Contributi preziosi lontano dai riflettori

Contributi preziosi lontano dai riflettori
Spread the love

Nei vari sport, i protagonisti indiscussi sono senza ombra di dubbio gli atleti, quelli che scendono in campo o si tuffano in piscina per conquistare vittorie e raggiungere obiettivi ambiziosi. Ma dietro ogni successo sportivo c’è un vasto mondo di persone che lavorano con passione e dedizione, spesso lontano dai riflettori. Oltre ai celebri allenatori, che plasmano e guidano i talenti, e alle società sportive, con le loro strutture e risorse, vi sono anche figure meno visibili ma altrettanto fondamentali: presidenti, segretari e dirigenti. Questi ultimi sono tra i pilastri del sistema sportivo, figure che operano silenziosamente affinché gli atleti possano concentrarsi unicamente sulle loro prestazioni, senza preoccuparsi delle complessità organizzative.

La loro dedizione e professionalità sono il motore nascosto che sostiene il mondo dello sport, consentendo ai campioni di fiorire e alla tradizione sportiva di progredire. In questo contesto, vogliamo narrare le storie di alcune figure che hanno contribuito allo sviluppo dello sport in Dalmazia, pionieri e promotori del movimento sportivo sin dagli inizi del ventesimo secolo. Questi uomini hanno posto le basi per la crescita e il consolidamento dello sport dalmata, non solo nell’epoca del fervore prebellico, ma anche in quella complessa fase di ricostruzione successiva alla Seconda guerra mondiale.

Un atleta straordinario
Tra questi protagonisti troviamo Ante Senjanović, nato a Spalato il 30 maggio 1910. Un atleta straordinario che si distinse come nuotatore, allenatore e dirigente sportivo. Senjanović esordì nella piscina dello Jadran a Zvončac (una zona di Spalato) nel 1927, mostrando sin da subito un talento eccezionale che gli consentì di imporsi immediatamente a livello nazionale. Ancora diciassettenne, partecipò al suo primo campionato nazionale, dove in 48 ore gareggiò percorrendo complessivamente ben 6,5 chilometri, trionfando in ogni prova. In quella stessa occasione, stabilì sette record jugoslavi nei 50, 100, 400 e 1500 metri stile libero, con prestazioni che lo consacrarono anche a livello europeo. Il suo contributo alla squadra nazionale jugoslava continuò fino al 1938, quando decise di ritirarsi dalle competizioni.
Con l’inizio del 1945, Senjanović si dedicò alla rinascita dello sport a Spalato, divenendo membro del Comitato per la ricostruzione e primo presidente del Comitato cittadino per l’educazione fisica. Fu eletto inoltre nella direzione dello Jadran e partecipò a un corso per arbitri di ginnastica in Dalmazia. Verso la fine del 1945, durante l’Assemblea del Comitato nazionale di ginnastica della Croazia a Zagabria, venne selezionato come membro del Comitato di esperti per il nuoto. Tra il 1945 e il 1946, inoltre, ricoprì il ruolo di caporedattore del Dalmatinski fiskulturnik, il bollettino regionale per la FISAH in Dalmazia. Nel corso della sua carriera, Senjanović proseguì come allenatore, dapprima nello Jadran e successivamente per la squadra nazionale jugoslava, insegnando anche presso la Scuola di educazione fisica di Belgrado. Verso la fine della sua vita, le suo competenze lo portarono a collaborare con il Comitato olimpico italiano. Senjanović morì il 7 novembre 1982 a Zagabria.

Un talento eclettico
Un’altra figura di rilievo fu Ratko Viličić, nato a Spalato il 22 gennaio 1915. Viličić mostrò fin da giovane un talento eclettico nello sport, iniziando con il calcio come pioniere dell’Hajduk, sotto la guida di Luka Kaliterna. Successivamente, entrò a far parte dell’ASK (Akademski sportski klub) e praticò contemporaneamente nuoto e tennis. Oltre alle sue imprese sportive, Viličić fu anche parte e attiva nella lotta antifascista: il 26 gennaio 1943 si unì alla Seconda Brigata Dalmata, partecipando a battaglie come quelle sulla Neretva (Narenta) e sulla Sutjeska. Al termine della guerra, Viličić completò gli studi alla Facoltà di Medicina di Zagabria e intraprese la carriera di medico militare, arrivando a dirigere il Servizio medico della Marina militare jugoslava con il grado di colonnello.
Dal 1945, in qualità di membro di spicco dell’Associazione croata per la cultura fisica, Viličić contribuì a fondare nuove organizzazioni sportive e culturali. Fu membro del Partizan di Belgrado e del POŠK di Spalato, e per molti anni partecipò al Comitato esecutivo dell’Hajduk, ricoprendo il ruolo di vicepresidente tra il 1959 e il 1963. Fu inoltre presidente della Conferenza dell’Associazione per la cultura fisica a Spalato, membro della SIZ per la cultura fisica e del Comitato esecutivo dei Giochi del Mediterraneo disputatisi a Spalato nel 1979. Tuttavia, Viličić morì il 24 luglio 1979, durante i preparativi per questi ultimi eventi, lasciando un’eredità di dedizione e passione.

L’amore per lo sport
Anche Gajo Bulat, nato a Sinj (in italiano Signo, Sign e talvolta Signa, ma si tratta di toponimi desueti) il 25 settembre 1909, svolse un ruolo fondamentale nello sport. Figlio del noto medico Silvio Bulat, a sua volta presidente dell’Hajduk di Spalato dal 1925 al 1926, Gajo ereditò l’amore per lo sport e divenne un appassionato atleta fin dalla giovinezza. Quando la famiglia si trasferì a Belgrado nel 1926, Bulat continuò a praticare nuoto e si laureò alla Facoltà di Scienze forestali. Dopo la Seconda guerra mondiale, partecipò attivamente alla ricostruzione dello sport in Serbia e in Jugoslavia, occupando diversi ruoli in seno alle associazioni sportive nazionali e promuovendo in particolare le discipline acquatiche. Morì a Belgrado l’11 luglio 1976 e, secondo il suo desiderio, fu sepolto nella tomba di famiglia al cimitero Lovrinac (San Lorenzo) di Spalato.
Vitomir Čerina, nato a Spalato il 17 agosto 1922, rappresentò un altro grande esempio di sportivo e combattente. Negli anni ‘30 fu tra i membri principali della sezione atletica dell’Hajduk di Spalato, gareggiando in numerosi incontri sia in Croazia che all’estero. Nel 1941, organizzò manifestazioni studentesche contro il regime fascista, finendo in prigione. Dopo essere stato rilasciato, si unì ai partigiani, e anche in tempo di guerra organizzò competizioni sportive nelle zone sotto il controllo delle forze partigiane liberate. Dopo il conflitto, Čerina continuò a distinguersi come atleta e organizzatore di eventi sportivi in Croazia e Belgrado, dove si laureò presso la Facoltà di Educazione Fisica. Morì il 5 novembre 2005 a Belgrado.

Curzola e la pallanuoto
Jozo Bačić, nato a Blatta (Blato) sull’isola di Curzola (Korčula) nel 1926, fu una figura di spicco nel nuoto e nella pallanuoto jugoslava, e presidente dell’Associazione di pallanuoto e nuoto della Jugoslavia dal 1952 al 1964. Sotto la sua presidenza, la Jugoslavia ottenne risultati prestigiosi, come le medaglie d’argento olimpiche a Helsinki, Melbourne e Tokyo. Dopo essersi ritirato, intraprese la carriera diplomatica e si trasferì a Bogotà, in Colombia, dove morì.
Infine, Pero Lozica, nato a Curzola il 29 febbraio 1924, fu uno dei dirigenti più significativi del club di nuoto della sua città natale (il KPK), oltre a ricoprire incarichi istituzionali e aziendali di rilievo. Durante la sua carriera sportiva, partecipò come dirigente a numerosi eventi e, dal 1948 al 1950, fu presidente dell’Associazione jugoslava di nuoto. Nel 1952 gli fu affidata la presidenza del Mornar di Spalato. Una degli episodi più interessanti nella biografia sportiva di Lozica è la partita tra gli otto fratelli Lozica e il KPK, che nel 1949 rinnovò l’attività della sezione di pallanuoto. Il figlio di Pero, Boško, vinse una medaglia d’argento ai Giochi Olimpici di Mosca del 1980 e dopo la fine della sua carriera da giocatore divenne un importante ufficiale di pallanuoto. Lozica morì il 12 settembre 1992 a Curzola, lasciando un segno duraturo nello sport dalmata.

Per vedere l’intero articolo, versione PDF

Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 9 novembre 2024.


Spread the love