Dal Sokol grande impulso allo sviluppo sportivo
Quando si parla di sport il pensiero corre sempre ai grandi sportivi, ai grandi atleti che hanno fatto la storia del proprio sport e della propria disciplina. A volte emergono pure gli allenatori, almeno in certi sport, nei quali assurgono agli onori della cronaca. Però le altre persone che danno il proprio contributo al successo in una disciplina passano a volte in secondo piano. Si tratta dei vari dirigenti delle società che spesso stanno alla base di ogni successo. E agli albori dello sport agonistico queste figure erano fondamentali.
Lo sport come oggi lo conosciamo è “nato” circa 150 anni fa. In Dalmazia un grande contributo è stato offerto dall’organizzazione chiamata Hrvatski Sokol, ossia Sokol croato. Era un’organizzazione istituita con lo scopo di promuovere l’esercizio fisico e diffondere la consapevolezza nazionale, sul modello del Sokol ceco. Il primo Sokol venne fondata a Praga nel 1862 da Miroslav Tyrš e Jindrich Fügner e il suo obiettivo principale era favorire la lotta del popolo ceco contro la germanizzazione, per il raggiungimento di una maggiore autonomia. Poi il Sokol si diffuse dalla Boemia a tutti i Paesi slavi. Il Sokol era guidato dall’antico ideale greco: in un corpo sano, una mente sana. Promuoveva lo sviluppo fisico, morale e intellettuale delle persone attraverso conferenze, discussioni ed esercizi. Inoltre, con il pretesto degli esercizi ginnici, aveva l’obiettivo di raccogliere quanti più sostenitori nella lotta per il risveglio della coscienza nazionale e l’indipendenza politica delle rispettive nazioni. Per fare appello a queste idee venivano utilizzati esercizi pubblici, venivano effettuate sfilate con simboli nazionali e uniformi speciali. Insomma non solo sport, ma pure politica.
Da Zara a Spalato
Il Sokol croato fece la sua comparsa per la prima volta a Zagabria, dove venne fondato il 27 dicembre 1874, dopo l’introduzione da parte del bano croato Ivan Mažuranić degli esercizi obbligatori nelle scuole. Successivamente furono fondate società in molte città della Croazia e pure a Trieste. Dopo Zagabria infatti la rete dei Sokol si diffuse a macchia d’olio in numerose città, come Varaždin nel 1878, Zara nel 1885, Spalato nel 1893, ecc.
Fu fondamentale per la Dalmazia il ruolo del Sokol spalatino. Venne fondato il 26 gennaio 1893. Il primo presidente a essere eletto fu Vinko (Vicko) Katalinić. I cofondatori furono il dott. Ivan Mangjer, Mate Jankov, il dott. Eduard Grgić, Filip Muljačić, il dott. Vicko Mihaljević e Petar Stalio.
La partita di pallone
La storia del Sokol di Spalato è importante perché quest’organizzazione contribuì in modo determinante a sviluppare quasi tutti gli sport allora conosciuti, spianando la strada lentamente alla costituzione di club e società vere e proprie, nonché autonome. Dopo gli esercizi pubblici del Sokol a Traù (Trogir), il 21 giugno 1903 nella zona chiamata Travarica venne disputata una partita di calcio tra i membri dei vari Sokol (probabilmente tra i soci del Sokol di Spalato e di quello di Traù). La squadra del Sokol in maglia rossa era guidata dal leader del club Vjekoslav Radica. Il gioco del pallone era praticamente sconosciuto fino ad allora per cui l’incontro fece scalpore tra gli spettatori.
Associazioni locali
Per favorire una migliore organizzazione furono istituite associazioni locali chiamate parrocchie. La quinta parrocchia era quella di Spalato e si chiamava “Vojvoda Hrvoje”. Tutte le parrocchie, su iniziativa del dott. Josip Smodlaka, si erano unite nel 1904 nell’Associazione croata. Gran parte dell’archivio della quinta parrocchia di Spalato è andata distrutta, ma dal libro di Adolf Paar possiamo vedere com’era organizzata la “Vojvoda Hrvoje” nel 1908. Il presidente era Gajo Bulat, mentre il direttore della parrocchia era M. Gradeček. Nel 1908, in base al progetto dell’ingegnere Kamil Tončić, fu costruito l’edificio della Casa Croata a Spalato, che divenne la sede della quinta parrocchia dello “Hrvatski sokol”. Qui si svolsero poi le assemblee costitutive di svariate società tra cui nel 1911 dell’Hajduk calcio, nel 1914 della società di canottaggio Gusar e nel 1920 della società di vela Jadran. Tre squadre fondamentali per la storia dello sport a Spalato.
Il Comitato olimpico jugoslavo venne fondato a Zagabria il 14 dicembre 1919. Il primo presidente fu il dottor Franjo Bučar. In quella sede Spalato fu rappresentata da Bogumir Doležal, un atleta versatile. Fabjan Kaliterna fu cooptato nel Consiglio nel 1920. Il primo sottocomitato olimpico del Paese fu fondato proprio a Spalato su iniziativa del Comitato olimpico jugoslavo il 25 giugno 1920. L’assemblea costitutiva si tenne proprio nella Casa del Sokol. Il primo presidente fu il dottor Vjekoslav Lavš. Nel 1929, tutte le società di ginnastica con nomi nazionali furono bandite e fu loro concesso un termine di tre settimane per aderire al Sokol del Regno di Jugoslavia. L’associazione croata di falconeria non si unì al neocostituito Sokol del Regno di Jugoslavia, ma decise di sciogliere tutte le società affiliate. Successivamente i beni delle società dei Sokol in tutta la Croazia furono confiscati e tutte le attività nelle Case Sokol furono organizzate sotto il patrocinio del Sokol inteso come organizzazione statale. Il 28 e 29 giugno 1931 a Spalato si tenne la grande manifestazione del nuovo Sokol nell’ex campo di calcio dell’Hajduk.
L’imprenditore Vinko Katalinić
Durante la Seconda guerra mondiale, nel periodo dell’amministrazione italiana, l’edificio spalatino del Sokol fu la sede della gioventù fascista. Dopo la fine del Secondo conflitto mondiale l’ex Casa croata venne ribattezzata Casa della Gioventù. Nel 1951 tutti gli edifici prebellici del Sokol del Regno di Jugoslavia divennero proprietà della Società di educazione fisica “Partizan”. Oggi l’edificio è stato completamente rinnovato grazie al capillare restauro del 2020. Ora è in funzione come sede di concerti, senza più nessun legame con lo sport.
Tra i fondatori del Sokol croato e tra i più importanti rappresentanti della Dalmazia in quest’ambito, troviamo Vinko Katalinić, Gajetan Gajo Bulat, Ivan Manger, Josip Smodlaka, Hubert Borelli Vranski, Ivan Krstitelj e Melko Čingrija. Vinko Katalinić era un imprenditore, politico e cofondatore del Sokol a Spalato nel 1893. Nacque il 4 agosto 1857 a Spalato. Frequentò la scuola reale di Spalato, per due anni studiò presso la Scuola commerciale di Lubiana, e poi a Vienna all’Accademia. Continuò l’attività del padre e dello zio e per qualche tempo fu rappresentante delle Assicurazioni generali di Trieste, viceconsole del Regno di Grecia, presidente della filiale locale della Ljubljanska banka e presidente della Cooperativa operaia croata. Nel 1897 venne eletto presidente del Sokol. Partecipò anche alla vita politica e fu eletto alle elezioni per il Consiglio comunale del 6 settembre 1897. Successivamente, come primo presidente del Consiglio municipale, sostituì il sindaco, il dottor Vicko Mihaljević e, dopo la sua morte nel 1911, mantenne tale carica fino al 1912. All’inizio del 1913 si tennero le nuove elezioni per il Consiglio comunale e Katalinić fu rieletto sindaco. Dopo lo scioglimento del Comune di Spalato, il 13 agosto 1914, Katalinić continuò a operare attivamente come presidente del Comitato della Croce Rossa dei Paesi balcanici e raccolse aiuti per i combattenti nella guerra condotta da Serbia, Bulgaria, Grecia e Montenegro contro la Turchia. Partecipò attivamente alla costruzione della Casa Croata a Spalato. Vinko Katalinić morì il 15 maggio 1917 a Spalato.
Gajetan Gajo Bulat
Gajetan Gajo Bulat nacque l’8 giugno 1867 a Zara. Frequentò la scuola pubblica a Zara e si diplomò in seguito al liceo classico di Spalato. Studiò giurisprudenza a Zagabria, Vienna e Graz, dove conseguì il dottorato. Dopo gli studi iniziò a lavorare presso lo studio legale dello zio. Dal 1897 al 1925 fu segretario della Camera di commercio e artigianato e presidente dell’Associazione delle grandi industrie. Dall’inizio del movimento del Sokol a Spalato, ossia dal 1893, Gajo Bulat ne fu membro attivo. Dal 1885 al 1893 fu capo del Comune di Spalato e dal 1910 deputato al Parlamento dalmata. Poco prima della fine della Prima guerra mondiale, Bulat riprese il suo lavoro politico nell’ambito del Consiglio nazionale degli sloveni, croati e serbi. In seguito ricoprì diversi altri ruoli in politica e aiutò così pure il suo Sokol. Bulat scrisse per i giornali dell’epoca come Novo doba e Život e tradusse anche poesie in italiano, soprattutto quelle di August Šenoa. Gajetan Gajo Bulat morì il 21 marzo 1927 a Spalato.
Ivan Manger fu un altro dei fondatori del Sokol spalatino. Nacque il 30 maggio 1841 a Spalato. Dopo aver completato le scuole primarie e secondarie, studiò giurisprudenza a Graz e a Padova, dove si laureò e conseguì il dottorato nel 1866. Già da studente si unì alle attività per il risveglio nazionale croato a Spalato, quindi lo troviamo come membro del Comitato promotore della neonata Sala di lettura nazionale slava nel 1862. Fu presidente per lungo tempo della Slavic Progress Society, fondata nel 1873. Manger divenne attivo nel Partito nazionale e alle storiche elezioni, dall’ottica nazionale croata, per il Consiglio comunale di Spalato del 1882 fu eletto consigliere comunale. Manger fu anche membro dei Consigli di amministrazione di varie società culturali cittadine. Oltre alle attività già menzionate nella Sala di lettura nazionale slava e nell’ambito della Slavic Progress Society, si distinse per la sua opera di beneficenza, nell’istruzione pubblica, nella Caritas, nella Mensa popolare e nella Società musicale di Zvonimir. Nel 1893 Ivan Manger fu uno dei fondatori del Sokol a Spalato e fu eletto anche presidente dello stesso. Nello stesso anno fu eletto sindaco di Spalato. Ivan Manger morì il 3 settembre 1919 nel capoluogo della Dalmazia centrale.
Josip Smodlaka e il tricolore
Josip Smodlaka fu il primo segretario del Sokol spalatino. Nacque il 9 novembre 1869 a Imoschi (Imotski), dove suo padre prestava servizio. Frequentò il liceo classico a Spalato e la Facoltà di giurisprudenza a Vienna e Graz, dove conseguì il dottorato. In gioventù era di destra, in seguito fondatore e organizzatore del Partito democratico croato per la Dalmazia, nonché deputato al Parlamento dalmata e al Consiglio imperiale a Vienna. Nel 1918 divenne sindaco di Spalato e propose il tricolore rosso-bianco-blu per la bandiera croata. Prima e dopo la Seconda guerra mondiale prestò servizio diplomatico e ricoprì l’incarico di ambasciatore in Vaticano, Germania e Spagna. Fu consigliere dell’AVNOJ e dello ZAVNOH e di nuovo sindaco di Spalato nel 1943. Nel 1900 Josip Smodlaka divenne il maggiore dei croati del Sokol di Spalato e mantenne tale carica fino al 1904. Scrisse molto sul lavoro di quest’organizzazione. Va sottolineato il suo ruolo importante nella creazione dell’Associazione croata del Sokol a Zagabria nel 1904. Successivamente venne eletto alla guida dell’organizzazione croata, per la quale redasse il primo statuto. Rimase nel Sokol croato fino al 1929. Josip Smodlaka morì il 31 maggio 1956 a Spalato e fu sepolto a Clissa (Klis).
Hubert Borelli Vranski
Hubert Borelli Vranski fu l’esperto economico, responsabile della fondazione della Società di ginnastica Sokol. Nacque il 29 luglio 1854 a Zara. Studiò a Zara, in Italia e nel Tirolo; si diplomò alla scuola di Spalato nel 1875. Studiò nelle scuole tecniche di Vienna e Praga e nelle scuole agricole di Vienna, Magyaróvár e Klosterneuburg. Come rappresentante del Partito nazionale nel Parlamento dalmata dal 1895 al 1901, e soprattutto dopo la sua elezione a presidente del Consiglio economico nazionale del Regno di Dalmazia nel 1905, si batté per il miglioramento dell’agricoltura e per la creazione di cooperative. Poi ricoprì svariati ruoli importanti nel Ministero dell’Agricoltura austriaco, nel Consiglio delle Ferrovie dello Stato a Vienna, fu sindaco del Comune di Zaravecchia (Biograd na moru) e consigliere dell’Ufficio del catasto del Regno di Dalmazia. Hubert Borelli Vranski fu anche tra gli artefici dello sviluppo dello sport a Zara, dove nel 1884 incoraggiò la fondazione della Società di ginnastica Sokol (in seguito Sokol croata), che operava in uno spirito nazionale. Fu attivo fino al 1914, quando fu eletto anziano onorario a vita. Incoraggò anche la fondazione di società di falconeria a Zaravecchia, Benkovac, Novigrad e in altri luoghi. Dopo aver lasciato Zara lavorò anche nell’organizzazione Sokol del neonato Regno SHS, ovvero del Regno di Jugoslavia. Hubert Borelli Vranski morì il 7 marzo 1938 a Sebenico.
Ivan Krstitelj fu un politico e membro anziano dell’amministrazione del Sokol croato. Nacque il 6 novembre 1867 nella località di Kučište sulla penisola di Sabbioncello (Pelješac). Si diplomò al liceo di Zara nel 1888 e conseguì il dottorato in giurisprudenza a Vienna nel 1894. Esercitò la professione di avvocato a Zara e Sebenico, dove fu sindaco dal 1906 al 1913 e membro di numerose istituzioni e società economiche, culturali e sportive. Krstitelj fu un anziano nell’amministrazione del Sokol croato dal 1902 al 1914. Prima e dopo il Primo conflitto mondiale fu molto attivo pure in politica. Ivan Krstitelj morì il 22 dicembre 1949 nella sua natia Kučište.
Melko Čingrija fu un politico e importante assistente sociale. Nacque il 1º aprile 1873 a Ragusa (Dubrovnik), dove conseguì il diploma di scuola superiore nel 1891. Studiò diritto a Vienna e Zagabria, completò il dottorato a Graz nel 1895 e lavorò come avvocato. Importante fu anche il suo lavoro con la gioventù di Ragusa (Dubrovnik), nei confronti della quale esercitò un’importante influenza politica precipuamente attraverso le attività sportive (fu il primo anziano della parrocchia croata Gundulić Sokol). Fu anche deputato nel Parlamento dalmata dal 1903 al 1908 e nel Consiglio imperiale dal 1911 al 1918. Inoltre fu sindaco del Comune di Ragusa (Dubrovnik) dal 1911 al 1914 e dal 1919 al 1920. Continuò attivamente il suo ruolo politico fino all’ultimo conflitto mondiale. Morì l’8 dicembre 1949 a Ragusa (Dubrovnik).
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 6 aprile 2024.