L’inesorabile declino dei fratelli Bajlo (7 e continua)

L’inesorabile declino dei fratelli Bajlo (7 e continua)
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Gli anni ‘60 decisamente non furono i più felici nella storia della Jadran. Portarono problemi di tutti i generi, per cui l’attività agonistica ne risentì tantissimo. Poche furono le regate, le nuove leve stentavano a emergere. E inevitabilmente i successi arrivavano con il contagocce. Ma il periodo successivo fu decisamente migliore e portò maggiore serenità in seno alla società dalmata.
Dopo anni di stallo, finalmente nel 1970 fu convocata l’Assemblea societaria. Fu una sessione definita solenne: il principale argomento di discussione avrebbe dovuto essere la posa della prima pietra per la costruzione della nuova sede della società. Inevitabilmente però il dibattito si incentrò sui problemi urgenti, tra cui quello dell’acquisto dei nuovi remi. Infine fu pure eletta la nuova dirigenza. Ne facevano parte il presidente Milan Vladović, il segretario Čedo Škorić, il tesoriere Ivan Hunek, l’economo Klaudije Stipčević. Gli altri componenti erano Pavle Marušić, Ivo Ivanković, Mato Marlais, Mladen Rendić, Zvonko Končurat, Gojko Matulina, Bruno Aras, Srećko Pedišić e Mladen Marcelić.
Sul fronte sportivo l’anno si aprì con la vittoria del due senza composto dai fratelli Romano e Josip Bajlo nella gara di Spalato. Seguì la gara di Bled dove i Bajlo con un remo preso in prestito arrivarono secondi nel due con. Buona pure la gara del due senza juniores formato da Milivoj Colić e Zdenko Zrilić che finì quarto. I fratelli Bajlo continuarono la loro serie positiva a Bled, però questa volta in una regata di carattere internazionale svoltasi a fine giugno. Di nuovo riuscirono a ottenere un ottimo secondo posto.

A Lucerna mancata la finale
I due fratelli difendevano i colori della nazionale della Jugoslavia, per cui a luglio si recarono a Lucerna alla famosa regata internazionale. Però non riuscirono a entrare in finale. A causa della trasferta in Svizzera non poterono partecipare ai campionati croati a Vukovar, dove avrebbero potuto lottare per il primo posto.
Però la principale gara nel 1970 fu quella di Jajce. In questa località bosniaca si svolsero infatti i campionati nazionali. Campionati importantissimi, perché il vincitore entrava a far parte della nazionale, ma in primo luogo acquisiva il diritto a partecipare ai campionati mondiali. A Jajce fu subito chiaro che sarebbe stata una gara a due tra gli zaratini e i rematori del Mornar di Spalato. Alla fine a vincere nel due con (unico remo della Jadran in gara!) furono i fratelli Bajlo con il timoniere Pavao Grdović. Fu un grande successo. Basti pensare che nel 1970 la società contava soltanto 10 rematori, di cui appena tre gareggiavano. Insomma la gloriosa società d’un tempo si era ridotta ai minimi termini. In una simile situazione un successo del genere a livello nazionale poteva soltanto generare un clima di euforia e spingere i giovani ad avvicinarsi a questo sport bello, ma duro.

Un vero calvario in Canada
Così i fratelli Bajlo con il timoniere Pavao Grdović partirono verso il Canada. Però lì fu un vero calvario. Anche se gli organizzatori avevano promesso di fornire loro un’imbarcazione, questa arrivò solamente un giorno prima della gara e, come scrissero i media all’epoca, per giunta in pessimo stato. Il tutto fece sì che la gara fu mediocre, per cui i rematori zaratini furono eliminati già nelle qualificazioni.

La sede in lista d’attesa
La costruzione della nuova sede delle società continuava intanto ad essere rinviata. Stretti tra mille difficoltà i rematori tentavano di continuare le proprie attività armati di pazienza entusiasmo e buona volontà. Però i mezzi scarseggiavano: l’equipaggiamento a disposizione era ridotto a pochi remi. Inoltre c’era a disposizione soltanto un piccolo bus per il trasporto dei rematori nelle sedi dove si svolgevano le gare. Nel 1971 la Jadran rimase pure senza l’allenatore (volontario!) Srećko Pedišić. Insomma si andava di male in peggio.
Nonostante tutto l’anno incominciò con dei successi. Nella prima regata a Spalato a vincere furono i fratelli Bajlo nel due con, mentre tra gli juniores Eduard Bajlo giunse secondo. Seguì la tradizionale gara del primo maggio a Bled dove i fratelli Bajlo vinsero sia nel due con sia nell’otto con, in quest’ultimo caso insieme ai rematori del Gusar e dell’Armata. Il giovane Bajlo colse un ottimo sesto posto. Non mancarono pure soddisfazioni a livello internazionale. Infatti a giugno i fratelli Bajlo nel due con, insieme al timoniere Pavao Grdović, conquistarono un ottimo secondo posto alla regata internazionale di Praga, ovvero la 97.esima edizione della gara sul fiume Moldava (Vltava).
Seguirono i successi al campionato croato e il secondo posto al campionato jugoslavo dietro ai rematori della squadra delle Forze armate. Grazie a questi successi i fratelli Bajlo furono invitati a partecipare al campionato europeo di Copenaghen, dove furono membri dell’otto con, che però fu eliminato nelle qualificazioni.

Privi di imbarcazione
Il 1972 fu chiaramente nel segno dei Giochi olimpici. Per gli zaratini i problemi però continuarono su tutti i fronti. I fratelli Bajlo dovettero rinunciare alla tradizionale regata di Spalato non avendo a disposizione alcuna imbarcazione?!? Così a Spalato gareggiarono soltanto nell’otto con insieme ai rematori locali della Gusar. Seguirono i successi alle regate di Fiume, per i 50 anni della Jadran, a Bled per il primo maggio con il nuovo timoniere Mladen Grdović e infine un ottimo quinto posto alla regata internazionale di Mannheim. Poi nella regata internazionale di Bled arrivarono terzi. E terzo fu pure il giovane Eduard Bajlo nello skift.
Seguì la gara decisiva di Lucerna, dove i fratelli Bajlo gareggiarono nell’otto con insieme ai rematori del Krka di Sebenico. Giunsero settimi e così staccarono il visto per le Olimpiadi di Monaco di Baviera. Prima della partenza per la Germania riuscirono a vincere il campionato nazionale di Belgrado, dove nello skift juniores Eduard Bajlo finì terzo.

Olimpiadi, una delusione
Anche se le ambizioni non mancavano, la gara alle Olimpiadi fu molto deludente. I dalmati finirono eliminati già nelle qualificazioni.
Il 1973 si aprì pure con grandi ambizioni. La società ce la mise tutta per tentare di risolvere i grandi problemi che ormai andavano avanti da anni. L’unico successo fu l’ingaggio del nuovo allenatore, con il compito di lavorare in primo luogo con i giovani. Ma l’anno iniziò pure con la tragica notizia dell’omicidio del membro della presidenza e da anni allenatore Gojko Matulina. L’unica nota positiva nel 1973 giunse come al solito dai fratelli Bajlo con il timoniere Mladen Grdović, che si imposero nella regata del primo maggio di Bled, nella regata internazionale di Belgrado e in quella successiva di Bled. Grazie a questi successi poterono partecipare ai campionati europei di Mosca. Però alla fine non riuscirono a passare le eliminatorie. Comunque l’anno alla fine si chiuse bene con il successo ai campionati jugoslavi di Sebenico, dove però Eduard Bajlo non riuscì a piazzarsi in finale.

Eduard Bajlo con il fiatone
Nulla di particolarmente nuovo nemmeno nel 1974. Nella regata di Bled vinsero i fratelli Bajlo, mentre Eduard Bajlo non riuscì a piazzarsi in finale. Lo stesso copione si ripetè pure nella regata di Belgrado. Seguirono le regate di carattere internazionale. Nel due con i fratelli Bajlo finirono quinti a Bled e a Sabaudia. Poi fu la volta dei campionati nazionali di Belgrado, dove riuscirono a conquistare un secondo posto dietro alla squadra del Gusar di Spalato.

Fratelli in lieve declino
Il 1975 si aprì con l’ennesimo tentativo della società di dotarsi di una nuova sede, ma nemmeno questa volta si ebbe successo. Sul piano sportivo da registrare un leggero declino dei fratelli Bajlo che finirono secondi nella regata di Fiume, mentre nella regata di Bled non riuscirono a piazzarsi in finale. Segui un secondo posto alla regata di Sabaudia con il nuovo timoniere, Anđelko Župan. Poi ai campionati nazionali di Sebenico i due fratelli arrivarono soltanto secondi, per cui non riuscirono a conquistare il quinto successo consecutivo. Visto il declino in quanto a risultati e il fatto che la società non riusciva più a seguirli a dovere, i fratelli Bajlo decisero di smettere con l’attività agonistica. Alla fine però il più giovane dei due campioni zaratini, Romano Bajlo, fu ingaggiato dalla Jadran come allenatore delle giovani promesse. E proprio grazie all’assunzione di un allenatore di sicura fama, la società riuscì ad attirare ben 32 nuovi giovani rematori.
Il 1976 finalmente iniziò con delle buona notizie. Grazie all’impegno dell’instancabile presidente Mato Marlais la società fu più ricca di due remi. Fu pure costruito un grande capannone, in grado di soddisfare perlomeno le esigenze minime della Jadran, in attesa del definitivo nullaosta per la costruzione di una sede societaria. Sul piano sportivo, sotto la guida di Romano Bajlo i risultati furono modesti. Nell’insieme però si era abbastanza soddisfatti, viste le diverse finali a cui si erano piazzati molti tra gli juniores e gli esordienti.

Un soddisfacente 1977
Dopo un 1976 interlocutorio, nel 1977 furono registrati i primi veri successi. Alla tradizionale regata di Spalato per la Coppa della Dalmazia la Jadran si impose in quattro delle cinque regate alle quali partecipò. Nella regata di Bled gli zaratini riuscirono pure a conquistare un ottimo primo posto nel quattro con per juniores composto da Jončić, Šerer, Marlais, Bajlo e dal timoniere Kačan. I dalmati fecero incetta di ottimi risultati anche ai campionati croati, dove gli juniores della Jadran si imposero nel quattro con, nello skift, nel due senza e nel due con. E inoltre ci furono un secondo e un terzo posto. Seguirono i campionati nazionali di Jajce, dove la Jadran vinse nel quattro con composto da Jončić, Šerer, Marlais, Bajlo e dal timoniere Kačan e nello skift con Branko Grdović. Da registrare pure un importante successo internazionale a Villaco, in Austria, dove tra gli juniores vinsero due gare, grazie allo storico otto con, composto da Jončić, Šerer, Marlais, Bajlo, Maričić, Župan, Jurin, B. Kotlar e dal timoniere I. Kačan.

L’anno dopo bissati i successi
Nel 1978 quasi tutti i successi conseguiti l’anno prima furono bissati. Si registrarono importanti vittorie nella regata del primo maggio a Bled e a quella di Spalato, ma pure nella gara di Bled tra nazionali juniores, dove i rematori zaratini si imposero nel quattro senza composto da Rajko Jukić, Donat Petricioli, Branko Grdović e Danijel Kotlar.

Belgrado, storica vittoria
L’anno si concluse con i campionati nazionali di Belgrado dove a sorpresa la Jadran vinse nella storica gara dell’otto con, grazie all’equipaggio composto da Ivica Jončić, Robert Šerer, Feruccio Bajlo, Mišo Marlais, Vanja Maričić, Lolo Jurin, Bernardo Kotlar, Anđelko Župan e dal timoniere Robert Katalinić. Da registrare pure altri due argenti e un bronzo. Visti i grandi successi il quattro con (Bajlo, Marlais, Šerer, Jončić e timoniere Katalinić) fu invitato a rappresentare la Jugoslavia ai campionati mondiali. A Belgrado andò pure Branko Grdović che con un rematore della Korana di Karlovac partecipò al due senza. Per tutti si trattò di un’esperienza molto importante. I risultato furono soddisfacenti. Il quattro con arrivò sesto e il due senza finì nono. Però nel finale di stagione per Branko Grdović arrivò un primo posto nei campionati nazionali juniores. Inoltre l’otto senza rappresentò la Jugoslavia ai campionati dei Balcani, dove riuscì a vincere senza troppe difficoltà.

Nuova sede a Val de’ Ghisi
Verso la fine del decennio arriva finalmente la notizie dell’inizio dei lavori di costruzione della nuova sede societaria a Val de’ Ghisi (Jazine). Sul fronte sportivo la Jadran vinse cinque gare su cinque a Spalato. Seguirono ben nove vittorie a Bled. Poi il successo internazionale a Brno e il secondo posto dell’otto con per nazionali a Villaco. Ai campionati croati che si svolsero a Sebenico, la Jadran vinse addirittura cinque gare. Ai campionati nazionali invece in campo juniores gli zaratini si imposero in ben quattro gare. Pure i giovani ebbero la possibilità di gareggiare tra gli seniores, nonostante potessero di competere a livello juniores ancora per anni. Ad approfittare alla grande degli spazi concessigli fu Branko Grdović che si laureò campione nazionale, mentre l’otto con conquistò un buon quarto posto.

Jadran, ossatura della nazionale
Per l’allenatore Romano Bajlo ci furono grandi soddisfazione. A questo punto per lui fu inevitabile entrare nella nazionale jugoslava.
La Jadran fu l’ossatura della nazionale della RSF di Jugoslavia ai campionati mondiali di Mosca. L’otto con composto da Ivica Jončić, Robert Šerer, Feruccio Bajlo, Mišo Marlais, Vanja Maričić, Lolo Jurin, Bernard Kotlar, Anđelko Župan e dal timoniere Robert Katalinić finì sesto. Nello skift Branko Grdović si piazzò alla fine decimo.
Insomma il decennio fu costellato da grandi problemi logistici e finanziari, però sul fronte sportivo i successi non mancarono grazie ai fratelli Bajlo prima e agli ottimi juniores dopo.

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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 13 aprile 2013.


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