Diadora, nel dopoguerra la grande rinascita in esilio (4 e continua)

Diadora, nel dopoguerra la grande rinascita in esilio (4 e continua)
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Dicono che la conquista di una medaglia olimpica porti agli sportivi tanta gloria, ma pure tanta voglia di ripetersi, e se possibile di dare di più. Nel caso del glorioso otto con della Diadora, la medaglia di bronzo di Parigi del 1924 fu sicuramente uno sprone a dare di più in questo sport, che aveva già dato loro tanto. Però il lungo viaggio verso la medaglia contribuì sicuramente a far maturare l’equipaggio dalmata e a risvegliare la consapevolezza che il canottaggio, soprattutto a quell’epoca, era soltanto un divertimento e nulla più. Un divertimento a proprie spese. Per cui se si voleva fare qualcosa nella vita, se c’era l’esigenza di sbarcare il lunario – e indubbiamente c’era – questo divertimento bisognava purtroppo metterlo in secondo piano. Questa fu sicuramente per i campioni zaratini una decisione molto difficile.

FARE DI NECESSITÀ VIRTÙ Ma non c’erano vie di scampo; bisognava adattarsi alla situazione e fare di necessità virtù. Magari all’inizio l’idea era quella di farsi da parte e accantonare i remi solamente per un’estate. In altre parole prendersi una pausa per poi magari continuare sulla strada seguita in precedenza. Però non fu così. Per i campioni zaratini la pausa forzata segnò la fine di una grande serie di successi conseguiti dai livelli regionali a quelli nazionali e internazionali. Però fu pure il segnale dell’inizio del declino della società, ovvero della Diadora, che fino a quel momento aveva conseguito successi entusiasmanti. A dire il vero, dopo quel ritiro imposto da cause di forza maggiore, la società proseguì con la sua attività nel corso degli anni. Ci furono delle regate, non mancò pure qualche timido successo a livelli più bassi, ma nell’insieme poca cosa. Purtroppo la Diadora non fu mai più quella dell’inizio degli anni ‘20.
UN LUNGO DECLINO Il declino durò fino alla fine del percorso della società, ossia fino a quando la città di Zara rimase parte integrante del Regno d’Italia. Nel 1940o ci furono le ultime regate. Poi arrivarono la Seconda guerra mondiale e il cambio di regime, nonché di Stato. Ebbe inizio l’epoca della Jugoslavia socialista. A Zara tornò di nuovo di “moda” la Jadran, e per la Diadora ci fu l’esilio. O meglio la società fu chiusa come tantissime altre create durante il periodo italiano. Però al contrario di parecchie altre, la Diadora continuò a vivere; la pausa forzata degli anni ‘40 non segnò la fine. Infatti la società poi fu ricostruita, naturalmente in Italia.
9 LUGLIO 1961 Il giorno del ritorno in auge fu la domenica del 9 luglio 1961. La rinascita ebbe luogo ad Ancona, nelle Marche. Gli zaratini in esilio furono ospiti del glorioso Circolo Canottieri “Stamura”. Fu in questa occasione che la Diadora per la prima volta fece la sua comparsa ufficiale in mare dopo l’esodo. E fu una… signora uscita. Infatti con indosso le tradizioni maglie e con i colori sociali, gli zaratini scesero in mare con una jole a otto proprio nel luogo del loro primo grande successo. A fare parte di quella compagine furono: Simone Cattalinich, anni 72, con la maglia delle Olimpiadi del 1924; Antonio Cattalinich, anni 68; Nicolò Ledwinka, anni 62; Giulio Colombani, anni 56; Nerino Rismondo, anni 52; Silvio Fattovich, anni 50; Paolo Willenik, anni 48; Paolo Radovani, anni 42, e il timoniere Bruno Politeo, anni 41.
GRANDI EMOZIONI Vedere questo equipaggio scendere in mare fece una grande impressione e risvegliò tante emozioni. Suscitò, oltre alla commozione, pure tanta ammirazione. Era questo il ritorno sulla scena pubblica di una glorioso società, con una parte dei gloriosi canottieri che avevano portato a Zara la prima medaglia olimpica.
ARRIVA LA RIFONDAZIONE Quella di Ancona, naturalmente, non fu una gara contro il tempo, fu soltanto il preludio di quello che seguì. Infatti questo fu il primo passo verso la ricostituzione, o meglio la rifondazione della Diadora, stavolta in esilio. Dopo un anno, e precisamente il 30 marzo 1962, al Lido di Venezia venne convocata l’Assemblea, che sancì la ricostituzione del Circolo Canottieri “Diadora”. Fu questo kil momento della rinascita: si concretizzava la prosecuzione della storia della gloriosa società di Zara, in quanto il Circolo veniva appunto ricostituito, non fondato. E questo grazie all’entusiasmo e all’amicizia che legava alcuni canottieri veneziani ad alcuni di Zara, tra cui il grande campione europeo Luigi Miller che fu il primo presidente del Circolo al Lido di Venezia. Attorno a lui si strinsero Ulisse Donati, Antonio Testa, Arrigo Zink e Silvio Fattovich. Con il primo parco imbarcazioni, disponibile grazie alla generosità delle società cittadine consorelle, si crearono le premesse per il riavvio dell’attività formativa e sportiva dei giovani, che portò nuovamente la Diadora sui campi di regata.
L’USCITA CANAL GRANDE Per celebrare la risorta Diadora, il 29 settembre 1962, ospiti della vecchia fraterna società Querini, ci fu l’uscita generale in mare. Con i colori della Diadora sul Canal Grande sfilarono due jole a otto, quattro jole a quattro. E su una “monotopo” il gagliardetto sociale.
L’equipaggio della prima jole era composto da Luigi Miller, campione d’Europa e d’Italia; da Antonio Cattalinich, ‘el bomba’ olimpionico, campione europeo ed italiano; dal prof. Arrigo Zink, giunto appositamente da Roma; da Giulio Colombani, Antonio Perasti, Italo Benevenia, Bruno Politeo e Silvio Fattovich.
La seconda jole a otto aveva l’armo composto da Giuseppe Krekich, Giancarlo Mel, Angelo Navarro, Luigi Testa detto “Binghe”, Giorgio Benevenia, Roberto Benevenia, Dario Zohar, nonché da un altro componente il cui nome non è stato registrato.
Nella prima delle jole a quattro c’erano: Ulisse Donati, Carlo Steinbach, Nerino Rismondo, Ausonio Alacevich. La seconda jole presentava al nastro di partenza: Remo Leinweber, Italo Trigari, Paolo Radovani, Paolo Willenik. La terza jole era formata da: Guerrino Rosbowky, Leo Casolin, Bruno Buttara, Vladimiro Fekeza. E la quarta jole era composta da: Leo Detoni, Andrea Zerauschek, Francesco Cettineo, Gianni Festini
STELLA D’ARGENTO E STELLA D’ORO La società è ancora attivissima e negli anni ha ricevuto quale riconoscimento di questa attività dal Coni la Stella d’argento e la Stella d’oro al Merito Sportivo. Oggi le attività sono concentrate nella promozione del settore giovanile. Nella promozione di questo sport che parte proprio dai giovanissimi e nell’ambito del quale ancor oggi la società continua a mietere successi. Oggi si fregia del nome di Circolo Canottieri Diadora – Venezia Lido, ma la storia rimane quella gloriosa dalmata, che ebbe i suoi inizi proprio a Zara.

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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 12 gennaio 2013.


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