine ben sei “staccarono il biglietto” per i mondiali juniores di agosto.
Prima di accedere alla scena internazionale, ai campionati croati di Osijek gli zaratini riuscirono a imporsi a livello juniores in ben cinque discipline, oltre a finire una volta terzi e una volta quarti. Arrivarono subito dopo i mondiali juniores di Hazewinkel. Nel due senza Ivan Jončić e Lolo Jurin conquistarono un ottimo quarto posto, mentre il quattro con composto da Maričić, Bjelanović, Kotlar e Župan, nonché dal timoniere Žečević finì undicesimo.
Inizio con il piede giusto
Il 1981 iniziò pure nel migliore dei modi. La Jadran fece incetta di vittorie all’apertura della stagione agonistica a Spalato. Seguirono i successi a Zaton, vicino a Sebenico, e infine nella regata d’inizio aprile a Zara. Fece seguito la classica regata del primo maggio a Bled. E i successi non mancarono nemmeno questa volta. Slavko Bjelanović e Josip Žorž con il timoniere Svetko Milin s’imposero nel due con, con ben 10 secondi di vantaggio rispetto ai campioni nazionali uscenti. Nevio Valčić stava diventando sempre più una certezza nello skift.
Gli zaratini vinsero pure nella gara regina, quella dell’otto con, grazie all’equipaggio composto da Travaš, Smoljan, Maričić, Ramov, Marušić, Pavlaković, Bjelanović, Žorž e dal timoniere Zečević. I successi arrivarono pure dalle gare disputate all’estero. Così a Brno si piazzarono secondi Slavko Bjelanović e Josip Žorž con il timoniere Svetko Milin nel due con, mentre un buon terzo posto lo conquistarono Nevio Valčić e l’otto con. A fine giugno ai campionati croati a laurearsi campione fu soltanto Nevio Valčić, mentre nel due senza Ligutić e Kanjer arrivarono secondi. Pure ai campionati nazionali di Belgrado le cose non cambiarono. Nevio Valčić conquistò il primo posto, mentre i campioni uscenti dell’otto con dovettero accontentarsi della terza piazza.
Nevio Valčić, stella di prima grandezza
Che questo fosse l’anno della sua definitiva consacrazione come stella di prima grandezza del canottaggio, Nevio Valčić lo confermò pure ai campionati dei Balcani di Spalato dove centrò l’ennesima vittoria dopo quella internazionale precedente a Villaco, in Austria. Da segnalare che a Spalato Slavko Bjelanović e Josip Žorž con il timoniere Zečević giunsero secondi.
Però il giorno più importante del 1981 fu il 30 ottobre, quando dopo più di 10 anni di attesa finalmente fu inaugurata la nuova sede societaria. Un grande passo avanti, che avrebbe garantiro più motivazione e possibilità di farsi strada ai giovani rematori zaratini.
Pure il 1982 ebbe inizio nel segno della supremazia zaratina nella regione dalmata. I rematori della Jadran vinsero sei delle sette regate di Zaton, e poi s’imposero in ben nove regate a casa davanti ad addirittura 4.000 spettatori. A luglio, ai campionati croati a Vukovar, sebbene non abituati a remare su un fiume, i canottieri della Jadran vinsero in tre discipline: Nevio Valčić nello skift; Ligutić e Kanjer nel due senza; e nel quattro con composto da Grozdanić, Pinjatela, Mahnić, Čače e dal timoniere Zečević. Ai campionati jugoslavi però a ripetere l’exploit fu soltanto Nevio Valčić, mentre in auge tornò l’otto con composto da Čizmin, Bašić, Jadrijev, Troskot, Pavlaković, Marušić, Žorž e dal timoniere Zečević. Se a livello juniores la Jadran era una forza di primo piano ormai da anni, la squadra stentava però a emergere in campo seniores. Così a portare una ventata di entusiasmo fu il titolo di vicecampione nazionale conquistato a Jajce da Ivica Kačan.
Il resto della stagione fu di nuovo all’insegna di Nevio Valčić, che fu l’unico della nazionale jugoslava juniores ad arrivare in finale (finì sesto), e poi riuscì a bissare il successo ai campionati dei Balcani.
I classici successi
Nulla di nuovo nel 1983, che incominciò con i classici successi a Spalato, Zara e poi con ben quattro vittorie alla regata del primo maggio a Bled. Un mese più tardi alla regata internazionale a vincere fu Nevio Valčić, una certezza ormai da anni, che così si “qualificò” per i mondiali juniores di Vichy in Francia.
La Jadran bissò pure i successi ai campionati jugoslavi di Zaton, dove a imporsi furono Nevio Valčić e l’otto con composto da Čizmin, Bašić, Crnobrnja, Troskot, Čače, Milović, Kukolj, Grozdanić e dal timoniere B. Milin. A Vichy Nevio Valčić riuscì quasi a compiere un miracolo. In Francia rimase per giorni senza potersi allenare nel proprio remo e poi nella regata giunse quarto, sfiorando una storica medaglia.
Il tedoforo Romano Bajlo
Nel 1984 le Olimpiadi invernali si tennero a Sarajevo. Romano Bajlo, da anni allenatore della Jadran e olimpionico di Monaco di Baviera del 1972, ebbe l’onore di essere uno dei tedofori, nel passaggio della fiaccola a Zara. Sul piano agonistico l’inizio fu lo stesso degli anni precedenti. Spiccarono in primo luogo le tre vittorie alla regata internazionale di Brno oltre ad altri piazzamenti sul podio. Ai campionati croati di Vallegrande (Vela Luka) sull’isola di Curzola, la Jadran riuscì a imporsi in quattro discipline: nel quattro con (Fain, Troskot, Kukolj, Grozdanić e il timoniere B. Milin), nell’otto con composto dai rematori della quattro con e da Čače, Milović, Marušić e Smolić; nel due senza (Radoš e Ligutić) e nello skift con Svetko Milin. Seguirono i campionati jugoslavi di Belgrado, dove la Jadran vinse due ori, due argenti e un bronzo. A laurearsi campione nazionale fu l’otto con composto da Branko Fain, Nikica Kukolj, Jugo Troskot, Predrag Grozdanić, Eduard Čače, Miren Milović, Pero Marušić, Marko
Smolić e dal timoniere Bogdan Milin.
Questo equipaggio, oltre ad essere campione juniores, vinse pure un bronzo tra gli seniores. Infine ai campionati mondiali juniores di Jönköping partecipò il quattro con composto da Branko Fain, Jugo Troskot, Nikica Kukolj, Predrag Grozdanić e dal timoniere Bogdan Milin che finì sesto. Per questo equipaggio più tardi arrivò pure una medaglia di argento ai campionati dei Balcani a Bucarest.
Il centenario del canottaggio zaratino
Così arriviamo al 1985. Si trattò di un anno molto importante per la Jadran, passato alla storia in primo luogo per i festeggiamenti in onore dei 100 anni del canottaggio a Zara. Il weekend più significativo fu quello del 12-14 aprile, quando a Zara ci furono diverse manifestazioni solenni con la consegna di numerosi importanti riconoscimenti. Alla fine la tanto attesa regata non si disputò. Infatti il mare era troppo mosso e tutte le regate furono annullate.
La stagione però iniziò a febbraio e la Jadran sbaragliò nuovamente il campo in tutte le regate regionali. Fu l’anno di Svetko Milin, che si laureò campione croato e jugoslavo. A vincere la medaglia d’oro a Jajce ai campionati jugoslavi fu pure l’otto con, composto da Fain, Kukolj, Hrboka, Kršić, Matulina, Jurin, Segarić, Jurjević e dal timoniere Grubišić. La stagione si concluse nel Brandeburgo, dove ai mondiali juniores, sotto la sapiente guida di Romano Bajlo, parteciparno quattro ragazzi di Zara: Fain, Kukolj, Hrboka, Kršić, più il timoniere Grubišić, che fecero parte dell’otto con che alla fine si piazzò al settimo posto.
Nel 1986, oltre ai soliti successi di inizio anno, da registrare il primo posto di Nevio Valčić nello skift, però tra i seniores! Invece tra gli juniores rimase costante la presenza vittoriosa di Svetko Milin.
Incetta di medaglie a Castelmuschio
Ai campionati croati di Castelmuschio (Omišalj) sull’isola di Veglia, i remi della Jadran parteciparono a dodici gare. E conquistarono ben sette ori, un argento e un bronzo. In altre parole fecero incetta di medaglie. Poi ai campionati nazionali di Belgrado arrivarono altri tre ori: nello skult con l’ormai affermato Svetko Milin, nell’otto con juniores e cadetti. A livello internazionale da segnalare unicamente le trasferte a Roudnice e a Villaco.
Il 1987, dopo gli iniziali successi regionali, portò tanta delusione ai campionati croati di Vukovar. Infatti la Jadran, ormai abbonata ai successi, rimase completamente esclusa dalle posizioni di vertice. Registrò soltanto due argenti con i soliti remi, ovvero con l’otto con e nello skult seniores con Svetko Milin. L’otto con composto da L. Kolega, Čupić, Žuvanić, Antišin, Bačić, Perinović, Dundov, Kačan e dal timoniere Marunić arrivò poi pure secondo ai campionati nazionali, mentre a conquistare la medaglia di bronzo fu Dino Žuvanić. E fu proprio lui la vera sorpresa dell’anno. Alla fine si laureò campione del Balcani da solo e conquistò un ottimo settimo posto ai campionati mondiali di Colonia come membro della nazionale jugoslava nel quattro senza.
Un timoniere alle Olimpiadi
Nel 1988 le Olimpiadi si tennero a Seul. Pure la Jadran ebbe uno dei sui canottieri in lizza a questi Giochi. Fu Dario Varga. Non un rematore, bensì un timoniere, che così continuò la tradizione di partecipazione alle Olimpiadi dei membri della Jadran. Per lui fu si trattò di una convocazione inattesa, visto che, come ha poi confessato, all’epoca pensava di abbandonare questo sport. Fu il timoniere del quattro con composto ancora da Zlatko Celent, Sead Marušić, Vladimir Banjana e Laza Pivač. Per questo equipaggio alla fine ci fu un ottimo sesto posto. Per il resto, l’anno fu costellato dai classici successi di inizio stagione, seguiti da due medaglie ai campionati croati. Gli zaratini ebbero più “fortuna” ai campionati jugoslavi, dove vinsero l’oro nell’otto con (L. Kolega, Čupić, Antišin, Bilić, A. Kolega, Buterin, B. Milin e timoniere Varga) e l’argento con Danijel Bajlo. La stagione continuò a livello internazionale per Marko Perinović e Leopold Kolega, che fecero parte dell’otto con ai mondiali juniores (12.esimo posto finale) e vinsero la medaglia d’argento nel due senza ai campionati del Balcani.
Il ricambio generazionale
Il 1989 sarà ricordato come l’anno del ricambio generazionale. Pochi i risultati da segnalere. Praticamente gli unici che si salvarono dal grigiore furono i membri dell’otto con juniores, che per il decimo anno consecutivo si laurearono campioni nazionali. Nel 1989 facevano parte dell’equipaggio Domagoj Martinović, Leopold Kolega, Veljko Žuvanić, Boško Mišlov, Damir Kasap, Darko Barada, Antonio Buča, Blaženko Mrkić e il timoniere Roko Miletić. Oltre che nell’otto con juniores, la Jadran vinse altre tre medaglie. Per il resto è da ricordare la partecipazione del timoniere Dario Varga ai campionati mondiali di Bled nel quattro con, una gara in cui la Jugoslavia si piazzò al decimo posto.
Si concluse così un altro decennio segnato dai successi degli juniores e dalla continuazione della crisi a livello seniores. Ormai una costante da parecchi, anzi troppi anni. Però i successi erano dietro l’angolo. Prima i duri anni di guerra e poi la nuova partecipazione alle Olimpiadi.
Per vedere l’intero articolo, versione PDF
Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo l’11 maggio 2013.