Circolo canottieri Diadora, l’autentico orgoglio di Zara (2 e continua)
La società di canottaggio Jadran è soltanto l’ultima delle grandi società che hanno reso popolare questo sport non solamente a Zara, ma in un ambito regionale molto più vasto e che hanno fatto la storia del canottaggio dalmata. Di Zara non si può parlare senza ricordare i grandi successi che ha ottenuto questo sport negli anni a partire dal 1885. Da quell’anno in poi è stato un susseguirsi di ottimi piazzamenti sia a livello nazionale sia a livello internazionale. Basti ricordare che le varie società di canottaggio zaratine hanno conquistato allori sia a livello europeo, sia a livello mondiale, ottenendo pure diverse medaglie olimpiche. Anche se oggi il canottaggio è considerato generalmente uno sport di serie B, questo non è assolutamente il caso di Zara. Qui abbiamo certamente una grande società di calcio e soprattutto un club di pallacanestro di prim’ordine: però è dal canottaggio che vengono i più grandi successi zaratini nel campo dello sport. Basti ricordare le medaglie olimpiche conquistate dai canottieri del principale centro urbano della Dalmazia centrosettentrionale a partire dal 1924.
SPORTIVI «CROATI» Il comitato olimpico croato prima delle Olimpiadi di Londra di quest’anno ha stilato una originale lista di tutti gli „sportivi croati“ che hanno vinto medaglie nella storia di questi Giochi. Qui hanno trovato posto non soltanto quei campioni che hanno conquistato medaglie con i colori della Croazia indipendente e sovrana oppure quelli che hanno ottenuto allori all’epoca della Jugoslavia, ma pure i medagliati con i colori dell’Austro-Ungheria e dell’Italia. In altre parole tutti gli olimpionici residenti nel corso della storia sul territorio dell’attuale Croazia. In questa lunga lista troviamo pure le medaglie vinte nel mondo del canottaggio.
DIMENTICATI IN «PATRIA» E proprio dal canottaggio arriva la prima medaglia a squadre conquistata nell’ormai lontano 1924 dai rematori di Zara. Questo primo grande successo a squadre dello „sport croato“ alle Olimpiadi, ancor oggi non è riconosciuto come tale dalla società più vecchia tutt’ora esistente a Zara, che infatti il periodo italiano non lo riconosce affatto come proprio. Potremmo dire, nemo propheta in patria…
CONTATTI CON L’ITALIA FIN DALL’INIZIO Però questa è una cosa facilmente comprensibile. Infatti dopo la Prima guerra mondiale Zara venne inglobata nel Regno d’Italia. Ma anche in precedenza i rematori di Zara partecipavano soprattutto alle regate che si svolgevano in Italia. Pure i primi remi erano venuti dall’Italia. Questi contatti erano una vera fortuna per i rematori zaratini che così potevano saggiare meglio la propria forza e avevano l’opportunità di partecipare a svariate competizioni sia a livello nazionale sia internazionale. Al contrario, rimanendo relegati in un ambito meramente regionale, i rematori zaratini avrebbero potuto partecipare solamente a pochissime regate, senza grandi possibilità di compiere progressi.
E così, dopo il Primo conflitto mondiale, non ci fu per il canottaggio zaratino alcun isolamento, ad onta del fatto che la città fosse divenuta di fatto un’enclave italiana in territorio jugoslavo, ma anzi si allargarono ulteriormente le opportunità sportive. Il Circolo Canottieri Diadora subito nel 1918 cominciò a partecipare a svariate regate e campionati di livello regionale, in primo luogo a Trieste e a Capodistria.
REGATA DI POLA Nell’agosto del 1919 i rematori zaratini partecipano alla regata di Pola, dove il quattro con composto da Luigi Miller, Antonio Toniatti, Francesco Cattalinich, Antonio Cattalinich e dal timoniere Latino Galasso si impose davanti alla Libertas di Capodistria e alla Arupinum di Rovigno. Gli zaratini ottennero, invece, il secondo posto nella gara degli juniores, dietro alla “Forza e Valore” di Parenzo.
I problemi comunque non mancavano. La regata successiva doveva essere quella di Trieste a settembre, però a causa di problemi logistici, ovvero di trasporto, la società dalmata dovette rinunciare alla trasferta. Seguirono problemi pure per quanto concerne la partecipazione ai campionati nazionali di Lecco. Sia per i fiumani che per gli zaratini il trasporto dei remi si rivelò impresa ardua. Le società lombarde cercarono di dare una mano, offrendo i propri, però alla fine non se ne fece nulla.
1920, ANNO DA INCORNICIARE Se il 1919 nell’insieme fu un anno costellato da grosse difficoltà, il 1920 sarà ricordato a caratteri d’oro negli annali di questa società. Infatti la Diadora partecipò ai suoi primi veri campionati d’Italia, alla Coppa Regina Elena. A “scendere in campo” fu l’otto con composto da Luigi Miller, Pietro Luxardo, Simeone Sofonio, Carlo Toniatti, Alfredo Toniatti e dai tre fratelli Cattalinich, Francesco, Simeone ed Antonio. A far da timoniere fu uno sportivo locale, Alfredo Mazzola del circolo Aniene. I dalmati stravinsero la regata, migliorando pure il loro tempo record stabilito nel 1911. Conclusero la gara in 7’8’’. Segui l’importante regata per la Coppa di S.M. il Re. Tra i favoriti c’era pure la Diadora. Dopo un’ottima partenza però uno dei remi si ruppe e con esso sfumò il sogno olimpico.
LA DISFIDA NEGATA Infatti quest’ultima fu una delle prove decisive per scegliere la squadra che doveva partecipare alle Olimpiadi di Anversa. Alla luce dell’incidente, prendendo in considerazioni i successi precedenti, la Commissione Tecnica volle organizzare una gara decisiva tra la Lario di Como e la Diadora. Però in seguito al rifiuto dei comaschi, l’iniziativa di rivelò vana e ad Anversa gli zaratini non poterono scendere in campo. Ma, come vedremo poi, l’appuntamento con la medaglia fu soltanto rinviato.
I DALMATI BATTERONO I GIULIANI Nel 1921 la Diadora organizzò a Zara i campionati giuliani a cui parteciparono pure le squadre dell’Arupinum di Rovigno, la Pietas Julia di Pola, la Libertas di Capodistria, l’Eneo di Fiume, il Nettuno e la Società Ginnastica di Trieste. A imporsi furono i padroni di casa che conquistarono un secondo posto nello skiff seniores con Alfredo Toniatti, un terzo posto nella jole a due juniores e s’imposero nella jole a quattro seniores (Alfredo Toniatti, Carlo Toniatti, Francesco Cattalinich, Antonio Cattalinich, timoniere Latino Galasso), nonché nella jole a otto seniores.
CAMPIONI D’ITALIA Con questo successo gli zaratini acquisirono la possibilità di prendere parte ai campionati italiani di agosto a Como. E furono di nuovo campioni d’Italia. Vinsero infatti nella gara “Regina Elena”, campionato di jole a otto seniores. Fu una gara anomala con soli tre equipaggi: Diadora, Itala e Lecco, i tre vincitori regionali. Però a imporsi furono i dalmati con il remo chiamato “I papà” (come consuetudine all’epoca ogni remo aveva un proprio nome). La squadra era composta da: Luigi Miller, Pietro Luxardo, Simeone Sofonio, Carlo Toniatti, Alfredo Toniatti, Simeone Cattalinich, Francesco Cattalinich, Antonio Cattalinich e il timoniere Latino Galasso. I dalmati disputarono pure la gara nel quattro fuori scalmo seniores finendo sesti, nonché quella in jole a quattro con timoniere juniores per la Coppa Principe di Napoli arrivando terzi. Infine disputarono la Coppa di S.M. il Re, outrigger a otto, dove finirono al terzo posto.
IL GLORIOSO 1922 Dopo l’ottimo 1921 arrivò un’annata ancora migliore, il glorioso 1922. Ai campionati nazionali che si disputarono a Napoli, la Diadora si impone in ben due gare. Vinse sia nella jole a otto che nell’outrigger a otto con lo stesso equipaggio composto da: Luigi Miller, Carlo Toniatti, Francesco Cattalinich, Simeone Sofonio, Simeone Cattalinich, Alfredo Toniatti, Antonio Cattalinich, Bruno Sorich e il timoniere Latino Galasso. Grazie a questo successo gli zaratini conquistarono la possibilità di partecipare ai campionati europei di Barcellona.
ARDUA LA PARTECIPAZIONE AGLI EUROPEI Un grande onore, ma pure foriero di grandi problemi. Infatti all’epoca a mandare le squadre agli europei, non era semplice sul piano finanziario; a sostenere le spese non era la Federazione, ma le singole società e città. Per fortuna a Zara si trovarono i soldi necessari e i rematori della Diadora furono in gara agli Europei.
IL TITOLO CONTINENTALE SFUGGITO D’UN SOFFIO E non soltanto parteciparono, ma “rischiarono” persino di portarsi a casa il titolo europeo. Furono in testa per i primi 1.200 metri per poi cedere ai forti francesi che alla fine si imposero. Fu comunque un’ottima gara, con cui venne festeggiato degnamente l’esordio europeo. I giornali italiani commentarono la mancata vittoria dei dalmati, sottolineando che l’equipaggio della Diadora non aveva la necessaria esperienza per affrontare con lo spirito giusto competizioni così dure e impegnative e che aveva risentito molto della responsabilità insita nella partecipazione a una regata così importante.
SUCCESSI A RIPETIZIONE Ormai per i rematori della Diadora i successi cominciavano a susseguirsi uno dopo l’altro. Nel 1923 ci furono di nuovo a Como i campionato italiani. Nella gara “Coppa Regina Elena” la jole a otto seniores si dovette arrendere per mezza lunghezza all’Eneo di Fiume, per poi vincere nella regata dell’otto fuori scalmo seniores “Coppa di S.M. il Re”. Per gli zaratini fu il quinto successo nazionale. A imporsi furono: Luigi Miller, Carlo Toniatti, Pietro Ivanov, Francesco Cattalinich, Simeone Cattalinich, Giuseppe Crivelli, Vittorio Gljubich, Bruno Sorich con il timoniere Latino Galasso.
UNO STORICO TRIONFO EUROPEO Soltanto sei giorno dopo, sempre sul lago di Como, si disputarono i campionati europei. I rematori dalmati di sicuro non partirono con i favori del pronostico; tutti ritenevano che i favoriti fossero innanzitutto i francesi e poi gli svizzeri. La lotta nell’otto con fu molto serrata. L’equipaggio della Diadora parte fortissimo e già ai 500 metri acquisì mezza lunghezza di vantaggio, ai 700 metri ebbe quasi una lunghezza di vantaggio. Però dopo il vantaggio si ridusse rapidamente e nei metri finali i dalmati si ritrovarono a vogare quasi in parità con gli svizzeri. Alla fine si imposero d’un soffio e donarono a Zara uno storico trionfo europeo.
OLIMPIADI, UN AUTENTICO CALVARIO Di anno in anno i successi del Circolo canottieri Diadora aumentavano sempre di più e diventavano sempre più marcati pure a livello internazionale. Così nel 1924 a farsi valere fu l’otto con composto da: Vittorio Gljubich, Pietro Ivanov, Simeone Cattalinich, Carlo Toniatti, Giuseppe Crivelli, Antonio Cattalinich, Francesco Cattalinich, Bruno Sorich e dal timoniere Latino Galasso. Il nome dell’armo? “Per finire?” Un nome quasi premonitore dei successi che sarebbero seguiti. Gli zaratini parteciparono innanzitutto alla selezione preolimpica di Sesto Calende, vincendo nonostante un incidente nelle qualificazioni. Conquistarono così il biglietto olimpico sfuggito quattro anni prima. Però l’inizio fu un autentico calvario. La Federazione prese una decisione strana. Invece di far rimanere l’equipaggio italiano ad allenarsi a Sesto Calende o in regione con il proprio remo, decise di far tornare a casa a Zara i rematori e di portare l’imbarcazione a Parigi per la gara olimpica.
NEL SEGNO DELL’IMPROVVISAZIONE Così l’equipaggio della Diadora fu costretto a improvvisare la preparazione a Zara con remi di fortuna, diversi dai loro e sopratutto da quello che avrebbero utilizzato a Parigi. La disastrosa organizzazione continuò pure in Francia. Infatti anche se la preparazione finale fu a Parigi, gli allenamenti si tennero in bacini ben lontani dai luoghi dove erano alloggiati, per cui ogni giorno dovettero sobbarcarsi lunghe trasferte. Senza contare che il loro remo era ancora in viaggio, per cui erano costretti ad arrangiarsi con uno preso in prestito in loco.
BATTUTI I FAVORITI La prima regata olimpica fu quella nella batteria, il 16 luglio. E ad Argenteui l l’otto della Diadora trionfò nella batteria contro gli strafavoriti australiani reduci da ben quattro anni di vittorie consecutive. Il giorno dopo era in programma la finale. Al nastro di partenza, oltre all’Italia, c’erano gli Stati Uniti, l’Inghilterra e la migliore squadra seconda classificata, il Canada.
L’ECCEZIONALE VITTORIO GLIUBICH La gara partì in maniera ottimale per i dalmati. La Diadora, guidata dall’eccezionale capovoga Vittorio Gljubich, partì fortissima e si ritrovò subito in testa assieme all’Inghilterra dopo i primi 500 metri. Ai mille metri gli zaratini erano secondi dietro ai forti statunitensi. Però il fatto che decise l’esito della gara avvenne ai 1.200 metri. Un incidente fece perdere il ritmo agli italiani, che così ridussero drasticamente le remate e scesero al terzo posto. Alla fine a vincere la medaglia d’oro fu l’imbarcazione americana seguita dal Canada.
MEDAGLIA DI BRONZO Il terzo posto e la conseguente medaglia di bronzo alla fine fu appannaggio dell’ottimo equipaggio zaratino! Una medaglia storica, la prima vinta nell’otto con dall’Italia. I media dell’epoca erano tutti concordi nel sottolineare pure la grande sfortuna capitata agli italiani. Un incidente raro, ma che nella foga di ottenere un grande risultato è sempre possibile. Tutto rilevarono che senza questo incidente alla fine l’argento sarebbe stato di sicuro a portata di mano. Quello che veniva inoltre sottolineato era il fatto che l’Italia aveva grazie gli zaratini il migliore equipaggio europeo e che a farne le spese erano state l’Inghilterra e la formidabile Australia.
DILETTANTI… ALLO SBARAGLIO Quello che però bisogna evidenziare è che all’epoca tutti i rematori erano dilettanti, avevano impieghi regolari e si ritrovavano per remare nel tempo libero. Per partecipare alle varie regate internazionali, campionati europei e Olimpiadi, dovevano lasciare temporaneamente i propri impieghi. Così fu pure in questo glorioso 1924, quando si assentarono da Zara per più di un mese. Al ritorno ci furono grandi festeggiamenti, ma pure la consapevolezza di dover tornare a lavorare e di dover rinunciare alle gare importanti che sarebbero seguite.
ZURIGO, APPUNTAMENTO MANCATO Ci furono grandi pressioni da parte della Federazione affinché la Diadora partecipasse ai campionati europei di Zurigo del 2 agosto. Visto l’ottimo successo alle Olimpiadi, l’oro appariva quasi assicurato. La Federazione iscrisse l’otto con zaratino alla gara, però alla fine i medagliati rinunciarono alla competizione.
Ma quali fossero i retroscena di questa rinuncia e come andò avanti la storia della Diadora, lo vedremo nella prossima puntata.
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Pubblicato sull’inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 10 novembre 2012.