I campioni dalmati furono spesso snobbati dai dirigenti federali dell’epoca (6 e continua)
La Jadran aveva ormai raggiunto i suoi primi 50 anni di vita. Però il 1958 non sarà sicuramente ricordato alla stregua di un periodo d’oro. Come abbiamo visto i risultati latitavano da parecchi anni. Anche se la scuola era ottima e a livello juniores i risultati non mancavano, anche se c’erano tanti giovani promettenti, tutto questo non si rifletteva a livello seniores. La crisi con il passare degli anni diveniva sempre più preoccupante. Così i festeggiamenti per i primi 50 anni di vita della società passarono quasi in sordina e senza i fasti dovuti per un club così importante e blasonato. Però il 1958 fu soltanto l’anticamera dei problemi successivi, ovvero di un periodo che vide la società letteralmente costretta a lottare per sopravvivere.
Gare con il contagocce
I problemi avevano cominciato a farsi sentire in maniera acuta nel 1959. Pure la presidenza, solitamente attivissima, aveva iniziato a radunarsi sempre più di rado. Di problemi ce n’erano di tutti i tipi. E i primi a pagarne il fio erano gli stessi rematori. Infatti, in precedenza gli zaratini avevano partecipato a parecchie regate, in primo luogo in ambito regionale, senza contare i vari campionati. E invece nel 1959 la Jadran si ritrovò a partecipare a una sola gara! Fu quella dei campionati della Croazia che si disputarono nell’area dei laghi di Plitvice, ovvero sul lago di Kozjak dal 4 al 5 luglio. La Jadran iscrisse due squadre alla competizione, una per il quattro con juniores e una a livello cadetto. Però alla fine a partecipare alle gare fu solamente quest’ultima, però senza successo.
In calo l’interesse dei giovani
Per tentare di superare la profonda crisi, dopo oltre due anni, il 3 febbraio 1960, si tenne l’Assemblea societaria. Furono messi in luce tutti i problemi. Innanzitutto la città aveva “venduto” la sede della società e tutto il complesso sportivo all’industria tessile Boris Kidrić; di mezzi finanziari non c’era nemmeno l’ombra; mancavano rematori di classe, mentre l’interesse dei giovani per questo sport era in continuo calo. Alla fine fu eletta la nuova dirigenza composta da: Jakov Despot, Ivan Hunek, Miro Ivanov, Ante Peranić, Čedo Škorić, Milivoj Boranić, Frane Bonačić, Krsto Šare, Jakov Gracin, Ante Lovrović, Pavle Polak, Ivica Jakelić, Čedo Škarica, Zdravko Oljača, Mirko Brkić, Nikica Marinković, Ivo Ivanković e Klaudio Stipčević. Pochi giorni dopo la prima seduta della nuova dirigenza, fu eletto presidente onorario Jakov Gracin, mentre la carica di presidente spettò a Čedo Škorić e quella di segretario a Milivoj Boranić. A loro fu affidato il compito tutt’altro che agevole di portare a compimento l’opera di risanamento della società e di avviare un piano per incentivare i giovani a tornare a praticare il canottaggio. Però nel 1960 daccapo la Jadran si ritrovò a partecipare a una sola competizione. Si trattò della gara di Vukovar del 19 giugno, conclusasi per gli zaratini senza alcun successo.
La dirigenza… perse pezzi
La nuova dirigenza cominciò quasi subito a… perdere pezzi. Il neoeletto segretario rimase solo per breve tempo nella società. Infatti già nel 1960 Milivoj Boranić, da anni pure allenatore della società, decise di trasferirsi negli Emirati Arabi Uniti e di ricoprire l’incarico di selezionatore della squadra nazionale per nei successivi quattro anni.
Le redini della società furono così affidate a due nuovi allenatori, Ante Lovrović e Gojko Matulina. A peggiorare ancora di più la situazione, nel 1961 giunse la decisione della Boris Kidrić di “sfrattare” la società per costruire un nuovo complesso. Nonostante tutti i problemi la Jadran riuscì comunque a comprare due nuovi remi, uno per il due con e l’altro per lo skift.
L’esordio di Ivo Ivanković
E nello stesso 1961 cominciarono ad arrivare i primi risultati. Alla prima regata stagionale a Spalato partecipò soltanto l’esordiente Ivo Ivanković. E fu subito un ottimo risultato, ovvero un secondo posto nello skift. Poco dopo nella gara di Sebenico Ivo Ivanković riuscì pure a vincere, mentre il quattro con juniores arrivò secondo e quello seniores terzo. Seguì il campionato nazionale a Spalato dove la società schierò in campo il solo Ivo Ivanković. Nella categoria juniores lo zaratino riuscì nell’impresa di laurearsi campione nazionale. Fu un successo che dette un’importante iniezione di fiducia ed entusiasmo a una società che ormai da anni era alla deriva.
Buoni risultati a ripetizione
Il 1962 iniziò con la rielezione a presidente di Čedo Škorić; in quell’anno erano previste le stesse regate del 1961, ma con più rematori. Alla gara di Spalato a vincere furono Ante Colić e Dragomir Žuvanić nel due senza, mentre nelle categorie dello skift si piazzarono secondi Ivo Ivanković e Zdravko Fain. Seguì il campionato della Dalmazia e dell’Adriatico a Sebenico. Qui Ivo Ivanković ottenne la rivincita e si laureò campione con sei secondi di vantaggio sul secondo classificato! A vincere fu pure il duo Ante Colić e Dragomir Žuvanić. Infine Zdravko Fain si dovette accontentare di un terzo posto. Per il sempre migliore Ivo Ivanković a luglio ci fu l’esordio internazionale. Partecipò infatti alla regata internazionale di Bled, dove riuscì a conquistare un ottimo terzo posto. La stagione si chiuse sul Danubio, a Smederevo, con i campionati nazionali juniores. Per Ivo Ivanković arrivò un solido terzo posto, risultato questo conseguito pure dalla coppia Ante Colić e Dragomir Žuvanić.
Le donne si fecero valere
Il 1963 si aprì con la riunione dell’Assemblea societaria, alla quale venne eletto il nuovo presidente nella persona di Jakov Despot. Per quanto concerne le gare, si affacciarono di nuovo a questo sport le donne. E infatti grazie a loro arrivarono i primi risultati positivi della stagione. Alla gara di Spalato del 9 giugno a vincere fu Srna Medić, mentre nel quattro con, dove la Jadran schierò pure una propria squadra femminile, non ci fu gara, visto che le zaratine erano le sole presenti al nastro di partenza. Nel segmento maschile ci fu il ritorno di fiamma del quattro con, composto da Mladen Paleka, Venci Kraljić, Boris Ivanov, Boris Dukić e il timoniere Zvonko Bakija, che si piazzò secondo dietro ai padroni di casa del Gusar. Infine da registrare il terzo posto dal sempre migliore Zdravko Fain. Il quattro con e Fain furono invitati poi alla regata internazionale di Bled. Qui Fain riuscì a piazzarsi terzo, bissando il successo di Ivanković dell’anno precedente.
Piazzamenti di rilievo a Pola
Ai campionati croati di Pola, la Jadran si presentò ai nastri di partenza in ben cinque gare, però soltanto Zdravko Fain arrivò a conquistare medaglia: si trattò di un bronzo. In campo femminile a laurearsi campionessa croata fu Srna Medić, mentre a vincere l’argento furono Nataša Colić, Krasna Jakaša, Zorka Parić e Jasenka Dobrović con timoniere Sonja Predovan. A conquistare il titolo nazionale furono pure Davorka Jakaša e Violeta Botaco, però senza dover fronteggiare concorrenza alcuna.
L’anno si concluse con i campionati nazionali juniores disputatisi proprio a Zara. A partecipare alle competizioni furono 300 rematori di 26 società. Per la gioia dei locali a laurearsi campionessa nazionale fu Srna Medić, mentre l’ormai costante Zdravko Fain conquistò l’argento. In campo femminile da segnalare pure un altro oro dal due senza e un argento dal quattro con. Per il resto arrivò un modesto quinto posto dall’otto senza maschile.
Il 1964 si aprì con l’ennesimo cambio della guardia ai vertici societari. Le redini del club vennero assunte da Bogo Medić. La prima regata della stagione fu quella ai campionati croati di Spalato, organizzati in occassione dei 50 anni della Gusar. Per i colori zaratini i risultati non mancarono. A laurearsi campione fu il due senza formato da Davorka Jakaša e Violeta Botaco; arrivarono poi dei discreti secondi piazzamenti per Srna Medić e il quattro con formato da Nataša Colić, Jasenka Dobrović, Zorka Parić e Krasna Jakaša con timoniere Sonja Predovan. Delusione invece sul fronte maschile, dove Zdravko Fain si piazzò appena quarto, mentre l’otto con arrivò sesto.
La stagione si conclusa a Maribor con i campionati nazionale. Di nuovo ottime notizie in campo lato femminile, dove si laurearono campionesse nazionali Davorka Jakaša e Violeta Botaco nel due senza, mentre nel quattro con a imporsi furono Nataša Colić, Jasenka Dobrović, Zorka Pavić, Krasna Jakaša con timoniere Srna Medić. E infine delusione per Srna Medić nello skift, una disciplina dove arrivò soltanto quarta. Però grazie a questi risultati, le zaratine si rivelarono la migliore squadra nazionale. Delusione invece in campo maschile, dove Zdravko Fain arrivò soltanto quinto, mentre l’otto con venne squalificato.
Le future stelle
A cavallo tra il 1964 e 1965, la società venne abbandonata da Ivo Ivanković, che si recò per motivi di studio a Zagabria. Però nello stesso periodo approdarono alla Jadran Josip e Romano Bajlo, future stelle di questo sport.
Il 1965 si aprì con un importante successo. Gli zaratini riuscirono a vincere la “regina delle gara”, quella dell’otto con nella competizione di Spalato, davanti a forti avversari come il Krka, la Jadran di Fiume e il Gusar di Spalato. A imporsi in questa storica gara, dopo tanti anni di cocenti delusioni, furono: Marko Klepac, Ivica Crljenko, Lem Russo, Ivica Dundov, Boris Dukić, Joško Žuvanić, Zdravko Fain, Mladen Paleka e il timoniere Zvonko Bakija. Per loro ci fu in seguito pure un quinto posto alla gara internazionale di Bled, dove nello skift Gojko Kolega arrivò secondo. Forti di questi ottimi risultati, gli zaratini si presentarono con grandi ambizioni ai campionati nazionali juniores di Subotica.
La doccia fredda
Ma daccapo arrivò una doccia fredda: per l’equipaggio che aveva stravinto a Spalato ci fu soltanto un modesto sesto posto, mentre Kolega si piazzò quinto. Due argenti furono vinti nel settore femminile: nel due senza da Violeta Botaco e Božena Truntić, e nel quattro con da Ljilana Morić, Luci Jerolimov, Gordana Dunatov, Zoja Dragić e il timoniere Violeta Botaco.
Un ottimo vivaio
Però ormai lentamente il club zaratino aveva ripreso a crescere. I buoni risultati cominciavano finalmente a ritornare. Grazie soprattutto al vivaio. Il settore giovanile, infatti, era riuscito finalmente a imporsi e a gettare le basi per un futuro migliore.. Tutto sembrava andare per il meglio, quando di nuovo all’improvviso esplose la crisi. Il lato finanziario rimaneva il punto debole degli zaratini. Nel 1966 ad abbandonare la società fu il presidente Jakov Despot seguito pure da altri membri della presidenza. Il giovane allenatore Ante Lovrović decise, invece, di smettere. Furono ingaggiati subito nuovi allenatori, ovvero Gojko Matulina e Srećko Pedišić. Ma inevitabilmente tutti questi sconquassi interni ebbero riflessi sui risultati. Ci volle del tempo per riprendersi e risalire la china.
La stagione iniziò a Bled, dove a mettersi in luce tra gli juniores furono Ivica Crljenko e Ivica Dundov che vinsero un bronzo. Josip Bajlo ebbe l’onore di gareggiare nella squadra jugoslava dell’otto con. Onore poi bissato ai campionati mondiali, disputati pure a Bled.
A livello di club a dare le maggiori soddisfazioni fu Šime Stopfer, l’astro nascente dello skift. Per lui ci fu un primo posto alla gara di Spalato, un terzo posto ai campionati croati di Sisak e infine un secondo posto ai campionati nazionali di Jajce. Tra gli altri buoni risultati da registrare quello del due senza composto da Ivica Crljenko e Joško Žuvanić che si piazzò quarto ai campionati croati, mentre ai nazionali perse la finale di un soffio.
Il grande esordio
Il 1967 sarà ricordato anche come l’anno del grande esordio dei fratelli Bajlo. Nonostante i problemi derivanti dall’arrivo della nuova barca, i due fratelli colsero in quell’anno i primi importanti successi. Cominciarono subito con una vittoria a Bled. Furono invitati anche alla gara internazionale di Sabaudia, però alla fine per problemi tecnici non gareggiarono. Ai campionati croati di Buccari arrivarono secondi, risultato poi bissato ai campionati nazionali di Jajce.
Essi praticamente furono i soli ad allenarsi e a gareggiare durante tutto l’arco dell’anno. E il bello è, che tutte le gare le disputarono con imbarcazioni prese in prestito, soprattutto dalla Krka di Sebenico.
Nel 1968 per Josip e Romano Bajlo le ambizioni si fecero decisamente grandi. Era l’anno olimpico ed essi si sentivano fortissimi. Assieme a Ivo Ivanković, ritornato a militare tra le file degli zaratini, i fratelli Bajlo erano ormai le punte di diamante della Jadran. Alla competizione di Bled arrivarono secondi. Dopo un’ottima gara a Belgrado, fece seguito la trasferta a Duisburg, dove si piazzarono quinti tra 24 partecipanti provenienti da tutta Europa.
Delusione a Lucerna
Nel frattempo nei campionati croati seniores a Spalato, Ivo Ivanković vinse il bronzo. Alle gare di Spalato però non parteciparono i fratelli Bajlo invitati alla selezione finale per le Olimpiadi a Lucerna. Ma fu una delusione, visto che non arrivarono in finale. Seguirono i campionati nazionali seniores a Bled dove stravinsero. Erano quasi sicuri di andare in Messico. Però arrivarono docce fredde da Belgrado. La Federazione decise di mandare oltreoceano solamente una squadra, il quattro senza. Dovevano farne parte pure i fratelli Bajlo con due rematori di Zagabria. Però alla fine a prevalere fu una squadra mista composta dalla Mornar di Spalato e dal Partizan di Belgrado.
Infine concludiamo con il 1969, un anno nel quale i fratelli Bajlo continuarono a mietere successi. Vinsero le regate di Spalato e Bled in apertura di stagione. Poi si recarono all’importante regata internazionale di Lione con il loro timoniere Pavao Grdović. Riuscirono a conquistare un ottimo terzo posto, per poi arrivare sesti nella regata di Sabaudia.
Luce in fondo al tunnel
La stagione la conclusero con il nuovo successo ai campionati nazionali di Bled dove riconquistarono il primo posto. Per i fratelli Bajlo la stagione si concluse con i campionati mondiali di Klagenfurt. Nella città austriaca parteciparono alle gare come membri dell’otto con della Jugoslavia. Alla fine, nella regina delle discipline, per loro ci fu un discreto ottavo posto.
Gli anni ‘60 saranno decisamente ricordati come anni difficili sotto tutti i punti di vista. Pochi i successi, arrivati in primis dal settore femminile. Ma alla fine a indicare che c’era della luce in fondo al tunnel, ci fu la nascita delle nuove stelle, i fratelli Josip e Romano Bajlo.
Gli anni ‘70 porteranno decisamente più ottimismo, nonché maggiori successi e stabilità sotto tutti i punti di vista.
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 9 marzo 2013.